Emigrazione

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  • Monumento ai caduti di Cavedine

    Fu eretto nell'anno del giubileo 1933-34 e riporta: "Cavedine in memoria dei suoi figli caduti in guerra e di quelli morti lontano dalla terra dei padri perché tutti qui vivano nell'affetto e nella prece [preghiera] dei fratelli". Come recita il cartello posto sul luogo curato dagli alpini di Cavedine: "Il gruppo statuario, con la croce centrale, la Madonna piangente e l'Angelo consolatore, è opera del roveretano G. Ziglio."
  • Capitello degli americani

    Lungo il percorso della "passeggiata archeologica" si trova questo capitello, detto "degli americani", eretto dagli emigranti americani nel 1923. Il capitello è dedicato a Santa Maria Assunta, infatti, nella sua nicchia ospita proprio una statua della santa. Venne inaugurato il 5 settembre dello stesso anno. Bibliografia:
  • Attilio Ernesto Tonelli

    Attilio Ernesto Tonelli nacque a Vezzano nel 1880 ed è figlio di Teodoro Domenico Tonelli (di Vezzano) e (Giuseffa Chistè di Calavino). Nel 1905 emigrò negli Stati Uniti e lavorò in una miniera di carbone a South Wilmington (un villaggio minerario dell'Illinois): qui conobbe sua moglie. In seguito cambio attività, aprendo un negozio di alimentari, e quando si spostò a Joliet (un altra cittadina dell'Illinois) nel 1912, aprì anche lì un negozio. Teofilo Tonelli, suo fratello, lo raggiunse e aprì anche lui un negozio nella cittadina. Un terzo fratello, Evaristo Lorenzo Tonelli emigrò a Buenos Aires, in Argentina, mentre il quarto fratello, Giuseppe Oreste Tonelli, giunse nel Michigan. Fra il 1905 e il 1908, Attilio mandò in patria, ai genitori rimasti a Vezzano, parte dei soldi guadagnati col lavoro in miniera. Mandò l'equivalente di circa 10,403.00 dollari, quasi 9.000,00 euro, una cifra cospicua per l'epoca. Una delle ricevute la mandò alla sorella, Cesarina Garbari Tonelli, per poter aiutare la sua famiglia a compiere il viaggio per raggiungerlo in America e fargli visita. I genitori, la sorella e qualche altro familiare lo raggiunsero. Sua madre Giuseffa, purtroppo, morì in America per cause non note e non si riuscì a reimpatriare la salma: fu quindi seppellita in Illinois, a Braidwood. Attilio morì in Illinois nel 1961. Quasi un secolo dopo, Rodney, discendente di Attilio, ricostruisce la vita da emigrato del bis nonno cercando e collegando documenti e fotografie.
  • Passaporto di Attilio Ernesto Tonelli

    Passaporto di Attilio Ernesto Tonelli.
  • Passaporto militare Attilio Ernesto Tonelli

    Passaporto militare di Attilio Ernesto Tonelli che documenta gli spostamenti e le attività fino al 1911, dove il timbro riporta la città di Chicago.
  • Iscrizione Schützen Attilio Ernesto Tonelli

    Documento che attesta l'iscrizione di Attilio Ernesto Tonelli nel corpo degli Schützen di Vezzano, in data 13 novembre 1904, l'anno prima di emigrare in America. Al tempo svolgeva il lavoro di contadino a Vezzano.
  • Certificato di matrimonio Attilio e Pierina Pomotto

    Certificato di matrimonio di Attilio Ernesto Tonelli e Pierina Pomotto, celebrato l'8 dicembre 1906. Attilio aveva 26 anni mentre Pierina 19.
  • Memorie Attilio e Pierina

    Memorie per Attilio Ernesto Tonelli, morto il 20 aprile 1961 e per la moglie Pierina, morta il 6 ottobre 1942. Pierina viene semplicemente nominata come Mrs. (miss) Attilio Tonelli, e da nessuna parte sulla memoria compare il suo nome completo.
  • Attilio con la moglie Pierina

    Attilio Ernesto Tonelli ritratto con la moglie Pierina in una fotografia dell'epoca. La coppia visse in Illinois e non ritornò più in Italia.
  • Attilio Ernesto Tonelli ritratto di famiglia

    Attilio Ernesto Tonelli ritratto in due fotografie: la prima con una nipote, nella seconda con moglie e figli. Nella prima, si nota la bambina a cavallo di un triciclo, che per l'epoca sarebbe stato davvero inusuale per il nostro territorio. Una volta trasferitosi con la famiglia a Joliet, lì rimase: Rodney, suo discendente e autore della ricerca di ricostruzione, vive ancora a Joliet con la famiglia.
  • Ricevute denaro mandato in patria

