Turbine all'interno della sala macchine della centrale, la cui realizzazione ha comportato un volume di scavo di circa 100.000 mc, ha una lunghezza di 192 m, è larga 29 m ed alta 28 m. Al suo interno sono installati gli alternatori ed i trasformatori alimentati dal movimento delle turbine. Quattro alternatori da 70 MVA, due da 35 MVA azionati da due ruote Pelton ciascuno, un gruppo da 25 MVA azionato da una turbina Francis, consentono una produzione media annua di oltre 1.400 milioni di Kw/h.
Due immagini scattate nella stessa occasione in cui si vedono alcuni coristi di Ciago e Lon cantare insieme nella chiesa di Ciago diretti da Mario Hajeck.
Cartolina viaggiata con quattro immagini che illustrano interno ed esterno del bar Floriani e il lago di Lagolo.
Tra loro la scritta: "Lago di Lagolo m 1000 (TN) bar Floriani".
La data è desunta dal timbro postale.
Veduta del paese di Terlago con il suo castello, sullo sfondo il Monte Bondone con gli abitati di Vigolo, Baselga e Sopramonte.
Sul retro è riportata la dicitura "Vera fotografia" ma non il nome del fotografo.
Nella foto, la chiesa di Fraveggio immortalata durate una processione. Da notare la presenza delle statue lignee settecentesche dei santi Pietro e Paolo nelle nicchie nella parte superiore della facciata, rimosse in occasione dei lavori di restauro del 1984. Il settecentesco portale d'ingresso è un'opera dello scultore Francesco Oradini proveniente dalla chiesa del Carmine di Trento.
La statua di una Madonna viene portata in processione, si presume –visto l'abbigliamento– in occasione della ricorrenza dell'Assunzione della Madonna.
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Bibliografia:
Cartolina danneggiata che mostra alcuni scorci relativi al paese di Vigo Cavedine. Si nota una casa della vecchia piazza del paese e un panorama che illustra l'abitato visto da est verso ovest. Le fotografie che compongono la cartolina sono state eseguite prima del 1908.
La cartolina mostra una panoramica interna relativa alla chiesa di Vigo Cavedine. Lo scatto, come dimostra la scritta a mano "dopo il 1908", è sucessivo ai lavori di ampliamento della chiesa. Si notano molti particolari architettonici e decorativi non più presenti, come il parapetto che delimita l'altare e il pulpito.
La fotografia ritrae un gruppo di uomini di Stravino davanti all'ingresso della chiesa. Tutti vestono con un abito elegante, tipico delle festività o delle occasioni importanti. Lo scatto riporta la firma dello studio fotografico "G.B. Unterveger, Trento".
Scorcio di Stravino lungo via Rosmini. La fotografia riporta la seguente didascalia sul retro: "Casa Mimica e negozio alimentari di Rina Chemotti in Dallapè - Rosinota - Ferruccio Ceschini con passeggino".
Lo scatto ritrae una donna all'ingresso di una abitazione a Stravino. Sul retro della fotografia appare la seguente didascalia: "Casa Domenica - Rosinota".
La fotografia ritrae un gruppo di persone durante la trebbiatura. La fotografia riporta la seguente didascalia sul retro: "la machina da bàtter del Toni Galiaz, 1929".
Da sinistra: Dosolina, Toni, Egidio e Marsilio presso la casa dei "Galiazi" a Stravino.
Lo scatto ritrae un evento particolare avvenuto presso la vecchia canonica del paese di Stravino. Il luogo è dove c'era l'unico ristorate di Stravino, ora chiuso. Il ricordo della precedente funzione dell'edificio è mantenuto nella denominazione della "caneva" usata nella manifestrazione "Stravino Stravinario", organizzata ogni ultimo fine settimana di luglio dalla Pro Loco di Stravino: "la vecia canonega".
Sul balcone sono presenti personaggi allora importanti in valle come gli autisti e un certo signor Folgaresi.
L'occasione di festa era in occasione dell'ingresso in paese di don Luigi Mascotti.
La fotografie ritrae una o più famiglie originarie di Stravino.
Lo scatto è stato realizzato per l'occasione in un ambiente naturale, lontano dal centro del paese. L'abbigliamento indossato è tipico degli anni '20-'30 del 1900.
Gruppo di giovani uomini davanti al vecchio calzaturifio Dallapè.
Sul retro della fotografia appaiono i seguenti nomi: Tullieto, Otorino, Elio Ranzo, Aldon, Giulio e Celeste.
La fotografia ritrae una donna anziana impegnata in un lavoro a maglia. Lo scatto è stato realizzato in campagna e sullo sfondo si nota il castello di Madruzzo. La donna indossa un abito nero lungo e molto coprente.
Si trattava di un locale fittizio le cui pareti erano formate da lenzuola bianche sorrette da legni e addobbato con crocifisso, quadri rappresentanti soggetti sacri e fiori; all'interno la bara sulla quale la gente aspergeva la propria benedizione.