Trascrizione del documento
2 agosto … 1792 Lasino
Il qui presente Gio[vanni] quondam [abbreviato col significato: del fu] Michel dalla Pe sborsò
la suma di troni duecento e quatro in tanto bona
moneta non sospeta al qui purre presente Batista
Trentin Cognoli a bon conto dun Capitalo di
Ragresi cento presso il steso Gió Miche dico troni [in simbolo] 204
e coi cosi e con ogni miglior modo
Giacomo Caldin in fede
Adì 23 dicembre 1792
ricco [ricevo] dal dator del presente troni vintiset dico troni [in simbolo] 27
aconto chome apare di sopra
Govan Batista
Trentin
Osservazioni
La prima cosa che intriga è il viaggio compiuto da questo documento: ha seguito un emigrante partito per l’Argentina nel 1893, cioè ben 100 anni dopo la sua stipulazione; è poi stato conservato dai suoi discendenti così da arrivare in Cile; dopo altri 130 anni è tornato in Valle, seppure in formato digitale, sull’Archivio della Memoria.
Curioso anche la modificazione del cognome: sul documento è “dalla Pe”, l’emigrante che l’ha portato in Argentina era un “Dallapè”, i suoi discendenti sono diventati “Dellapé”.
Andando poi a cercare i protagonisti nelle schede di famiglia presenti nel nostro archivio possiamo ipotizzare che si parli di Giovanni Antonio Dallapè (1736-1808) di Stravino, figlio di Giovanni Michele Dallapè (1697- ?) e marito di Caterina Chemotti (1745-1805). Lei era prozia di un’altra Caterina Chemotti (1800-1851) che aveva sposato quel Giovanni Battista Dallapè (1871) partito per l’Argentina portando con sé il documento (figlia di Antonio Luigi Chemotti 1762-?, figlio di Giovanni Battista Chemotti 1736-1795, fratello di Caterina Chemotti 1745-180).
Passando ad informazioni più generali, risulta interessante il confronto tra la valuta in troni e quella più rinomata in ragnesi, ma poi di che parla esattamente il documento?
Per comprenderlo al meglio ci siamo avvalsi della consulenza del professor Silvano Maccabelli che con competenza e disponibilità così ci aiuta:
Ecco quanto mi sembra di poter dire, almeno a una prima visione del documento.
Le scritture si riferiscono al pagamento degli interessi – o di parte del conto capitale – relativo a un ‘capitale’ di 100 Ragnesi prestato a un certo Gio[vanni] quondam Michel Dalla Pe in Lasino davanti al testimone-fiduciario Giacomo Caldin da parte d’un certo Batista Trentin Cognoli.
Nell’agosto del 1792 il fiduciario Caldin rilascia una prima quietanza relativa al pagamento di 204 Troni – in interessi o di parte conto capitale – da parte del Dalla Pe al Trentin per il capitale di 100 Ragnesi prestato ‘presso il stesso’ Dalla Pe.
Il pagamento è effettuato – secondo la formula di rito – ‘in buona moneta non sospetta’. Il Tron era una moneta della Repubblica di Venezia, usata nel Principato fino a tutto il Settecento: per fare un Ragnés o Ragnese o Fiorino del Reno, moneta imperiale ad alta – anche se variabile – percentuale d’oro, coniata dagli ‘elettori’ renani di Colonia, Treviri, Magonza e Palatinato, ci volevano cinque Troni o Lire venete.
Il ‘capitale’ in questione poteva essere costituito tanto da denaro liquido e immediatamente disponibile come anche dal valore stimato d’un fondo in precedenza venduto al debitore, il quale doveva – a seconda delle clausole contenute nel rogito – pagare al creditore.
Nel dicembre del 1792 il fiduciario Caldin rilascia una seconda quietanza relativa al pagamento da parte del Dalla Pe di 27 Troni per il detto capitale, rilasciata ‘al portatore’ – ‘al dator della presente’ – , cioè non solo allo stesso Dalla Pe, ma anche a eventuali aventi causa.
Nella congerie istituzionale dell’epoca, infatti, il Dalla Pe avrebbe potuto aver venduto l’eventuale ‘fondo’ comprato a debito, prima ancora d’averlo pagato, lasciando a terzi la certificazione dei pagamenti già da lui eseguiti.
Video realizzato da alcuni volontari di Vigo Cavedine in occasione del Natale 2022.
Il video è un omaggio a Giorgio Galetti, un benefattore di Chicago che nel 1930 ha donato la scultura lignea delle Anime del Purgatorio (posto sotto l'altare della chiesetta del Santuario di Cavedine).
Nel 1962 ha contribuito all'acquisto dell'organo della chiesa di S. Biagio di Vigo Cavedine.
I panettieri indossano per lo più una divisa a righe verticali. Fra loro anche giovanissimi lavoratori.
Risale al 1907 “l’erezione di un forno cooperativo con i mezzi destinati per il fondo Pellagra” a Lasino. Questo panificio operava sull’intero bacino della valle di Cavedine e poi su tutta la Valle dei Laghi.
La data della foto è desunta dal panettiere centrale dietro, Giuseppe Ceschini (Maibel), classe 1897, partito per la guerra nel 1915: la foto è perciò precedente, perchè a fine guerra, rientrato a Lasino, è emigrato in America, dove è morto nel 1970.
La foto, in formato 18x24 cm, scansionata in questa occasione, è una ristampa recente dell'originale, messo a disposizione per una mostra.
In Archivio abbiamo anche una fotografia successiva di Silvia con la sua famiglia allargata in Pennsylvania:
La pubblicazione, qui nella versione a colori, è stata stampata in toni di grigio.
Contiene una serie di schede tematiche realizzate in occasione della decima edizione del Palio delle sette frazioni disputato a Ciago. Esse erano state sparse per il paese nei luoghi più adatti ad accoglierle per far conoscere storia, tradizioni, cultura, società, ambiente ai numerosi ospiti. A ricordo della manifestazione, arricchite con i suggerimenti e gli approfondimenti che esse hanno stimolato, sono state riunite in questo fascicolo che intendeva essere solo il punto di partenza di un lavoro più vasto e completo, che negli anni successivi avrebbe dovuto proseguire negli altri paesi essendo questa manifestazione itinerante nelle sette frazioni del Comune di Vezzano.
A pag. 17 un tratto a sfondo grigio segnala una errata corrige inserita dopo la stampa in fase di divulgazione della pubblicazione.