Lo scatto ritrae un evento particolare avvenuto presso la vecchia canonica del paese di Stravino. Il luogo è dove c'era l'unico ristorate di Stravino, ora chiuso. Il ricordo della precedente funzione dell'edificio è mantenuto nella denominazione della "caneva" usata nella manifestrazione "Stravino Stravinario", organizzata ogni ultimo fine settimana di luglio dalla Pro Loco di Stravino: "la vecia canonega".
Sul balcone sono presenti personaggi allora importanti in valle come gli autisti e un certo signor Folgaresi.
L'occasione di festa era in occasione dell'ingresso in paese di don Luigi Mascotti.
Si trattava di un locale fittizio le cui pareti erano formate da lenzuola bianche sorrette da legni e addobbato con crocifisso, quadri rappresentanti soggetti sacri e fiori; all'interno la bara sulla quale la gente aspergeva la propria benedizione.
Questo registro riporta i nomi di tutti gli iscritti alla Confraternita dal 1931 fino al 1971. Sono qui riportate al completo le pagine degli iscritti tra il 1931 e il 1941, solo due pagine del periodo 1942-52, 1953-1962, 1963-71 per mostrare il cambiamento delle quote.
198 soci risultano aver pagato la loro quota nel primo anno (1931), 175 nell'ultimo anno (1971).
Gli iscritti dovevano versare una tassa iniziale di iscrizione e poi una quota annuale. La tassa di iscrizione variava a seconda dell'età e quindi della speranza di vita del neo iscritto in quanto alla morte di un socio la confraternita aveva l'impegno di far celebrare a sue spese tre messe a suffragio del socio defunto. La tunica veniva acquistata a parte, era rossa con una corda di lana intrecciata in vita e un triangolo che cadeva dalle spalle sulla schiena terminante con una nappa. Un semplice foglietto inserito nel registro riporta le quote della tassa di iscrizione (1956), poi corrette(1963): dai 20 ai 30 anni £ 200, poi 300, dai 30 a i 40 anni £ 300 poi 400, dai 40 a i 50 anni £ 500 poi 700, oltre i 50 anni £ 1000 poi 1500, tassa annuale £ 100 poi 150. Per i periodi precedenti la quota annuale si può desumere dai pagamenti effettuati £ 1 nel 1931, cresciuta a £ 2 nel 1941, a £ 10 nel 1946, £ 20 nel 1948, £ 40 nel 1949, £ 50 nel 1954.
All'epoca le bambine indossavano un abito bianco col velo. Le mani guantate di questa bambina reggono l'attestato dell'avvenuto sacramento. Sulla sedia, il libro delle preghiere che ogni bambina aveva.
La foto in formato 18x24 cm, scansionata in questa occasione, è una ristampa recente dell'originale messo a disposizione per una mostra.
All'epoca i bambini venivano battezzati il giorno stesso o quello immediatamente seguente la nascita. Le partorienti, considerate impure, non potevano partecipare alla cerimonia e i neonati venivano solitamente portati in chiesa da un'altra donna della famiglia. Nella foto la bambina è ritratta in braccio alla nonna Pasquina ed è accompagnata dalle sorelle.
Si noti il prezioso tradizionale porta enfant da cerimonia bianco nel quale la bimba, tutta vestita di bianco, era ben protetta per la sua prima uscita da casa.
Lo zio, che si era avvicinato al mondo della fotografia quando era militare ad Addis Abeba, emigrato in Belgio si era comperato la macchina fotografica e così quando rientrava a Lasino fotografava i suoi familiari. Spesso dobbiamo ai nostri emigrati le testimonianze fotografiche dei nostri antenati.
Foto ricordo dei bambini nati nel 1937 che hanno ricevuto la Prima Comunione nel 1945 a Cavedine. Lo scatto è stato realizzato davanti all'ingresso della Chiesa dei Santi Martiri di Cavedine.
Il Crocefisso è scortato da due diverse confraternite e da due ufficiali dei Carabinieri. La processione è molto partecipata in quanto il corteo prosegue a perdita d'occhio fino alla strada (attuale SP 84). La data é riportata sul retro, nell'intestazione della cartolina.
La fotografia ritrae la processione con il Crocifisso per invocare la pioggia in un periodo di siccità durante l'estate del 1935, in particolare durante il mese di agosto.
Tra i 48 alunni delle prime classi di ambedue i sessi ci sono anche le bambine più grandi, si noti la presenza della maestra tra gli alunni, di due parroci e del maestro che si affiancano al gruppo.
La datazione suggerita è indicativa.
La chiesa è posta in zona centrale ed è orientata verso est. La facciata è tripartita con corpo centrale affiancato da salienti laterali. Il portale è architravato. La torre campanaria è posta a sud. L'interno è a tre navate e la zona presbiteriale è rialzata e vi si accede con cinque gradini.
E' presente dal XIII secolo e fu oggetto di arricchimenti nelle decorazioni ad affresco dopo il 1250.
Le pareti della sala furono nuovamente affrescate verso la fine del XV secolo e questo comportò la perdita di parte dei dipinti di epoca anteriore.
Nella seconda metà del XVIII secolo l'edificio venne ristrutturato ed ampliato con un allungamento della sala ottenuto con la trasformazione della navata originale nel nuovo presbiterio. In tale occasione vennero arricchiti gli interni con cornici realizzate in stucco.
Durante il XX secolo all'interno delle cornici a stucco del settecento vennero dipinte opere a tempera e la chiesa venne nuovamente ampliata. Le mura laterali vennero abbattute e ricostruite in modo da ottenere tre navate. Dopo tali lavori venne celebrata la solenne consacrazione, nel 1908.
Venne elevata a dignità parrocchiale nel 1919.
Negli anni ottanta, nel corso di un restauro, fu possibile recuperare parte di superfici affrescate risalenti ai primi tempi dell'edificio su parti murarie originali del XIII secolo.
Gli ultimi interventi di restauro conservativo e di recupero delle antiche decorazioni si sono conclusi nel 2008.
Nel tabernacolo troviamo un affresco raffigurante il 'Padre Eterno,, opera di Valentino Rovisi.
Veduta della collina e della chiesetta monumentale di San Siro, con la strada che sale costeggiata da un muro di sassi, le stazioni della via crucis e la croce sulla cima. Alti cipressi seguono la strada che sale e si trovano sparsi anche nel giardino antistante la chiesetta. Sul retro della cartolina con una piccola dedica è indicata la data dell'8 marzo 1961 o 1962.
Chiesetta di San Siro in uno scatto che comprende anche i capitelli della via crucis e la croce sulla cima della collina. Sul retro della cartolina, oltre alla data del 28 agosto 1961, vi è scritto: "Vi sono vicino colla preghiera... coraggio. Tanti saluti e un bacione, un ricordo Giovanna ... Maria Rosa".
Cartolina scattata dalla collina dove si trova la Chiesetta di San Siro, proprio di fronte all'abitato di Lasino presente sullo sfondo. Sulla cartolina vi è indicata l'altitudine del paese, a 463 metri s.l.m. .
La processione lascia il colle della chiesa di Covelo per scendere in paese. Si possono notare la classica disposizione della sfilata, le tuniche bianche-blu della confraternita che porta la statua, le donne in nero col crocefisso e i ceri. Si intravedono le tradizionali arche in rami di pino.
Sullo sfondo, appoggiato alla casa, l'assito di un carro, testimone dell'uso ancora vivo di questo mezzo di trasporto.
La fotografia ritrae il momento conclusivo della processione con la nuova statua della Madonna destinata alla Chiesetta delle Coste donata da Aleandro Merlo. Tra la grande folla vi è anche la Banda di Cavedine.
La campana riporta fregi vegetali nella parte alta e bassa. Dalle iscrizioni si può desumere la datazione, che risale al papato di Giovanni XXIII e al Concilio Vaticano II, quindi tra il 1962 e il 1965.
Nella seconda immagine, il parroco benedice la campana con l'incenso.
Il corteo è preceduto da un gruppo di bambine in abito bianco recanti dei mazzi di fiori (?). Dei membri della Confraternita portano la statua della Madonna, affiancati da un grupppo di donne sempre in abito bianco, recanti dei ceri. Dietro, gli officianti, il crocifisso, infine, il gruppo di fedeli. Si noti la presenza dell'affresco sulla facciata della casa in Via S. Maria, tuttora presente.
La fotografia ritrae un momento della processione avvenuta nel paese di Stravino durante una visita pastorale dell'arcivescovo Celestino Endrici.
È possibile notare le pareti dei muri abbellite con preziosi copriletti e tovaglie. Tale usanza era simbolo di rispetto da parte dei fedeli durante le processioni religiose.
Gioco di fortuna usato tradizionalmente alla festa della Commemorazione del Voto di San Valentino a Vezzano la prima domenica di settembre. È formato da una griglia in cui sono inseriti dei cilindri di legno, detti "pirolòti", che si differenziano nella parte nascosta in tre tipologie. Quelli bucati sono collegati ai premi più belli, i rossi a quelli di medio valore, i bianchi a quelli di consolazione.
Processione della Madonna del 1960 circa. La popolazione si trova riunita nelle campagne di Fraveggio, delle quali si intuisce una posizione incerta grazie alla montagna (versante del Monte Gazza).