Strumento musicale in legno classificato come idiofono a raschiamento a suono indeterminato.
Tradizionalmente veniva usato durante la Settimana Santa quando le campane delle chiese venivano “legate” per rispetto della morte di Gesù Cristo.
Vi erano delle "ranèle" formate da una cassa di legno in cui erano inserite delle lamelle che venivano colpite da una ruota dentata mossa da una manovella di ferro, o da martelli mossi dalla ruota dentata. Essa veniva suonata appoggiata a terra nei pressi della chiesa.
Ve ne erano altre di molto più piccole e leggere, chiamate anche "gril", utilizzate girando per i paesi più grandi. In questo caso si tenevano in mano con una manovella collegata ad una ruota dentata e si faceva ruotare il telaio cosicché la lamella che conteneva andava a strisciare sui denti della ruota.
Il suono prodotto è simile al gracidio delle rane, più o meno grave e potente a secondo della grandezza dello strumento.
Alimento utilizzato spesso nella cucina trentina invernale insieme alla polenta. È ottenuto dal cavolo cappuccio, tagliato finemente e messo sotto sale a fermentare.
Le tagliatelle all'uovo costituivano la tipica pasta fatta in casa.
È un termine usato generalmente al plurale: "taiadèle".
"Taiadèla" al singolare, può avere anche un significato completamente diverso:
Prodotto derivante dalla lavorazione del latte di una giornata: burro, formaggio, ricotta. Al caseificio di paese la "caseràda" veniva consegnata all'allevatore che aveva raggiunto la quota latte necessaria in quella giornata. Solo la parte di latte e altri prodotti caseari venduti poteva infatti essere pagata in denaro al produttore.
Termine usato solitamente al plurale "ciciòtoi" per indicare il rimasuglio di pezzettini di grasso abbrustoliti scolati a caldo dal grasso di maiale cotto per ottenere lo strutto.
Questo termine è usato anche per indicare una piccola escrescenza.
Svariate sono le ricette con cui si realizza il "tortèl", alcune pubblicate nei link sottostanti. È una specie di focaccia a base di latte, uova, farina o pane raffermo, cotta al forno, che può essere dolce ed arricchita di mele o salata e diventare uno
"el slitón" era un attrezzo formato da due pesanti lame di ferro mobili che andavano a formare un triangolo di larghezza variabile grazie ad una stanga nella parte posteriore che poteva essere fissata in diverse posizioni. Veniva trascinato dal trattore.
"slitón" può significare anche "grande slitta" o
Il mais da foraggio è più piccolo del mais da cui si ricava la farina gialla. Non si aspetta la maturazione ma si taglia la pianta tutta intera e la si usa per arricchire l'alimentazione dei bovini. Con "straméti" si intendono dunque queste piccole piante intere, mentre con "strami" i lunghi gambi del mais dal quale si ricava la farina gialla.
L'intervista alla signora Gemma è stata fatta su invito di Gaia, una delle bambine coinvolte nel "Progetto calendario" che Ecomuseo sta svolgendo con la collaborazione delle scuole del territorio.
Gemma, classe 1939, nel raccontare le esperienze legate al calendario si è soffermata anche a narrare episodi della sua vita di bambina: qualche marachella, gli interventi educativi del papà e della maestra, ...
Alla visione del video assemblato ha poi voluto aggiungere ancora qualche ricordo.
Come di consueto, in fondo alla scheda trovate i termini dialettali utilizzati da Gemma ed inseriti nel nostro glossario; se non capite qualche altra parola provate ad utilizzare la ricerca libera, se avete richieste o precisazioni da fare non esitate a contattarci.
"dént", "fòra", "via", così come "su" e "giù", vengono usati anche come preposizioni in moto al luogo davanti a nomi di località; es.: Vago via a Trènt, fòr a Cavéden, dént ai masi...