Nel 2004, su iniziativa del Circolo Pensionati ed Anziani di Padergnone e col contributo del Comune è stato restaurata la Cappella ai Caschi che col passare degli anni si era deteriorata.
Gli interventi sono stati effettuati soprattutto per fermare le infiltrazioni dal tetto che hanno danneggiato l’intonaco, le decorazioni e il serramento in legno. Anche lo statua lignea della Madonna scolpita nel legno di cirmolo alta 165 cm ha subito dei danni ed è stata parzialmente restaurata dallo scultore ;arco Monteleone: pulitura, sverniciatura, stuccature crepe, pittura e doratura in vera foglia oro con ricami in oro metallico dipinti in pizzo come dall'originale.
ll progetto ha previsto inoltre la nuovo pavimentazione, con elementi in porfido, del vialetto d’accesso.
Lo sci è storicamente uno degli sport praticati in valle, qui vediamo uno dei partecipanti alla "Galopèera", gara organizzata sul monte Bondone.
La collocazione geografia si riferisce alla montagna in generale.
Dissodamento dei terreni alle Cime per realizzarne vivai per la coltivazione della vite. Le barbatelle prodotte venivano un tempo vendute alle fiere. Esse hanno costituito un volano per l'economia di Padergnone.
Questo terreno verrà poi utilizzato per la costruzione delle case alloggi a servizio della Centrale di Santa Massenza.
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In questo archivio abbiamo un'altra copia della stessa fotografia:
Davanti vediamo i bambini dell'asilo con la loro maestra, grembiulino colorato, colletto bianco e le femmine col fiocco in testa. Seguono gli scolari col maestro Ermete Piccoli e gli uomini coi gonfaloni. Dietro si vede il vecchio essiccatoio.
La data è desunta dall'età dei bambini riconosciuti.
Compagnia Schützen di Vezzano in posa per una foto ricordo.
Sul retro di questo ingrandimento è scritta la data ma non il luogo dello scatto, che perciò solo presumibilmente è Vezzano.
Raccolta di quattro cartoline che riportano il testo della traduzione italiana della canzone tedesca del 1938 "Lilì Marleene" che in tempo di guerra a Padergnone cantavano anche con testo modificato contestualizzato al periodo di guerra.
1.
Tutte le sere sotto quel fanal
presso la caserma ti stavo ad aspettar...
Anche stasera aspetterò
e tutto il mondo scorderò.
con te, Lilì Marlen
con te, Lilì Marlen.
2.
O trombettiere, stasera non suonar
una volta ancora la voglio salutar...
Addio piccina, dolce amor,
ti porterò per sempre in cor.
con me, Lilì Marlen
con me, Lilì Marlen.
3.
Dammi una rosa da tener sul cuor,
legala col filo dei tuoi capelli d'or...
Forse domani piangerai...
ma dopo tu... sorriderai
a chi Lilì Marlen?
a chi Lilì Marlen?
4.
Manca
5.
Se chiudo gli occhi il viso tuo m'appar
come quella sera nel cerchio del fanal...
Tutte le notti sogno allor...
di ritornar... di riposar...
con te Lilì Marlen
con te Lilì Marlen
Oltre al significato che tutti conosciamo, si chiamava "paradìs" la struttura che veniva posta, fuori o dentro l'entrata della casa, a formare una sorta di camera ardente adibita ad accogliere il morto prima della sepoltura. Tutt'intorno si ponevano drappi, in alcuni paesi bianchi ed in altri neri, al centro si poneva la bara sull'apposito cataletto.
La foto è tratta dal seguente contenuto:
Nata a Padergnone (TN) nel 1933, Anna Pedrini ci racconta i suoi ricordi di bambina in tempo di guerra.
Fra gli altri ricordi, rammenta qualche spezzone della canzone Lilì Marleene modificata in tempo di guerra; li riportiamo qui nella speranza che possano richiamare alla memoria di qualcun altro qualche altro pezzo e che lo voglia condividere con l'archivio.
"Svegliatevi milanesi, vengon gli inglesi
a bombardare la gran città...
Come son strani quei confettoni che buttan giù ..."
Maria Cappelletti, detta Faiòta, (1890-1965) ha passato la sua vita a Covelo (TN) prodigandosi per tutti quelli che avevano bisogno. Prima che il suo ricordo vada perso, raccogliamo la testimonianza di chiunque l'abbia conosciuta; pubblichiamo in questo video le prime cinque voci nella speranza che stimolino altri a condividere i loro ricordi.
Questo video è stato localizzato a Covelo sulla piazza che è stata poi dedicata a Maria, anche se le interviste provengono da luoghi diversi.
Nato a Padergnone (TN) nel 1940, Ezio Maccabelli ci racconta, esprimendosi in dialetto trentino, i suoi ricordi di bambino in tempo di guerra, quando i bambini, anche piccoli, giravano per il paese in autonomia o coi bambini più grandi.
L’azione scenica proposta intende rievocare l’episodio primosettecentesco del passaggio delle truppe francesi attraverso il Tirolo storico in direzione della Baviera. In particolare, il tema centrale è rappresentato dalla circostanza storica che vedeva contrapposti, all’interno delle nostre stesse comunità, gli interventisti – che volevano opporsi con le armi al transito delle truppe – e i neutralisti, che invece ritenevano più opportuno astenersi da ogni intervento armato al fine di evitare rappresaglie e vendette da parte dei francesi.
La Filostorica di Padergnone è nata nell'inverno del 2015, e la sua denominazione esatta è "Compagnia filostorica padergnonese".
Non ha uno statuto depositato ed è un entità "privata" che agli enti pubblici chiede solo di poter utilizzare teatri e luoghi aperti.
Suo scopo è la progettazione e la realizzazione di rappresentazioni sceniche relative a fatti notevoli riguardanti la storia e le tradizioni locali.
Assolutamente priva di fini di lucro, essa è composta da volontari non necessariamente permanenti e si sovvenziona tramite "benefattori" privati.
Autore dei testi rievocativi è Silvano Maccabelli, regista ed "economa" è Maria Dallapè, che sono anche i fondatori della Compagnia.
Associata alla Filostorica è la "Corale dei Molini", che ha lo scopo di dotare le rievocazioni di canti a tema, avvalendosi delle medesime modalità costitutive della Filostorica stessa.
Maestra direttrice della Corale dei Molini è Lucia Decarli.