Nella foto scattata agli sposi che raggiungono la chiesa coi loro ospiti possiamo vedere uno scorcio della piazza di Vezzano con le scritte ONMI CONSULTORIO, e più indietro Flli BENIGNI.
L'ONMI, Opera Nazionale Maternità e Infanzia, è stata un ente assistenziale italiano fondato nel 1925 allo scopo di proteggere e tutelare madri e bambini in difficoltà. L'Opera è stata sciolta nel 1975. (fonte Wikipedia)
Il Consultorio pediatrico di Vezzano era situato, accanto all'ambulatorio medico, dove ora c'è il piano terra della biblioteca, mentre al piano superiore c'erano gli uffici comunali.
Sopra la scritta "consultorio" è appena visibile il sostegno della lapide a ricordo del voto a San Valentino, fatto nel 1945 il che ci dà la certezza che lo scatto non sia antecedente a questa data.
Non era da tutti avere un mezzo a motore ed Ermenegildo Garbari era orgoglioso del suo sidecar che usava per lavoro e per diletto, fin quando non gli fu "temporaneamente" requisito dai militari tedeschi mentre stava rientrando da Trento. Dopo di allora non lo vide mai più.
Fra i suoi amici qui ci sono Alfeo Aldrighetti, Bruno Zanini e Fernando Tonelli.
Il documento certifica l'elenco dei fiorini spediti al militare Giacomo Biotti, tra il 1855 ed il 1860, da uno dei fratelli o dalla sorella [ Maria Teresa (1826- ), Pietro Domenico (1836-1913), Francesco (1840-1919)].
Sono elencate le lettere nelle quali Giacomo richiedeva il denaro e sulla destra i fiorini, talvolta in oro, che sono stati spediti.
Al numero 6 è anche indicata "la spedizione di un paio di braghe" avvenuta il 3 agosto del 1858.
A riguardo in archivio abbiamo:
Anche i trasportatori coi loro carri avevano in quel periodo da lavorare per la costruzione delle gallerie collegate alla centrale di Santa Massenza. Durante il tragitto, assistiamo qui ad una breve pausa scherzosa proprio davanti al magazzino che la SISM aveva a Vezzano, messa in atto da "l'Angelin" di Calavino, il magazziniere della SISM. I trasportatori sono Carlo Gentilini e Giancarlo Garbari di Vezzano.
Come si vede dall'insegna, in quello stesso edificio, al piano superiore si trovava la sartoria di Ermenegildo Garbari, il quale non poteva perdere l'occasione per scattare una delle sue innumerevoli fotografie.
I coscritti del 1924 col tipico cappello addobbato con fiori e piume festeggiano la coscrizione nella piazza di Vezzano. Con loro un soldato. Ricordiamo che il periodo 1943-1945 fu quello dell'occupazione tedesca seguita al "rebalton" e che a Vezzano aveva sede un reparto di gendarmeria tedesca che mantenne un buon rapporto coi civili.
Il gruppo si trova in quella che allora era Piazza Fiera, dietro loro si vede Via Dante, sulla destra la scuola elementare e la fontana.
Giacomo Biotti [nato a Padergnone nel 1832, come desunto dalla scheda di famiglia], nel 1856 scrive ai genitori da Bregenz [Austria] dove era "militare alla 28 compagnia del 7 Battaglione", dove ipoteticamente svolgeva il servizio militare. Parla della sua buona salute e del bisogno di denaro poiché la paga è "miserabile"; chiede informazioni della famiglia, dei "bacchi da setta" e delle "galete" (la bachicoltura che l'anno precedente aveva dato buon frutto), dell'"incanto dei basoti" [?], della valle; manda i suoi saluti ai fratelli [Pietro Domenico (1836-1913), Francesco (1840-1919)], la sorella [ Maria Teresa (1826- )], il cognato, i parenti, amici, vicini e "tutti quelli che vi domandano di me".