    Attilio Ernesto Tonelli fra il 1905 e il 1908 mandò in patria, ai genitori rimasti a Vezzano, i soldi guadagnati col lavoro in miniera. Mandò l'equivalente di circa 10,403.00 dollari, quasi 9.000,00 euro, una cifra davvero incredibile per l'epoca. Una delle ricevute la mandò alla sorella, Cesarina Garbari Tonelli, per poterli aiutare nel viaggio per raggiungerlo in America, per una visita. I genitori, la sorella e qualche altro familiare lo raggiunsero: sua madre Giuseffa, purtroppo, morì in America e non si riuscì a reimpatriare la salma: fu quindi seppellita in Illinois, a Braidwood.
  • Attilio Tonelli nel suo negozio

    Attilio Ernesto Tonelli con la famiglia in uno scatto che lo ritrae all'interno del suo negozio a Joliet. Attilio Ernesto Tonelli nacque a Vezzano nel 1880 ed è figlio di Teodoro Domenico Tonelli (di Vezzano) e (Giuseffa Chistè di Calavino). Nel 1905 emigrò negli Stati Uniti e lavorò in una miniera di carbone a South Wilmington (un villaggio minerario dell'Illinois): qui conobbe sua moglie. In seguito cambio attività, aprendo un negozio di alimentari, e quando si spostò a Joliet (un altra cittadina dell'Illinois) nel 1912, aprì anche lì un negozio. Teofilo Tonelli, suo fratello, lo raggiunse e aprì anche lui un negozio nella cittadina. Un terzo fratello, Evaristo Lorenzo Tonelli emigrò a Buenos Aires, in Argentina, mentre il quarto fratello, Giuseppe Oreste Tonelli, giunse nel Michigan. Attilio morì in Illinois nel 1961. Quasi un secolo dopo, Rodney, discendente di Attilio, ricostruisce la vita da emigrato del bis nonno cercando e collegando documenti e fotografie.
  • Un ricordo da Buenos Aires

    Tullio Morandi, emigrato in Argentina, manda questa sua foto ricordo a Casimiro Morandi di Vezzano scrivendo "Accettate questo ricordo in segno di affetto dal vostro cugino e nipote Tullio"
  • Lettere di Giacomo Biotti

    Queste lettere sono state scritte da Giacomo Biotti di Padergnone, negli anni 1856 e 1859. Dalle date e dai luoghi da cui scriveva, non è chiaro in quali guerre abbia combattuto. Nelle sue lettere Giacomo saluta i familiari indicando sempre il luogo e il battaglione nel quale si trova. In una in particolare domanda se la famiglia abbia del denaro da spedirgli, perché la paga da miliare è miserabile, ma se non si potesse, fa niente.
  • Imbocco della galleria ai Gaggi

    Ingrandimento 20x12,5 cm di una foto appartenente alla famiglia. Emigrati in visita al paese natio lo trovano stravolto dai lavori per la costruzione della Centrale Idroelettrica di Santa Massenza: il paese è pieno di vita, case e baracche accolgono i numerosi lavoratori, è stata realizzata una una strada camionabile e su ai Gaggi si scava una delle gallerie che entra nella montagna per realizzare la condotta forzata sotterranea che dal Lago di Molveno arriva a Santa Massenza. Insieme ai familiari sono qui in visita all'entrata di questa galleria: la finestra ai Gaggi.
  • Discesa con la slitta

    Il piccolo Gianni, statunitense era andato a Lon per conoscere la famiglia della madre. Lì ha iniziato a soffrire di mal di denti, quindi è stato portato a farsi curare a Margone da don Plotegher. Qui lo vediamo con mamma Angelina e zia Olga che rientra sulla slitta dal sentiero dello Scal, al tempo l'unica strada di collegamento del paese col fondovalle.
  • Al "Canevin"

    Dentro l'avvolto chiamato "Canevin" c'è la sorgente della roggia che attraversa Fraveggio e sfocia nel Lago di Santa Massenza. Fino alla realizzazione dell'acquedotto, nel 1954, era lì che la gente di Lon andava a prendere l'acqua. Qui vediamo Noemi col secchio di rame (cracidèl) adatto allo scopo. La foto è stata scattata da sua sorella Angelina, emigrata negli Stati Uniti, che era tornata nel paese natio per presentare il figlioletto Gianni, in foto, alla sua famiglia.
  • Proiettore di diapositive Brumberger 1316

