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Organizzazione: ente, associazione, azienda...
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Scuola elementare di Castel MadruzzoScheda provvisoria atta a raggruppare tutti i contenuti presenti in archivio che riguardano questa scuola, raggiungibili aprendo le risorse correlate in fondo a questa scheda
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Scuola elementare di LasinoScheda provvisoria atta a raggruppare tutti i contenuti presenti in archivio che riguardano questa scuola, raggiungibili aprendo le risorse correlate in fondo a questa scheda
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Scuola elementare di Monte TerlagoScheda provvisoria atta a raggruppare tutti i contenuti presenti in archivio che riguardano questa scuola, raggiungibili aprendo le risorse correlate in fondo a questa scheda
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Scuola elementare di MargoneScheda provvisoria atta a raggruppare tutti i contenuti presenti in archivio che riguardano questa scuola, raggiungibili aprendo le risorse correlate in fondo a questa scheda
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Scuola elementare di RanzoScheda provvisoria atta a raggruppare tutti i contenuti presenti in archivio che riguardano questa scuola, raggiungibili aprendo le risorse correlate in fondo a questa scheda
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Scuola elementare di Santa MassenzaScheda provvisoria atta a raggruppare tutti i contenuti presenti in archivio che riguardano questa scuola, raggiungibili aprendo le risorse correlate in fondo a questa scheda
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Scuola elementare di CiagoScheda provvisoria atta a raggruppare tutti i contenuti presenti in archivio che riguardano questa scuola, raggiungibili aprendo le risorse correlate in fondo a questa scheda
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Scuola elementare di LonScheda provvisoria atta a raggruppare tutti i contenuti presenti in archivio che riguardano questa scuola, raggiungibili aprendo le risorse correlate in fondo a questa scheda
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Scuola elementare di FraveggioScheda provvisoria atta a raggruppare tutti i contenuti presenti in archivio che riguardano questa scuola, raggiungibili aprendo le risorse correlate in fondo a questa scheda
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Scuola elementare di PadergnoneNel 1774 l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria introdusse l’obbligo scolastico dai 6 ai 12 anni ma il Principato Vescovile di Trento non adottò subito questa norma poiché troppo onerosa. Non sappiamo quando fu attivata la scuola di Padergnone, ma nella descrizione del distretto di Vezzano del 1834, Carlo Clementi confermò la presenza di "un maestro di scuola" anche qui. Municipio, canonica e scuola di Padergnone si trovavano inizialmente all'incrocio fra via XII maggio e via San Valentino. Nel 1853 si ha la prima documentazione della presenza di una maestra laica, Amabile Benigni, che si occupava dell'educazione delle fanciulle mentre i maschi continuavano a frequentare la scuola col curato maestro dirigente, don Giorgio Zeni. Le leggi austrungariche del 1868/69 innalzarono poi l'obbligo scolastico a 14 anni. Nel 1908 l’Amministrazione comunale entrò in possesso delle porzioni settentrionali dello storico edificio, ove furono collocate le scuole e gli uffici comunali, mentre la parte meridionale, in possesso del Beneficio Curaziale, era adibita a sede del Curato. Verrso la metà del 1900 fu costruito poco distante un edificio ad uso esclusivo della scuola, dove vennero inseriti anche gli alunni di Santa Massenza a partire dal 1969, ma non quelli di Sarche come previsto inizialmente. Nel 1996/97, col calo demografico e la presenza delle pluriclassi, per volontà dei genitori la scuola venne chiusa. A Vezzano le classi erano già numerose per cui i bambini vennero aggregati alla scuola di Sarche con servizio di scuolabus. Negli ultimi anni sempre più famiglie preferiscono portare in autonomia i loro figli a Calavino, Vezzano, Trento. Il primo edificio è ora casa privata, il secondo è sede di servizi del cumune e della comunità (teatro, biblioteca, uffici pubblici, ufficio postale, sede di associazioni...), l'ultimo ha ospitato la famiglia cooperativa fino al 2025, il circolo anziani, per qualche anno un asilo nido, ed ora se ne sta studiando un nuovo utilizzo. --- Approfondimenti:
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Scuola Primaria di PietramurataAd oggi la Suola Primaria di Pietramurata si trova nel Comune di Dro, Comunità dell'Alto Garda, e fa da ponte con la Comunità della Valle dei Laghi, poiché la frequentano anche gli alunni provenienti dalla frazione Lago di Cavedine e Pergolese di Lasino; è inoltre parte dell'Istituto Comprensivo Valle dei Laghi-Dro. La scuola di Pietramurata ha preso il nome "Primaria" nel 2003 con la "riforma Moratti", come aveva preso il nome "Elementare" con la riforma Gentile del 1923. Verso l'inizio degli anni '50 sono stati accorpati a questa scuola anche gli alunni proveniente dalle scuole dei Monti e dei Masi di Cavedine. Nel 1969/70, la Provincia l'aveva trasformata in "Centro Scolastico", aggregando ai 101 alunni che la frequentavano i 24 alunni di Pergolese. Prima si chiamava Scuola Popolare.
