Divise, vestiti e accessori che segnano un’epoca o che vengono posti in evidenza per qualche particolarità, ma anche i materiali, gli attrezzi, la lavorazione, la filiera che porta alla loro realizzazione.
Vigo Cavedine, 3 luglio 1955. I seminaristi della zona prestano servizio durante il pranzo festivo per la prima Messa di don Mansueto Bolognani.
Da destra a sinistra: don Giuseppe Cattoni (di Cavedine, ordinato nel 1957), don Silvio Benedetti (di Cavedine, ordinato nel 1958), il novello sacerdote don Mansueto Bolognani (di Vigo Cavedine) e don Ezio Berteotti (originario di Stravino, ordinato nel 1956). La fotografia è stata realizzata all'esterno della canonica di Vigo Cavedine (lato nord) dove venne servito il pranzo.
Foto ricordo di un gruppo di donne di Cavedine e dei paesi limitrofi, scattata in occasione dell'inaugurazione dei laboratori femminili per la confezione di pizzi. Nati da un'iniziativa di don Giuseppe Pedrotti per offrire un'opportunità lavorativa alle giovani locali, i laboratori di Cavedine, Calavino e Lasino vennero inaugurati ufficialmente il 21 dicembre 1907.
L'immagine ritrae una classe scolastica di Cavedine guidata dalla propria maestra. Con ogni probabilità si tratta di alunni nati attorno al 1904 — non si esclude la presenza di classi miste e la foto è databile tra il 1910 e il 1917.
Pio Zanella , figlio di Roberto, e Tullia Pooli, il giorno del loro matrimonio: è questa l'occasione più bella della vita per sfoggiare il loro migliore abito da cerimonia. Lui in doppiopetto e cravatta, lei in tailleur scuro con fiori sul colletto, cappello con velletta, scarpe e borsetta nere, camicia e guanti bianchi.
La stampa misura 8x5,5 cm, ha un bordo di 2 mm ai lati e un cm in basso e l'orlo dentellato.
Due bambine e due bambini, vestiti elegantemente, posano liberamente per una foto di gruppo da inviare dall'America ai parenti di Covelo.
Sono i figli di Angelina Decarli, figlia di Ersilia Zanella, sorella di Roberto, emigrata per sempre in USA.
I vestiti smessi da loro venivano poi mandati ai cugini di Covelo.
Vediamo in questa foto, quello stesso vestito indossato da Claudia Zanella, nipote di Roberto:
La classe quinta della Scuola Primaria di Sarche ha raccolto la testimonianza di Lino Zanlucchi, classe 1955, di Sarche, che ha accettato il loro invito per un confronto all'interno del progetto:
La classe quinta della Scuola Primaria di Sarche ha raccolto le testimonianze di tre signore, nate tra il 1949 ed il 1957 e vissute in paesi diversi della Valle dei Laghi, che hanno accettato il loro invito per un confronto all'interno del progetto:
Nella foto sono presenti gruppi di persone, uomini, donne e bambini, che si rilassano in riva al Lago di Santa Massenza. Indossano costumi da bagno del tempo; accanto a loro si notano le cabine per cambiarsi ed il "filo" teso fra gli alberi con i panni appesi ad asciugare.
grembiule in cotone da scuola o da lavoro per proteggere il vestito, solitamente con maniche lunghe, ma le casalinghe lo portavano anche senza maniche.
La fotografia fu realizzata a seguito della celebrazione solenne della prima Santa Messa di don Attilio Comai, avvenuta il 3 aprile 1932 nella chiesa di San Biagio a Vigo Cavedine.
Nella fotografia si riconosce al centro il festeggiato, don Attilio Comai attorniato da parenti e amici. Il sacerdote sulla sinistra dovrebbe essere il compaesano don Alfonso Bolognani, mentre l'ultimo sacerdote sulla destra dovrebbe essere un altro compaesano ordinato sacerdote nel 1915: don Francesco Manara.
Lo scatto è avvenuto sul retro della chiesa, davanti alla canonica del paese.
La fotografia mostra l'arrivo di don Attilio Comai a Vigo Cavedine il 3 aprile 1932, in occasione della celebrazione solenne della sua prima Santa Messa.
