Piccolo gruppo familiare intento alla pulitura di un mucchio di prezzemolo ammassato sul cassone di un'Ape Car. L'operazione consisteva nella sottrazione delle foglie secche o marce e il raggruppamento delle piante in mazzetti, che venivano poi venduti nei mercati cittadini.
Si festeggia il 25° di fondazione della Cooperativa. Sulla destra si vede il nuovo fabbricato che ospita i forni essiccatoi per i bachi da seta. Sulla facciata dell'edificio sono riportate le varie attività della Cooperativa nel cui fabbricato, come si nota sulla sinistra, ha sede anche la Cassa Rurale.
Panorama dall'alto di Cavedine e della valle verso sud, probabilmente dell'inizio degli anni '30. Si notano le strade interpoderali che risalgono la valle verso le frazioni di Brusino e Vigo. Di quest'ultimo si vede come la chiesa segnasse l'inizio dell'abitato.
Don Ermenegildo Tonelli in posa davanti al monumento dedicato ai caduti situato lungo la via crucis che conduce al Santuario di Cavedine.
Il monumento è stato eretto nel 1934, per ricordare “i figli caduti in guerra e quelli morti lontani dalla terra dei padri, perché tutti qui vivano nell'affetto e nella prece dei fratelli”.
Sullo sfondo è possibile notare la Chiesa di Santa Maria Assunta che domina il paese di Cavedine.
Illustrazione di cm 43 x 26 con riportati i ritratti con i nomi degli alpini del gruppo. Ottavio Bassetti, a cui era dedicato il gruppo, reduce dalla Russia, è morto durante l'internamento in Germania nel 1944. La sorella Rosetta è stata nominata madrina del gagliardetto. Il loro cappellano era don Dante Clauser, parroco di Vezzano tra il 1957 ed il 1964. Il gruppo, costituito nel 1953, è stato inaugurato l'8 giugno 1958 e probabilmente questo elaborato grafico è stato fatto proprio per questa occasione. Nel 1966 si staccherà da Vezzano il gruppo Monte Gazza.
Veduta di Brusino. Lo scatto è stato realizzato in prossimità dell'attuale strada provinciale che attraversa la Valle di Cavedine. È possibile notare la struttura dell'attuale casa sociale, la chiesa più antica del paese e sullo sfondo il gruppo di case che lo compongono. L'assenza della nuova chiesa ci permette di stabilire che questo scatto è antecedente al 1954.
Ritratto fotografico di giovane donna. L'abbigliamento e l'acconciatura dimostrano che si tratta di uno scatto successivo agli anni '20. Si può notare il timbro fotografico "fotografia G. Bruner & C Trento".
Sul retro della fotografia appare il nome "Bressan Leopolda".
Le donne stanno sgranando l'uva per poi riporla nelle cassette. La fotografia riporta sul retro: "saluto Menn Hilihenbach Jahnsh 23. – nonno Guido e mamma Poldina … a engabiar ua"
Dal punto di vista amministrativo la Valle dei Laghi coincide con la Comunità della Valle dei Laghi e comprende il territorio dei tre comuni di Cavedine, Madruzzo e Vallelaghi. Dal punto di vista geografico i confini non sono così precisi: indicativamente si apre con l'uscita dal "Bus de Vela" e si chiude con le Marocche di Dro.
Parte dell'antica Judicaria, veniva considerata lembo delle Valli Giudicarie ed al suo interno vi si trova la Valle di Cavedine, il Basso Sarca, il Vezzanese, la Conca di Terlago.
L'idea che questa valle dovesse aver un'identità ed un nome proprio trovò in Giuseppe Morelli un appassionato sostenitore. Molte furono le proposte e le discussioni tra studiosi, associazioni, popolazione. Alla fine di questo percorso, il 20 settembre 1964 presso l’Hotel due Laghi di Padergnone, Morelli propose il nome Valle dei Laghi che, messo in votazione, raccolse l’unanimità dei voti. Dopo quella scelta nacque il Comitato per la promozione culturale sociale ed economica della Valle dei Laghi da lui presieduto. Questo nuovo nome ha preso sempre più piede fino ad essere istituzionalizzato con la nascita della Comunità della Valle dei Laghi nel 2006.
Quota m: 414, Superficie mq: 120.000 c. (a livello idrometrico 1,90), Volume mc: 445.000, Prof. mass. m: 11, Prof. media m: 3,8.
Si trova alle pendici orientali del Gruppo Gazza-Paganella in una depressione in cui passava anticamente il fiume Adige.
La sua forma è oblunga, con un restringimento mediano, che lo suddivide in due bacini distinti; quello meridionale più naturalistico e quello settentrionale più turistico, separati dalla strada provinciale che lo attraversa.
Due immissari portano il loro contributo al lago meridionale: la Roggia di Terlago, che nasce nei pressi del Lagostel, raccoglie le rogge di Monte Terlago e di Castel e il piccolo Rio Rodèl, attraversa interrato il paese (un tempo dava energia ai mulini) e dal Fosso Maestro che nasce dal pianoro di Sant'anna (Sopramonte). Le sue acque affluiscono all'Adige attraverso un emissario sotterraneo di tipo carsico attraverso alcuni inghiottitoi, localmente chiamati "lóre" che si trovano lungo la riva orientale.
Sulle sponde settentrionali sono stati individuati i resti di un accampamento del Tardo Paleolitico-Mesolitico (VIII- IX Millenio a. c.) ed a livello naturalistico la vegetazione presente nei prati aridi di questa zona sono molto interessanti.
