Sono qui riuniti tutti i contenuti che sono stati prodotti nelle scuole, o con/per le scuole, o che riguardano le scuole.
Fanno eccezione le schede relative ad ogni scuola intesa come istituzione, alla quale sono collegati tutti i contenuti relativi a quella singola scuola; queste schede sono riunite nella collezione
Bimbo alla Scuola Materna di Terlago impegnato nella costruzione di funghetti realizzati arrotolando strettamente stelle filanti, attività molto utile per sviluppare la motricità fine, la coordinazione oculo-manuale, la concentrazione, la precisione, la pazienza. Una forcina gli allontana i capelli dalla vista permettendogli di lavorare al meglio.
Il bimbo indossa il grembiulino a quadretti bianchi e azzurri con colletto bianco tipico del tempo.
La foto in bianco e nero è stata colorata.
Bimbo alla Scuola Materna di Terlago impegnato a zappare l'orto. Indossa il grembiulino a quadretti bianchi e azzurri e la bustina bianca in testa, come era uso al tempo. La foto in bianco e nero è stata colorata.
Questo quaderno raccoglie molti lavori realizzati all'asilo di Terlago da una bambina con la tecnica della puntegggiatura, usando uno spillino per forare il contorno di un disegno su carta colorata; le sagome così ritagliate sono state incollate sull'album. Tale tecnica è molto utile per sviluppare la motricità fine, la coordinazione oculo-manuale, la concentrazione, la precisione, la pazienza. L'uso dello spillino richiedeva una manualità ancora più fine del punteruolo che col passare del tempo lo ha sostituito .
Il quaderno misura di 15x20,5 cm, è composto di 5 fogli e 20 facciate, alcune delle quali vuote ed foderato con carta velina.
In copertina c'è il contrassegno del coltello, sulla prima pagina c'è una busta aperta vuota.
L’"Asilo di beneficenza Norberto ed Adele Defant" è stato inaugurato a Terlago il 26 giugno 1909 ed accoglieva circa 75 bambini dai 3 ai 6 anni.
Dopo la morte di Norberto nel 1906, suo fratello Adele, il 27 gennaio 1907, ha disposto un lascito testamentario che destinava tutti i suoi beni alla realizzazione dell'Asilo. Ancora in vita ha dato esecuzione al suo progetto facendo adattare la casa allo scopo, chiamando tre suore della Misericordia di Verona e giungendo così all'inaugurazione nel 1909. Con la sua morte, nel 1910, e la sua famiglia estinta, è nata la fondazione "Norberto e Adele Defant" col compito di gestire il suo lascito. Il regolamento di fondazione prevedeva che a gestirlo fossero tre persone o loro delegati: il presidente era un Cesarini Sforza, coadiuvato dal parroco di Terlago e da quello di Vigolo Baselga. Di fatto chi se n'è occupato costantemente e stabilmente è stato il parroco di Terlago.
Le fonti orali ci dicono che negli anni '30 c'era una maestra del paese, poi è stato affidato alle suore ed infine di nuovo ad una maestra laica.
Nel 1962, il Comune, che pur senza niente di codificato collaborava alla gestione dell'asilo, ha costruito un edificio per la Scuola Elementare e lì vi ha trasferito anche l’Asilo, cosicché la gestione è passata al Comune.
Negli anni ‘70, accanto alla Scuola Elementare, il Comune ha poi costruito un nuovo edificio autonomo riservato all'Asilo, o meglio alla Scuola Materna, in attività dal 1974 circa. La disponibilità di spazio ha permesso di aprire la scuola anche ai bambini provenienti da Covelo e Monte Terlago (?). Di questo trasferimento ha beneficiato anche la scuola elementare poiché nella zona utilizzata dall'Asilo è stata realizzata la palestra per la scuola.
Dal 1978 il personale insegnante è costituito da dipendenti provinciali mentre l'edificio ed il personale non insegnante rimangono in carico al Comune.
Nel 2016, quando la scuola elementare era ormai stata trasferita in un nuovo fabbricato, il Comune ha collegato i due edifici così la Scuola dell'Infanzia (nome assunto con gli ordinamenti del 1991) ha potuto allargarsi su un intero piano dell'ex Scuola Elementare/Primaria per soddisfare le esigenze di una popolazione scolastica sempre più numerosa.
Sono poi seguiti lavori più consistenti di ristrutturazione della vecchia Scuola dell'Infanzia e rifacimento dell'ex Primaria che hanno portato all'inaugurazione, nell'autunno 2025, del nuovo edificio, che ospita da un lato l'Asilo Nido e dall'altro la Scuola dell'Infanzia.
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Nonostante il cambio di nome da Asilo a Scuola Materna a Scuola dell'Infanzia abbia comportato anche una diversa visione dell'istituzione stessa, ancora oggi viene spesso chiamato Asilo, soprattutto dalla popolazione più anziana, e i bambini che lo frequentano vengono chiamati "asiloti", termine che non ha una corrispondenza in italiano.
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Riguardo al primo edificio, la fondazione è esistita fino al 1984, al tempo del concordato fra Stato e Chiesa, quando questi beni sono passati al “Fondo per sostentamento del clero”, pur avendo una struttura privata, probabilmente proprio perché gestita dal parroco.
Nel 1996/97 il Comune ha poi comperato la prima metà di questo edificio e una decina di anni dopo ha comperato anche l’altra metà. Ora vi hanno la loro sede il Coro Paganella e l'Associazione Interagiamo; per qualche anno anche la biblioteca comunale è stata ospitata lì.
Il modellino rappresenta una calchèra in funzione, un’antica fornace in pietra utilizzata per produrre la calce. Misura 4 x 27 cm. All’interno della calchèra è stato riprodotto un fuoco acceso e all’esterno sono stati collocati i sassi calcarei cotti di colore bianco e una fasina di legna fina. La calchèra è stata rappresentata addossata al versante e parzialmente interrata.
Il modellino è stato realizzato dagli alunni e dalle alunne del gruppo opzionale “L’aula di geologia” dell’a.s. 2025/26: Alberto, Bianca, Camilla, Desirè, Giulia, Gloria, Yasser, Marta e Sofia. Per la progettazione del modellino gli alunni si sono ispirati alla calchèra di Covelo e per la sua realizzazione hanno impiegato circa 8 ore. I materiali che hanno utilizzato sono: cartone, carta di giornale, colla vinilica, colori a tempera, sassolini, cemento, das, carta crespa, colla a caldo, muschio, rametti e caffè.
Nella seguente raccolta si trovano le schede descrittive inerenti le calchère e le cave presenti nel territorio di Vallelaghi. Le schede sono frutto della rielaborazione di contenuti bibliografici, testimonianze dirette e ricerche sul campo svolte dagli alunni e dalle alunne del gruppo opzionale “L’aula di geologia” dell’a.s. 2025/26: Alberto, Bianca, Camilla, Desirè, Giulia, Gloria, Yasser, Marta e Sofia.
Anche nell'anno scolastico 2025/26 Federica Bressan ha proposto ad un gruppo di attività opzionali della Scuola Sec. di I grado di Vezzano di lavorare a “L’aula di geologia”, puntando questa volta l'attenzione alla lavorazione della pietra sul territorio di pertinenza della scuola.
I ragazzi e le ragazze del gruppo hanno partecipato con vivo interesse all'attività, compiendo ricerche, intervistando persone, andando alla ricerca dei luoghi, dentro e fuori orario scolastico, con la collaborazione di Ecomuseo della Valle dei Laghi ed in autonomia, coinvolgendo privati e comune nella cura e valorizzazione di quanto rimasto sul territori, producendo questo ed altri lavori:
Acquerello 60x80 cm realizzato dal maestro Renato Paissan (1909-1982) esposto nella sua classe della scuola elementare di Cadine, presumibilmente nel 1954/55, per illustrare il percorso del torrente Vela, argomento trattato in molteplici aspetti durante il corso dell'anno scolastico.
L'acquerello, insieme al quaderno di una sua alunna particolarmente curato, è stato poi conservato da lui e poi dai suoi familiari.
Lavoro scolastico sul torrente Vela realizzato con grande cura da Maria Giovanna Fadanelli (1942-2021) nella VI classe della scuola elementare di Cadine presumibilmente nel 1954/55.
L'insegnante della scuola elementare di Cadine, che al tempo aveva coordinato questo articolato ed interdisciplinare lavoro, era Renato Paissan (1909-1982).
Si presenta come una teca realizzata a mano con cartoncino e nastro, contenente una serie di fogli numerati, alcuni dei quali contengono al loro interno un'altra pagina.