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Scuola elementare di PergoleseNegli anni 1920-28 si chiamava "Scuola Popolare Sarche Lasino". Nel 1928 i comuni di Calavino e Lasino sono stati fusi formando il comune di Madruzzo e così ha assunto il nome "Scuola Elementare Masi di Madruzzo". Nel 1953, quando Lasino e Calavino si sono di nuovo separati, ha preso il nome "di Scuola Elementare Lasino-Masi". l nome Pergolese è un neotoponimo apparso ufficialmente per la prima volta il 23 agosto 1968 con Decreto provinciale n° 1568 R/B e deriva dalle rinomate pergole che adornano le vie di accesso alle abitazioni dei Masi. Nel 1969, con la riforma provinciale che ha previsto la chiusura delle scuole uniche pluriclassi e la loro aggregazione in Centri Scolastici, i 24 alunni che la frequentavano sono stati trasferiti alla scuola di Pietramurata.
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Scuola elementare ai masi di CavedineQuesta scheda provvisoria ha lo scopo di collegare tutte le schede che si riferiscono a questa scuola. A pag. 131 del pdf "Gli archivi delle scuole elementari trentine: censimento descrittivo" scopriamo che presso la scuola di Pietramurata sono conservati tre registri di classe della scuola ai Masi di Cavedine degli anni tra il 1935 ed il 1938. A quel che ci dicono questa scuola è stata chiusa verso il 1951. Gli alunni sono poi stati trasferiti alla scuola di Pietramurata.
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Scuola elementare di CoveloNel 1774 l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria introdusse l’obbligo scolastico dai 6 ai 12 anni ma il Principato Vescovile di Trento non adottò subito questa norma poiché troppo onerosa. Non sappiamo quando fu attivata la scuola di Covelo, ma nella descrizione del distretto di Vezzano del 1834, Carlo Clementi confermò la presenza di una scuola anche a Covelo. Le leggi austrungariche del 1868/69 innalzarono poi l'obbligo scolastico a 14 anni. Come spesso succedeva, anche a Covelo la scuola si teneva presso la canonica, fin quando la numerosità impose l'uso di un'altra aula presso una casa privata. A cavallo fra 1800 e 1900 venne costruito un edificio autonomo costituito di un'unica grande aula, con sotto il caseificio sociale e la sede dei vigili del fuoco e nel sottotetto un magazzinol per la legna da riscaldamento. Gli alunni di Covelo erano però numerosi per cui una parte di loro (i più piccoli) continuò a frequentare la scuola presso la canonica. Il 27 aprile 1959 venne poi inaugurato un nuovo edificio con la presenza di due classi e l'appartemantino per l'insegnante, già frequentato fin dall'inizio dell'anno scolastico. Nel 1969 presero il via in tutto il Trentino i Centri Scolastici che unirono in un'unica struttura più sedi vicine. Fu così che anche la scuola di Covelo venne chiusa e i 19 alunni che la frequentavano furono trasferiti a Terlago. L'edificio è poi stato raso al suolo e ricostruito come casa sociale ora utilizzata come negozio cooperativo, sede degli alpini e sala sociale.
