"Il Monumento al Minatore", collocato all'entrata del paese, è un bassorilievo in pietra di Arco che raffigura un minatore al lavoro a testimonianza dell'emigrazione di tanti cittadini di Drena nel bacino carbonifero del Belgio. Alla base del monumento vi sono degli strumenti di lavoro del minatore e due targhe; la prima riguarda l'autore: "Joseph Arthur Alexandre Chatelineau (Belgio) 1983", la seconda il titolo "Al minatore" e i committenti "Paese e minatori di Drena 4-12-1983".
A fianco del monumento è posizionato un carrello metallico, proveniente dall'ultima miniera di carbone della Vallonia, la "Roton-Farciennes", chiusa definitivamente il 30 settembre 1984.
È stato inaugurato il 4 dicembre 1983 alla presenza di numerosi cittadini, alcuni emigranti in Belgio, l'arcivescovo Gottardi ed il sindaco Zanetti.
Dal discorso del sindaco: "Vuole essere soprattutto un monito alle nuove generazioni ed è un omaggio alla laboriosità della gente di Drena e delel genti trentino e un asuspicio di pace e di fratellanza tre le nazioni."
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Bibliografia:
Il busto in bronzo di padre Bonifacio Bolognani è stato ideato da Patrizia Pellegrini, un' emigrante polacca moglie di Eugene Pellegrini. L’opera è stata commissionata dalla famiglia Pellegrini al noto scultore della Val di Sole Livio Conta, che l'ha realizzata nel 2007 ed è stato dapprima esposta a Palazzo Geremia a Trento. È stata poi trasferita e posizionata nel piazzale antistante la chiesa parrocchiale di Vigo Cavedine, paese natale del missionario, dove è stata inaugurata domenica 31 agosto 2014.
Padre Bonifacio Bolognani, nato a Vigo Cavedine il 9 aprile 1915, nel 1948 partì missionario per l’Honduras e l’anno dopo fu inviato in Bolivia dove fondò la prima missione francescana. Superiore del Santuario nazionale di Copacabana, mantenne l’incarico fino al 1952. Si trasferì poi negli Stati Uniti dove incontrò gli emigrati trentini raccogliendo documentazioni e testimonianze fino nei villaggi più sperduti dei campi carboniferi e le elaborò poi nel monumentale volume “Il popolo coraggioso delle Dolomiti”. Tornato in Trentino fu nominato superiore a Cles per due mandati consecutivi, quindi priore a San Romedio. Lì avviò una fitta corrispondenza con centinaia di trentini emigrati negli Stati Uniti e nel Canada. È stato proprio grazie al suo lavoro che gli emigrati trentini si sono messi in contatto tra loro, si sono poi costituiti in Circoli ed hanno creato e rafforzato rapporti che continuano tuttora con tutto il Trentino. P. Bonifacio è morto a Trento il 19 novembre del 2000. [BIBLIOGRAFIA: Cavedine notizie dic. 2000, p. 24 e mag. 2008, p. 26; Vita trentina nov. 2000, p. 14 e 3 sett. 2014]
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Consultabili qui i suoi libri:
Il monumento ricorda la strage di Palestro avvenuta in Algeria il 21 aprile 1871. Vi è raffigurato Domenico Andrea Bassetti che lotta armato per difendere la popolazione della cittadina da lui stesso fondata e di cui era sindaco.
Nato a Lasino il 20 gennaio 1828 è morto in quella battaglia il 21 aprile 1871, insieme ad una cinquantina di uomini, fra cui molti trentini, mentre delle donne e dei bambini si sono perse le tracce.
Di ideali filo italiani, nel 1859 lasciò Lasino, in territorio austriaco, per partecipare alla seconda guerra di indipendenza tra le file dell'esercito piemontese a fianco delle truppe francesi. Emigrato in Francia si arruolò nella Legione straniera francese in Algeria, ove fondò nel 1867 la cittadina di Palestro e ne divenne primo sindaco. I terreni che il governo francese aveva assegnato ai legionari, che pensavano di poter riscostruire lì la loro vita in un ambiente simile a quello da dove venivano ed in cui non potevano tornare, erano stati tolti ai locali. La convivenza è durata pochi anni e la rivolta contro il colonialismo francese è stata dura portando alla strage suddetta. Il governo francese, riportato l'ordine, ha realizzato a Palestro un monumento a ricordo di questo evento. Dopo la conquista dell'indipendenza algerina, nel 1962, la città ha cambiato il suo nome in Lakhdaria e il monumento è stato abbattuto. Sulla base di una vecchia fotografia e usando un blocco di pietra bianca di Vicenza, nel 2015, lo scultore Enrico Pasquale ha ricostruito l'opera, presentata alla Fiera internazionale del marmo di Verona e poi inserita nel parco dedicato a Domenico Bassetti a Lasino.
Fu eretto nell'anno del giubileo 1933-34 lungo la salita della via crucis e riporta: "Cavedine in memoria dei suoi figli caduti in guerra e di quelli morti lontano dalla terra dei padri perché tutti qui vivano nell'affetto e nella prece [preghiera] dei fratelli".
Come recita il cartello posto sul luogo curato dagli alpini di Cavedine: "Il gruppo statuario, con la croce centrale, la Madonna piangente e l'Angelo consolatore, è opera del roveretano G. Ziglio."