La lettera del 13.8.1859 proviene invece da Novoledo di Vicenza, quando era "militare alla 7^ compagnia del 2° battaglione dei cacciatori imperatore", dove ipoteticamente era impegnato nella seconda guerra di indipendenza [27 aprile - 12 luglio 1859]. Godeva di buona salute e sperava di rientrare presto in Tirolo, da "questi paesi [in cui] vi sono una grandissima suta [siccità] e molte malatie nelli militari". Chiede informazioni dei paesi, delle campagne, dei "cavaleri" [bachi da seta], dell'"incanto dei basoti" [?] ed informa che "le lettere dei militari adesso non paga più niente". Tra i saluti non nomina questa volta i fratelli, il che fa pensare che anche loro fossero impegnati in guerra.
Queste lettere, scritte di proprio pugno da un soldato, ci permettono di ipotizzare che la scuola popolare di Padergnone fosse già in funzione negli anni '30-'40 dell'800.
Alcune bollette riportanti importi e dati risalenti al 1930-1932 del (forse) signor Tomasi Ferruccio.
Da notare di particolare nella seconda la parte dedicata al trasporto, che è stata compilata con orari precisi.
A parte le cifre, le scritte sono purtroppo per lo più illeggibili.
I francobolli hanno mantenuto il loro colore brillante.
Le foto documentano momenti di leggerezza per i soldati della Folgore stanziati a Vezzano col compito di sorvegliare le armi pesanti requisite ai tedeschi in ritirata alla fine della seconda guerra mondiale.
Dietro di loro si vede la targa della Scuola Materna con la sigla O.N.A.I.R. (Opera Nazionale di Assistenza all'Italia Redenta), istituto previdenziale italiano, nato nel 1919 allo scopo di assistere le popolazioni delle "terre redente", particolarmente tramite provvedimenti a favore della prima infanzia. La scuola materna di Vezzano fu annessa all'ONAIR il 3 novembre 1939.
Almanacco di Emanuele Caldini con interessanti annotazioni metereologiche, agricole e familiari (si sono scansionate solo le pagine annotate).
A p. XI un elenco di tutte le fiere e i mercati del Triveneto e del Tirolo che cadono nei giorni fissi dell'anno; qui in valle si teneva il mercato due volte all'anno a Calavino (primo sabato di ottobre e il lunedì che segue la quarta domenica di quaresima) e a Vezzano (sabato precedente al terza domenica d'aprile e settembre).
Si segnalano i riferimenti salienti:
- 24 febbraio: "Raccolta strope", ovvero dei legacci ottenuti dai rami di salice, usati per legare le vigne ai pali
- 29 febbraio: pagamento di corone 31.70 per legname da pergola
- 1 marzo: evidentemente Todeschini possedeva una carrozza che veniva usata come mezzo pubblico
- 18-20 marzo: come indicato a p. XV, il 19 marzo a Trento c'era il mercato di prodotti rurali
- 23-28 marzo: potatura delle parti
- 13-14 aprile: potatura delle viti
- 29 aprile: "Spedito a Noemi [la figlia] un botticello di lit.[ri] 30 vino"
- 14 maggio: "Irrorazione fichi, peri e pomi con nicotina": il tabacco fungeva da insetticida
- 16-18 maggio: acquisto dei bachi da seta
- 25 maggio: "Tiziano zolfora": la solforazione (o solforatura o inzolfatura) è un'operazione consistente nel cospargere gli organi verdi delle piante di preparati a base di zolfo per combattere malattie crittogamiche.
- 1 giugno: "Spedito cesto a Gisella [l'altra figlia di Emanuele] con 60 uova e piselli"
- 3 giugno: "Giacomo [...] rincalza patate e fagiuoli": "rincalzare" significa accumulare terra al piede di una pianta per sostenerne la crescita.
- 4 giugno: "Tempo bellissimo. Giacomo zolfora parti e campo poi travaza vino. L'uva del campo principia fioritura"
- 17 giugno: "Piantano frasche fagiuoli parti": le frasche venivano usate come sostegno per le piante di fagioli
- 4-5, 8-11 aprile, 19, 23 giugno: commovente notare come questa agenda pensata per il commercio agrario diventi anche una sorta di diario personale.
- 20 giugno - 8 luglio: probabilmente Emanuele andò a trovare le figlie a Trento, in occasione della nascita dei nipoti
- 9 luglio: "Vendo a Stefano Pisoni il frumento per cor[one] 90. Vedi 15/8 saldato."
