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  • Processione della Madonna della Pace Padergnone

    Sul retro compaiono la data dell'evento tracciata a matita: 25 - 2 - 1937 e il timbro "Pietro Rigotti - cantina vini"; quest'ultimo, tuttavia, pare non avere alcuna rilevanza e significato per la fotografia.
  • Musica in terrazza

    Livio e Cesare (detto Cesarino) Bassetti suonano mandolino e chitarra sulla terrazza di casa in piacevole compagnia. Dietro di loro una catasta di robuste assi rivela la professione esercitata dalla famiglia: i falegnami.
  • La scuola di Margone

    Numerosi bambini giocano fuori dalla scuola che verrà poi chiusa nel 1969. Il parroco ha il lungo abito talare nero. Davanti alla scuola c'era uno dei tre pozzi del paese e appoggiata alla canonica si vede una piccola fontana realizzata grazie all'arrivo dell'acqua di Canal con la costruzione dell'acquedotto nel 1954.
  • Distruzione di una fontana

    Dopo la costruzione dell'acquedotto potabile, che ha portato l'acqua nelle case, la fontana in piazza, ritenuta ormai inutile, è stata distrutta.
  • Piazza mezzogiorno

    Questa foto della pizza di Lasino è databile ad inizio novecento. Sulla destra si vede un palo della luce, servizio che ha raggiunto Lasino nel 1900 con la costruzione della centrale idroelettrica a maso Modriz da parte del Consorzio Cooperativo di Cavedine. Nella parte Sud della piazza si può notare la presenza di un pozzo con tettuccio, poi andato in disuso e demolito.
  • A Carnevale col Negus

    Durante il carnevale di Vezzano, Roberto Garbari a cavallo rappresenta l'entrata del Negus (monarca etiopico) ad Addis Abeba, fatto successo il 5 maggio 1941 dopo che gli italiani avevano dovuto cedere la capitale etiopica agli inglesi. Nella foto si intravedono anche due carri allegorici tra le molte persone. Come spesso succedeva, la foto è stampata per essere usata anche come cartolina, in questo caso su carta prodotta dalla Gevaert, infatti dietro riporta la scritta: Cartolina postale - Carte postale - "Gevaert".
  • La secentesca fontana di Vezzano

    Due giovani ridono sedute sulla panca in pietra accanto alla fontana secentesca posta sull'angolo della piazza di Vezzano. Sopra la fontana in pietra la testa del leone che la alimenta. Questa fontana verrà poi monumentalizzata nel 1917 ed in quell'occasione verrà tolta la panca.
  • La diligenza a Vezzano

    Interessante cartolina acquerellata della piazza di Vezzano. Lo scatto è precedente al 1904, anno in cui venne demolita la chiesa, poi ricostruita più grande e con diverso orientamento. Il perimetro della vecchia chiesa è ora reso visibile nella pavimentazione in porfido del piazzale. In primo piano si vede la diligenza trainata da due cavalli; oltre alla posta trasportava su prenotazione anche le persone con i loro bagagli. Proprio nella piazza di Vezzano c'era la sede del cambio cavalli. Il servizio di trasporto pubblico che attraversava la nostra valle si chiamava "Il Pedone" ed era attivo sulla direttrice Trento-Sarche-Riva probabilmente da quando la strada venne ultimata nel 1848. Nel 1895 l'impresa Malacarne istituì una corsa giornaliera Trento-Ponte Arche con cambio di cavalli a Vezzano e tempo di percorrenza di 4 ore (6-10), ce ne volevano 7 per la tratta Treno-Tione. Nel 1908 venne soppiantata da una vettura a motore come possiamo vedere in questa foto:
  • Folto gruppo davanti alla Cooperativa

    In occasione di una festa paesana, un folto gruppo posa davanti a quella che è stata la seconda sede della Famiglia Cooperativa di Ranzo, utilizzata dal 1907 al 1971. Possiamo notare un grande gelso e il vecchio impianto di illuminazione pubblica coi cavi aerei ed il lampione con il classico piatto.
  • Sulla Via del Borgo

