In questa fotografia è ritratta la numerosa famiglia di Romualdo Pedrini (uno dei bambini raffigurati), originaria di Pergolese, sul carro trainato da cavallo, in suo possesso, che utilizzava per gli spostamenti.
La datazione è approssimativamente stimata agli anni '30 del 1900.
L'immagine è un ritratto della famiglia Contrini, originaria di Sarche, ritrae la prima e la terza generazione della famiglia: nonni e nipoti.
Al cento sono seduti i nonni, Maria e Isidoro Contrini, e intorno a loro, in piedi, ci sono i nipoti, da sinistra: Iole, Alda, Ada, Afra, e i piccoli Franco e Adolfo.
La foto è stata scattata davanti alla loro abitazione, che si trovava nel rione nord-ovest di Sarche, allora chiamato "ghetto".
Luogo e data sono certi, grazie alla scritta riportata sul retro: Sarche, 7-7-45.
L'immagine è un ritratto della famiglia Contrini, originaria di Sarche, ritrae la prima e la seconda generazione della famiglia: genitori e figli.
In prima fila, al centro: i genitori Maria e Isidoro , con ai lati la figlia Ester e il figlio Giuseppe;
in seconda fila, da sinistra, i figli: Maria, Quintilia, Edvige e Virginia;
in terza fila, sempre da sinistra, i figli: Aldo e Guido.
Il ritratto rappresenta una famiglia molto numerosa, caratteristica ricorrente nelle famiglie di una volta.
La foto è stata scattata davanti alla loro abitazione, che si trovava nel rione nord-ovest di Sarche, allora chiamato "ghetto".
Luogo e data sono certi, grazie alla scritta riportata sul retro: Sarche, 7-7-45.
Beniamino Bassetti (1889-1956), originario di Santa Massenza, ha prestato servizio al fronte durante la Prima Guerra Mondiale.
In questa immagine è il terzo in piedi partendo da destra, raffigurato con i compagni d'armi. Molti di loro sorreggono una targa di legno riportante il loro nome, utile ai familiari per poterli riconoscere; su due targhette compare anche la data "1910", motivo per cui la foto potrebbe risalire al periodo precedente la guerra, durante l'obbligo di leva.
Si tratta di una cartolina non viaggiata, periodo stimato: 1910 - 1918.
La "lessìva" era operazione di ammollo del bucato ("bugàda") indispensabile per la pulizia di panni molto sporchi.
Si posizionavano i panni nella "brènta", vi si posizionava sopra un telo leggero, per fermare le impurità, quindi vi si versava acqua bollente mescolata con la cenere e si lasciava in ammollo per il tempo necessario. L'acqua di scarico dopo questo processo era chiamata "lessivaĉ" e veniva riutilizzata.
Nella cucina economica, sotto il fuoco, separato da una griglia di ferro c'è un cassetto dove si raccoglie la cenere prodotta ("cendro"). Questo cassetto, chiamato "cendriaröl" è estraibile e regolarmente va tolto e svuotato, operazione che si fa al mattino quando la cenere è fredda.
L'apertura da cui si estrae è chiusa da una "portèla" anch'essa in ferro.
La cucina economica tradizionale ha la piastra con almeno un foro circolare chiuso da anelli di ferro concentrici (sérci) fino ad arrivare ad un piccolo cerchio forato in centro (bolìn). Questi anelli, chiamati "fèri dela fornèla" possono essere tolti uno alla volta, a partire dal cerchio nel cui foro si inserisce "el ferét" fino ad ottenere l'apertura desiderata.
Si può così introdurre il paiolo a profondità variabile o anche semplicemente appoggiarvi sopra una pentola a diretto contatto col fuoco per una cottura più rapida.
La registrazione è stata fatta da una telefonata in viva voce parlando di attrezzi di una volta.
Roberto Pedrotti cita e spiega questo modo di dire.
In italiano sta a significare:
Quello te le racconta che non riusciresti a prenderle neppure con le molle per il focolare.
Lo si potrebbe dire di uno spaccone.
Beniamino Bassetti (1889-1956), figlio di Angelo e Aurelia Bassetti, originario di Santa Massenza, oltre ad aver lavorato presso l'omonima cantina produttrice di vino santo e presso la Cassa Rurale di Santa Massenza, di cui il padre è uno dei fondatori, ha prestato servizio al fronte durante la Prima Guerra Mondiale.
In questa immagine è il primo da sinistra, raffigurato con i commilitoni al fronte in un momento di convivialità.
Riportiamo la trascrizione presente sul retro della cartolina, indirizzata alla famiglia di Bassetti Angelo, in Santa Massenza di Vezzano (Trento):
"In campo, 8 marzo 1918
Dare da bere agli assetati è un'opera di misericordia ma tenersene anche per sè son doveri.
Tanti saluti a tutti voi
Beniamino"
Cartolina viaggiata recante data: 8 marzo 1918.
Sul retro compaiono la data dell'evento tracciata a matita: 25 - 2 - 1937 e il timbro "Pietro Rigotti - cantina vini"; quest'ultimo, tuttavia, pare non avere alcuna rilevanza e significato per la fotografia.
Possiamo qui scorrere la storia del ferro da stiro attraverso le immagini
1. Ferro da stiro a braci - Soprès a brase
Antico ferro da stiro col corpo formato da un contenitore in ghisa apribile in cui si inserivano braci ardenti usando "el mòi" o la paletta di ferro. Il fondo si riscaldava a tal punto che si poteva stirare. Il manico era di legno.