In occasione di una festa paesana, un folto gruppo posa davanti a quella che è stata la seconda sede della Famiglia Cooperativa di Ranzo, utilizzata dal 1907 al 1971.
Possiamo notare un grande gelso e il vecchio impianto di illuminazione pubblica coi cavi aerei ed il lampione con il classico piatto.
Due donne conversano tra loro lungo l'antica via del Borgo proprio dove si diparte via Picarèl. La strada è sterrata ma le parti accanto alle case sono selciate.
Sulla destra si vede l'edificio ora sede della Comunità di Valle; dopo il portone d'entrata della sala seminterrata, c'era una porta aperta dalla quale chiunque accedeva, tramite una scala interna, al piazzale della chiesa; la parte sporgente dell'edificio è stata demolita negli anni settanta del novecento.
Sulla sinistra, la presenza dell'illuminazione pubblica elettrica accanto alla lanterna ad olio, oltre all'abbigliamento femminile, ci induce a datare lo scatto poco oltre il 1911, anno in cui l'elettricità è arrivata a Vezzano.
Accanto ai corpi illuminanti si vede la nicchia entro cui era presente un crocifisso, poi tolto dai Gentilini.
Altra lanterna, meglio definita, si può vedere in un'altra foto di Vezzano:
Al carro, carico di tre grandi botti, sono già aggiogati due cavalli pronti per partire per il viaggio Lavis-Vezzano. Davanti al carro Teresita Alberti di Vezzano col marito Armellini che aveva una grande cantina a Lavis e che riforniva Vezzano di vino e mosto.
Oggi il muretto sulla destra non è più presente; al suo posto c'è un piccolo parcheggio.
La datazione è motivata dal fatto che sappiamo che la bambina ritratta è del 1941.
Olga Morandi con la figlia Maria Carla in braccio sono ferme a bordo strada circondate dalla neve. Ben visibili gli ippocastani che hanno dato il nome al luogo, un carro parcheggiato e la salita al doss poi trasformata in scalinata, una slitta appoggiata al deposito della legna.
Era frequente che le giovani andassero a servizio dalle famiglie benestanti. Qui vediamo Olga Morandi nella casa privata in cui è stata a servizio per ben 15 anni a Lavis (1927-1942).
Fulvio Garbari, veterinario di Vezzano, impegnato nel suo servizio da ufficiale nel periodo dell'occupazione italiana del Regno di Albania che ebbe luogo tra il 1939 e il 1943. In allegato anche un trafiletto di giornale che testimonia la sua promozione a capitano.
Tullio Morandi, emigrato in Argentina, manda questa sua foto ricordo a Casimiro Morandi di Vezzano scrivendo "Accettate questo ricordo in segno di affetto dal vostro cugino e nipote Tullio"
Sulla foto ricordo della visita a Vezzano dell'arcivescovo Carlo De Ferrari (1941-1962) si vede il parroco di Vezzano don Narciso Strada (1938-1957) e tra i fedeli è segnato con una x Franco Garbari .
Bones Emilio di Adriano, come indicato dalla scritta e dalla croce da lui stesso fatte a matita, è il primo del terzetto di giovani soldati dell'Impero austro-ungarico pronti per partire per quello che diventerà il primo conflitto mondiale.
Sul retro un accorato saluto ai suo cari, l'ultimo:
"Alla signora Giuseppina Morandi in Vezzano 24/919
Carrissima Sorela ti faccio sapere che oggi parto salutami il Miro [Casimiro] le to pope e che le prega per me tanti saluti al nono (?) ala Carolina alla papà e a te e i zii e dighe al zio carlo che me saluda el Richeto..."
Consultando poi la sua scheda sui caduti della prima guerra mondiale scopriamo che è nato a Vezzano il19/04/1892 e morto il 27/11/1914 a Grödek in Galizia nel reparto AU; 3° TKJ.
I soldati trentini , essendo di madre lingua italiana, erano visti con sospetto dall'esercito austriaco per cui vennero mandati in gran parte in Galizia e molti morirono lì.
Capitano del terzo reggimento in Galizia era
La piazza di Vezzano è invasa da manifesti elettorali: sulla destra l'intero edificio è coperto dal simbolo dello scudo crociato della DC (Democrazia Cristiana) e la fontana monumentale invece è coperta dai simboli della fiamma tricolore del MSI (Movimento Sociale Italiano).
