Fotografo Editore di Trento, allievo di Sergio Perdomi, vissuto tra il 1897 e il 1987. Il suo archivio con scatti raffiguranti paesaggi e paesi del Trentino databili dal 1926 al 1953 è stato acquisito dalla PAT nel 2005.
---
Fonti:
John Monti (Erminio), nato nel 1899 ad Auronzo di Cadore era emigrato negli Stati Uniti d'America nel 1903 con la sua famiglia. Nel 1924 ha sposato Angelina Lucia Miori originaria di Lon, emigrata a sua volta nel 1920, ed è venuto diverse volte in visita alla famiglia di lei lasciandoci numerosi scatti, come anche la moglie.
Il mezzo litro veniva usato nei caseifici e nelle latterie per la vendita del latte. Il latte portato al caseificio dagli allevatori del paese, dopo essere stato pesato veniva versato attraverso un filtro in un bidone. Dopo la raccolta di più allevatori, in modo da rendere il latte più sicuro, iniziava la vendita. Gli acquirenti si recavano al caseificio col loro secchiello (bandin dal lat) ed acquistavano il latte fresco che veniva misurato col "mezzo litro".
Gioco da tavolo, effettivamente moderno. I giochi alle carte erano poco praticati dalle donne di una volta – non c’era il tempo – ma neppure la moralità lo permetteva. Si può dire che il gioco più comune era ‘l merler.
Serviva per sostenere la tinozza della "lesiva". Dopo l’ammollo dei panni nella cenere, si levava il tappo da sotto la tinozza e si prelevava la "lesiva" (acqua scivolosa) in un’altra bacinella, con questa si lavava il pavimento in legno delle camere da letto o si riutilizzava per un altro ammollo dei vestiti da lavoro.
Erano confezionati con telerie pesanti e con una trama medio-grossa. L’asciugamano era posto a cavallo del porta lavamano che si trovava in camera da letto, a portata di mano per potersi asciugare.
Nelle case abbienti era obbligo adoperare la tovaglia stesa sul tavolo durante i pasti, ciò non avveniva nelle povere case. Generalmente la sposa portava in dote un paio di tovaglie ricamate ma queste erano utilizzate solamente per qualche evento speciale.
Indumento intimo femminile per la notte. Erano lunghe fino al polpaccio, e pesanti questo perché le stanze da letto erano umide e fredde. Assieme alla camicia da notte la donna indossava anche la cuffietta per riparare la testa dal freddo e mantenere intatto “ ‘l crucol”.
Per il confezionamento delle lenzuola si utilizzava, oltre il cotone anche la tela di canapa che però risultava più pesante e ruvido. Il lenzuolo utilizzato per coprire il materasso era semplice di fattura, mentre il lenzuolo di sopra era arricchito almeno di un pizzo.
Indumento prevalentemente maschile. Era un manufatto eseguito dalle donne. Nei pochi momenti di riposo ( durante le ore del filò)si apprestavano al loro confezionamento.