Campanella in bronzo decorata con motivi floreali che era appesa in alto fuori dalla porta di casa e che si suonava tirando per una corda. Presenta una rottura. Da notare che la campanella o il battente venivano messi solo in case di un certo prestigio, le case contadine erano sempre aperte quando c'era qualcuno in casa.
Vediamo qui due lanterne di diverse misure ma con la stessa struttura: un recipiente alla base col tappo in cui inserire il carburante (olio, petrolio, cherosene) con un'apertura superiore in cui si inserisce uno stoppino. Grazie a una manovella si fa scendere e risalire lo stoppino nel carburante in modo che si imbeva bene e che esca dal contenitore per la misura sufficiente a fare la fiamma. Si accende e poi, con apposita leva, si abbassa il vetro protetto da eventuali colpi da un incrocio di robusti fili di ferro. Il vetro ha la funzione di riparare la fiamma dai colpi d'aria in quanto la lanterna veniva usata per spostarsi all'esterno della casa, anche appesa al carro, grazie all'apposito manico o anello superiore.
Questo strumento riporta la scritta "Macina caffè excelsior".
È un macinino manuale da tavolo con morsetto con una lunga manovella.
Veniva usato per macinare l'orzo tostato in casa per produrre il caffè d'orzo.
Questo coltello è stato realizzato riutilizzando un pezzo della lama di una falce da fieno che aveva finito la sua vita, a cui è stato aggiunto un manico di legno.
Sveglia in metallo verniciata di verde a forma di parallelepipedo dalle misure di 15x 8 x 5 cm. Presenta un quadrante la numerazione romana tipica degli orologi col 4 nella forma IIII anziché IV. In corrispondenza delle ore sono scritti anche i minuti.
Sul retro ha una manovella per la carica a molla e in quel punto la vernice è completamente consumata.
È munita di 4 piedini ed un manico elaborato, così come la bordura superiore ed inferiore.
Recipiente cilindrico con un'imboccatura più ampia rispetto alla base munito di due manici rettangolari. Il pestello ha uguali impugnature ai due estremi e una sporgenza verso il centro che forma tre anelli, di cui quello al centro maggiore.
Sia sul mortaio che sul pestello è presente una patina di stagnatura leggermente verde.
Questo ferro da stiro con manico in legno aveva a suo tempo due spinotti che salivano, sul retro là dove ora si vedono i fori; ad essi si collegava una presa in ceramica col filo elettrico che portava alla presa di corrente.
Gli indumenti venivano stirati ancora umidi o inumiditi durante il lavoro con apposito spruzzino o semplicemente intingendo le mani in una ciotola d'acqua e schizzandola sull'indumento.
Questa sega è costituita da un telaio di legno a forma di H, da una parte ha una corda ritorta che mantiene in tensione la lunga lama dai denti irregolari fissata alla parte opposta con cavicchi in legno.
Veniva usata per legare gli animali alla mangiatoia, inserendo la parte terminale nell'apposito foro sul "ciòc dela magnadòra" in modo che oltrepassasse il legno così da fermarsi dall'altra parte.
Parte di una mangiatoia in legno in disuso che ci permette di vedere i fori nel legno davanti ("ciòc dela magnadòra") in cui veniva inserita la catena a cui erano legati mucche e buoi.
"I anèi", anelli di ferro muniti di un cuneo di ferro, venivano usati per il trasporto a mano del legname. La modalità d'uso era come per la "ferazza": il cuneo veniva infisso a colpi di mazzuolo nel tronco che poi si psotava a strascico.
Piccolo attrezzo per praticare fori nel legno senza l'uso del trapano.
Veniva usato anche da chi preparava il "bròz" per la discesa dalla montagna per avviare i fori in fondo ai "palanchi" prima di inserire le "cavìce" nella "palanchéra" che li teneva distanziati.
Capestro per due buoi con cavicchio in ferro collegato all'anello del capestro da una catena. Tutto il resto è in cuoio. L'anello in corda di cuoio intrecciata è rinforzato da un rivestimento in cuoio.
La fotografia ritrae la piccola Pisoni Lucia nel giorno della sua Prima Comunione.
Come di consueto per l'epoca, indossa un vestito tradizionale e porta sul capo un velo in tulle.
Alle sue spalle possiamo notare il paese di Castel Madruzzo, in particolare la maestosa Chiesa Lauretana.