Personaggi

Collezione

Contenuti

Ricerca avanzata
  • La famiglia di Santa Bassetti

    A partire da destra: Santa Bassetti, suo padre Emanuele, sua madre Irene Poli e sua sorella Cristina
  • Diploma di benemerenza a Bassetti Santa

    Manifesto in cartoncino 51 x 38 cm. Diploma prestampato con parti compilate a timbro ed il nome a scrittura manuale. il testo riporta: VI concorso nazionale di ricamo fra le alunne delle scuole femminili d'Italia Impero e Colonie autorizzato dall'On. Ministero dell'Educazioen Nazionale Diploma di benemerenza L'insegnante sig, Bassetti Santa ha conseguito un 3° premio nella 1^ Categoria. Milano 10 luglio 1940 Anno XVIII Il presidente della giuria (firma non decifrata)
  • Riconoscenza a Santa Bassetti

    Manifesto in cartoncino 33,5 x 50 cm, scritto a mano e decorato con un delicato motivo floreale realizzato all'acquerello. il testo è il seguente: Alla loro Direttrice Santa Bassetti che con tanto zelo e abnegazione da precchi anni consacra le sue più assidue cure alla pia Congregazione, quale tenue pegno di sincero affetto e imperitura riconoscenza Calavino, nel luglio 1926 le figlie di Maria offrono.
  • Prima comunione da ricordare

    Quella del 1917 è stata una Prima Comunione speciale per Santa Massenza. Fino ad allora si celebrava in un giorno lavorativo come tutti gli altri ma quell’anno era arrivata la maestra Santa Bassetti, che volle dare rilievo a questa tappa importante della vita dei suoi bambini di prima elementare. Vennero portati gli inginocchiatoi in chiesa e fu preparata con essi una doppia fila riservata ai piccoli protagonisti in mezzo alla navata; le bambine poi dovevano essere vestite di bianco ed avere il velo in testa: se non c’era altro, le tendine delle finestre potevano svolgere per un giorno questa particolare funzione!
  • La seconda classe a Santa Massenza

    La maestra Santa Bassetti, che qui vediamo circondata dai suoi alunni, era riuscita ad ottenere l'istituzione della seconda classe tra il 15 gennaio ed il 20 aprile 1920; i 29 bambini della prima classe erano in quel periodo affidati alla mastra Luigia Port-Aldrighetti.
  • Mani in seconda!

    "Mani in seconda!" avrà ordinato la maestra Santa Bassetti alla sua scolaresca alla presenza del fotografo in classe, ed ognuno ha prontamente intrecciato le dita dietro la schiena, mentre lei, in fondo all'aula, li teneva d'occhio tutti a braccia conserte.
  • Santa Bassetti

    Santa Bassetti è nata a S. Massenza il 30 marzo 1888. Ha conseguito l’attestato di maturità presso l’Istituto Magistrale di Trento il 27 luglio 1910 e l’attestato di abilitazione il 25 ottobre 1912. È entrata subito in servizio a Sarche, poi tra il 1916 e il 1921 ha prestato servizio a Santa Massenza ed infine tra il 1921 ed il 1944 a Calavino. Gli anni in cui ha lavorato a Santa Massenza sono stati molto difficili: tra residenti, sfollati, bambini bisognosi ospitati in casa di zie e sorelle maggiori, la sua scolaresca ha raggiunto i 74 alunni; non c'erano neppure i banchi per tutti. Le sue proteste presso l'amministrazione comunale, richiamando la normativa che prevedeva un massimo di 60 alunni per classe, hanno cozzato contro la povertà. Solo per un periodo è riuscita ad ottenere una seconda classe, per il resto ha messo in atto un'organizzazione complessa di turni in modo da seguire tutti i suoi alunni proseguendo le lezioni anche nel semestre estivo. Nel 1922/23 gli alunni a Santa Massenza sono calati repentinamente a 55 ma lei nel frattempo si era spostata a Calavino dove ha continuato il suo lavoro con passione rimanendo in servizio finché la malattia di cui soffriva la portò a morire prematuramente a soli 56 anni.
  • Scolaresca

    Foto di gruppo davanti alla scuola. Gli educatori presenti a partire da sinistra sono: la maestra Anna Rossi, il cappellano don Mario Croce, il decano don Antonio Pellegrini, il maestro Giuseppe Comper, la maestra Santa Bassetti.
  • Tesserino di riconoscimento del Tenente Oreste Caldini