    Due donne conversano tra loro lungo l'antica via del Borgo proprio dove si diparte via Picarèl. La strada è sterrata ma le parti accanto alle case sono selciate. Sulla destra si vede l'edificio ora sede della Comunità di Valle; dopo il portone d'entrata della sala seminterrata, c'era una porta aperta dalla quale chiunque accedeva, tramite una scala interna, al piazzale della chiesa; la parte sporgente dell'edificio è stata poi demolita. Sulla sinistra, la presenza dell'illuminazione pubblica elettrica accanto alla lanterna ad olio, oltre all'abbigliamento femminile, ci induce a datare lo scatto poco oltre il 1911, anno in cui l'elettricità è arrivata a Vezzano. Accanto ai corpi illuminanti si vede la nicchia entro cui era presente un crocifisso, poi tolto dai Gentilini. Altra lanterna, meglio definita, si può vedere in un'altra foto di Vezzano:
  • Anziana e bambina a Castel Madruzzo

    Oggi il muretto sulla destra non è più presente; al suo posto c'è un piccolo parcheggio. La datazione è motivata dal fatto che sappiamo che la bambina ritratta è del 1941.
  • Neve "ai alberoni"

    Olga Morandi con la figlia Maria Carla in braccio sono ferme a bordo strada circondate dalla neve. Ben visibili gli ippocastani che hanno dato il nome al luogo, un carro parcheggiato e la salita al doss poi trasformata in scalinata, una slitta appoggiata al deposito della legna.
  • La "boara"

    Sarina Miori di Lon, detta ”la boara”, poiché era solita guidare il bue, è qui a Vezzano col suo carro tirata in ghingheri per andare a fare la spesa, insieme alla cuginetta Maria (detta Mariotta).
  • Donna che trasporta acqua

    Natalina Beatrici in Sommadossi rientra a casa con l'arcuccio (in dialetto brentóla o bazilón) in spalla con i secchi pieni d'acqua. Due galline becchettano tranquille sulla strada sterrata. Il primo acquedotto di Ranzo risale al 1954, prima di allora l'acqua veniva trasportata a spalla con la "brentöla" andandola a prendere alle fontane quando andava bene o alle Masere o addirittura al Tuf. Sul muro accanto al portico si intravede appena la scritta Via Castel Roman.
  • Con la pecora

    Olga Morandi partiva da Vezzano e saliva il ripido sentiero dello Scal per far visita agli amici di famiglia a Margone, eccola lassù con una pecora degli amici. Alle sue spalle la scuola. (La strada Vezzano-Margone è stata costruita nel 1949 dalla SISM per raggiungere il pozzo piezometrico verso Maso Rualt, collegato alla Centrale Idroelettrica di Santa Massenza.)
  • I Morandi falegnami

    Al centro Casimiro Morandi, il falegname che ha aperto in questo edificio l'officina che hanno poi portato avanti i figli Alfredo (ultimo a sinistra) e Tullio, mentre la figlia Elia (ultima a destra) faceva la sarta. Gli altri sono amici di famiglia che si trovavano la domenica per stare in compagnia e terminare spesso con una buona cena cucinata da Fortuna, la moglie di Casimiro. La casa è poi stata ampliato q questa parte è ora all'interno.
  • Processione della Madonna della Pace

    La solenne processione sta sfilando ai piedi dei "Crozzòi", antico nucleo abitativo del paese, insieme a quello dei "Caschi". In primo piano le caratteristiche "arche" decorate con rami di pino sostengono la scritta PAX e numerose bandierine triangolari rallegrano la via. Sullo sfondo si vede la vecchia Chiesa dei santi Filippo e Giacomo e sulla sinistra la salita sul Dòs Alt. Gli uomini della confraternita del Santissimo, con la tunica bianca e azzurra, portano la statua della Madonna della pace ed i ceri; intorno ci sono i vigili del fuoco col loro elmetto e la divisa similmilitare. Dietro si vedono i parroci, il coro e le donne. L'ultimo dei sacerdoti è don Giuseppe Tamanini, curato di Padergnone dal 1919 al 1953.
  • Impiegata agli Alberoni

    La signorina Enoe, impiegata al Comune di Vezzano, era appoggiata ad uno dei grossi ippocastani che avevano dato il nome a questo punto d'incontro. Sullo sfondo la salita al "Doss" che ora è una scalinata.
  • In bicicletta a Vezzano

    Loredana Garbari in bicicletta all'esterno del ristorante che si trovava vicino alla fontana della piazza di Vezzano: da notare la scritta che pubblicizza il Vino Santo, che vendevano all'interno del locale.
  • Coppia sul ponte della stretta

    Coppia fotografata da Ermenegildo Garbari sul ponte della stretta di Padergnone, fra il 1940 e il 1945: Ermenegildo girava con la sua macchina fotografica nei giorni di festa per vedere se qualcuno voleva farsi scattare una fotografia, per poter guadagnare qualcosa in più, ed è quello che probabilmente è capitato con questa coppia. Il ponte è ancora quello vecchio, e sullo sfondo si vede il canneto dalla parte del Lago di Toblino, con il pendio dietro che sale verso Calavino.
  • Alla dogana

    Un folto gruppo di persone, completo di "balilla", "piccole italiane", maestro di scuola e brigadiere dei carabinieri, attende evidentemente un ospite di riguardo presso la dogana a Padergnone, ma non ci è dato sapere chi. Era chiamata Dogana il grande edificio a mo' di capannone costruito parte in legno e parte in muratura, al fine di ospitare, a partire dal 1895, il cambio di cavalli della corsa con messaggeria postale Trento-Ponte Arche [come troviamo nei documenti dell'epoca]. In sèguito, fino al suo smantellamento negli anni Cinquanta, la costruzione fu usata come locale pluriuso, compreso l'adattamento a sede per le recite della filodrammatica padergnonese denominata 'Ginestra'. Sulla destra della foto è ben visibile la scritta "ALBERGO VINO SANTO". Era al tempo l'unico albergo del paese ed era denominato "Albergo al Gallo". In basso vi è la data espressa anche come "A XVI". L’obbligo di aggiungere, in numero romano, l’anno dell’era fascista accanto a quello dell’era volgare entrò in vigore a partire dal 29 ottobre 1927, adottando come data di inizio quella della Marcia su Roma (28 ottobre 1922); l'anno XVI E.F. andava perciò dal 28 ottobre 1937 al 27 ottobre 1938 . Sul retro è impresso un timbro solo parzialmente visibile; si riesce a leggere: PEDROTTI MARIO FOTOGRAFO.
  • I coscritti del '33

    Gruppo di ragazze e ragazzi del 1933 riuniti nei pressi di Santa Massenza. Sullo sfondo si vede il paese. Questo stesso luogo è stato poi alzato di un paio di metri con materiale riportato per far posto alla sottostazione della centrale idroelettrica.
  • Gruppo presso il portico di Santa Massenza

    Un gruppo di persone si trova nei pressi del portico di Santa Massenza, chi in strada, chi sulla porta o sulla finestra di casa. Un uomo conduce un cavallo che traina un carro, un ragazzo porta una fascina di legna. Tutti gli uomini portano gilet e cappello. Molti i cambiamenti di questo angolo di paese sui quali vale la pena soffermarsi: - la strada era costituita da due strisce in pietra per il passaggio dei carri ed il resto era in selciato; - la scala che sale alla casa alla destra del portico era larga con bassi scalini n pietra e selciato percorribili anche dai carri; - all'ultimo piano di quella casa c'era un poggiolo di legno; - sulla sinistra vediamo una casa che è stata poi abbattuta per far posto al piazzale della chiesa.
  • I coscritti del '37

    Il superamento della visita di leva, che rendeva i giovani abili al servizio militare, costituiva un rito di passaggio alla vita adulta. Evento importante dunque, che andava festeggiato. Il cappello ornato di fiori e piume era il simbolo che i giovani portavano in questa occasione e che veniva tradizionalmente addobbato dalle loro coetanee. Dietro di loro possiamo vedere due "bene" appoggiate alle case, contenitori in rami intrecciati per il trasporto con il carro di merci e del letame.
  • Prima comunione

    Renzo, Mariuccio, Giorgio, Elvio, Giordano, Danilo, Carla, Maria Luisa ed Emmanuele in posa per la foto della loro prima comunione in tempo di guerra. Le bambine portavano un lungo vestito bianco ed il velo bianco, una anche i guanti bianchi. I bambini avevano pantaloni e giacca con una fascia bianca intorno al braccio sinistro. Come si può notare il piazzale della chiesa non aveva ancora i muretti di recinzione.