- 25 luglio: "L'uva bianca del campo principia maturenza", poi sono riportate le date delle annate precedenti nelle quali è maturata l'uva
- 4 ottobre: "Vendemmia bianca e consegna alle Sarche"
- 12 ottobre: "Maria [la moglie] va a Vezzano e vende il teroldico alla ditta Cembran di Lavis a cor[one] 12 l'Et.[tolitro] franco Lavis"
- Le ultime pagine sono tutte dedicate alla vendemmia.
Trascrizione:
«Non dici mai di avere da noi notizie dopo diverse corrispondenze che ci ab[b]iamo mandate.
Qui incomincia la primavera e sbocciano già i fiori. Anche i lavori di campagna proseguono regolari. L'ultima tua aveva la data del 16 Marzo. Molti sono stati gli avvenimenti nei Carpazi e quindi desideriamo tue notizie per sapere se stai ancora ab[b]astanza bene e crediamo che sarai sano come noi. Saluti cordiali.»
L'apprensione del padre sarà fortunatamente sciolta il giorno dopo, alla ricezione di una precedente missiva del figlio:
La strumentazione per preparare le cartucce da caccia di inizio novecento, appartenuta al Capitano Oreste Caldini, viene qui descritta da Rosetta Margoni, su informazioni date da Marco Gottardi, che conserva tutti questi cimeli.
Questo posacenere fu realizzato artigianalmente sul campo di battaglia incavando una bomba scoppiata; attorno infatti c'è la ghiera. È dotato anche di un "pestello" per spegnere le sigarette o i sigari.
Data l'iscrizione dorata sulla fodera della custodia ("Ostern im Felde" = "Pasqua sul campo [di battaglia]"), presumiamo si tratti di un dono fatto dagli ufficiali superiori ai loro sottoposti in occasione della Pasqua, che nel 1917 cadeva l'8 aprile. Sul coperchio, la custodia reca una targhetta con la sigla del 3° Reggimento Tyroler Kaiserjäger, del quale Oreste Caldini era capitano (Hauptmann).
Il bocchino in bachelite sembra spezzato ad un'estremità e l'altra è morsicata; il supporto in argento per la sigaretta reca una decorazione vegetale.
Ferro da stiro utilizzato dal Capitano Oreste Caldini in guerra per stirare le sue camicie. Nella prima fotografia si vede lo sportello aperto nel quale venivano inserite le braci; il manico è mancante.
Gli speroni potevano venire allacciati allo stivale tramite una cinghia di cuoio oppure infilati in un apposito buco nel tacco, come i due esemplari sulla destra.
Il documento tratta di una compravendita di "un’arrativa con viti, e Gelsi, e crozzivo annesso luogo detto al Campo nuovo in Sopravilla" a Vezzano confinanti con "la strada nuova" e fa riferimento ad un altro fondo in Cignon.
Le misure sono indicate in pertiche (quadrato da 12 piedi di lato) e piedi di Vienna (31,61024 cm).
I valori sono espressi sia in fiorini e carantani in valuta di Vienna che in fiorini e carantani abusivi plateali. I carantani valevano 1/60 di di fiorino.
Il documento è redatto su carta legale da 30 kreuzer (carantani) e riporta in calce il timbro del Imperial Regio Giudizio Distrettuale di Vezzano.
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Per una prima rapida lettura si riporta la trascrizione:
Vezzano li 18 ottobre 1845
In ordine al compromesso dei 28 agosto po. po. ed alla misurazione fatta dal peritto Tommaso Trentini dei 10 settembre po. po. i qui presenti Antonio del fu Giuseppe Benigni di Vezzano, Giombattista del fu Vincenzo Bassetti di Santa Massenza sono passati al seguente dfinitivo contratto di compravendita.