    L'intestazione è scritta in tedesco e in ungherese. Finita la guerra, le pagine con i dati personali sono state strappate, ma il Caldini ha voluto conservare la sua fotografia firmata e con impresso il timbro "K.U.K. [= "kaiserlich und königlich" = dal tedesco: "imperiale e regio"] 14 KORPSKOMMANDO". Nell'Impero austro-ungarico "k.u.k." era l'acronimo prefisso a tutti gli enti, istituti e unità militari che facevano capo all'amministrazione pubblica dal 1867 al 1918. (FONTE: https://it.wikipedia.org/wiki/K.u.k.) Il grado militare di tenente è contraddistinto dalle due stellette sul colletto.
  • Colletto con gradi di Capitano

    Il grado militare di Capitano è contraddistinto da 3 stellette.
  • Scaldamani a carbonella

    La carbonella veniva accesa e inserita nella rete metallica cilindrica, in modo che il calore si propagasse all'involucro esterno. Oggetto appartenuto al Capitano
  • Rasoio e lamette da barba

    Appartenuti al Capitano Caldini; la custodia in metallo permetteva di evitare schiacciamenti e urti sul campo di battaglia.
  • Rasoio a mano libera e coramella da tavolo

    Il rasoio è della marca "R. Torrey razor Co.", modello "The Artist" (v. foto di dettaglio); ha il manico in bachelite, un materiale "antenato" della plastica. La coramella consiste in una correggia di cuoio montata su un supporto in legno, serviva per affilare la lama. Oggetti appartenuti al Capitano
  • Affilalamette a manovella

    Appartenente al Capitano
  • Stringinaso

    Questa particolare tipologia di occhiale di fine Ottocento è denominata in francese "pince-nez", che significa appunto "stringi-naso": nella foto di dettaglio si possono notare bene le molle che permettevano la stabilità dell'occhiale anche senza aste o cordini. Appartenevano al Capitano Oreste Caldini, quindi la custodia in metallo risultava utile sul campo di battaglia per evitare schiacciamenti o forti urti.
  • Occhiali con cordino

    Come inciso sulla custodia in cuoio, gli occhiali sono stati acquistati presso l'Istituto ottico "A. Graf" di Merano. Erano di proprietà di
  • Mons. Luigi Gentilini

    Ritratto in formato 11x16 cm su un supporto di cartoncino rigido nero dietro il quale è impresso il logo dell'atelier.
  • Accademia militare a Wiener Neustadt

    Oreste scrive alla sorella Gisella
  • Il sottotenente Oreste Caldini

    Il sottotenente è contraddistinto da una singola stelletta sul colletto.
  • Oreste Caldini

    Oreste Caldini (Tione 1882 – Masi di Lasino-Pergolese 1962) era figlio di Emanuele Caldini, sergente decorato con medaglia d’oro al valor militare per la difesa del Monte Suello nel 1866, durante la Terza Guerra d’Indipendenza italiana. Grazie a questa onorificenza paterna Oreste studia gratuitamente all’Accademia militare di Vienna, che accolse, in quel periodo, un solo altro trentino oltre al Caldini. Al termine degli studi fu nominato sottotenente e assegnato nel 1904 alla prima Feldkompanie del 3° Reggimento Kaiserjäger; venne poi promosso tenente, e nell’agosto del 1914 inviato in Galizia, dove rimase fino al 1915. Fu poi presente sul Col di Lana nel 1916, quando esplose la famosa “mina italiana” che fece brillare l’intera cima della montagna. Rientrò in Galizia nello stesso anno e terminò la guerra in Romania, alla guida di un battaglione dove erano presenti molti soldati originari della Valle dei Laghi. Durante il conflitto fu nominato capitano e dimostrò grande valore e coraggio scongiurando una decimazione al suo reparto. Con il padre intrattenne una corrispondenza dal 1915 fino alla morte del genitore nel luglio del 1917. Cessate le ostilità, il comandate Caldini impiegò quasi un mese per raggiungere Steyr, in Austria, e consegnare i documenti e i fondi del battaglione. Rientrato in Trentino, gli venne riconosciuta una pensione militare e negli anni ‘30 sposò l’insegnante elementare di Pergolese, Luigia Marosi. Oltre alla collezione del sig. Gottardi, altro materiale è conservato presso il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto: documenti inerenti gli studi del Caldini, la sua carriera militare e il suo servizio durante la guerra. Fra questi, i diari, le lettere scritte dal padre e altre carte ufficiali di servizio, fino al “foglio di congedo illimitato” del 1919. Tra il 1959 e la sua morte, il capitano intrattenne una corrispondenza con alcuni ex commilitoni dell’esercito austro-ungarico. Fonti: - Michele Liboni, "Fragmenta: Vicende, uomini, territorio della Comunità di Dro, Ceniga, Pietramurata", Arco: Il Sommolago - Comune di Dro, A. 22, n. 2 (ago. 2005), pp. 311-15 [https://www.cbt.biblioteche.provincia.tn.it/oseegenius/resource?uri=5882830&v=l&dcnr=5] - https://www.yumpu.com/it/document/read/12186474/archivi-di-famiglie-museo-storico-italiano-della-guerra-di-rovereto
  • La famiglia Caldini

