Calchèra di Lon
- Titolo
- Calchèra di Lon
- Autore della fotografia
- Federica Bressan
- Licenza d'uso
- CC BY 4.0
- Nome
- Calchèra di Lon
- Descrizione
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La calchèra di Lon, si trova in cima al paese, a fianco della strada che porta al Monte Gazza, a ridosso degli ultimi campi.
Venne costruita e utilizzata nel corso degli anni ‘40-‘50 e precedentemente ne furono costruite altre nella zona, che infatti prende il nome di località Calchèra. In particolare, nel 1952-53 la calchèra venne realizzata da tre compaesani: Mario Miori “Mariela”, Alessandro Miori “Sana” e Giuseppe Banali “Piva”; in altre circostanze da due/tre esperti muratori di Ranzo.
Per realizzare la calchèra si utilizzarono i sassi di roccia calcarea presenti in loco, venne scavata una buca circolare nel terreno e vennero alzati i muri in pietra creando una volta. Durante il funzionamento, alla base della calchèra si accendeva un fuoco che veniva alimentato ininterrottamente per 20 giorni finché i sassi esterni erano cotti (si capiva perché diventano bianchi e si sgretolavano in superficie). La legna da ardere proveniva dai boschi circostanti ed era legna fina, costituita da tronchi di diametro ridotto. I sassi cotti, una volta freddi, venivano rimossi e si lasciavano in posizione solamente i muri laterali, alti circa 1-2 metri. Ogni calchèra produceva diversi quintali di calce, circa 2-300 (con 1 quintale di legna si produceva 1 quintale di calce). Dai sassi cotti si otteneva la “calce viva”, che si spargeva nelle stalle per prevenire l’afta epizootica, una malattia virale molto contagiosa e pericolosa. Per produrre la “calce spenta”, in quasi tutte le case, in cantina, era presente la busa della calcina. Si versava dell’acqua nella buca e si aggiungevano i sassi uno alla volta. L’acqua per produrre la “calce spenta” veniva prelevata in paese dalla roggia usando il secchio (celet) o la bigoncia (congial). A contatto con l’acqua i sassi si scioglievano (i boiva) formando la calce, un materiale bianco candido dalla consistenza molle e liscia.
La calce aveva diversi utilizzi. All’epoca si usava per fare la malta per costruire i muri poiché era l’unico materiale disponibile ma anche eccellente e duraturo. Veniva utilizzata anche per tinteggiare (sbianchezar) e disinfettare i muri delle case oppure per produrre il verderame, un antiparassitario con cui irrorare le viti.
Fonti: -
Lon - Storia, cultura, tradizioni, società, ambiente. Ricordando il XII Palio delle 7 frazioni - 3 agosto 2003
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testimonianze di Cornelio Miori e Emilio Miori di Lon
Cornelio ricorda la calchèra perché assieme ad altri bambini del paese andava a vederla in funzione.
Emilio ricorda la calchèra perché quando aveva 14 anni ci andava di notte per alimentare il fuoco (a stizar), così come altri suoi compaesani e anche portarli in paese.
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La schedatura è stata fatta dal gruppo attività opzionali “L’aula di geologia” - a.s. 2025/26 Scuola Secondaria di I grado di Vezzano: Alberto, Bianca, Camilla, Desirè, Giulia, Gloria, Yasser, Marta e Sofia - Data di costruzione
- 1940
- Luogo
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Lon, Vallelaghi, Trento
- Livello di precisione della collocazione geografica
- Collocazione precisa
- Media
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Calchèra di Lon