Antonio Benigni trasferisce in assoluta proprietà a titolo di vendita a Giambattista del fu Vincenzo Bassetti un’arrativa con viti, e Gelsi, e crozzivo annesso luogo detto al Campo nuovo in Sopravilla di sopra pertinenza di Vezzano, cui confinano a mattina la strada nuova, e Giorgio Benigni, mezzodì lo stesso Giorgio Benigni, e Giuseppe fu Bortolo Benigni, sera la roggia, a settentrione il venditore Antonio Benigni, l’arativo di pertiche 651 piedi 5 di Vienna, ed il Crozzivo pertiche 204 piedi 3.-
Questa compravendita viene fatta per lo prezzo convenuto di fiorini 2(?) la pertica viennese dell’arativo, e di fiorini 4 la pertica del crozzivo in valuta abusiva di piazza e quindi in complesso per lo prezzo di fiorini 1317..18 Mille trecento dieci sette e carantani dieciotto abusivi plateali.
A conto di questo prezzo il venditore Benigni assegna al compratore Gio’Batt: Bassetti d pagare in solieno (?) di esso venditore la metà del capitale ipotecario di fiorini 800 d’impero dipendente da documento primo febbraio 1791, coi relativi interessi fin qui goduti qual metà di capitale ed interessi inposta in valuta di Vienna moneta di convenzione fiorini 429..40 ½ pari ad abusivi plateali.- - - f. 533–1/4
ritenuto che altra simile metà sta a carico di Giorgio Benigni fratello del venditore.-
Egualmente in isconto di detto prezzo il venditore Benigni assegna al compratore Bassetti da pagare al seminario vescovile di Trento fiorini 148..43 ½ in M (??) pari ad abusivi plateali - fi 193..20 per metà di capitale, interessi, e spese dipendente da documento 3 Maggio 1788, ritenuta che altra simile metà stà a carico di Giorgio Benigni fratello del Venditore.
In isconto pure del detto mezzo di compravendita il venditore Benigni assegna al compratore Bassetti da pagare entro due settimane fiorini 25 ed entro due anni altri fiorini 300 in tutto ab. plateali fi 325..- ad Antonio figlio di esso venditore per la metà del capitale ipotecario di quello dovuto in forza del documento dei 6 (?) archiviato li 15 Novembre 1837 sotto N° 542.
Anzi trovandosi qui presente esso assegnatario Antonio Benigni figlio, dichiara d’accettare il premesso assegnamento, e dichiara pure in riguardo all’altra metà di capitale donatogli in forza del sopracitato documento
fi 1051..20 1/4
di rimozione all’ipoteca a lui compettente sul fondo a sopravilla e di attenersi a quella dell’altro fondo a Cignon ferma però fino al pagamento degli assegnati fi 325 abusivi ? anche l’ipoteca sul fondo a sopravilla.
Il compratore Bassetti in isconto del pari del prezzo suddetto ha sborsati al venditore Anto= Benigni abusivi - - - fi. 150..-
Finalmente a solito del convenuto prezzo il compratore pagherà il venditore entro un anno fi 115..57 ¾
Il venditore Benigni dichiara di garantire fi. 1317..18
il venduto stabile per libero di ipoteche a riserva di quelle riferibili alla fatta accolazioni(?) -
Sulle somme assegnate, e insolute dovrà dal compratore corrispondersi fino al pagamento l’interesse del 5/6&
Fino al pagamento dell’intiero prezzo resta riservata a favore dei creditori, e del venditore l’ipoteca speciale porvileggiata (?) sul venduto stabile suddetto.
Le parti si autorizzano vicendevolmente all’archiviazione del presente nel libro degli istromenti (?) presso il Giudizio.-
Ora letto si firmano
Antonio Benigni
segno di croce di Gio. Bassetti x
Antonio Benigni figlio
Nazzaro Ronchetti testimonio
Francesco Patuzzi in nome di Gio’ Batt’ Bassetti, che fece la croce, e fu testimonio
N. 5919
Inscritto oggi a ore 11 ant= al N° 515 in questi pubblici registri dei diritti coli (?)
dall’i. a. Giud. ?
Vezzano li 19 8bre 1845
de Vigillio
La presente è conforme al suo originale e stesa in carta (?) da fi. 4.-
dall’i r giudizio di Vezzano li 24 8bre 1845
[firmato]
[Trascrizione da ricontrollare di Rosetta Margoni, 11.2.2021]
Il documento tratta una convenzione fra due famiglie Bassetti per i diritti di "passo, e ripasso a piedi, e col bestiame disgiunto" in un "vòlto" posto al piano terra di una casa "in località detta al Torchio" e in un orto accanto ad essa. Si parla anche della costruzione di un barbacane a sostegno di una casa.
