In questa immagine della benedizione della campana di Fraveggio sono ben riconoscibili il parroco del tempo, don Marco Leonardi di Tuenno, e il padrino della campana, Edi Bressan.
Altre foto di questo evento si possono vedere qui:
Il cedro piantato nella piazza di Fraveggio negli anni '50 fa qui bella mostra di sé. Verrà poi abbattuto nel 1995 dall'Amministrazione comunale poiché divenuto imponente e pericoloso.
Col suo cappello da vigile e le mostrine sul colletto della tuta, a dimostrare il suo attaccamento al corpo dei vigili del fuoco, Enrico Aldrighetti ha continuato a svolgere la sua opera di volontariato nella preparazione della "sbigolada" di carnevale, sempre ben accetto e stimato anche dai colleghi più giovani.
L'ingrandimento in formato 30,5x24 cm, scansionato in questa occasione, riporta sul retro la dicitura: "Russi in Naran 1914-18".
È presumibile che i prigionieri russi fossero utilizzati in località Naran per il lavoro in campagna.
Il carnevale a Vezzano è tradizionalmente preparato dai vigili del fuoco, sia quelli in servizio attivo, sia quelli che avendo superato i 60 anni devono interrompere il servizio.
Giuseppe Leonardi, qui all'ultimo anno a capo del corpo dei vigili del fuoco volontari di Vezzano, insieme alla sua squadra con le nuove divise. In prima fila i pompieri più anziani: Enrico Aldrighetti, Adolfo Tonelli e Luigi Gentilini.
La targa a forma di pergamena, realizzata nel laboratorio artigianale di Manzoni Franco, riporta a sbalzo le icone del carnevale: due personaggi mascherati e i paioli sul fuoco appesi all'apposita struttura. Nel mezzo si legge: "A Enrico Aldrighetti per i tuoi sessant'anni di carnevale. Gli amici pompieri 1947-2007".
Sono davvero poche le persone che riescono a portare avanti la loro azione di volontariato per 60 anni; grazie alla salute, all'abnegazione e alla tenacia "Richéto" ce l'ha fatta!
Tradizionalmente per il carnevale veniva costruita in piazza una struttura in legno alla quale venivano appesi con catene di ferro i grandi paioli per cuocere gli spaghetti, il ragù e il vin brulè sotto i quali si facevano ardere fascine di legna.
Tale struttura è stata in questo caso riprodotta in miniatura quale dono di riconoscenza per la cinquantennale attività di Enrico Aldrighetti come si evince dalla targa: "50 anni di bigoi insieme. Grazie"
Giuseppe Leonardi appunta sulla giacca di Enrico Aldrighetti la medaglia dei 41 anni di servizio attivo nel corpo dei vigili del fuoco di Vezzano. Ricevono la medaglia insieme a lui Adolfo Tonelli e Luigi Gentilini.
La medaglia dell'Unione Provinciale Corpi Vigili del Fuoco Volontari del Trentino riporta sul retro la scritta latina "Dat virtus locum flammae que recedunt".
Quella del Corpo dei Vigili del Fuoco di Vezzano è personalizzata e sul retro è inciso "A Aldrighetti Enrico pompiere dal 1946 al 1987".
Le due medaglie assegnate sono ben visibili in un'altra foto:
Con la chiusura del caseificio sociale di Vezzano, Enrico Aldrighetti ha acquistato 3 capre per poter continuare ad avere a disposizione latte fresco e le ha tenute per quattro anni.
Qui lo vediamo insieme alla moglie, i figli, le capre ed alcuni dei loro 7 capretti.
"El Richéto" è nato a Vezzano il 22 ottobre 1924 dove è morto il 26 marzo 2014 dopo una vita dedicata alla famiglia e al volontariato.
Nel 1946 è entrato nel corpo dei Vigili del Fuoco Volontari entro il quale ha svolto per 40 anni il ruolo di caposquadra. Ha vissuto i tempi in cui si muovevano a cavallo trainando l’antica pompa funzionante a forza di braccia (scheda collegata) e tutte le successive trasformazioni.
In questo angolo della piazza di Vezzano si intravede la fontana accanto all'albergo Stella d'oro con tavolo esterno.
Sull'altro lato della strada si nota il tabacchino, alimentari e bazar gestito da Angelina Nicolussi, dal 1936 vedova di Leone Perini di Ciago. Lui, al ritorno dalla Galizia al termine della grande guerra, aveva assunto l’incarico di custode delle prigioni, allora situate nell’attuale edificio del municipio.
In primo piano Fulvio Garbari, attivo in qualità di veterinario in tutta la valle; la sua divisa, insieme alle informazioni riportate sopra, ci fanno presumere la data dello scatto.
Anche se le strade sono ormai trafficate, Mansueto Leonardi rientra a casa col suo bue bianco che traina il carro carico di legna.
Vicino all'incrocio si può notare un irrigatore a girandola del vecchio impianto irriguo a pioggia con la protezione verso la strada.
Nato a Vezzano il 18 dicembre 1905, undicesimo figlio dello stalliere Emiliano Piccoli e di Aorinda Garbari.
Nel 1924 emigrò in Lussemburgo dove faceva il minatore, poi passò in Francia ed entrò nel Partito Comunista. Sorvegliato dalla polizia, tornò in Lussemburgo nel 1929.
Nel 1931 venne invitato a Mosca dal Partito ed entrò nella scuola per ufficiali.
Nell'agosto 1937 andò in Spagna a combattere nella guerra civile spagnola, quale tenente amministratore della compagnia di Tank del quinto Battaglione distinguendosi nel suo lavoro e passò poi alle Brigate Internazionali.
Ricevette la Stella Rossa per il suo eroismo nella Battaglia di Teruel.
A fine 1938 fu ospedalizzato per tubercolosi.
Uscito dalla Spagna, nel 1939 finì nel campo di concentramento di Gura in Francia da dove riuscì ad evadere nell'aprile del '39 e rientrare in URSS.
Nel 1941, con l'invasione tedesca si unì all'esercito sovietico e morì pochi mesi dopo sul fronte meridionale combattendo contro i nazisti con l’Armata Rossa.
Nella sua attività di antifascista assunse diversi nomi: Gino Tosi, Gino Piccoli, Cedeon Picelli.
Il figlio, russo, è venuto a Vezzano negli anni '70 per vedere il paese di origine del padre e conoscere i parenti qui residenti.
Bibliografia
La cartolina riporta dietro: "Giovannino il 1° anno di asilo aprile 1952". Il diminutivo era comune per l'ultimogenito.
Il fotografo passava saltuariamente negli asili e nelle scuole per fotografare i bambini in aula. Il colletto bianco era caratteristico di grembiuli sia all'asilo che a scuola, liscio per i maschi e col pizzo per le femmine.