Tre giovani vestite di bianco si trovano all'entrata di Terlago, provenendo da Covelo, nei pressi del capitello del crocefisso. Accanto a loro, come riportato sul retro, c'è "Giacomo da Covelo detto Giazintot" che porta un cesto di vimini. Appena superato il capitello c'è un'altra donna che riposa col suo sacco appoggiato sul muro. Sullo sfondo Terlago.
Angolo di Covelo visto dalla ex-cappella Perotti, al tempo casa di abitazione di Maria "Faiòta". In primo piano Olga Cappelletti in Angeli con le figlie, sullo sfondo a destra il palazzo dei Perotti-Toriello, noto come "villa dalle cento finestre".
Maria "Faiòta" ha vissuto gli ultimi anni in una vecchia cappella sconsacrata; davanti alla porta di quella casa vediamo qui la figlia Olga Cappelletti in Angeli con le tre figlie minori: Lucia, Alberta e Maria, in visita da Rovereto.
Riportiamo qui un loro ricordo riguardo questo edificio: in camera in uno degli angoli, in alto, c'era un piccolo triangolo di vetro trasparente (circa 10 cm) cementato tra le due pareti. Le bambine lo tenevano sempre d'occhio quando si fermavano dalla nonna pregando perché non si rompesse. La nonna Maria aveva spiegato loro che questo evento sarebbe stato una sorta di allarme indicante che le pareti della vecchia costruzione stavano per cedere e che quindi bisognava abbandonare la casa.
Davanti alle finestre di casa vediamo Maria "Faiòta" con le sue figlie, Modesta ed Olga, ed i figli più piccoli di Modesta Cappelletti Maccagnan: Giovanni, Michele, Mariarita, in visita dalla Svizzera.
Era frequente un tempo incontrare un uomo con la slitta in spalla come vediamo quello accanto a Maria "Faiòta" in questo scatto.
La slitta era un mezzo di trasporto economico, veniva costruita in casa, era abbastanza leggera da poter essere portata in spalla per raggiungere la destinazione a monte dove veniva caricata e fatta scivolare a valle, tirandola e trattenendola a forza di braccia.
Dietro i protagonisti si notano muri a secco e viti.
Fotografia ricordo nel giorno del battesimo di Carmen Dallapè, primogenita di Giulio Dallapè e Agnese Bridarolli il 26 giugno del 1932.
Presente la madre di Giulio, Maria Berteotti e la levatrice dell'epoca detta "comàre".
La fotografia mostra i fratelli Giulio e Celeste Dallapè "Calièri" in sella alla loro moto davanti al calzaturificio. Dietro, la loro mamma con un bambino.
Una dei primi cataloghi realizzati dalla calzoleria Dallapè. Si tratta di una cartolina pieghevole con illustrazione, poesia, indirizzo, ed illustrazione degli scarponi che si possono scegliere su ordinazione. Venivano poi spediti in tutta Italia con il servizio postale.
La fotografia mostra un estratto da un catalogo del calzaturificio Dallapè di Stravino dove vengono illustrati i vari modelli di scarponi tra cui scegliere. Dal 1930 gli scarponi Dallapè venivano spediti in tutta Italia con la posta. Questo estratto dovrebbe risalire tra il 1954 e il 1960 circa.
In questa fotografia è presente Agnese Bridarolli e accanto una bambina. Interessante notare il fondale presente dietro che serviva per uniformare e/o rendere più elegante lo sfondo in occasione di fotografie ritratto. Lo scatto fu realizzato dai fratelli Dallapè, proprietari dell'allora Calzoleria di Stravino.
Gruppo di persone in occasione di una foto ricordo sulla strada principale che attraversa Stravino, davanti alla calzoleria Dallapè.
La seconda donna da destra verso sinistra è Agnese Bridarolli, moglie di Giulio Dallapè.
La fotografia mostra un gruppo di uomini di Stravino durante il carnevale del 1936.
In prima fila da sinistra verso destra: Celeste "Furia", Oliveto Berteotti, Saverio "Zaiacom".
In piedi da sinistra verso destra: Aldo "Aldin", Dario "Monech", Simone "Galiaz" e Arturo Malfer.
Dietro quest'ultimo: Silvio "Tomasela". A destra in piedi: "Bepi Filipo".
La fotografia ritrae il coro di Stravino in uno scatto del 1932 davanti alla porta di ingresso della chiesa.
In piedi da sinistra verso destra: ignoto, Alfonso Berteotti, "Nane Vedovel", don Pietro Zeni, ignoto, Bortolo, Oreste "Scienza" e Celeste "Furia".
Seduti nella fila centrale da sinistra verso destra: Rodolfo "Dofa", Egidio Berteotti, Poldo Chemotti, Simone Pederzolli "Galiaz", Oliveto D., Lino "Bataia".
In basso da sinistra verso destra: Aldo Ceschini e accanto Severino Ceschini.
La fotografia mostra in primo piano Dallapè Nerio al lavoro durante il taglio delle "tomaie" nel 1954. Sullo sfondo altri due operai al lavoro con le macchine da cucire presso il calzaturificio Dallapè di Stravino.
La fotografia risale al 1965 e mostra un gruppo di dipendenti e operai di Calzature Dallapè davanti al negozio che nel frattempo è stato restaurato con l'aggiunta di due vetrine che mostrano i prodotti realizzati.
La fotografia mostra un gruppo di uomini seduti in prossimità di un bosco. Si tratta di alcuni operai dell'azienda Dallapè in gita presumibilmente sulla montagna ad est di Stravino, sopra l'abitato.
Sul retro si trova la seguente descrizione: "Nell'azienda Dallapè c'è un clima familiare, i responsabili e gli operai infatti non condividono solo le ore di lavoro ma anche il tempo libero, ci si diverte insieme. Nella foto da sinistra: Giancarlo, Martino, Claudio, Erminio 3 operai e Nerio. Anno 1954".
La fotografia ritrae apprendisti e operai presso la calzoleria Dallapè nel 1951.
In ultima fila da sinistra verso destra sono presenti: Francesco "Caròbola", Martin Dallapè, Tullio Berti e Dallapè Claudio. In basso da sinistra verso destra: Celeste Dallapè, Irma Chistè, Carmen Dallapè, Nerio Dallapè, Carmen Pederzolli, Bombardelli Wilmo, Pederzolli Cornelio, Berlanda Erminio, Bolognani Elvidio, Berlanda Carlo e Giulio Dallapè.
La fotografia mostra un gruppo di persone durante un pranzo in montagna. L'uomo in piedi dovrebbe essere uno dei fratelli fondatori della calzoleria Dallapè. Il luogo dello scatto potrebbe essere presumibilmente sui monti ad est di Stravino, vicino alla cima Cornetto.
La fotografia mostra un gruppo di apprendisti e operai della Calzoleria Dallapè nel 1943 in posa davanti all'ingresso dell'edificio.
Viene riportata la seguente descrizione:
"In alto a sinistra: Biotti Mario, Bolognani Elvidio, Berti Tullio, Calvetti Settimo, Dallapè Lino, Chemotti Amelia, Dallapè Anna, i fondatori Giulio e Celeste Dallapè, Giovanni Toccoli, Silvio di Lasino e Chemotti Ottorino.