Yvonne Somadossi è nata e vissuta in Belgio tra il 1946 e il 2022.
In realtà alla nascita è stata registrata come Yvonne Sommadossi, figlia di Angelo Sommadossi e Costantina Pisetta, ambedue emigrati da Ranzo in Belgio alla fine degli anni venti del novecento.
Prima di andare a scuola lei aveva imparato a scrivere il suo cognome con una sola emme, così come era scritto sulla lapide di suo padre, morto prematuramente per la silicosi contratta in anni di lavoro in miniera. Questo legame tra il cognome storpiato e suo padre era per lei così forte che ha voluto poi usare anche in età adulta Somadossi "con una sola M come in Ti amo".
In realtà, un tempo, anche i documenti che accompagnavano i nostri emigranti, rilasciati dal comune o dal parroco, riportavano spesso "Somadossi", per cui risulta comprensibile come questa scrittura errata possa essere finita anche sulla lapide di Angelo Sommadossi nel 1951.
Ultima di quattro fratelli, Yvonne non ha mai mancato di esprimere il suo orgoglio nel sedersi "su due sgabelli", si sentiva sia belga che italiana. Nella sua vita è stata, tra l'altro, molto impegnata sul tema degli immigrati e delle immigrate.
Vincitrice di numerosi premi letterari, copywriter pubblicitaria, scriveva settimanalmente su "Le Soir", ma collaborava anche con altri media belgi e italiani.
Riportiamo nel nostro archivio alcuni dei suoi articoli, pubblicati su testate diverse, che riguardano il paese d'origine della sua famiglia e la situazione degli emigrati in Belgio che lei stessa ha vissuto.
Raimondo Miori, nato a Padergnone il 27/02/1907, ha acquistato una macchina fotografica a rullino, con autoscatto, nei primi anni 40; prima di allora faceva uso di una macchina fotografica con lastre di vetro. I suoi famigliari hanno messo a disposizione dell'Archivio della Memoria le sue fotografie.
Nato a Vigo Cavedine (Trento) nel 1958, dove tuttora vive ed opera.
Autodidatta, si dedica da molti anni all'attività pittorica, mettendo sulla tela la suggestione dei luoghi e della realtà; la sua ricerca esplora le linee dell'astratto associato alla figurazione.
Dal 2002 ha partecipato a molti concorsi ottenendo numerosi primi e secondi premi.
Umberto Zaccaria, pittore e critico d'arte così scrive di lui: "L'impressione figurale di Bolognani esce da una struttura austera, da composizioni sempre equilibrate, da cui si rivelano brandelli di paesaggio ricchi di genuine doti poittoriche."
Ha messo a disposizione dell'Archivio della Memoria alcune sue opere che riproducono vecchi scorci della Valle dei Laghi.
Nata a Rovereto nel 1970, vive ed opera a Vigo Cavedine (Trento).
Ha conseguito la maturità artistica a Trento laureandosi poi in Disegno anatomico e chirurgico presso l'Università di Bologna.
Ha preso parte a diverse mostre collettive e personali in Italia e all'estero.
Dal 2008 si è distinta vincendo alcuni primi e secondi premi a concorsi di pittura.
"L'arte della Toccoli è raffinata e avvolgente; l'artista coi suoi tocchi preordinati e la classicità delle forme trasporta la realtà in un mondo di sogno dove concretezza e simbolo si fondono armonicamente..."
Ha messo a disposizione dell'Archivio della Memoria alcune sue opere che riproducono vecchi scorci della Valle dei Laghi.
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Bibliografia:
"Artimmersion 15" Colonia artisti di Lives (Bolzano) del 2023.
Artista di strada spagnolo originario di Terrassa in Catalogna.
Il suo primo lavoro molto noto ai trentini è stato il grande murale dell’orso al centro sociale “Bruno” di Trento, realizzato nel 2008 insieme con il messicano Omar Garcia e distrutto dopo vivaci polemiche nel 2015.
Ha vissuto per due anni a Margone e lì, nel 2012, ha realizzato ben 14 murales, commissionati dalla Pro Loco presieduta da Roberto Franceschini; ne erano previsti altri ma il suo tempo da dedicare a Margone era finito quell'estate.
Le sue opere sono diffuse in tutta Europa; le più grandi, fatte in coppia con l'amico Omar Garcia, sono firmate "Technomurales".
In questo archivio ci occupiamo delle sue opere realizzate a Margone che mostrano ambiente naturale e spaccati di vita del paese, ne raccontano la storia e le peculiarità con grande sensibilità, attenzione ai particolari e colori molto accesi.
I suoi murales a Margone sono qui mappati:
Ha messo a disposizione dell'Archivio della Memoria le sue produzioni con licenza CC-BY.
In archivio sono presenti anche alcuni materiali da lei conservati:
Ha messo a disposizione dell'Archivio della Memoria alcuni dei suoi quadri che immortalano momenti del passato, riportano in vita ricordi a chi c'era e mostrano ai più giovani qualche spaccato della vita e dei luoghi di un tempo.
Tutte le immagini condivise possono essere utilizzate citando l'autore.
La sua figura viene presentata in queste pubblicazioni consultabili nell'Archivio della Memoria:
Ha messo a disposizione dell'Archivio della Memoria le sue foto, i suoi disegni ed i suoi testi con licenza cc-by.
In Archivio sono presenti anche materiali da lui conservati:
In arte Dori, collabora con la rivista Retrospettive fin dal primo numero disegnandone, tra l'altro, le copertine con portoni storici della valle e illustrando con fantasia proverbi popolari utilizzando la tecnica della china acquerellata.
Tra le sue opere predilige il disegno dal vero e la pittura ad olio.
Sua è la tela di S. Siro realizzata, in sostituzione di quella originale trafugata alcuni decenni prima, in occasione della ristrutturazione della chiesetta omonima di Lasino nel 2001,
La sua figura è descritta a pag. 46 di
Di origine padovana, il fotografo si stabilì a Cles nel 1899, dove aprì il proprio stabilimento artistico fotografico. Allo scoppio della prima guerra mondiale fu costretto a lasciare il Trentino in quanto "regnicolo", ovvero abitante del Regno d'Italia.
Morì a Firenze nel 1950.
Fonte: