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  • Funerali di don Angelo Cazzoli

    Don Angelo Cazzoli fu parroco di Santa Massenza tra il 1940 e il 1955. In queste foto scattate al suo funerale nel breve tragitto dalla canonica alla chiesa, possiamo notare che la sua bara era portata a spalla e numerosi parroci lo accompagnavano. Nella lunetta sopra la porta d'entrata della chiesa si nota la raffigurazione di un tendaggio aperto.
  • Riconoscenza a Santa Bassetti

    Manifesto in cartoncino 33,5 x 50 cm, scritto a mano e decorato con un delicato motivo floreale realizzato all'acquerello. il testo è il seguente: Alla loro Direttrice Santa Bassetti che con tanto zelo e abnegazione da precchi anni consacra le sue più assidue cure alla pia Congregazione, quale tenue pegno di sincero affetto e imperitura riconoscenza Calavino, nel luglio 1926 le figlie di Maria offrono.
  • Prima comunione da ricordare

    Quella del 1917 è stata una Prima Comunione speciale per Santa Massenza. Fino ad allora si celebrava in un giorno lavorativo come tutti gli altri ma quell’anno era arrivata la maestra Santa Bassetti, che volle dare rilievo a questa tappa importante della vita dei suoi bambini di prima elementare. Vennero portati gli inginocchiatoi in chiesa e fu preparata con essi una doppia fila riservata ai piccoli protagonisti in mezzo alla navata; le bambine poi dovevano essere vestite di bianco ed avere il velo in testa: se non c’era altro, le tendine delle finestre potevano svolgere per un giorno questa particolare funzione!
  • La Madonna Pellegrina a Ciago

    Foto scattata a ricordo della venuta della Madonna Pellegrina a Ciago. Posta sulla portantina sul presbiterio, subito oltre le balaustre circondata da fiori e illuminata da un grande lucernario realizzato ad hoc dai fedeli con l'uso delle carte veline colorate.
  • Prima comunione

    Renzo, Mariuccio, Giorgio, Elvio, Giordano, Danilo, Carla, Maria Luisa ed Emmanuele in posa per la foto della loro prima comunione in tempo di guerra. Le bambine portavano un lungo vestito bianco ed il velo bianco, una anche i guanti bianchi. I bambini avevano pantaloni e giacca con una fascia bianca intorno al braccio sinistro. Come si può notare il piazzale della chiesa non aveva ancora i muretti di recinzione.
  • Matrimonio a Ciago

    In queste foto si vede come l'abito bianco, seppur corto, abbia raggiunto anche i nostri paesi. Lo ha realizzato la sposa stessa usando per la prima volta il bianco; diverse spose le hanno poi richiesto modelli in bianco. Molti fiori decorano la chiesa. Il parroco celebra la messa dando la schiena ai fedeli come era d'uso prima del Concilio Vaticano II (1962-65). Alle balaustre, che separavano il presbiterio dalla navata, si inginocchiavano i fedeli per ricevere la comunione; ora sono custodite ai lati della navata.
  • Prima processione con San Lorenzo a Ciago

    Prima processione con la statua lignea di San Lorenzo appena donata dal cav. Giuseppe Cappelletti. In primo piano i componenti del coro.
  • La strada della chiesa di Ciago

    La foto ritrae la processione della Madonna Addolorata. Era appena stato costruito il muro di sostegno del piazzale della chiesa e la ripida strada selciata di accesso era intervallata da scalini. In primo piano gli uomini della confraternita portano una lunga tunica rosso scuro, i giovani che portano la Madonna indossano invece una tunica bianca con mantellina e cinto azzurri, le ragazze che seguono col cero hanno vestito e velo bianco.
  • Le lunghe candele

    Questa cartolina ricorda una solenne cerimonia religiosa in cui i fedeli portano lunghe candele. Si nota la presenza di tre preti, davanti a loro il coro esclusivamente maschile, dietro di loro una bambina con un mazzo di fiori e un uomo con un gonfalone abbassato. Sotto lo stemma sabaudo il portone è aperto e ornato da due grandi drappi. Non abbiamo informazioni certe su questa foto per cui possiamo fare solo ipotesi. Potrebbe essere una processione ferma nei pressi di uno degli altarini che venivano costruiti tradizionalmente in ogni piazza in occasione delle processioni eucaristiche, che seguivano proprio questo itinerario. Potrebbe essere un funerale partito proprio dalla casa con lo stemma sabaudo. Un tempo era d'uso in alcuni paesi della nostra valle che ogni famiglia partecipante ad un funerale ricevesse una lunga candela. Arrivati a casa, essa veniva tagliata in parti ed utilizzata per illuminare la casa e nel contempo ricordare il defunto. Riguardo la localizzazione, è riconoscibile lo stesso scorcio già descritto nello foto
  • Memoria Candida Gentilini

