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  • Quintino Rigotti in tenuta militare

    In questa fotografia è ritratto Quintino Rigotti (1901-1994), originario di Padergnone, figlio di Pietro Rigotti e Antonia Marzani. Indossa i tipici abiti militari perché ha prestato servizio al fronte durante la Prima Guerra Mondiale. La datazione è stimata e motivata sulla base della data di nascita di Quintino.
  • panisèl

    Panno in cui si avvolgeva il neonato ad uso pannolino
  • Nuove divise per la banda di Vezzano

    La banda di Vezzano, guidata dal maestro Carlo Chiusole, indossa la nuova divisa.
  • Adriano Bortolotti da piccolo

    Adriano è qui ritratto a 3 anni con i suoi fratellini; è quello in centro in piedi.
  • Asilotto

    La cartolina riporta dietro: "Giovannino il 1° anno di asilo aprile 1952". Il diminutivo era comune per l'ultimogenito. Il fotografo passava saltuariamente negli asili e nelle scuole per fotografare i bambini in aula. Il colletto bianco era caratteristico di grembiuli sia all'asilo che a scuola, liscio per i maschi e col pizzo per le femmine.
  • pichè

    tessuto di cotone con disegni in rilievo usato sia per coperte che per indumenti personali.
  • Carta dotale di Giuseppina Bones 1906

    La carta dotale di Giuseppina Bones riporta i beni che "vengono consegnati per conto di padre e di madre nelle mani dello sposo". Già nell'intestazione questa carta dotale risulta quindi particolare: accanto al padre è nominata la madre, quando solitamente questa è una questione tra uomini dalla quale le donne rimangono fuori. Altra particolarità sta nelle firme: non appare quella del padre ma quella della figlia, accanto a quella dello sposo e del sarto e perito Desiderio Corradini, che ha stimato i beni in valuta austriaca. Tutte le firme, come il testo, risultano scritti con la stessa grafia facilmente leggibile. I termini meno noti sono inseriti nel glossario raggiungibile dalle voci in fondo alla scheda: 9 - piche 11 - manipoli
  • De giugn méti la roba che sta 'nden pugn

    A giugno ci si veste leggeri
  • Sulla Via del Borgo

    Due donne conversano tra loro lungo l'antica via del Borgo proprio dove si diparte via Picarèl. La strada è sterrata ma le parti accanto alle case sono selciate. Sulla destra si vede l'edificio ora sede della Comunità di Valle; dopo il portone d'entrata della sala seminterrata, c'era una porta aperta dalla quale chiunque accedeva, tramite una scala interna, al piazzale della chiesa; la parte sporgente dell'edificio è stata poi demolita. Sulla sinistra, la presenza dell'illuminazione pubblica elettrica accanto alla lanterna ad olio, oltre all'abbigliamento femminile, ci induce a datare lo scatto poco oltre il 1911, anno in cui l'elettricità è arrivata a Vezzano. Accanto ai corpi illuminanti si vede la nicchia entro cui era presente un crocifisso, poi tolto dai Gentilini. Altra lanterna, meglio definita, si può vedere in un'altra foto di Vezzano:
  • Le doti delle figlie di Augusto Bassetti

    Le condizioni prevedevano che in caso di morte della sposa senza eredi i beni di proprietà del padre e dello sposo ritornassero ai rispettivi propietari, così come anche in quest'altra dote:
  • Dote di Lisetta Caldini

    Al n. 3 si menziona la [lana del] tibet
  • Ferro da stiro elettrico marca EFA

    La "femmina" della presa veniva attaccata al ferro mentre il "maschio" alla corente.
  • Sarta in pantaloni

    Luisa Zanini, classe 1927, ha lavorato per 13 anni presso la sartoria Garbari. Qui la vediamo indossare eleganti pantaloni da lei stessa realizzati, capo di abbigliamento ancora non diffuso fra le donne.
  • Dote di Margherita Chistè - 1857

    Margerita era figlia di Cristoforo Chistè del fu Francesco e sposa di Giovanbattista del fu Pietro Bassetti. Ai numeri 4 e 6 troviamo l'orleans, un tipo di tessuto leggero, lucido, di cotone o misto di cotone e lana, come riporta il
  • Manopola

