A quanto risulta dal vecchio cartellino attaccato a questo bastone, esso corrispondeva ad un "Braccio di Vienna", antica unità misura corrispondente a 0,777 m.
Era utilizzato come bastone da Albino Zuccatti, tessitore di Ciago, quando si spostava da un paese all'altro col rotolo di stoffa da lui tessuta in spalla, e gli serviva anche come indispensabile strumento di misura.
È fornito di manico lavorato e puntale di metallo.
La faccia principale presenta delle lavorazioni incise alle estremità e vi sono inserite 4 tacche di metallo che, insieme alla bordura metallica inferiore, ne delimitano la lunghezza e la divisione in 4 parti uguali, la misura totale è di 77 cm.
Una faccia laterale riporta incisa la data 1854.
Da notare che un'ordinanza del ministero delle finanze dell'Impero austriaco dell'1 novembre 1853 recitava: "si prescrive che a partire dal 1 maggio 1854, in tutti i luoghi ove il braccio di Vienna non è di già dichiarato misura legale, tutti coloro che per professione o mestiere vendono merci a braccia, siano obbligati a servirsi della detta misura, qualora il compratore lo desideri."
Ad una più attenta osservazione si può notare che sulla faccia posteriore, oltre alle decorazioni, sono presenti altre tacche che delimitano una misura totale di 70 cm, anch'essa divisa in 4 parti uguali. Questo lato corrispondeva quindi al braccio da panno e da tela di Trento, la cui conversione corrisponde a 70,2373 cm.
Sull'ultima faccia sono inserite altre tacche che portano ad una misura di 61,8 cm, sempre divisa in 4 parti uguali, ma al momento non ci è dato sapere a che antica unità di misura essa corrispondesse; a meno che, pur se in assenza della tacca iniziale sul manico, non corrisponda al braccio Viennese diviso in 5 parti.
Fonti:
Questa stufa ad olle proviene dalla scuola di Lasino, per cui si presume sia stata costruita nel 1912 insieme alla scuola. Con l'arrivo dell'impianto di riscaldamento a gasolio le stufe nelle scuole non servivano più e così, durante i lavori di restauro del 1985, anche questa stufa ad olle è stata demolita ed era destinata a finire in discarica sennonché un privato ha recuperato buona parte dei pezzi e l'ha ricostruita nella sua casa.
Antico gioco da tavolo che si trova spesso sul retro della dama. Un tempo era il gioco più usato ad ogni età ed in valle se ne trovano tavole incise sulla roccia.
In senso figurato si dice di persona poco sveglia (córt de gabàna, endré), poiché se l'insetto, crepuscolare e notturno, si trova in ambiente luminoso si disorienta e si muove sbattendo in giro.
Tradotto letteralmente sarebbe "nascondi lepre". Il nascondino si giocava un tempo su un territorio vasto, si andava nei boschi, si girava liberi per il paese entrando senza problemi nelle proprietà private, sia orti che case.
Il selciato, con sassi più o meno grandi, era un tempo una pavimentazione molto diffusa in particolare sulle strade ripide, dove lo sterrato in caso di piogge copiose si trasformerebbe facilmente in fossi, nei dintorni delle fontane e vicino alle case per evitare il fango. Gli addetti alla posa del selciato erano i "sarasini", termine rimasto come soprannome di famiglia.