    Candida Gentilini muore nella canonica di Calavino il 6 aprile 1891, dove viveva col fratello mons. Luigi Gentilini. La memoria ricorda anche il fratello Augusto, cappellano di Lasino, morto nel 1871 "nella robusta età di XXXXI anni".
  • Mons. Luigi Gentilini

    Ritratto in formato 11x16 cm su un supporto di cartoncino rigido nero dietro il quale è impresso il logo dell'atelier.
  • Santino per il trigesimo dalla morte del Capitano Oreste Caldini

    Il trigesimo è un rito funebre nel trentesimo giorno dalla morte del defunto. Da notare che si fa riferimento a "Masi Lasino" e "Sarche Masi" in quanto "Pergolese" è un neotoponimo che appare ufficialmente per la prima volta il 23 agosto 1968 nel decreto provinciale n° 1568 R/B. Prima di questa data il nome ufficiale del paese era proprio "Masi Lasino".
  • Memoria di Mons. Luigi Gentilini

    Memoria in cartoncino rigido piegato a metà. L'interno verticale contiene la foto ovale incollata sulla memoria in un apposito spazio decorato e la descrizione della sua vita religiosa. L'esterno invece è orizzontale.
  • Mons. Luigi Gentilini

    Così è stato ricordato nella sua memoria: "Prelato domestico di SS Leone XIII, Cavaliere dell'ordine di Francesco Giuseppe, membro dell'o. r. Accademia degli Agiati, cittafino onarario di Arco Dro-Ceniga Terlago Vigolo Baselga e Lasino, per più anni Deputato alla Dieta e al Palamento. Nato il 22 febbr.1812 Prete dal 23 sett.1834 fu Coop. a Castelnovo Parroco a Lizzana Decano per anni quarantasei a Calavino ove morì il 18 giugno 1900."
  • Motocoltivatore "bus"

    In occasione della benedizione della "Madonnina" posta nel capitello al bivio tra le strade selciate di Covelo e Ciago, un nutrito gruppo di persone raggiunge il luogo a bordo di un motocoltivatore che svolge per l'occasione la funzione di bus. Il frate, che sostituisce il parroco del paese don Silvio Vogt, anziano ed indisposto a salire lassù, sale a piedi come altre persone.
  • Giardinetta a Margone

    In primo piano una Giardinetta, automobile con le curiosa carrozzeria con parti in legno. Sullo sfondo la chiesa con le bandierine che si usava appendere in occasione della sagra; era infatti il 22 luglio, ricorrenza della patrona Santa Maria Maddalena.
  • Antico cimitero

    Dietro la foto la dedica riporta: "Alla nostra cara zia e cugini in segno di affetto e riconoscenza offriamo. Angelina d'anni 21, Santa 19, Olga 14, Noemi 5". Le 4 sorelle sono accanto alla tomba della loro mamma morta a seguito della Spagnola all'età di 43 anni, mentre era in attesa del tredicesimo figlio. La tomba era coperta di ghiaino, circondata da archetti di legno, con in testa una crocifisso di ferro finemente lavorato davanti al quale c'era un rosaio. Intorno c'era prato. Sul muro di cinta verso il privato c'era una recinzione col filo spinato. Le donne portavano scuri vestiti lunghi fino ai piedi, le bambine vestiti chiari più corti.
  • Capitello di San Rocco a Lon