    Questa manopola fu realizzata artgianalmente sul campo di battaglia per coprirsi dal freddo cacciando un coniglio.
  • Ferro da stiro a braci ardenti

    Ferro da stiro utilizzato dal Capitano Oreste Caldini in guerra per stirare le sue camicie. Nella prima fotografia si vede lo sportello aperto nel quale venivano inserite le braci; il manico è mancante.
  • Divisa da Balilla

    Il fratello di Umberto Garbari con la divisa da piccolo Balilla e la M di Mussolini appuntata sul cappello. Alla sua sinistra, un carabiniere mostra la fascia sul braccio sinistro. Alla destra del bambino, probabilmente un parente. La foto è forse stata scattata nei pressi della scuola elementare di Vezzano nel periodo della Seconda Guerra Mondiale. Umberto ci racconta che suo padre era infastidito dal fatto che la divisa da Balilla costasse dieci lire, più della paga di un operaio dell'epoca, e non era possibile cucirsela.
  • Le delegazioni del 2° Palio delle sette frazioni

    Le delegazioni delle sette frazioni del Comune di Vezzano sono composte da un cavaliere ed un portastendardo, che indossano i nuovi vestiti realizzati dalla Pro Loco di Ciago, da una dama ed il suo accompagnatore, che indossano i vestiti prestati dal Comune di Trento.
  • I costumi medievali del Comune di Vezzano

    Il presente documento-pubblicazione è stato preparato in occasione dello scioglimento del "Comitato Palio delle sette frazioni" e del passaggio di proprietà dei beni al Comune di Vezzano al fine di censire i costumi realizzati, spiegare come sono stati concepiti e come usarli. 1. Introduzione sulla realizzazione dei costumi - Il medioevo e gli affreschi di Torre Aquila - Il Comitato Palio delle 7 frazioni - Cenni storici sul vestiario medievale tra fine 1300 ed inizio 1400 - Cambiamenti ed evoluzioni nel vestiario nobiliare 8. Inventario dei beni del Comitato Palio delle 7 frazioni 13. Le dame 15. I nobili 17. Il completo da cavaliere 19. Portabandiere, portastendardo, giudici di gara 23. Costumi vari 25. Costumi dei contadini
  • Carta di dota di Alma Aldrighetti

    Come di consuetudine questo atto documenta la dote che la sposa porta con sé al momento del matrimonio, e più precisamente "il signor Primo Aldrighetti consegna alla propria figlia Alma Aldrighetti che passa a matrimonio con il signor Benvenuto Zucchatti la sottoelencata biancheria ecc. Benvenuto Zuccatti con l'apporre la firma alla presente dichiara di riceverla in consegna e di esserne responsabile." Questo atto privato è sottoscritto dal padre, dal marito, da una sarta e due testimoni.
  • Per acqua

    In questo scorcio possiamo notare diversi elementi interessanti: una pubblica fontana in pietra, due signore dai lunghi vestiti fino ai piedi che conversano mentre una di loro tiene al braccio due secchi e nell'altra mano un arcuccio, lo stemma dei Savoia sopra il portone e la vecchia cassetta per le lettere incassata nel muro, due ampie terrazze dai parapetti in pietra, un manifesto sul portone, la rete di illuminazione pubblica coi cavi volanti, la strada e la piazza sterrate, la scritta solo in parte riconoscibile "Piazza regina Elena", un tetto in primo piano e il castello di Madruzzo sullo sfondo. L'antica "piazza di mezzo" assume questo nuovo nome dopo la revisione della toponomastica, dovuta dal passaggio del Trentino all'Italia. La terrazza sulla destra è ancora oggi in parte presente sopra il negozio Grosselli, quella sulla sinistra è stata abbattuta nel 1956 per far posto ad un bar che a sua volta è stato abbattuto nel 1978 per diventrare il giardino del "ristorante da Cipriano".
  • La famiglia Caldini

    Oreste è seduto sulla destra in divisa da sottotenente, mentre il padre Emanuele è seduto in primo piano, assieme alla moglie Maria. Dietro, le due sorelle Noemi e Gisella con il marito. Da notare il ricco abbigliamento, soprattutto delle donne. La foto è scattata nello studio fotografico G. Brunner & Co di Trento nel 1904.