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Scuola dell'Infanzia di TerlagoL’"Asilo di beneficenza Norberto ed Adele Defant" è stato inaugurato a Terlago il 26 giugno 1909 ed accoglieva circa 75 bambini dai 3 ai 6 anni. Dopo la morte di Norberto nel 1906, suo fratello Adele, il 27 gennaio 1907, ha disposto un lascito testamentario che destinava tutti i suoi beni alla realizzazione dell'Asilo. Ancora in vita ha dato esecuzione al suo progetto facendo adattare la casa allo scopo, chiamando tre suore della Misericordia di Verona e giungendo così all'inaugurazione nel 1909. Con la sua morte, nel 1910, e la sua famiglia estinta, è nata la fondazione "Norberto e Adele Defant" col compito di gestire il suo lascito. Il regolamento di fondazione prevedeva che a gestirlo fossero tre persone o loro delegati: il presidente era un Cesarini Sforza, coadiuvato dal parroco di Terlago e da quello di Vigolo Baselga. Di fatto chi se n'è occupato costantemente e stabilmente è stato il parroco di Terlago. Le fonti orali ci dicono che negli anni '30 c'era una maestra del paese, poi è stato affidato alle suore ed infine di nuovo ad una maestra laica. Nel 1962, il Comune, che pur senza niente di codificato collaborava alla gestione dell'asilo, ha costruito un edificio per la Scuola Elementare e lì vi ha trasferito anche l’Asilo, cosicché la gestione è passata al Comune. Negli anni ‘70, accanto alla Scuola Elementare, il Comune ha poi costruito un nuovo edificio autonomo riservato all'Asilo, o meglio alla Scuola Materna, in attività dal 1974 circa. La disponibilità di spazio ha permesso di aprire la scuola anche ai bambini provenienti da Covelo e Monte Terlago (?). Di questo trasferimento ha beneficiato anche la scuola elementare poiché nella zona utilizzata dall'Asilo è stata realizzata la palestra per la scuola. Dal 1978 il personale insegnante è costituito da dipendenti provinciali mentre l'edificio ed il personale non insegnante rimangono in carico al Comune. Nel 2016, quando la scuola elementare era ormai stata trasferita in un nuovo fabbricato, il Comune ha collegato i due edifici così la Scuola dell'Infanzia (nome assunto con gli ordinamenti del 1991) ha potuto allargarsi su un intero piano dell'ex Scuola Elementare/Primaria per soddisfare le esigenze di una popolazione scolastica sempre più numerosa. Sono poi seguiti lavori più consistenti di ristrutturazione della vecchia Scuola dell'Infanzia e rifacimento dell'ex Primaria che hanno portato all'inaugurazione, nell'autunno 2025, del nuovo edificio, che ospita da un lato l'Asilo Nido e dall'altro la Scuola dell'Infanzia. --- Nonostante il cambio di nome da Asilo a Scuola Materna a Scuola dell'Infanzia abbia comportato anche una diversa visione dell'istituzione stessa, ancora oggi viene spesso chiamato Asilo, soprattutto dalla popolazione più anziana, e i bambini che lo frequentano vengono chiamati "asiloti", termine che non ha una corrispondenza in italiano. --- Riguardo al primo edificio, la fondazione è esistita fino al 1984, al tempo del concordato fra Stato e Chiesa, quando questi beni sono passati al “Fondo per sostentamento del clero”, pur avendo una struttura privata, probabilmente proprio perché gestita dal parroco. Nel 1996/97 il Comune ha poi comperato la prima metà di questo edificio e una decina di anni dopo ha comperato anche l’altra metà. Ora vi hanno la loro sede il Coro Paganella e l'Associazione Interagiamo; per qualche anno anche la biblioteca comunale è stata ospitata lì.