    In questo tratto del paese di Lon, la vecchia piazza, era presente un antico portale che racchiudeva il cortile di una casa, ed incorporava un grande capitello. Sotto l'arco si vede una donna dal nero vestito lungo fino ai piedi. Sulla destra due "bène" sono appoggiate all'alto muro di sostegno dell'orto. Di fronte un cancello costruito con sottili pali chiude l'accesso ad un portico. La strada è sterrata ma davanti al capitello e nei cortili interni si intravede il selciato. In questo capitello, poi distrutto nel corso dei lavori di ristrutturazione verso il 1970, era presente un dipinto raffigurante l’immagine di San Rocco. Durante il Corpus Domini e la Via Crucis questa era una tappa fissa dove ci si fermava a pregare, ed il 17 gennaio, ricorrenza di Sant'Antonio abate protettore degli animali e del paese, davanti ad esso veniva portato il bestiame per essere benedetto dal sacerdote.
  • Le ragazze portano la Madonnina

    Quattro ragazze portano la statuetta della Madonna da collocare nel capitello fatto qualche anno prima sulla strada per il Monte Gazza, al bivio fra Ciago e Covelo. Intorno si muovono altri partecipanti alla solenne cerimonia.
  • La chiesa di Santa Massenza

    Situata al centro dell'abitato, accanto al lago, la Chiesa di Santa Massenza, è orientata verso est. Si presenta in stile neogotico, con una facciata a capanna con due spioventi ed un portale ad ogiva. La torre campanaria è posizionata sul lato a nord. Se ne hanno tracce a partire dal 1198, quando viene ricordata in un documento su pergamena. Verso la fine del XV secolo la vecchia chiesa viene sostituita da un nuovo edificio, ad opera di religiosi appartenenti alla congregazione dei celestini delle vicine Sarche e i lavori vennero ultimati nel 1520 Ottenne dignità curiaziale nel 1806 e nel 1872 il vescovo di Trento Benedetto Riccabona de Reichenfels decise di ampliarla. La piccola chiesetta ebbe così una nuova navata, unita al presbiterio del XVI secolo. La solenne consacrazione venne celebrata nel 1879. Durante gli anni venti del '900, le volte sia della sala sia del presbiterio vennero decorate. Ottenne dignità parrocchiale nel 1963. Gli ultimi interventi che hanno interessato l'edificio si sono avuti nel 2002 quando tutti gli impianti ed i serramenti sono stati rinnovati, e il restauro ha riguardato anche le grandi vetrate e gli spazi della parte della sacrestia.
  • Ex Palazzo Vescovile ora "Pensione Clementi"

    Il palazzo vescovile nel 1905 venne venduto a privati e trasformato in albergo, fece di Santa Massenza la "Piccola Nizza de Trent" attirando molti turisti da tutto il Tirolo. Nel 1947 iniziarono a riempire la parte settentrionale del lago coi materiali di scavo provenienti dalle gallerie per la costruzione della centrale idroelettrica, allontanando così il palazzo dal lago. La foto pubblicitaria dell'albergo risale quindi a questo arco temporale, come si vede era collegato con una scala alla darsena.
  • Processione a S. Massenza

    Si intravede nella processione la statua del "Sacro cuore" e di fianco il portale del palazzo vescovile.
  • Il paese di S. Massenza esulta colui che viene nel nome del Signore

    Deduciamo si tratti di una processione o comunque di una ricorrenza religiosa dalle arcate di pino; il cartellone posto in alto farebbe pensare all'accoglienza di un nuovo parroco, dato che negli anni '30 a S. Massenza si sono succeduti diversi curati. Potrebbe trattarsi dell'arrivo di don Mirafiore Gamberoni nel 1936, di don Germano Poli nel 1937, di don Carlo Vivaldelli nel 1938, o di don Angelo Cazzoli nel 1940. Oppure potrebbe trattarsi addirittura di una visita vescovile in paese. In ogni caso, la posizione della folla all'entrata dell'abitato suggerisce comunque l'idea di un'accoglienza. In questo frangente la gente sembra intenta ad ascoltare il coro, visibile sulla sinistra.
  • Capitello di S. Anna

    Lo scorcio mostra il capitello dedicato a S. Anna situato presso il Santuario della Madonna della Grotta di Cavedine. Il capitello è stato demolito nel 1958.
  • Cerimonia religiosa alla Madonna della Grotta di Cavedine

    Lo scatto è stato realizzato durante una cerimonia religiosa presso il Santuario della Madonna della Grotta di Cavedine. Si nota una folla di fedeli, l'impianto di illuminazione da poco ultimato e, sullo sfondo, la cappella del Santuario.