Le firme degli interessati alla convenzione vengono fatte col segno della croce.
Si riporta la trascrizione per una prima rapida lettura:
Santa Massenza li 12 dodici ottobre 1837 trentasette
Si premette che ai fratelli Andrea e Giovanni de fu Gio’ Bassetti di S. Massenza competteva il diritto di passo, e ripasso a piedi, e col bestiame disgiunto a traverso ad un volto apiano terra della casa di GBattista del fu Vincenzo Bassetti di S. Massenza, esistente questo volto nella casa di vagione d’esso Giobatta Bassetti sita in questa Villa in loco detto al Torchio.
Si premette altresì, che questo diritto di servitù attiva spettante ai fratelli suddetti Andrea, e Gio’ Bassetti, è da riguardarsi come un diritto reale accordato in perpetuo ai proprietari della casa sita in S. Massenza in località detta al Torchio di gagione dei fratelli Andrea e Gio’ fratelli Bassetti.-
Dopo tutto ciò le parti qui presenti divennero alla seguente
Convenzione
I qui presenti, e sottoscritti anzi con croce firmati fratelli Andrea , e Giovanni Bassetti per se agendo ed eredi rinunziano al paso presente, e per se ed eredi accetante Gbattista Bassetti il diritto del passo e ripasso a piedi, e con bestiame sciolto ad essi loro spettante quai possessori della casa da loro attualmente abitata in S. Massenza a traverso del volto apiano terra di compendio della casa di Gbattista Bassetti. Esso Gbattista Bassetti poi dà e concede ai predetti Gio e Andrea Bassetti quai proprietari della casa di S. Massenza al Torchio confinante 1° Gbatta Bassetti fu Vincenzo e così pure al 2°, 3° fratelli Parisi, 4° gli stessi e Giuseppe Polli salvi (?), il diritto di servitù attiva del passo, e ripasso a piedi, e bestiame sciolto a tramezo l’orto di vagione di Gbattista fu Vincenzo Bassetti e ciò nella larghezza di quattro piedi; al quale orto confina al 1° la strada comune, 2° Giuseppe Polli, e i sud. [suddetti] fratelli Andrea e Gio Bassetti, 3° gli stessi, 4° i fratelli Parisi salvi (?)
E ciò fanno i suddetti fratelli Gio’, ed Andrea Bassetti perché oltre il suddetto diritto di passo esso Gbatta fu Vincenzo Bassetti si obbliga, e promette di pagare ai predetti Andrea e Gio Bassetti l’importo di fiorini 15 quindici abusivi nel prossimo S. Martino 1837 sette, riservato a Gio, e Andrea Bassetti di poter costruire all’occorrenza un barbacano nell’orto suo a sostegno della loro casa sopra descritta. -
Gbattista Bassetti autorizza i fratelli Gio, e Andrea Bassetti a far inscrivere da se soli il presente documento nei libri relativi del Lod. I. R. Giudizio Distrettuale di Vezzano.
Le spese sono tutte a carico di Gbattista Bassetti.
Preletto le parti si firmano con croce
Segno di croce di Gbattista Bassetti
Segno di croce di Giovanni Bassetti
Segno di croce di Andrea Bassetti
Gio Danieli (?) ? sottoscritto per Gio Bassetti, Gio, ed Andrea Bassetti
Antonio ? ? ? e testimonio come sopra
[firma]
Acquistato nel libro dei strumenti di questo Giudizio li 13 care alle ore 10 ante al N° 616
Vezzano 13 Xmbre 1837
[Trascrizione da ricontrollare di Rosetta Margoni, 12.2.2021]
I bambini dell'asilo, coi loro grembiulini, sono impegnati nel mettere a dimora delle piantine accanto ad un vigneto. Una maestra li sta aiutando, altre donne con piccolini in braccio li stanno guardando. In primo piano contenitori di diverso materiale: legno, metallo, vimini.
Biglietto della lotteria nazionale completo della "Federazione Italiana Nazionale Fascista per la lotta contro la tubercolosi".
Sulla parte destra della pagina finale campeggia uno dei motti di Mussolini.