Don Attilio è da poco sceso dalla macchina che lo ha condotto presumibilmente presso la "Cros del Mèla" dove gli abitanti lo accolgono con gioia e trepidazione sotto ad una leggera pioggia. Il novello sacerdote indossa il saturno (copricapo clericale) e l'abito talare. Stringe tra le mani un mazzo di fiori appena consegnatoli da qualche abitante e cammina accompagnato da un sacerdote (presumibilmente il compaesano don Alfonso Bolognani o forse l'allora parroco di Vigo Cavedine) verso il sagrato della chiesa.
Ad accompagnarlo, in piedi sulla destra, c'è anche don Evaristo Bolognani che fu ordinato sacerdote qualche anno prima, nel 1926.
Fotografia ricordo nel giorno del battesimo di Carmen Dallapè, primogenita di Giulio Dallapè e Agnese Bridarolli il 26 giugno del 1932.
Presente la madre di Giulio, Maria Berteotti e la levatrice dell'epoca detta "comàre".
In questa fotografia è presente Agnese Bridarolli e accanto una bambina. Interessante notare il fondale presente dietro che serviva per uniformare e/o rendere più elegante lo sfondo in occasione di fotografie ritratto. Lo scatto fu realizzato dai fratelli Dallapè, proprietari dell'allora Calzoleria di Stravino.
La fotografia mostra un gruppo di uomini di Stravino durante il carnevale del 1936.
In prima fila da sinistra verso destra: Celeste "Furia", Oliveto Berteotti, Saverio "Zaiacom".
In piedi da sinistra verso destra: Aldo "Aldin", Dario "Monech", Simone "Galiaz" e Arturo Malfer.
Dietro quest'ultimo: Silvio "Tomasela". A destra in piedi: "Bepi Filipo".
La fotografia ritrae il coro di Stravino in uno scatto del 1932 davanti alla porta di ingresso della chiesa.
In piedi da sinistra verso destra: ignoto, Alfonso Berteotti, "Nane Vedovel", don Pietro Zeni, ignoto, Bortolo, Oreste "Scienza" e Celeste "Furia".
Seduti nella fila centrale da sinistra verso destra: Rodolfo "Dofa", Egidio Berteotti, Poldo Chemotti, Simone Pederzolli "Galiaz", Oliveto D., Lino "Bataia".
In basso da sinistra verso destra: Aldo Ceschini e accanto Severino Ceschini.
La fotografia ritrae apprendisti e operai presso la calzoleria Dallapè nel 1951.
In ultima fila da sinistra verso destra sono presenti: Francesco "Caròbola", Martin Dallapè, Tullio Berti e Dallapè Claudio. In basso da sinistra verso destra: Celeste Dallapè, Irma Chistè, Carmen Dallapè, Nerio Dallapè, Carmen Pederzolli, Bombardelli Wilmo, Pederzolli Cornelio, Berlanda Erminio, Bolognani Elvidio, Berlanda Carlo e Giulio Dallapè.
La fotografia mostra un gruppo di apprendisti e operai della Calzoleria Dallapè nel 1943 in posa davanti all'ingresso dell'edificio.
Viene riportata la seguente descrizione:
"In alto a sinistra: Biotti Mario, Bolognani Elvidio, Berti Tullio, Calvetti Settimo, Dallapè Lino, Chemotti Amelia, Dallapè Anna, i fondatori Giulio e Celeste Dallapè, Giovanni Toccoli, Silvio di Lasino e Chemotti Ottorino.
La fotografia ritrae un gruppo di apprendisti e operai della Calzoleria Dallapè. Lo scatto è avvenuto nel 1947 davanti al capitello della Pietà di Stravino.
La fotografia riporta la seguente descrizione:
"In alto a sinistra: Cornelio "Mentìn", Irma "Formentona", Carmen "Caglièra", Amelia "Gambèta", Claudio "Bianchìn", Dallapè Celeste "Caglièr", Tullio "Caserot", "Brìzio" de Bròsin, Lino "Bàfo", Dallapè Giulio e Nerio "Caglièr", Bolognani Elvidio "da Vic".