Paulo Henrique Chiste da Silva, pronipote di Enrico Giovanni Chistè, nato a Stravino di Cavedine, il 2 aprile 1869 ed emigrato in Brasile, ci ha rilasciato la sua testimonianza presso la sede di "Trentini nel mondo" a Trento.
Ci parla in portoghese del Brasile dell'esperienza della sua famiglia e del suo attaccamento al Trentino.
Il video è sottotitolato in italiano.
Giovanni Chistè, militare austroungarico nato a Lasino, nel 1884 poi trasferitosi a Pietramurata, posa con le figlie Carmela e Maria Chistè (1912-1914).
Morto in guerra, la moglie sposerà il fratello Leopoldo Chistè, di qui la scritta "il vero padre" posta sul retro. Maria è poi emigrata in Argentina nel 1950 portando con sè la fotografia, così si spiega la didascalia scritta in spagnolo.
Per maggiori informazioni:
Nonna Angelina Sommadossi e nonno Leopoldo Chistè, legati profondamente dopo tanti anni assieme, mandano una loro foto gioiosa alla figlia Maria Chistè e famiglia, emigrata in Argentina sei anni prima.
La nipote Marisa ha la loro immagine negli occhi e nel cuore, così come li aveva lasciati, e preferisce ricordarli come erano allora:
Al termine della guerra Quintino Pizzedaz raggiunge la moglie Maria Chistè e le figlie Mirella e Marisa, ospitate dalla famiglia di lei a Pietramurata.
La stampa misura 5,5x8 cm ed ha un bordo bianco dentellato.
Ancora una volta la famiglia si era divisa con l'emigrazione in Argentina di Quintino Pizzedaz, originario di Calavino, ma poi anche la moglie, Maria Chistè, ed i figli, Mariella, Marisa ed Ennio, lo hanno raggiunto.
La stampa misura 5,5x8 cm ed ha un bordo bianco.
Due famiglie di emigrati hanno stretto amicizia a Buenos Aires: la famiglia di Quintino Pizzedaz e Maria Chistè decide di rimanere in Argentina, il loro amici ritornano invece a Sondrio da dove erano partiti.
La stampa misura 5,5x8 cm ed ha un bordo bianco.
Marisa Pizzedaz nata a Roma nel 1942, da padre di Calavino e madre dei Masi di Cavedine, ha vissuto la sua infanzia a Pietramurata ed è emigrata in Argentina nel 1950. In visita ai parenti di Pergolese, ci racconta la sua esperienza. La canzone “Uè paesano” [di Nicola Paone, italoamericano 1915-2003], che Marisa intona, spiega bene l’emigrazione.
Il 19 luglio 1943 le prime bombe colpiscono Roma, Quintino Pizzedaz è un militare e deve rimanere lì ma la moglie, Maria Chistè (nella foto dietro a destra) con le figliolette Mirella e Marisa Pizzedaz, scappano da Roma con l'ultimo treno utile e si rifugiano "al sicuro" dalla famiglia di lei a Pietramurata.
Questa è la foto che mandano al padre a Roma e che porteranno più tardi con loro in Argentina dove emigreranno nel dopoguerra.
La stampa misura 6x10,5 cm.