In primo piano una macchina d'epoca con autista in sosta sul Lago di Toblino, sullo sfondo Castel Toblino.
La cartolina è acquerellata.
Anche se la cartolina non è viaggiata, dalla divisione in due parti del retro si deduce una datazione della stampa successiva al 1905, anno in cui questa tipologia è stata adottata in Austria.
In primo piano un'auto d'epoca decapottabile viaggia sulla strada sterrata, i paracarri in pietra delimitano la strada, sul cartello a destra la scritta "attenzione alle automobili", sullo sfondo la penisola con Castel Toblino. La cartolina è acquerellata.
Anche se la cartolina non è viaggiata, dalla divisione in due parti del retro si deduce una datazione della stampa successiva al 1905, anno in cui questa tipologia è stata adottata in Austria.
In primo piano il lago di Terlago, a destra una barca usata per le gite sul lago, a sinistra la spiaggia attrezzata con cabine. Sullo sfondo la Cima Paganella. Sul retro della cartolina il timbro postale reca la data 1940.
Questo registro riporta i nomi di tutti gli iscritti alla Confraternita dal 1931 fino al 1971. Sono qui riportate al completo le pagine degli iscritti tra il 1931 e il 1941, solo due pagine del periodo 1942-52, 1953-1962, 1963-71 per mostrare il cambiamento delle quote.
198 soci risultano aver pagato la loro quota nel primo anno (1931), 175 nell'ultimo anno (1971).
Gli iscritti dovevano versare una tassa iniziale di iscrizione e poi una quota annuale. La tassa di iscrizione variava a seconda dell'età e quindi della speranza di vita del neo iscritto in quanto alla morte di un socio la confraternita aveva l'impegno di far celebrare a sue spese tre messe a suffragio del socio defunto. La tunica veniva acquistata a parte, era rossa con una corda di lana intrecciata in vita e un triangolo che cadeva dalle spalle sulla schiena terminante con una nappa. Un semplice foglietto inserito nel registro riporta le quote della tassa di iscrizione (1956), poi corrette(1963): dai 20 ai 30 anni £ 200, poi 300, dai 30 a i 40 anni £ 300 poi 400, dai 40 a i 50 anni £ 500 poi 700, oltre i 50 anni £ 1000 poi 1500, tassa annuale £ 100 poi 150. Per i periodi precedenti la quota annuale si può desumere dai pagamenti effettuati £ 1 nel 1931, cresciuta a £ 2 nel 1941, a £ 10 nel 1946, £ 20 nel 1948, £ 40 nel 1949, £ 50 nel 1954.
L'immagine mette in evidenza una parte del paese di Sarche : lungo la strada un agglomerato di case, in lontananza la "Toresela", più avanti Castel Toblino con l'omonimo lago. A sinistra la piana coltivata del Sarca.
In primo piano il greto e il fiume Sarca, sullo sfondo l'inizio della gola del Limarò. La gola del Limarò è una forra naturale che le acque del fiume Sarca hanno formato. A sinistra dell'immagine ci sono due case, una in particolare ha la tipica architettura di casa contadina: sono evidenti infatti le grate di legno per appendere le pannocchie di granoturco ad essiccare. A metà montagna, scavata nella roccia, si nota una strada.
In primo piano notiamo un colle con sopra delle colonne a cerchio con dei cipressi, sullo sfondo il paese di Vezzano, a sinistra l'imponente palazzo ex Questura ora Sede del Comune di Vallelaghi.
Si hanno notizie che questo spazio sia stato parte di un parco ottocentesco a disposizione degli ospiti dell'albergo ex Stella d'Oro . Nel parco c'era un giardino all'italiana, la torretta riconoscibile era rifugio per gli innamorati.
In primo piano notiamo dei paracarri in pietra per delimitare la strada, dietro un canneto, il lago, e sullo sfondo il castello.
La cartolina, viaggiata, porta il timbro postale di Vicenza con la data 20.04.1938. La stampa è perciò sicuramente precedente a quella data ma comunque successiva al 1905, anno in cui è stata adottata in Austria la divisione in due parti del retro delle cartoline, come è in questa.
Veduta del Paese di Padergnone, sullo sfondo Castel Toblino con il suo omonimo lago.
La data presunta è determinata dalla presenza delle case alloggi costruite all'inizio degli anni '50 per i dipendenti della centrale idroelettrica e l'assenza della nuova chiesa dedicata alla Madonna della pace costruita a cominciare dal 1964.
Nella cartolina si nota a sinistra il paese di Padergnone , il lago di S. Massenza e sullo sfondo Castel Toblino, dietro il Monte Casale.
La presenza dell'obelisco sulla penisola di "Sottovi" ci permette di stabilire che lo scatto è sicuramente successivo al 1919, anno in cui fu costruito l'obelisco in onore dei Ventuno volontari qui catturati e poi fucilati il 16 aprile 1848 nella fossa del castello di Trento.