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Scuola Primaria di TerlagoIl nome "Scuola Primaria" è dovuto alla "riforma Moratti" del 2003. Nel 1969 aveva assunto il nome di "Centro Scolastico di Terlago", una scuola sperimentale a tempo pieno, come anche quelle di Cavedine e Vezzano, che ha accolto gli alunni delle scuole uniche pluriclasse vicine soppresse quell'anno per volontà della Provincia, in questo caso le scuole di Covelo e Monte Terlago. Il nome però ancora utilizzato da molti è quello previsto dalla riforma Gentile del 1923: "Scuola elementare", mentre risale al 1869 quello di Scuola popolare". Altra data importante è quella del 1962, che ha visto la nascita della scuola media, ora scuola secondaria di primo grado, separando così gli alunni delle prime 5 classi da quelli delle ultime tre. Troviamo le prime tracce di una scuola a Terlago nel 1778 quando gli esecutori testamentari del prete Valentino Gilberti da Terlago, che aveva lasciato tutti i suoi beni alla Chiesa e ai poveri di Terlago, “aumentarono l’assegno di altri fior. 20.-, a condizione che il cappellano facesse anche scuola insegnando gratis da Novembre a Marzo, cioè a leggere e scrivere e far di conti ai fanciulli dei vicini poveri di Terlago, e riguardo a quelli benestanti mediante il solito onorario di troni uno al mese per leggere, troni uno e mezzo per il leggere e scrivere, e troni due per il conteggiare, oltre il solito legno per riscaldare la stufa, che da tutti tanto poveri che bene stanti, doveva essere portato.” Nella descrizione del distretto di Vezzano del 1834, Carlo Clementi descrisse anche le scuole presenti sul territorio, fra le quali una “scuola elementare” a Covelo e una “buona” scuola a Terlago. Rispetto all'edificio scolastico la nuova scuola è entrata in funzione nel 2013 in sostituzione della precedente, posta a poca distanza sulla stessa via risalente agli anni '60. Prima di allora la scuola era ospitata nello stesso stabile del municipio dove ora c'è la biblioteca. --- Bibliografia:
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Vicinia DonegoLa Vicinia Donego è un'associazione secolare di cui facevano parte (e ne fanno parte tuttora i discendenti) le antiche famiglie di Vigo Cavedine (i cognomi: Bolognani, Comai, Cristofolini, Eccher, Galetti, Lever, Luchetta, Manara, Merlo, Turrina e Zambaldi). L'origine della Vicinia si perde nella notte dei tempi, tra storia e leggenda, ed è il frutto di un lascito documentato da alcune pergamene a partire dal 1332. Si narra che la contessa Cubitosa d'Arco (1236-1266), in fuga dal cugino Odorico che voleva appropriarsi dei suoi beni, fu aiutata da alcune famiglie di Vigo mentre si dirigeva a Trento. Come ringraziamento per l'aiuto ricevuto lasciò in eredità ai discendenti delle antiche famiglie, chiamati Vicini (abitanti autoctoni), un'ampia porzione di montagna in località Donego, in gran parte bosco oltre a prati e una malga da utilizzarsi come bene allodiale esclusivo per quelle famiglie. La Vicinia esercita questo diritto ereditario, nel rispetto delle vecchie regole, da ben 700 anni. -- Un numero della rivista Retrospettive è stato dedicato a questa tematica:
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Scuola Secondaria di Primo Grado "Stefano Bellesini" di VezzanoNel 1963/64 ha preso il via la scuola media di Vezzano come sede staccata delle scuole medie "Giovanni Segantini" di Trento, aveva tre classi prime, due ospitate presso l’asilo e una presso la scuola elementare. Nel 1964/65 diventa succursale dalla scuola media "Savino Pedrolli" di Gardolo, le classi sono aumentate e sono state ospitate in casa Morandi, sulla piazza. Nel 1965/66 diventa succusale dalla scuola media di Aldeno. Nel 1967/68 diventa autonoma, entra nel nuovo edificio scolastico e viene intitolata a Stefano Bellesini. L’edificio viene poi ampliato più volte per adeguarlo alle mutate esigenze. Nel 1997/98 alla scuola media di Vezzano viene aggregata, come succursale, la scuola media di Cavedine. Nel 2000/01 si stacca da Cavedine e va a far parte del neonato Istituto Comprensivo di Vezzano di cui fanno parte anche i plessi di scuola primaria di Terlago, Vezzano, Ranzo e Sarche. Nel 2006/07 entra a far parte dell'Istituto Comprensivo Valle dei Laghi, con sede a Vezzano, sorto dalla fusione dell'I. C. Cavedine e I. C. Vezzano. Nel 2016/17 si inaugura il nuovo polo scolastico di Vezzano che vede confluire nella stessa struttura scuola primaria e secondaria accanto a palestra e uffici del neonato Istituto Comprensivo Valle dei Laghi - Dro. --- Fonti:
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Scuola Primaria di CalavinoCosì racconta la sua storia Mariano Bosetti in occasione del centenario della costruzione dell'edificio: "Il centenario (1914-2014) della costruzione dell’edificio scolastico di Calavino, offre l’opportunità di ricostruire la storia dell’istituzione dalle sue origini, ossia dalla seconda metà del ‘700, quando l’insegnamento era affidato ai cappellani della parrocchia, pagati dal comune con il ricavato dell’affitto di alcuni campi («campo della scuola in Vallasiato e legato per il maestro della scuola», che fruttava circa 200 troni d’affitto). La scuola era gratuita, l’unico onere a carico delle famiglie era l’obbligo di fornire la legna per riscaldare il locale della canonica in cui erano impartite le lezioni. Con il passaggio alla monarchia austriaca l’istruzione elementare si consolidò, divenne strutturale e più completa (obbligatorietà e suddivisione in classi per età e sesso) con la responsabilità diretta del comune, che doveva provvedere sia ai locali che al reclutamento dei maestri. Nel 1909, stante la situazione di notevole degrado dei locali scolastici ricavati in un vecchio immobile comunale e la minaccia da parte dell’I.R. Consiglio Scolastico Distrettuale di far chiudere la scuola, privando la comunità di un servizio «così vitale, qual è l’affare dell’istruzione ed educazione della gioventù» (lettera delle autorità scolastiche), il comune si affrettò a far predisporre dapprima un progetto di ristrutturazione del vecchio caseggiato e poi, scartata tale ipotesi, il disegno di una nuova costruzione su un terreno parrocchiale con affaccio sul piazzale della chiesa. Venne inoltrata domanda di contributo alla giunta provinciale di Innsbruck, che rispose attingendo alla risorse del Fondo Pellagra (fondo governativo che intendeva promuovere iniziative di prevenzione contro il cosiddetto “mal della miseria”, la pellagra, partendo dall’educazione scolastica). Non tutti erano d’accordo sul progetto e un buon numero di censiti, per motivi legati all’ubicazione disagevole e ai costi presunti, sottoscrisse una petizione per riportare la scuola all’interno del paese, ristrutturando l’edificio comunale “Danieli”. Dopo molte discussioni si decise di proseguire con il nuovo disegno ed all’inizio del 1913 si appaltarono i lavori, che vennero ultimati a metà dell’anno successivo. Era però scoppiata la guerra e la nuova scuola venne requisita e utilizzata come ospedale militare. Ristabilita la pace e conclusi i lavori per sistemare l’edificio danneggiato, finalmente iniziò la lunga storia della scuola elementare di Calavino. Nel corso degli anni è stata rimodernata più volte per adeguare gli impianti fino al 1995, allorché fu portata a termine dall’amministrazione comunale la completa ristrutturazione, che, distribuendo gli spazi secondo le nuove esigenze didattico - funzionali (comprese cucina e mensa, prima organizzata in proprio con la disponibilità di alcuni obiettori), mantenne nella struttura la tipica impostazione architettonica austro-ungarica."
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Scuola Primaria di SarcheRiportiamo qui la storia di questa scuola pubblicata sul sito dismesso nel 2016 "istitutocomprensivovalledeilaghi.it": La Scuola Primaria di Sarche vanta una storia lunga e singolare. Più volte insegnanti e alunni l'hanno voluta raccontare pubblicando testimonianze, documenti e foto. Oggi queste opere costituiscono la memoria storica dell’istituzione scolastica: 200 anni densi di esperienze umane, emozioni, episodi curiosi. Le informazioni più remote che siamo riusciti a recuperare sulle origini della scuola le abbiamo attinte da una intervista fatta dagli alunni di classe IV e V a Mons. Luigi Bressan, nativo di Sarche e attuale Arcivescovo della Diocesi di Trento, che, in veste di esperto di storia locale, raccontò loro la storia della scuola trentina dell’Ottocento e Novecento.. “ Nel 1813 il Trentino passò sotto la dominazione dell’Impero d’Austria e fu chiamato “Contea Principesca del Tirolo”. Già a quei tempi le scuole erano obbligatorie. Dai 6 ai 12 anni si frequentava la Scuola Popolare divisa in inferiore e superiore. Dai 13 ai 15 anni