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"Salvatore da Cavedine" "Stocchetti Stefano" "Stefano Stocchetti"
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Da schiavi bianchi a coloni. Un progetto per le fazendasIl titolo completo è: Da schiavi bianchi a coloni. Un progetto per le fazendas. Contadini trentini (veneti e lombardi) nelle foreste brasiliane. Il libro tratta della migrazione di contadini dal Triveneto al Brasile tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900. Per quanto riguarda specificatamente la Valle dei Laghi troviamo: - p. 164 ( p. 84 pdf) "Già del 1881 La Voce Cattolica riporta la notizia della partenza di una sessantina di persone, in maggioranza della zona di Vezzano, alla volta di una fazenda di Campos, nella proivincia di Rio de Janeiro. La stessa fonte darà in seguito notizie della apparente buona riuscita di quella spedizione." - p. 224 (p. 89 pdf) "di varia fonte, ci suggerisce la presenza di un certo gruppo di famiglie di Cavedine nella Fazenda Rocinha a Campinas." - p. 233 (p. 114 pdf) "(...) Se non fosse possibile trattare con i Coroados, sarebbero passati sull’altra riva, tentando di catechizzare gli indios Chavantes del Mato Grosso”. Partirono prima in due. Si ammalarono e furono sostituiti da Salvatore da Cavedine e Bernardo da Vezzano. Ebbero migliore fortuna. Dopo un certo tempo “si presenta alla catechesi un indio. Era nudo ed affamato”. Fu sfamato e, naturalmente, vestito. Ne vennero altri, fino ad una cinquantina, e con tutti successe lo stesso. I Chavantes, come tutti gli altri, avevano secondo i frati la cattiva abitudine di girare nudi. Per la verità in quel clima non servivano vestimenta ed addirittura sarebbero state di grande impaccio per chi doveva muoversi con velocità e scaltrezza nell’intricatissimo sottobosco tropicale. Accadevano scene che potrebbero essere intese come comiche se, in termini di approccio culturale complessivo, non avessero assunto invece un aspetto tragico: “Essi, quando stanno vicini ai missionari, tengono indosso i vestiti, ma appena entrano nel bosco, il vestito per loro è un ingombro, un peso insopportabile e perciò lo gettano da parte, e lo riassumono soltanto quando escono all’aperto. Un giorno, insieme con gli Indi i padri andarono a caccia. Entrati nel folto del bosco, gli Indi secondo il solito, misero da parte i vestiti, quantunque i Padri ne li consigliassero. Uno di essi si avvicinò a Padre Sigismondo da Canazei e lo voleva persuadere che anch’egli li imitasse. I missionari dovettero ritornare a casa”. - p. 382 (p. 188 pdf) Nessuno dei coloni elencati è segnalato come proveniente dalla Valle dei Laghi, ma molti di loro non hanno il paese di provenienza per cui è anche possibile che fra loro ce ne siano , troviamo Bassetti, Bernardi, Cappelletti, Dorigatti, Faes, Tabarelli... - p. 386 (p.190 pdf) Fra i Cappuccini trentini che operarono a S. Paolo sono citati col nome capuccino: Alberto da Stravino nome secolare Abramo Dallapè arrivato in Brasile nel 1902, Bernardo da Vezzano al secolo Benedetto Zanini arrivato nel 1912, Giacomo da Cavedine al secolo Costante Stocchetti arrivato nel 1921, Pasquale da Padergnone arrivato nel 1908, Salvatore da Cavedine al secolo Stefano Stocchetti arrivato nel 1903. Volendo approfondire, sono citate le fonti. ---