La numerazione permette di indicizzare il contenuto del lavoro:
1. Parla la sorgente
2. Il torrente fece parlare di sé
3. Piccole industrie scomparse
4. Il buco di Vela e la sua leggenda
5. Il pesce del nostro torrente: la trota
La pesca
6. Per la memoria : "Il salice" - Giuseppe Angiolo Sentini
7. Il salice
8. Dettato: "Il corso delle acque è come la verità "- L. Tolstoi
9. Dettato: "Il torrente" - G. Ugolini
"Il fabbro e il suo bambino" - G. Ugolini
10. Le acque del Vela formano: articolo, nome, aggettivo
Dalla sorgente l'acqua: verbo, avverbio
11. Visita al fabbro ferraio
12. L'officina del fabbro ferraio: La fucina. Il travaglio. Il maglio
13- Problema
14. Visita al mulino
15. Il mulino
16. Problema
17. La piccola industria della bakelite
18. Problema
19. Fattura
20. Visita al lavoratorio della pietra
21. La lavorazione della pietra
22. Opere di pregio realizzate colla pietra rossa e verdello della nostra cava
Il progetto prevede 3 interventi in classe di esperti esterni, di cui il primo introduttivo, condotto dall'associazione "Trentini nel mondo".
Al termine dell'incontro viene distribuito un questionario da compilare in famiglia.
Tenendo conto anche dei risultati dei questionari e delle curiosità espresse dagli alunni, le insegnanti scelgono tra le quattro proposte espresse nel progetto quella più consona alla classe, così come le tematiche di maggiore interesse.
In base alle scelte fatte, vengono quindi concordati i due successivi incontri guidati da collaboratori di Ecomuseo.
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Nell'anno scoalstico 2025/26 hanno aderito a questo progetto le classi 4 primaria ^ di Terlago; 3^, 4^ A e B, 5^ della pr. di Vezzano; 2^ A , B e C della sec. di Vezzano; 3^, 4^ e 5^ della pr. di Sarche, 2^ A e B della sec. di Cavedine, 3^ A e B della pr. di Dro per un totale di 15 classi e 245 alunni.
La fotografia inquadra il centro storico di Vezzano.
In primo piano via Ronch, circondata da alte mura, con una piccola costruzione a fianco, il porcile del caseificio sociale (smesso l'allevamento del maiale, è stato dato in uso a privati per custodire le galline e poi, negli anni '60, è stato abbattuto, ora lì c'è un piccolo slargo della strada).
Subito dietro, lungo la fiancata della grande casa in centro, in fondo a via Borgo, è visibile il canale di carico della "bót de l'òra" della fucina Morandi.
Dietro ad essa in distanza, posta su via Roma si nota la casa natale di Italo Conci.
Sullo sfondo si possono notare tracce di alcune slavine sopra la loc. Lavini di Lon, la vegetazione rada e la strada per Ciago circondata da muri.
La stampa 12x 17 cm è incollata su un cartoncino con impresso a penna la scritta Foto S. Perdomi.
Lo scatto è successivo al 1907, vista la presenza della nuova chiesa dei santi Vigilio e Valentino e precedente al 1935, data di morte del fotografo.
Piazza Don Amistadi, sulla destra la scuola, sulla sinistra la canonica, di fronte la chiesa con dietro la cima Garzolet.
La stampa, formato 10x14,5 cm, sul retro presenta il titolo scritto a mano, "RANZO m. 743 (Trentino)" ed il timbro del produttore con l'identificativo. La datatazione è ipotetica e basata sul confronto con altre fotografie.
In primo piano la scuola di Ranzo entrata in funzione nel settembre 1951 e dismessa nel 2006. Sullo sfondo la strada di collegamento con Vezzano aperta nel 1954.
La stampa, formato 10x14,5 cm, sul retro presenta il titolo scritto a mano, "RANZO m. 743 (Trentino)" ed il timbro del produttore.
Cartolina viaggiata nel 1963, affrancata con due francobolli per un totale di 15 lire, recante il timbro dell'ufficio pstale di Sarche. La datazione è ipotizzata in base ad altre cartoline della famiglia cooperativa. Rappesenta l'edificio scolastico oltre il quale si vede parte della chiesa di San Nicolò.
Cartolina viaggiata 10,5x15 cm a bordo dentellato.