si frequentavano i corsi festivi o di ripetizione. Fino al 1868 la Scuola nel Trentino era controllata dalla Chiesa che sceglieva pure i maestri. E’ dimostrato che nel 1941 esisteva a Sarche una scuola con una sola aula ed era situata nel casone del Convento: l’aula si trovava nei locali che, fino a poco prima della ristrutturazione, erano occupati dalla cantina. A più di 90 anni fa risalgono invece le scuole in P.zza Mons. Valussi inizialmente due sole aule mentre più tardi nel 1947 fu aggiunta una terza e nel 1977 una quarta.” Nell’anno scolastico 1998/99 alunni e insegnanti pubblicano un libro dal titolo “Una casa.... una storia....” . Il testo, curato in tutti i particolari, riporta numerose testimonianze storiche, due di queste meritano di essere riportate per intero in quanto narrano momenti di vita scolastica. La prima è un’intervista rilasciata da alcune nonne agli alunni di classe seconda, che con un linguaggio semplice ma concreto, riescono a ricostruire i momenti salienti della loro infanzia scolastica. Raccontano episodi semplici descrivendo un mondo ormai lontano ma ancora così vivo nei loro ricordi. “......a scuola , le aule venivano riscaldate da un fornello, che la bidella accendeva regolarmente alle quattro di mattina con la legna portata a turno dagli scolari. Tutti i bambini raggiungevano la scuola a piedi, pertanto chi abitava lontano doveva alzarsi di buon’ora, sopportando in inverno i disagi dovuti al freddo e al buio. Le lezioni si svolgevano quotidianamente al mattino e al pomeriggio, escluso il giovedì dopo pranzo. A mezzogiorno c’era la refezione, che consisteva in un semplice pasto a base di minestra, preparata dalla bidella, e da un formaggino triangolare. A quei tempi c’era un solo maestro per classe che impartiva l’insegnamento di tutte le materie, esclusa la religione cattolica, che veniva insegnata dal Parroco. I maestri erano severi e inflessibili, esigevano silenzio e obbedienza: in classe si doveva” ascoltare e tacere”. I bambini disponevano di un solo libro di testo che durava per uno o più anni scolastici. Ricordo ancora il titolo “In cammino fanciulli”. Le elementari duravano otto anni, ma c’erano solo le classi prima, seconda, terza, quarta e quinta (spesso pluriclassi). Pertanto gli alunni, una volta raggiunta la quinta, la ripetevano fino al completamento dell’obbligo scolastico, anche se erano bravissimi. Alla fine della classe seconda, gli scolari dovevano sostenere gli esami per l’ammissione alla terza. Una volta concluso l’ultimo anno di quinta (all’età di quattordici anni), gli alunni venivano esaminati da insegnanti esterni. A quei tempi non esisteva la scuola media mentre le superiori potevano essere frequentate solo dai ricchi.” (intervista alle nonne Classe seconda anno scolastico 1998 – 1999) La seconda è una testimonianza commovente, scritta con grande maestria e profonda umanità dalla maestra Maria Uez. Dal giornale della classe terza (anno scolastico 1943 – 44 ). 15 dicembre 1943 La Scuola di Sarche ha subito oggi un brutto quarto d’ora. “Verso le 23 – mentre mi trovavo in classe in attesa dell’adunata degli alunni – mi sono sentita d’improvviso scossa da rombo di numerosi apparecchi. Prima che potessi rendermi conto di ciò che accadeva, ho visto traballarmi d’intorno il soffitto e pareti, mentre una pioggia di vetri saltavano in aria. Corsi verso l’uscita preoccupata per i ragazzi che si trovavano nei pressi della scuola. Solo una bimbetta, la più minuscola della classe, giungeva in quel momento nel piazzale. Corsi giù appena in tempo a trascinarla sotto l’avvolto dell’edificio, che una nuova bomba cadeva sul pendio ghiaioso del monte prospicente, producendo un vulcano di sabbia. Con la scolarina spaventata fra le braccia- ne sentivo il battito del cuore in tutte le membra – e cercando di toglierle dal viso il muto spavento, non ebbi il tempo di provare il benchè minimo senso di paura. Forse la preoccupazione per gli alunni fu più forte e m’impedì di pensare a me stessa. Per buona sorte essi si erano tutti posti in salvo negli avvolti delle case vicine assieme ai loro cari. Appena cessato il pericolo li vidi infatti uscire fra la gente spaventata e piangente che si guardava attorno per vedere gli effetti del bombardamento. Io guardavo i miei ragazzi cercando di riconoscere, in quei volti pallidi e piangenti o muti di spavento, l’altro volto, birichino