    Il proiettore di diapositive Brumberger Modello 1316, N. di serie B17405, 340 Watt, 115 Volt, 60 cicli A.C., T8 ½ Lampada a contatto singolo 300 Watt max, è stato prodotto negli anni ‘50 a Brooklin – New York – USA, è dotato di lampade di riserva ed è perfettamente funzionante. Regolando l’inclinazione del proiettore e la messa a fuoco si possono fare proiezioni a parete all’interno di una stanza buia. L’accessorio per il cambio automatico diapositive Airequipt permette di inserire il carrello metallico contente 38 diapositive 5x5cm, inserite a loro volta singolarmente in un supporto metallico, in modo da proiettarle in sequenza una dopo l’altra. Le diapositive sono conservate in tali carrelli all’interno di scatole di cartone con coperchio trasparente. Il proiettore è contenuto in una custodia portatile di legno, che misura 34x23x22 cm. È stato portato a Vezzano nel 1966 dall’emigrato John Monti insieme ad una valigia di diapositive e ad un trasformatore di tensione dai 115 volts utilizzati in USA ai 220 volts in uso in Italia. Per poter visionare le sue diapositive è dunque necessario tutta questa attrezzatura a meno che non si tolgano tutte le diapositive dai loro supporti in modo da poterle inserire in un normale proiettore.
  • La valigia della storia

    Così chiamano in famiglia la valigia che John Monti, emigrato in U.S.A. (Florida e California), originario del bellunese e marito di Angelina Miori di Lon, ha donato a Paolo Chiusole. La carta di imbarco incollata sul davanti è datata 9 maggio 1966 e testimonia che questa valigia ha viaggiato con John E. Monti sulla nave Constitution partita dal molo 84 di New York con sbarco al porto di Genova, con destinazione Vezzano , Trento, Italy. La, valigia, della dimensione di 60X45X18 cm è robusta, fornita di chiusura a chiave, divisa all'interno in due settori distinti e munita di tasche. Essa contiene un patrimonio di circa 800 diapositive scattate dal Monti, di cui una parte nei suoi viaggi e soggiorni a Lon tra i 1956 e il 1968, contenitori e mascherine per diapositive, lampade di ricambio per il proiettore. È testimone dei viaggi transoceanici dei nostri emigrati, custode della memoria di tanti momenti di vita e angoli della nostra valle negli anni '50-'60, che gli emigrati fotografavano e filmavano più spesso dei residenti, in parte perché era per loro forte il bisogno di portarsi via un po' di ricordi della loro terra natale, in parte perché quelli che potevano permettersi di andare e tornare avevano raggiunto una certa sicurezza economica.
  • Eugenio Leonardi in tuta da pilota

    Fotografia di Eugenio Leonardi con addosso la tuta da pilota: in Argentina faceva le gare automobilistiche.
  • Cartolina in partenza per l'America

    Cartolina scritta da Eugenio Leonardi in partenza per l'America da Genova fra il 1900 e il 1910: Eugenio si recò in America a lavorare, ma partecipò anche a delle gare automobilistiche in Argentina. Quando tornò, insegnò a guidare ad alcune persone di Vezzano. Chiese alla fidanzata, Onorina Faes, di raggiungerlo, ma siccome lei rifiutò fu lui a tornare in Italia. La cartolina presenta sul davanti una fotografia e la dicitura "GENOVA - Piroscafo in partenza per l'America". Sul retro, indirizzata a Signorina Onorina Faes, Eugenio scriveva: "Cara Onorina, Scusami tanto che io son partito da Vezzano senza salutarti ma perquesto me ricorderò sempre" e "di te e io ... in .. io ti saluto adeso che io parto da Genova ... con questo vapore ti saluto e sono e sarò sempre il tuo A Eugenio Leonardi". Tornato a Vezzano lavorò anche ai primi impianti elettrici del paese: probabilmente in America aveva svolto lavori simili e laggiù aveva imparato il mestiere.
  • Il saluto di Assunta Gianordoli

    Assunta Gianordoli di Lasino, in posizione centrale dietro nella foto, prima di partire per gli Stati Uniti d'America col marito Giuseppe Ceschini, saluta le parenti con una visita al santuario di Piné. La sorella suora dona a tutte una medaglietta della Madonna di Caravaggio alla quale è dedicato il luogo sacro. Si recano poi dal fotografo per immortalare questa uscita e conservare un ricordo dei parenti lontani.
  • Quadro con famiglie riunite

    Questo quadro a carboncino acquerellato è stato realizzato a partire dalle due fotografie di famiglia allegate per ricongiungere virtualmente con la mamma i sei fratelli della famiglia Ceschini di Lasino ("Maibei"), tre dei quali emigrati negli Stati Uniti. Nel quadro è raffigurato evanescente anche uno dei bimbi di famiglia morto nel frattempo.
  • "Nane Periòt" con le nipoti

    La fotografia è stata scattata in occasione della prossima partenza per l'America di Silvia Ceschini, una delle nipoti dell'autore di canti popolari Giovanni Dorigatti, detto "Nane Periòt". Con loro un'altra nipote: Maria Dorigatti. Era usanza all'epoca recarsi dal fotografo per avere un ricordo degli emigranti in forma di fotografia. La foto in formato 18x24 cm, scansionata in questa occasione, è una ristampa recente dell'originale messo a disposizione per una mostra.
  • Ritratto di emigrante

    Ritratto di Agostino Merlo, giovane emigrante originario di Vigo Cavedine, trasferitosi in America del Nord.