Nella foto/cartolina si nota una strada che penetra nel paese. Lo scatto risale sicuramente a prima della realizzazione della variante costruita per togliere traffico dal centro del paese. Inoltre la parte sud è ancora tutta campagna. Il timbro postale riporta la data 1950.
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Una copia della stessa cartolina è presente con l'identificativo Ve-64 presso:
Si nota un modesto agglomerato di case e una zona molto vasta di campagna; sullo sfondo in alto il paese di Ciago, ai piedi del Monte Gazza, più a nord, la Paganella.
La cartolina, viaggiata, porta il timbro postale di Vezzano con la data 23.08.1909. La stampa è perciò sicuramente precedente a quella data ma comunque successiva al 1905, anno in cui è stata adottata in Austria la divisione in due parti del retro delle cartoline, come è in questa.
Foto/cartolina panoramica scattata a nord del paese di Vezzano. Il timbro postale riporta la data 1903, pertanto lo scatto è sicuramente antecedente a questa data.
Un'altra cartolina che riproduce la stessa foto ci permette di stabilire l'autore e di anticipare la data dello scatto; è pubblicata a pag. 36 (38) di
La fotografia ritrae un gruppo di donne di Cavedine di varie fasce di età, probabilmente un gruppo AC (Azione Cattolica). Nell'insieme si distinguono poche donne che, disponendo di condizioni economiche agiate, vestono più ricercate e alla moda. Lo scatto è stato realizzato nel cortile della canonica di Cavedine in data 3 marzo 1932.
Nella parte centrale del gruppo è presente la maestra Bortolotti e la prima donna posta in seconda fila da destra è Giuseppina in Angeli, comunemente soprannominata "comare", ostetrica della zona.
La cartolina ritrae l'obelisco sulla penisola in località Sottovi. Vi fu collocato nel 1919 a ricordo di una battaglia qui combattuta che portò alla cattura di 21 giovani che furono fatti prigionieri e tradotti nelle carceri del Castello del Buonconsiglio a Trento, dove il 16 aprile 1848 furono fucilati.
Questi fatti, nell’ambito della Prima Guerra di Indipendenza italiana, si svolsero nella zona del lago di Toblino e dell’omonimo castello occupando anche la vicina località di Santa Massenza.
In primo piano una barca con due pescatori in procinto di calare le reti per la pesca, sullo sfondo la località Due Laghi dove si nota la presenza di una costruzione, in alto a sinistra Castel Madruzzo.
La fotografia evidenzia il piccolo paese con campi coltivati fin sulla riva del lago, a sinistra, su una penisola, l'obelisco risorgimentale che vi fu collocato nel 1919. Sullo sfondo, il paesaggio agrario e il paese di Calavino; a sinistra, in cima al colle, Castel Madruzzo.
Questo quadro a carboncino acquerellato è stato realizzato a partire dalle due fotografie di famiglia allegate per ricongiungere virtualmente con la mamma i sei fratelli della famiglia Ceschini di Lasino ("Maibei"), tre dei quali emigrati negli Stati Uniti. Nel quadro è raffigurato evanescente anche uno dei bimbi di famiglia morto nel frattempo.
Così venivano chiamate le componenti del coro femminile amatoriale di Lasino.
Tra loro, davanti in centro, la maestra dell'asilo Domenica Anna Ceschini (1885-1966).
La foto in formato 18x24 cm, scansionata in questa occasione, è una ristampa recente dell'originale messo a disposizione per una mostra.
All'epoca le bambine indossavano un abito bianco col velo. Le mani guantate di questa bambina reggono l'attestato dell'avvenuto sacramento. Sulla sedia, il libro delle preghiere che ogni bambina aveva.
La foto in formato 18x24 cm, scansionata in questa occasione, è una ristampa recente dell'originale messo a disposizione per una mostra.
All'epoca i bambini venivano battezzati il giorno stesso o quello immediatamente seguente la nascita. Le partorienti, considerate impure, non potevano partecipare alla cerimonia e i neonati venivano solitamente portati in chiesa da un'altra donna della famiglia. Nella foto la bambina è ritratta in braccio alla nonna Pasquina ed è accompagnata dalle sorelle.
Si noti il prezioso tradizionale porta enfant da cerimonia bianco nel quale la bimba, tutta vestita di bianco, era ben protetta per la sua prima uscita da casa.
Lo zio, che si era avvicinato al mondo della fotografia quando era militare ad Addis Abeba, emigrato in Belgio si era comperato la macchina fotografica e così quando rientrava a Lasino fotografava i suoi familiari. Spesso dobbiamo ai nostri emigrati le testimonianze fotografiche dei nostri antenati.