e pieno di vivacità, ch’ero usa a vedere. Visitammo le buche prodotte dalle bombe – una quindicina! – scavate nei vigneti e nei prati circostanti, sul fianco orientale del paese. Presso l’edificio scolastico ne caddero tre a venticinque – trenta – cinquanta metri. Alla vista del pericolo corso e tanto vicino e al pensiero di ciò che sarebbe potuto accadere a tutti quei ragazzi, allora sì mi son sentita invadere dalla paura. Invece solo vetri infranti, fra i quali i maggiormente danneggiati quelli delle aule. Con la collega constatai che era impossibile riprendere le lezioni sia per lo stato d’animo generale che per le condizioni delle aule. Rimandammo perciò tutti gli alunni alle famiglie, in attesa di ordini superiori. Intanto, dal nostro scampato pericolo, il pensiero si volgeva ai ben più terribili bombardamenti delle martoriate città italiane, ai molti bimbi che non avrebbero più riveduto il volto della mamma, alle mamme straziate sulla sorte dei figli. Nel 1982 gli alunni del secondo ciclo pubblicano “Tuttinsieme” il giornalino scolastico dove trovano spazio le testimonianze storiche sulla vita della gente contadina raccolte fra i nonni e le persone anziane del paese. Il Presidente della Repubblica, in quell’epoca Sandro Pertini, fece giungere le sue congratulazioni agli alunni con l’invio di un telegramma che riportiamo di seguito in forma integrale: “ Grazie di cuore, carissimi per il giornalino che con tanta simpatia avete voluto offrirmi in dono. Mi congratulo con voi er la cura e l’impegno con cui lo avete realizzato. Un cordiale saluto alle vostre insegnanti ed ai vostri genitori. A voi tutti il mio più fervido augurio ed un affettuoso abbraccio. Sandro Pertini” Nel 1991 la Scuola Elementare si trasferisce nella nuova struttura appositamente costruita e posizionata nella parte alta del paese. L’edificio è moderno e risponde pienamente alle esigenze scolastiche di bambini e insegnanti. Nel 1996 la Scuola estende il proprio bacino d’utenza oltre che ai paesi di Sarche e Ponte Oliveti anche a quelli di Padergnone e S.Massenza. Nel 2012 iniziano i lavori per l'ammodernamento dell'edificio. Il 15 dicembre del 2013 l'inaugurazione con la nuova mensa, il campo sportivo, il cortile esterno con il gazebo, la messa in sicurezza degli accessi ,i nuovi laboratori e le aule a secondo piano. La scuola ora può considerarsi una struttura in grado di accogliere in modo dignitoso gli alunni che sceglieranno di frequentarla. ... In questi ultimi anni la didattica, riferendosi all’esperienza storica e culturale della Cooperazione Trentina, ha saputo valorizzare l’apprendimento cooperativo. Nelle scuole gli alunni hanno costituito cooperative scolastiche allo scopo di imparare a lavorare in gruppo collaborando per raggiungere obiettivi comuni. Le esperienze del 2010 e 2011 sono raccolte in due pubblicazioni: "Impariamo al Cooperazione" e "Gli alunni della cooperativa scolastica "Il dolce lavoro" - Scuola Primaria di Sarche presentano il libro delle ricette" --- Alcune delle pubblicazioni realizzate dalla scuola sono disponibili in biblioteca e /o on-line in questo Archivio.
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Circolo Pensionati e Anziani di PadergnoneHa la sua sede nelle ex scuole elementari in piazza del municipio 2. Ha messo a disposizione dell'Archivio alcune foto e documenti e la pubblicazione
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Compagnia filostorica padergnoneseLa Filostorica di Padergnone è nata nell'inverno del 2015, e la sua denominazione esatta è "Compagnia filostorica padergnonese". Non ha uno statuto depositato ed è un entità "privata" che agli enti pubblici chiede solo di poter utilizzare teatri e luoghi aperti. Suo scopo è la progettazione e la realizzazione di rappresentazioni sceniche relative a fatti notevoli riguardanti la storia e le tradizioni locali. Assolutamente priva di fini di lucro, essa è composta da volontari non necessariamente permanenti e si sovvenziona tramite "benefattori" privati. Autore dei testi rievocativi è Silvano Maccabelli, regista ed "economa" è Maria Dallapè, che sono anche i fondatori della Compagnia. Associata alla Filostorica è la "Corale dei Molini", che ha lo scopo di dotare le rievocazioni di canti a tema, avvalendosi delle medesime modalità costitutive della Filostorica stessa. Maestra direttrice della Corale dei Molini è Lucia Decarli.