    Oreste è seduto sulla destra in divisa da sottotenente, mentre il padre Emanuele è seduto in primo piano, assieme alla moglie Maria. Dietro, le due sorelle Noemi e Gisella con il marito. Da notare il ricco abbigliamento, soprattutto delle donne. La foto è scattata nello studio fotografico G. Brunner & Co di Trento nel 1904.
  • Raccolta di Marco Gottardi

    Marco Gottardi è un appassionato collezionista di oggetti, documenti e fotografie del primo Novecento, con particolare riguardo al tema della guerra e alla persona di Oreste Caldini.
  • Emanuele Caldini

    È nato a Lasino nel 1839 e morto a Pergolese nel 1917. Ha combattuto in quella che per l'Italia era la terza guerra di indipendenza ed ha ricevuto la medaglia d'oro al valore militare per l'eroico comportamento nella difesa del Monte Suello (Bagolino) il 3 luglio 1866, battaglia in cui è rimasto ferito lo stesso Giuseppe Garibaldi. Finita la guerra, ha poi svolto la sua carriera militare come sottoufficiale dei bersaglieri provinciali a Tione. Lì ha sposato Maria Stainer ed ha avuto tre figli: due femmine, Gisella e Noemi, ed un maschio, Oreste. Terminato il servizio si è trasferito con la famiglia a Pergolese, dove ha costruito casa. Grazie alla sua medaglia d'oro, suo figlio Oreste ha poi avuto il privilegio di frequentare gratuitamente l’Accademia militare teresiana con sede a Wiener Neustadt nell'antica fortezza imperiale, riservata all'addestramento degli ufficiali cadetti della nobiltà dell'impero austriaco. Fra i patrioti ricordati sul Bergisel lui viene così citato: "455 Emanuel Caldini, Unterjäger. Warf am 3. Juli 1866 im Gefecht am Monte Suello mit einer von ihm kommandierten Seitenhut (Halzburg) eienen überlegenen Gegner." (Emanuele Caldini, sottufficiale. Il 3 luglio 1866 sconfisse un nemico superiore nella battaglia del Monte Suello, assieme ad un mezzo plotone da lui comandato). Nel fondo della famiglia Caldini presso il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto sono conservate sue carte personali: certificati, carte di servizio e documenti relativi alle proprietà di Masi di Lasino (Pergolese), due esemplari dell’“Almanacco Agrario” contenenti annotazioni giornaliere sul tempo meteorologico e sul corso dei lavori, talvolta anche su fatti personali o avvenuti in paese.
  • Copertina libretto Prima S. Messa di don Attilio Comai

    Si tratta di un estratto della copertina del libretto dedicato alla Prima S. Messa di don Attilio Comai, celebrata il 3 aprile 1932. Nella parte alta del documento sono riportate tutte le fotografie dei sacerdoti presenti per l'evento.
  • Gruppo di uomini nel piazzale della chiesa di Vigo Cavedine

    Sul retro della fotografia appaiono i seguenti nomi: Tullio Tabachin, Ubaldi, Giorgio Bolognani, don Livio, maestro Chesani, maestro Eccher, maestro Pederzolli, maestro Luigi Eccher, Saverio Comai.