Marisa Pizzedaz nata a Roma nel 1942, da padre di Calavino e madre dei Masi di Cavedine, ha vissuto la sua infanzia a Pietramurata ed è emigrata in Argentina nel 1950. In visita ai parenti di Pergolese, ci racconta la sua esperienza. La canzone “Uè paesano” [di Nicola Paone, italoamericano 1915-2003], che Marisa intona, spiega bene l’emigrazione.
Sono qui riunite alcune schede, predisposte da Ecomuseo per il progetto "Oltre confini e generazioni", che ci raccontano perché gli emigrati della Valle dei Laghi sono andati all'estero. Si prevede di aggiungerne di nuove un po' alla volta.
Il colore sull'angolo di ogni scheda indica il periodo di riferimento:
Verde: fine 1800 - inizio 1900
Bianco: tra le due guerre
Rosso: dal dopoguerra in poi.
Puoi consultare anche
Marisa Pizzedaz, con la sorella e la mamma, è arrivata a Pietramurata dai nonni, per sfuggire ai bombardamenti di Roma. Loro erano mezzadri e vivevano nella casa che si intravede dietro Marisa.
Dopo 10 mesi senza camminare la vita torna alla normalità come documenta questa sua prima fotografia. Cominciano i ricordi belli ed i legami profondi che si porterà in Argentina, come il suo Dain che vediamo qui sullo sfondo.
La stampa misura 8x5,5 cm ed ha un bordo bianco.
Con ironia, Marisa Pizzedaz, 7 anni, scrive al suo papà, Quintino Pizzedaz, emigrato in Argentina, inviandogli una sua fotografia fatta alla scuola di Pietramurata dove lei viveva.
La stampa misura 14,5 x10 cm.
Il 19 luglio 1943 le prime bombe colpiscono Roma, Quintino Pizzedaz è un militare e deve rimanere lì ma la moglie, Maria Chistè (nella foto dietro a destra) con le figliolette Mirella e Marisa Pizzedaz, scappano da Roma con l'ultimo treno utile e si rifugiano "al sicuro" dalla famiglia di lei a Pietramurata.
Questa è la foto che mandano al padre a Roma e che porteranno più tardi con loro in Argentina dove emigreranno nel dopoguerra.
La stampa misura 6x10,5 cm.
Al termine della guerra Quintino Pizzedaz raggiunge la moglie Maria Chistè e le figlie Mirella e Marisa, ospitate dalla famiglia di lei a Pietramurata.
La stampa misura 5,5x8 cm ed ha un bordo bianco dentellato.
Ancora una volta la famiglia si era divisa con l'emigrazione in Argentina di Quintino Pizzedaz, originario di Calavino, ma poi anche la moglie, Maria Chistè, ed i figli, Mariella, Marisa ed Ennio, lo hanno raggiunto.
La stampa misura 5,5x8 cm ed ha un bordo bianco.
Quintino Pizzedaz, nativo di Lasinol e residente a Pietramurata, porta con sè in Argentina la foto dei suoi figli: Mirella, Marisa ed Ennio.
Sul retro è in formato cartolina e riporta "Ferrania".
La stampa misura 10,5x6 cm ed ha un bordo bianco dentellato.
Ultima pagella italiana di Marisa Pizzedaz che ha frequentato la classe seconda della scuola elementare di Pietramurata prima di emigrare in Argentina, dove l'ha conservata con cura.
Misura 21,5x15,5 cm ed ha 4 facciate.
Marisa Pizzedaz, la piccola in piedi a sinistra, con la sorella dietro di lei, i cugini e le cugine circondano nonno Poldo (Leopoldo Chistè), patrigno della sua mamma, che ha accolto a Pietramurata la sua famiglia fuggita dai bombardamenti di Roma. Lei gli era molto affezionata e perciò non poteva mancare di portare con se questa foto in Argentina quando la bambina è emigrata.
La stampa misura 5,5x 8 cm ed ha un bordo bianco.
Due famiglie di emigrati hanno stretto amicizia a Buenos Aires: la famiglia di Quintino Pizzedaz e Maria Chistè decide di rimanere in Argentina, il loro amici ritornano invece a Sondrio da dove erano partiti.
La stampa misura 5,5x8 cm ed ha un bordo bianco.
Questa bicicletta è stata smontata ed inserita in un baule, insieme ad alcuni attrezzi agricoli, nel 1949 da Quintino Pizzedaz, originario di Calavino ma al tempo residente a Pietramurata, per portarla con sé nel suo viaggio verso l'Argentina. Erano queste le cose che lui riteneva importante portare con se per iniziare una nuova vità là.
Il figlio, allora bambino, ci scrive "Papà è partito da una bicicletta e mi ha lasciato una pala meccanica".
La biciletta ha il marchio Torpado, una famosa azienda nata a Padova nel 1895, ma non sappiamo a quando risale questa particolare bicicletta.
Le foto ci sono arrivate per ora via wp; speriamo di poterle sostituire presto con gli originali di qualità migliore.
Nonna Angelina Sommadossi e nonno Leopoldo Chistè, legati profondamente dopo tanti anni assieme, mandano una loro foto gioiosa alla figlia Maria Chistè e famiglia, emigrata in Argentina sei anni prima.
La nipote Marisa ha la loro immagine negli occhi e nel cuore, così come li aveva lasciati, e preferisce ricordarli come erano allora:
Giovanni Chistè, militare austroungarico nato a Lasino, nel 1884 poi trasferitosi a Pietramurata, posa con le figlie Carmela e Maria Chistè (1912-1914).
Morto in guerra, la moglie sposerà il fratello Leopoldo Chistè, di qui la scritta "il vero padre" posta sul retro. Maria è poi emigrata in Argentina nel 1950 portando con sè la fotografia, così si spiega la didascalia scritta in spagnolo.
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