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Scuola Primaria di VezzanoParliamo qui di quella che ancora molti chiamano scuola elementare e che un tempo si chiamava scuola popolare, ma tracciamo anche la storia della scuola di Vezzano in generale, per date. Nel 1563 è documentata la presenza scuola di grammatica a Vezzano; in questo tipo di scuola, funzionante dove c’era già una scuola del trivio (= con tre materie: religione, leggere e scrivere, aritmetica), si insegnava prima a leggere, poi la grammatica ed infine la lettura dei classici e la composizione, tutto rigorosamente in latino.(La scuola elementare trentina dal concilio di Trento all'annessione alla Patria - Enrico Leonardi - 1959 – pag 15) Nel 1822, in una lettera, l’Ordinariato così risponde al curato di Vezzano: “Sopra la sua supplica presentata onde ottenere il decreto di maestro per la scuola di Vezzano l'Ordinariato trovasi costretto a scriverLe che non trova possibile “che in Vezzano si congiunga l’ufficio di curato con quello di maestro di scuola”. Quindi l'Ordinariato trova espediente di suggerirLe che voglia in modo conveniente liberarsi dell’aggravio della scuola e consigliare quel comune di assumersi un apposito maestro che possa per intiero dedicarsi alla scuola. Così facendo Ella promuoverà il bene dei suoi curaziani e potrà concorrere al perfezionamento della scuola”. Nel 1834, nella sua “Descrizione del distretto di Vezzano” Carlo Clementi scrisse che a Vezzano “vi sono due scuole elementari”. Un tempo ogni classe era chiamata scuola. Nel 1834 “L’I. R. Camera aulica risolvette di guiderdonare parecchi individui, che nell'anno 1832/33 si distinsero pel loro zelo ed assiduità nell'istruzione in genere ed in ispecie nelle ripetizioni degli oggetti delle Scuole elementari. Questi individui ed i loro premi sono:... Nella diocesi di Trento: la maestra di scuola in Vezzano Anna Garbari 10 fior.,” (Il Messagiere Tirolese. - Trento, Monauni 11 luglio 1834 - Pagina 274) Nel 1846 sappiamo che "A Vezzano il locale offerto gratuitamente dal parroco è oscuro e ristretto" (La scuola elementare trentina dal concilio di Trento all'annessione alla Patria - Enrico Leonardi - 1959 – pag 107) Nel 1869 l'obbligo scolastico viene innalzato fino ai 14 anni, si passa alla scuola popolare laica e all'introduzione degli istituti magistrali. Nel 1902 viene redatto il progetto della scuola di Vezzano, si arriva perciò alla costruzione di un edificio scolastico. Nel 1919 passiamo all'Italia dove nel 1923 entra in vigore la riforma Gentile che porta anche la scuola elementare italiana obbligatoria fino ai 14 anni . Nel 1962 nasce la scuola media e perciò la storia delle due istituzioni da quell’anno si separa. Nel 1969 si è avuta la riforma provinciale che ha decretato la chiusura delle scuole elementari uniche pluriclassi. La scuola elementare di Vezzano si è trasformata così in Centro Scolastico, accogliendo anche i bambini di Fraveggio, Ciago, Lon e Margone Nel 2000/01 inizia un periodo di transito per la scuola Primaria di Ranzo che termina nel 2006/07 quando tutte le famiglie di Ranzo iscrivono i loro bambini a Vezzano. Nel 2003, con la legge 53, la scuola elementare prende il nome di scuola primaria. Nel 2016/17 si inaugura il nuovo polo scolastico di Vezzano che vede confluire nella stessa struttura scuola primaria e secondaria accanto a palestra e uffici dell’Istituto Comprensivo. Altre informazioni sulle scuole di Vezzano si hanno consultando:
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Direzione didattica di VezzanoIl Circolo Didattico di Vezzano è stato un'istituzione, sorta con la riforma Gentile del 1923 (da verificare), che comprendeva un’insieme di sedi scolastiche di scuole elementari e materne del territorio dell'attuale Comunità della Valle dei Laghi, con l'aggiunta di Vigolo Baselga e Baselga del Bondone (nome attuale). La sede della Direzione Didattica Governativa di Vezzano era in Via Dante 7 a Vezzano, nello stesso edificio della scuola elementare, dove ancora oggi è conservato l'archivio di questo ente:
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Scuola elementare ai monti di CavedineQuesta scheda provvisoria ha lo scopo di collegare tutte le schede che si riferiscono a questa scuola. Appena assunte le informazioni necessarie, attraverso le documentazioni che stiamo raccogliendo, verrà completata. Gli alunni sono poi stati trasferiti alla scuola di Pietramurata.





