La didascalia dietro la foto riporta "Mauro compie 4 anni" e la data. Dopo il pranzo i bimbi sono pronti a mangiare il dolce del festeggiato, portato da casa, e brindare insieme.
La stampa in bianco e nero misura 7x10 cm ed ha un bordo bianco di 7 mm.
I bambini sono in posa davanti al grande albero di Natale costruito all'ailo Defant di Terlago. Con loro la maestra Maria Fabbro, in visita alla scuola dove aveva insegnato per tanti anni.
La stampa in bianco e nero miusura 7x10 cm.
I bambini dell'Asilo Defant di Terlago sono in preghiera davanti al loro presepe.
La foto in bianco e nero misura 7x7,6 cm ed è posta sulla sinistra di una stampa di 8,5x12 cm.
I bambini sgranano il mais dentro scatole e ceste.
In fondo sono appesi gli asciugamani individuali forniti di contrassegno portati da casa.
La stampa in bianco e nero misura 10x7 cm ed ha un bordo bianco di 7 mm.
Terminati i lavori nell'orto, i bambini lavano le loro pale in una tinozza di legno ad uso fontana. Visto l'abbigliamento è presumibile che fossero all'asilo estivo.
La stampa in bianco e nero misura 7x10 cm ed ha intorno un bordo bianco di 7 mm.
I bambini seduti intorno a tavoli rotondi con le loro bavaglie mangiano la quotidiana minestra dalle scodelle. In tavola ci sono poi i bicchieri con una bottiglia d'acqua ed il pane. Su uno dei tavoli c'è anche un cestino individuale. La maestra Sandra Grossi passa tra i tavoli. La stessa aula veniva poi usata per le attività didattiche.
Le stampe in bianco e nero misurano 9x14 cm.
I grembiulini della scuola materna avevano solitamente i bottoni sulla schiena; era quindi d'obbligo un'attività collaborativa in cui ognuno abbottonava il grembiulino del compagno. Genitori e nonni li osservano.
La stampa in bianco e nero misura 7x9 cm.
I bambini sono impegnanti ad allacciarsi le scarpe. Mentre le mamme sono in attesa, la maestra Sandra Grossi insegna ai più piccoli.
La stampa in bianco e nero misura 7x10 cm.
I bambini dell'Asilo Norberto e Adele Defant di Terlago sono immortalati in piedi dietro la loro sedia, disposti in 6 file da 4 banchi. Pregano a mani giunte guidati dalla maestra Sandra Grossi. Li osservano le mamme con in braccio i fratellini più piccoli, il parroco di Covelo don Costantino Bridi che sostituiva l'arciprete di Terlago quand'era assente e molto spesso lo aiutava nelle confessioni (A quel tempo tutti indistintamente i bambini che avevano ricevuto la Prima Comunione si confessavano regolarmente così come lo faceva anche la quasi totalità della popolazione adulta.) e il rappresentante del Comune Tabarelli de Fatis.
Interessante il quadretto dell'Angelo Custode appeso alla parete in fondo.
A memoria dei bambini del tempo sono stati utilizzati i banchi delle altre aule che di norma venivano raggruppati in modo da formare grandi tavoli quadrati disposti qua e là.
La stampa in bianco e nero misura 7x10 cm.
In questa fotografia, scattata all'Asilo Norberto e Adele Defant di Terlago nel 1959/60 si vedono i bambini fare un doppio girotondo in cortile con la loro maestra Sandra Grossi.
Sullo sfondo si vedono una vite a pergola ed il cancello metallico sull'alto muro verso via Pine.
Le foto in bianco e nero misurano 10x15 cm.
In questa fotografia, scattata all'Asilo Norberto e Adele Defant di Terlago nel dicembre 1959 si vedono le bambine impegnate a lavorare calze ai ferri, una competenza davvero elevata per quell'età.
Sullo sfondo si vede un presepe e la maestra Maria Fabbro, che per tanti anni aveva insegnato lì prima dell'arrivo delle suore, in visita con un lungo cappotto.
La foto in bianco e nero è quadrata, di 7 cm circa di alto, ed è stampata in alto su una carta di 8,5x11,5 cm.
Interessante questa foto datata sul retro "luglio 1960", che testimonia la frequenza di questo bambino alla scuola materna estiva di Terlago. Vediamo che in questo contesto non indossa il grembiulino come era d'uso nel normale anno scolastico.
Bimbo alla Scuola Materna di Terlago impegnato nella costruzione di funghetti realizzati arrotolando strettamente stelle filanti, attività molto utile per sviluppare la motricità fine, la coordinazione oculo-manuale, la concentrazione, la precisione, la pazienza. Una forcina gli allontana i capelli dalla vista permettendogli di lavorare al meglio.
Il bimbo indossa il grembiulino a quadretti bianchi e azzurri con colletto bianco tipico del tempo.
La foto in bianco e nero è stata colorata.