La zona che comprende l'intero lago e le sue sponde, la zona meridionale umida e quella settentrionale arida, con un'area di 109.3 ettari, costituiscono un'area protetta denominata "Zona Speciale di Conservazione Terlago", Codice Rete Natura 2000: IT3120110.
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Bibliografia:
- Gino Tomasi, La Valle dei Laghi - 6. Di Lago in Lago - Lago di Terlago, IN: Di lago in lago: un percorso fra storia e natura nella Valle dei Laghi, Associazioni Culturali della Valle dei Laghi, 2005, pp. 17-19
- Depaoli Verena, Il Lago di Terlago, IN: Di lago in lago: un percorso fra storia e natura nella Valle dei Laghi, Associazioni Culturali della Valle dei Laghi, 2005, pp. 31-67
- Depaoli Verena, Terlago e le sue acque - 2. I corsi d'acqua, IN: Il Libro delle Acque, Associazioni Culturali della Valle dei Laghi 2008, pp. 94-100
- Cavagna Stefano, Acqua Viva Terlago - Punti di scoperta intorno al lago,
Vezzano (TN): Ecomuseo della Valle dei Laghi 2016
Il Monte Bondone delimita ad Est la Valle dei Laghi e la separa dalla Valle dell'Adige. Verso Nord termina con la forra del torrente Vela, chiamata "Bus de Vela", che lo separa da Monte Soprassasso. Verso Sud prosegue col Monte Stivo.
Le cime più alte sono: il Palon (2090 m s.l.m.) verso Nord, seguito dalla dorsale Cornetto o Cronicello (2180 m,), Doss d'Abramo (2140 m) e Cima Verde (2102 m), che costituiscono la "Riserva Integrale delle Tre Cime del Monte Bondone, e, verso Ovest, la Rosta (1832 m).
Fra loro, a circa 1500 metri di quota, si trova l'altopiano delle Viote con un importante giardino botanico alpino, un Centro di Ecologia Alpina, la zona protetta della Torbiera, la "Terrazza delle Stelle - sito UNESCO connesso al cielo” per l'osservazione astronomica.
Verso la Valle dei Laghi c'è poi il Lago di Lagolo (950 m s.l.m.).
Dal punto di vista amministrativo la parte occidentale del monte, che guarda verso la Valle dei Laghi, fa parte dei territori di Vallelaghi, Madruzzo e Cavedine, quella settentrionale appartiene al comune di Trento e quella orientale, volta verso la Valle dell'Adige è di Garniga, Cimone e Villa Lagarina.
La catena montuosa Gazza-Paganella delimita a Nord-Ovest la Valle dei Laghi.
A sud la forra del Limarò, scavata dal fiume Sarca, la separa nettamente dal Casale; a Nord termina fuori dalla nostra valle con l'altopiano della Paganella, mentre rimanendo in valle ad essa si collega il Monte Soprassasso che separa la Valle dei Laghi dalla Valle dell'Adige.
Mentre il nostro versante della catena è molto ripido e roccioso, il versante verso Molveno ed Andalo scende boscoso.
Considerata la scarsità di acqua e l'assenza di strade pubbliche di accesso, questa montagna è rimasta allo stato naturale; solo la parte della Paganella è fornita di impianti sciistici e servita da funivie con partenza da Andalo e Fai.
Dalle praterie sulla sua sommità si gode un panorama notevole.
I paesi più tradizionalmente legati al Gazza, "Gagia" in dialetto locale, sono quelli che catastalmente ne detengono proprietà e che lo sfruttavano, alle diverse altitudini, per l'alpeggio, la fienagione, il taglio del bosco, la produzione di carbone e calce, la raccolta dello scotano ("foiaròla"): Ranzo, Margone, Fraveggio con Santa Massenza, Lon, Ciago, Covelo, Terlago.
A livello geografico, secondo la SOUISA (Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino), è codificato II/C-28.IV-A.2, vale a dire che fa parte delle Alpi Orientali (II), settore Alpi Sud-Orientali (C), sezione Alpi Retiche Meridionali (28), sottosezione Dolomiti di Brenta (IV), supergruppo Gruppo di Brenta e della Paganella (A), gruppo Gruppo della Paganella (2).
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Per approfondire:
- Sergio Marazzi, Atlante Orografico delle Alpi. SOIUSA, Pavone Canavese, Priuli & Verlucca, 2005.(in collaborazione con il Club Alpino Italiano)
Nome in dialetto: Nariòl
Residenti al 5.2.2020: 96
Altitudine: 653 m slm
Distanza dalla frazione di Covelo di cui fa parte: 1,2 km
Distanza dal capoluogo del Comune di Vallelaghi, Vezzano: 4,4 km
Distanza dal capoluogo di Provincia, Trento: 11,4 km
Latitudine: 46°06'22.1"N
Longitudine: 11°01'34.5"E
Nome in dialetto: Coel
Abitanti: Coveli, Coeloti, Corvi
Residenti al 31.12.2019 (compreso Maso Ariol): 511
Altitudine: 548 m slm
Superficie CC: 1111 ettari
Distanza dal capoluogo del Comune di Vallelaghi, Vezzano: 3,5 km
Distanza dal capoluogo di Provincia, Trento: 11,5 km
Patrono: San Giacomo - 25 luglio
Latitudine: 46°09’82,57” N
Longitudine: 11°01’95,59” E
Residenti al 5.2.2020: 167
Altitudine: 705 m slm
Distanza dalla frazione di Monte Terlago di cui fa parte: 1,3 km
Distanza dal capoluogo del Comune di Vallelaghi, Vezzano: 6,3 km
Distanza dal capoluogo di Provincia, Trento: 12,4 km
Latitudine: 46°06'32.5"N
Longitudine: 11°02'37.5"E