Potrebbe trattarsi delle prime elezioni politiche della repubblica italiana svolte il 17-18 aprile 1948.
Accanto alla fontana fuori dal bar Garbari campeggia la scritta "Vino santo", prodotto d'eccellenza del territorio. Accanto l'albergo Stella d'oro. Bar e albergo erano gestiti da cugini.
Un'anziana donna, Rita "Clèra", sta lavando i panni sotto casa in un recipiente di legno, la "brenta". Davanti, un secchio di legno, dove mettere i panni puliti da portare alla fontana a risciacquare.
Sarina Miori di Lon, detta ”la boara”, poiché era solita guidare il bue, è qui a Vezzano col suo carro tirata in ghingheri per andare a fare la spesa, insieme alla cuginetta Maria (detta Mariotta).
Natalina Beatrici in Sommadossi rientra a casa con l'arcuccio (in dialetto brentóla o bazilón) in spalla con i secchi pieni d'acqua. Due galline becchettano tranquille sulla strada sterrata.
Il primo acquedotto di Ranzo risale al 1954, prima di allora l'acqua veniva trasportata a spalla con la "brentöla" andandola a prendere alle fontane quando andava bene o alle Masere o addirittura al Tuf.
Sul muro accanto al portico si intravede appena la scritta Via Castel Roman.
Olga Morandi partiva da Vezzano e saliva il ripido sentiero dello Scal per far visita agli amici di famiglia a Margone, eccola lassù con una pecora degli amici. Alle sue spalle la scuola.
(La strada Vezzano-Margone è stata costruita nel 1949 dalla SISM per raggiungere il pozzo piezometrico verso Maso Rualt, collegato alla Centrale Idroelettrica di Santa Massenza.)
Al centro Casimiro Morandi, il falegname che ha aperto in questo edificio l'officina che hanno poi portato avanti i figli Alfredo (ultimo a sinistra) e Tullio, mentre la figlia Elia (ultima a destra) faceva la sarta.
Gli altri sono amici di famiglia che si trovavano la domenica per stare in compagnia e terminare spesso con una buona cena cucinata da Fortuna, la moglie di Casimiro.
La casa è poi stata ampliata e questa parte è ora all'interno.
Il giorno della prima comunione i genitori organizzavano una merenda insieme presso le scuole ma Don Dante Clauser, arrivato a Vezzano nel 1958 portò delle novità: i bambini indossavano una tunica fornita dalla chiesa così come la merenda presso la locanda "Stella d'oro". Li serve Maria Carla Garbari.
Garbari Franco (all'anagrafe Francesco-1934) è tutto soddisfatto della sua bici con le rotelle. Con lui la sorella Loredana (1930) ed il fratello Giancarlo (1928).
Giancarlo Garbari, Valentino Bressan, Ettore Tomazzolli, Eustacchio Piccoli, con forche e rastrelli, sono tutti sul carro trainato da un cavallo bianco all'uscita di Vezzano verso Naran, dove dovranno occuparsi della fienagione.
La cerimonia religiosa è officiata da don Narciso Strada, parroco di Vezzano dal 1938 al 1957. Per l'occasione era stato allestito un altare su pedana in piazza Fiera.
Gruppo di quattro giovani infermiere col lungo camice bianco.
In basso a destra è stampigliato il numero 20.
L'ingrandimento in formato 24x30,5 cm, scansionato in questa occasione, riporta sul retro la dicitura: Vezzano - 1. Martinelli
Nella foto vediamo una parte della fabbrica Bressan per la lavorazione delle noci, attiva a Fraveggio tra il 1888 e il 1965, che da novembre a marzo dava lavoro fino ad una cinquantina di donne. Qui vediamo alcune di loro impegnate a rompere le noci e dividere i gherigli a seconda della loro qualità.
Elia Morandi faceva la sarta in casa, mestiere molto diffuso al tempo in cui tutti i vestiti erano capi unici fatti su misura del richiedente. Il posto più spazioso e luminoso della casa era però all'esterno: come vediamo in questo scatto, era lì che Elia lavorava.
All'interno dell'edificio c'era la falegnameria di famiglia, dove si costruivano in particolare carri, ma anche carriole, manici di badili...