Bimbo alla Scuola Materna di Terlago impegnato a zappare l'orto. Indossa il grembiulino a quadretti bianchi e azzurri e la bustina bianca in testa, come era uso al tempo. La foto in bianco e nero è stata colorata.
Gruppo di uomini e bambini in quella che oggi è piazza Maria Cappelletti a Covelo. Sulla casa è indicato il nome della via a quel tempo: Via Zanbana e Mezolombardo; la Traversara, antico camminamento che congiunge il Pedegaza a Zambana e Mezzolombardo passa di lì.
Si riconosce poi l'insegna del negozio "Vendita generi misti Zanella R" .
Interessante anche la targa "Rivendita sali e tabacchi N. ? ". con lo stemma della monarchia sabauda affiancato dal fascio littorio che ci permette di datare la fotografia durante il ventennio fascista. Nel 1948, in seguito all’avvento della Repubblica, i fasci sono stati sostituiti dall’emblema repubblicano.
Per vedere meglio la targa del tabacchino e conoscere la storia di questa insegna si invita a visitare il
Vediamo qui Yvonne Sommadossi sulla tomba di suo padre a Pont de Loup in Belgio, a 60 anni dalla morte. Sulla tomba il cognome di Angelo Sommadossi, originario di Ranzo, è scritto con una sola emme come spiega in un suo articolo Yvonne:
Emigrata di Covelo con la bambina di cui si occupa nella casa in cui lavora in California. Nel mandare la fotografia ai parenti scrive nell'angolo in alto: "Qua solo un cantone i 20 metri de lungo ma pure lavoro per pulizie" (se interpretate diversamente e se sapete chi è segnalatecelo).
La stampa misura 14x9 cm, compreso il bordo bianco, ed è conservata incollata in un vecchio album fotografico con in copertina un leone rampante.
Ernestina Merlo, "Inota", emigrata da Covelo a Cadessino, nell'orto a raccogliere verdura con un cesto.
La fotografia 5,3x5,3 cm è a bordo dentellato 9x6 cm. Sotto l'immagine è riportata a penna in corsivo la scritta "Ricordo Ernestina fatto in Cadesino 18/8/53". È conservata incollata in un vecchio album fotografico con in copertina un leone rampante.
Giuseppe Zanella, emigrato da Covelo a Mount Carmel, in Pennsylvania, davanti al ristorante in cui faceva il barista. La sua mamma, Rosa Pooli, faceva la cuoca nello stesso ristorante frequentato dai minatori emigranti italiani, tanto che lei non ha mai sentito il bisogno di imparare l'inglese.
Sulla porta è scritto il numero 300, di fianco ad essa c'è un'insegna "Barbeys beer" e sull'altro lato un'altra insegna non leggibile.
La stampa è un ingrandimento 15x20 cm ed è conservata incollata in un vecchio album fotografico con in copertina un leone rampante.
I fratelli Roberto e Ersilia Zanella, con la cognata Olga Tasin e la piccola Olga, tutti emigrati da Covelo, sotto una sequoia nello Yosemite National Park in California.
La stampa misura 7x9 cm compreso il bordo bianco ed è conservata incollata in un vecchio album fotografico con in copertina un leone rampante.
I fratelli Zanella Roberto e Giuseppe, emigrati da Covelo in California, incontrano un orso allo Yosemite National Park in California.
La stampa 9 x 6 cm comprensiva di un bordo bianco è conservata incollata in un vecchio album fotografico con in copertina un leone rampante, leggermente coperta da un'altra fotografia.
Ultimo saluto ai parenti, presumibilmente al porto di New York, dalla nave, di Roberto Zanella, originario di Covelo. Per mancanza di visto in regola, era accompagnato dal poliziotto in primo piano, per il rimpatrio in Italia.
La stampa, in bianco e nero, misura 9x9 cm compreso il bordo bianco ed è conservata incollata in un vecchio album fotografico con in copertina un leone rampante.
Ingrandimento 18x24 cm.
Antonio Sommadossi con la moglie Giacomina Pisetta ed i loro figli:
Antonietta accanto a loro; Dina, Elio e Jacqueline seduti a terra, nei pressi della loro casa a Bouffioulx. Di di loro si notano i ruderi della vecchia miniera di Saint-Xavier, chiusa nel 1927, accanto alla quale gli scarti della miniera formavano una collina sulla quale andavano a giocare i bambini. Questo tipo di collina viene chiamata "terrils".
Leo Daldoss con i suoi compagni di lavoro all'interno della miniera della Societe Anonyme des Charbonnages du Gouffre Chatelineau in Belgio.
Ogni minatore è dotato di piccone e mazza, casco di cuoio, maschera attaccata alla cintura, lampada a carburo dotata di un lungo gancio col quale si può appendere alla spalla, gavetta.
La stampa misura 14x9 cm, sul retro si presenta come cartolina Gevaert ed a matita è riportato il numero 821.