Presenta tre immagini: la chiesa, l'edificio scolastico con la scritta "Scuole elementari" ed un panorama.
Èstata spedita nel 1960 ed affrancata con 15 lire.
L'edificio scolastico di Fraveggio in ottime condizioni presenta sulla facciata principale la scritta "Scuole elementari".
Dietro, sulla sinistra il mulino e l'edificio costruito in parte con tufo calcareo, sulla destra lungo la strada per Lon è visibile il capitello del colera, più oltre i ruderi del muraglione di "castel Tonin" ed i residui degli scavi alla finestra ai Gaggi.
Stampa in bianco e nero, 10x15 cm, riportante sul retro scritto a mano: "Fraveggio m. 433 (Trentino) Le scuole elementari" ed il timbro "Foto CINE N. 9324 TRENTO".
È stato inaugurato il 5 giugno 2025 presso il Teatro di Valle a Vezzano un mulino didattico realizzato dalla Comunità di Valle, ridando vita a ciò che si è salvato del mulino Garbari, l'ultimo a fermare la ruota idraulica a Vezzano nel 1979:
Resoconto della visita al panificio Tecchiolli di Cavedine preparato dalla classe seconda di Vezzano nel 2014/15 e pubblicato sul sito istitutocomprensivovalledeilaghi.it poi dismesso.
Resoconto della visita al panificio Tecchiolli di Cavedine preparato dalla classe prima di Vezzano nel 2014/15 e pubblicato sul sito istitutocomprensivovalledeilaghi.it poi dismesso.
Sono qui riportate le interviste fatte dai bambini di prima della scuola primaria di Vezzano nell'anno scolastico 2009/10 ad Aldo Tecchiolli, titolare dello storico panificio Tecchiolli, e alla sua dipendente Rosanna Chemelli, responsabile del negozio di generi alimentari Tecchiolli di Vezzano.
I bambini hanno potuto in questa occasione visitare il primo panificio, il negozio e gustare i prodotti Tecchiolli.
Questo articolo era stato pubblicato con lo stesso titolo nel diario di classe sul sito ww.icvalledeilaghi.it, poi dismesso.
Questo materiale prodotto dalla classe prima di Vezzano nell'anno scolastico 2008/09 era stato pubblicato con lo stesso titolo nel diario di classe sul sito ww.icvalledeilaghi.it, poi dismesso.
Le pagine sono state copiate di seguito una sotto l’altra così com’erano.
Seguono le altre pagine di diario e gli altri file richiamati nei collegamenti, che sono stati di conseguenza aggiornati.
Avendo un formato diverso, il citato “terzo libro degli abitanti del bosco” è inserito in un file a parte, terzo perché già due "libri" erano stato ultimati prima di utilizzare questo; essi costituivano l'alternativa sperimentale al libro di testo. Si compone di una parte predisposta dall'insegnante di scienze e tecnologia ad inizio attività, che prevedeva pagine bianche dove i bambini illustravano man mano i loro apprendimenti con disegni e poche parole (utilizzando anche un foglio bianco inserito al di fuori della parte stampata), una parte collettiva creata dai bambini con l'insegnante di italiano.
Gina Tozzi, classe 1935, esprimendosi in dialetto trentino, ci racconta del suo percorso artistico: una passione nata in tenera età, messa da parte per qualche anno per i numerosi impegni in famiglia e nel lavoro (moglie e madre, benzinaia, autista, ragioniera), ripresa con successo e compagna di vita anche nella vecchiaia.
I video della mostra sono stati gentilmente messi a disposizione da Sandra Martinelli, la foto finale del Lago di Ledro è di Flaviana Miori, la locandina è di ArteLaghi, la musica di sottofondo è "Go to Sleep My Little One" di Doug Maxwell; Media Right Productions".
L'abitato di Lon con il ristorante "Fior di roccia" al centro e la chiesa sullo sfondo a destra. L'ultimo edificio prima della chiesa era la scuola di Lon costruita nel 1958 e funzionante fino al 1969.
Stampa in bianco e nero 10x14,5 cm riportante sul retro scritto a mano "Lon di Vezzano m. 600 (Trentino) Panorama" ed il timbro "Foto CINE N. 9334 TRENTO"
La classe quinta della Scuola Primaria di Sarche ha raccolto la testimonianza di Lino Zanlucchi, classe 1955, di Sarche, che ha accettato il loro invito per un confronto all'interno del progetto: