Nella piazza di Stravino si trova questo capitello, conosciuto come capitello di San Rocco ma anche come capitello della peste o capitello del crocefisso.
Nelle sue tre nicchie gli affreschi raffigurano San Rocco, Sant'Antonio Abate e un crocifisso.
Si tratta di un capitello votivo edificato in occasione dell'epidemia di colera che ha colpito la zona nel 1836; venne poi restaurato e ampliato nel 1855 per la seconda ondata di colera.
Restaurato per l'ultima volta nel 1987-1990.
Questo capitello è anche ricordato nella poesia "El Caputel de Stravin" di Ottorino Pederzolli.
Bibliografia:
Una delle quattro croci lignee di Stravino sul percorso delle rogazioni, rinnovate a cura della Pro Loco nel 1983-84. Questa è situata nella zona di Stravino nota come "Mas del Gómbet", all'entrata della zona industriale di Cavedine.
Bibliografia:
Croce in pietra nota come "Croce dei Filari", situata tra le campagne di Cavedine. Durante la Seconda Guerra Mondiale le sue "braccia" erano state scheggiate con dei colpi di pistola scagliati da un ufficiale tedesco. Più tardi è caduta a terra a causa dell'urto di un camion. Visti i danni subiti venne poi ricostruita di più piccole dimensioni.
Probabilmente un tempo era usata come punto di sosta nelle antiche processioni delle rogazioni.
Bibliografia:
L'ingrandimento in formato 40x30 cm, scansionato in questa occasione, rappresenta una foto di gruppo in occasione di un festeggiamento del fante Bortolotti, posizionato al centro del gruppo.
A sinistra del festeggiato è presente Silvio Comai, postino di allora.
L'ingrandimento in formato 40x30 cm, scansionato in questa occasione, rappresenta un gruppo di uomini durante la consumazione del "rancio" ai tempi della guerra.
L'ingrandimento riporta anche la seguente descrizione: "consumazione del "rancio" fra i comp. il sia Conti Cornelio deceduto 2guerra Mondiale".
L'ingrandimento in formato 40x30 cm, scansionato in questa occasione, raffigura "i ragazzi del '99" di Cavedine, vale a dire i più giovani militari, arruolati nel 1917, che hanno partecipato alla prima guerra mondiale.
Al centro del gruppo si nota lo stemma dell'Impero austriaco e l'anno della loro nascita, il 1899.
Si tratta della "casa del vecchio medico condotto; a piano terra c’era anche l’ambulatorio medico". (Fonte: Da Pedegaza a Vallelaghi : memorie fotografiche delle 11 frazioni, Comune di Vallelaghi, 2017, p. 65)
La cartolina utilizzata per fare gli auguri di buon anno riporta la data 1/1 1904, lo scatto è perciò sicuramente antecedente a tale data.
Curioso il modo di scrivere 1904 utilizzando la tilde sopra lo 0.
Dall'affettuoso messaggio - oltre che della vocazione turistica del paese - apprendiamo anche che l'ufficio postale (?) più vicino a Terlago era quello di Cadine.
Di origine padovana, il fotografo si stabilì a Cles nel 1899, dove aprì il proprio stabilimento artistico fotografico. Allo scoppio della prima guerra mondiale fu costretto a lasciare il Trentino in quanto "regnicolo", ovvero abitante del Regno d'Italia.
Morì a Firenze nel 1950.
Fonte:
La fotografia, realizzata in uno studio fotografico di Riva del Garda, ritrae una famiglia benestante, probabilmente vissuta a Cavedine.
I due coniugi sono seduti al centro circondati da tutti i loro figli.
Sul fronte è presente un timbro fotografico che riporta la seguente dicitura: "STAB. FOTOGRAFICO C. MAYER-RIVA"
Sul retro della fotografia appare la seguente descrizione:
"Per consolidare sempre più i vincoli di parentela.
Leopoldo ed Elvira affianco. Riva, 23-6-1906"
Croce in pietra posta nel paese di Lon, nei pressi di quello che un tempo era il ristorante "Fior di Roccia",
Sul basamento porta incisa la data: "1739".
È molto simile alle altre presenti nei dintorni e probabilmente anch'essa veniva utilizzata come punto di sosta nelle antiche processioni delle rogazioni.
Bibliografia:
Questa croce in pietra si trova lungo la strada che da Ciago porta a Lon.
La croce è stata posta in questo luogo dai paesani come ex voto per ringraziare di essersi salvati dalla tremenda epidemia di colera che nel 1855 ha colpito la zona.
Sul basamento della croce è posta un'epigrafe che ne racconta la storia con un'incisione:
"Della Croce la Salute M.N.C.C. per Lon preservato dal Cholera Morbus del MDCCCLV riconoscente questa memoria pose per voto."
Ha avuto anche la funzione di "tappa" durante le processioni delle antiche rogazioni.
Bibliografia: