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Manifesto di reclutamento della Federazione Carbonifera belgaIl Manifesto di reclutamento della Federazione Carbonifera belga di Bruxelles con sede a Milano si rivolge agli operai italiani: "Condizioni particolarmente vantaggiose vi sono offerte per il lavoro sotterraneo nelle miniere belghe". Sono poi elencate queste condizioni vantaggiose come i salari, gli assegni familiari e il premio di natalità, le assenze giustificate e le ferie, il carbone ed i biglietti ferroviari gratuiti, l'alloggio... Informa tra l'altro che "il viaggio dall'Italia al Belgio è completamente gratuito per i lavoratori italiani, firmatari di un contratto annuale di lavoro per le miniere. Il viaggio dall'Italia al Belgio dura in ferrovia solo 18 ore. Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi all'Uffcio di Collocamento presso Ufficio Provinciale del Lavoro".
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Contratto di lavoro per gli operai italiani nel BelgioIl "Contratto di lavoro per gli operai italiani nel Belgio Annesso al protocollo ITALO-BELGA dell'8 febbraio 1954" è stampato in doppia lingua italiano/francese. Riporta il timbro della Societe Anonyme des Charbonnages du Gouffre Chatelineau, la data 3 agosto 1955 ed è intestato a Daldoss Leo nato il 28.1.1934. Leo è originario di Ranzo e di lui accenna la suocera:
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Tessera Associazione Trentini nel Mondo BelgioLa tessera associativa, del circolo Trentino in Belgio dell'Associazione Trentini nel Mondo, è intestata a Modesta Pisetta, anche se in realtà questo è il cognome del marito che, come spesso accadeva un tempo, veniva assunto anche dalla moglie. In realtà il suo nome era Modesta Parisi, nata a Ranzo nel 1918 e sposata poi con Guido Pisetta (fratello di Giacomina di cui abbiamo diverso materiale in archivio). Vediamo che la tessera veniva ogni anno aggiornata fino a completarla. Accanto alla firma del responsabile dell'associazione viene indicato Tessera Abbonamento Pagato, a certificare che la tesserata era anche abbonata alla rivista trimestrale locale del Circolo. Vediamo che la firma dal 1974 al 1978 è quella di Nina Pisetta di Albiano e dal 1979 al 1982 è quella di Maria Pia Parisi, originaria di Ranzo. Per completare il quadretto familiare aggiungiamo che Elio Sommadossi, marito di Maria Pia (e figlio di Giacomina) anche lui originario di Ranzo, era redattore di quella rivista.
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Libretto di lavoro belga di Giacomina PisettaLibretto di lavoro rilasciato a Giacomina Pisetta nata a Ranzo di Vezzano il 17 dicembre 1909 dall'Amministrazione Comunale di Bouffioulx (Châtelet - Belgio) nel 1950. È scritto in francese. Sono presenti 10 pagine libere come quelle inserite nel pdf. Il libretto documenta che lei ha lavorato presso la Societe Anonyme des charbonnages du Gouffre à Chatelineau dal 5 maggio 1950 al 25 giugno 1955 e di nuovo dal 27 giugno 1955 al 3 febbraio 1959. Lavorava al "triage", il lavoro che le donne facevano in superficie della miniera e consisteva nel separare il carbone dai sassi ed altri detriti.
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Ricordi di Giacomina PisettaDopo aver ricevuto la
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Lettera di Mario Malossini alle emigrate in BelgioMario Malossini, Assessore all'emigrazione della Provincia di Trento, si rivolge alle emigrate in Belgio, attraverso i circoli dei Trentini nel Mondo, per chiedere la loro collaborazione alla realizzazione di una pubblicazione sull'esperienza delle donne emigrate, lavoro affidato alla giornalista Francesca Massarotto Raouik. La lettera scritta in lingua francese riporta quanto segue: Provincia Autonoma di Trento L'Assessore all'Emigrazione Aprile 1988 Egregio Signore/Egregia Signora, la Provincia Autonoma di Trento intende pubblicare uno studio sulle esperienze delle donne emigrate dal Trentino. Questo studio sarà affidato alla giornalista Francesca Massarotto Raouik, nota a tutti gli emigranti, compresi quelli trentini. Si tratta di un'occasione per condividere e far conoscere la vita delle donne all'estero, la vita di donne che hanno lasciato il Trentino per condividere con mariti, figli, fratelli e padri la creazione, spesso difficile, di nuove condizioni di vita in paesi lontani. Nella storia dell'emigrazione trentina, e in particolare italiana, la ricerca su queste vicende, che hanno visto le donne in prima linea, è pressoché inesistente. Abbiamo quindi bisogno della collaborazione delle donne della vostra famiglia e delle donne della vostra comunità per ricostruire insieme a loro questo fondamentale capitolo di storia. Ringraziamo tutte le donne - madri, nonne, zie, giovani donne, donne single, studentesse, casalinghe e donne che lavorano fuori casa – che saranno liete di scriverci e condividere i loro ricordi e riflessioni su questo argomento. Vecchie fotografie, lettere, diari e documenti sulla vita delle donne trentine emigrate saranno molto apprezzati e utili alla nostra ricerca. Per facilitare la ricerca, abbiamo preparato una lista di domande; speriamo che molte di voi rispondano e ci aiutino nel nostro compito. Il nostro modulo anagrafico, che potete compilare, anche senza scrivere nome e cognome, verrà utilizzato per informazioni più precise. Il documento deve essere inviato a: PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Ufficio emigrazione Piazza Dante, 15 38100 - Trento Vi ringraziamo anticipatamente, convinti che ogni esperienza umana e ogni sentimento vissuto nel proprio Paese diventi un grande patrimonio se comunicato attraverso le testimonianze. Cordialmente. Mario Malossini DOMANDE 1. LA PARTENZA Ti ricordi? Cosa pensavi quando hai lasciato il Trentino? Chi ti ha aiutato? Cosa hai lasciato con più rammarico: il paese, gli amici, la famiglia...? 2. L'ARRIVO NEL NUOVO PAESE Cosa ti aspettavi nel nuovo paese? Hai provato entusiasmo o delusione? Le prime impressioni. La prima casa. Il primo lavoro. I primi amici. La gente del nuovo paese. Come hai iniziato la tua nuova vita? 3. IL PERCORSO VERSO L'INTEGRAZIONE L'apprendimento della lingua. I rapporti con i vicini, le famiglie, le altre donne italiane o straniere, le difficoltà della vita familiare e lavorativa. La vita matrimoniale durante la crescita della famiglia. Le malattie, le nascite e lo sviluppo dei figli. I rapporti con la scuola. Momenti di solitudine e momenti di gioia. Le prime soddisfazioni. Quanto tempo hai impiegato per "adattarti"? 4. VITA SOCIALE Come trascorri il tuo tempo libero? (Lettura, viaggi, cinema, teatro, televisione, sport, etc.) Ti interessano le attività sociali? (Le associazioni, le attività assistenziali, culturali, politiche, religiose, sindacali, ecc.) I momenti della tua vita con gli altri. I rapporti con il Circolo Trentino. 5. NUOVE GENERAZIONI Difficoltà e successi nel dialogo con le nuove generazioni. In cosa tua figlia (o tua madre o tua nonna) è diversa da te? In cosa è simile a te? Ti senti più italiana o straniera? Perché e quando? Cosa invidi di più di tua figlia (o di tua madre)? 6. LEGAMI CON LA TUA TERRA I ricordi e le tradizioni del Trentino che conservi con amore (quelli che trasmetti ai tuoi figli) (o quelli che ti sono stati tramandati), le abitudini di vita, i modi di parlare, le canzoni, le ricette tipiche, i proverbi, le favole e così via. Visite o vacanze in Trentino; le tue impressioni sul Trentino e sui suoi abitanti oggi. Dove ti piacerebbe vivere? Rapporti con la famiglia in Italia, con gli amici, con le istituzioni della tua provincia. Problemi da risolvere: eredità, pensioni, nazionalità, diritto di voto, ecc. 7. SE POTESSI TORNARE INDIETRO Rifaresti questa stessa esperienza? Perché? Cosa ti manca oggi per essere felice? Hai dei rimpianti? Quali? Raccontaci cosa sognavi di essere e cosa sei diventato. SCHEDA DATI PERSONALI 1. Nome e cognome 2. Età 3. Luogo e data di nascita 4. Luogo di residenza attuale 5. Data dell'ultimo espatrio 6. Motivo dell'espatrio 7. Espatriato da solo o con la famiglia 8. Espatri precedenti (Paese, periodi di tempo) 9. Stato civile attuale 10. Livello di istruzione 11. Professione attuale 12. Numero di figli 13. Condizioni economiche attuali (insufficiente, limitato, sufficiente, soddisfacente, buono, molto buono, ecc.) 14. Data e luogo dell'eventuale rimpatrio. ***** 1. Nome completo del marito 2. Luogo e data di nascita del marito 3. Occupazione attuale del marito 4. Data e luogo dell'ultimo espatrio del marito 5. Precedenti espatri del marito 6. Altri familiari che vivono con lei 7. Data e luogo dell'eventuale rimpatrio del marito
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Oltre la nostalgia, L'emigrazione trentina al femminile, Parte 1 Belgio e CanadaIn questo libro, consultabile anche on-line dal link sottoriportato, l'autrice ci presenta molte testimonainze di donne emigrate che raccontano la vita quotidiana personale, dei mariti, della famiglia, della società in Beglio ed in Canada, ponendo particolare attenzione alle emozioni che loro hanno trasmesso. Si segnalano in particolare le testimonianze e le foto dei nostri emigrati di Ranzo: Giacomina Pisetta, Guido Pisetta, Ester Faes, Antonio Sommadossi, Modesta Parisi. Si trovano a pag. 55, 61, 74, 87, 93, 96, 98, 99, 106, 107, 108, 112, 113, 114, 120, 122, 132, 134, 136, 138, 140, 141, 144, 145, 146, 149, 151, 153, 156, 157, 158, 164, 165, 173, 176, 179
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Collezione di Elio Sommadossi e Maria Pia ParisiLa collezione contiene fotografie, documenti e oggetti, riferiti soprattutto alla loro esperienza migratoria in Belgio ed a quella dei loro familiari.
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Vincere o Morire. Colonie imperiali nella terra del caffè.Il titolo completo è: Vincere o Morire. Colonie imperiali nella terra del caffè. Contadini trentini (veneti e lombardi) nelle foreste brasiliane I parte. Santa Caterina 1875 -1900. Il libro presenta la situazione trentina ed europea di fine 800, l'esodo in Brasile e il contesto della terra di arrivo. Per quanto riguarda specificatamente la Valle dei Laghi, riportiamo degli estratti, da andare a leggere poi sul libro per conoscerne il contesto: p. 78 (40 del pdf) "Verso il finire degli anni ‘60 il Trentino conobbe le prime esperienze di emigrazioni definitive. La prima fu il trasferimento di coloni, specie della Valle di Non e dalla Valle di Cavedine, nell’Algeria, nel contesto di una emigrazione franco-italo-ispanica che portò nel paese nordafricano 150.000 persone. La maggior parte dei coloni trentini si stabilì a Palestro, località sul fiume Olsser, in Cabilia, La «Voce Cattolica» del 23 maggio 1871 e del 6 giugno dello stesso anno da notizia di una strage commessa dai nativi, i kabyli, nella località. Vi furono parecchi morti e dispersi e queste sono le uniche notizie che abbiamo di tale emigrazione." p. 87 (45 del pdf) "già il 5 aprile [1874] tra gli emigrati vi erano 60 ammalati di cui morirono (...) Cappelletti Giacomo di Covelo di cui già parlammo [a pag 83, era un bambino]. La lettera finiva poi con queste parole "Caro compare questo è un semplice sommario, poiché a descrivere i patimenti, gli urli, i gemiti, le maledizioni ci vorrebbe la penna di un Manzoni". p. 90 (46 del pdf) "Alcuni coloni sicuramente si sbandarono e ad un certo punto raggiunsero Rio de Janeiro in condizioni mizerabili, probabilmente sperando che il Consolato Austriaco pagasse loro il viaggio di ritorno in Europa. (...) Da alcuni documenti che abbiamo rinvenuto sappiamo che al Consolato austriaco si rivolse ad esempio Berteotti Giuseppe di Cavedine al quale il console prestò del denaro (per poi rivalersi sul comune). (...) e così Bassetti Giovanni (...) I due ricevettero rispettivamente 12 e 11 mila reis e firmarono una ricevuta in cui affermavano che tali denari servirono loro per acauistare vestiario per la loro famiglia. Anche Vincenzo Verones, Francesco e Tommaso Merlo di Covelo furono dal console di Rio. Alcuni fortunati riuscirono a raggiungere il Trentino". p. 94-95 (48 del pdf) 1874 Dall'"elenco degli individui recentemente partiti per l'America con famiglia e senza" risultano tra gli altri: da Covelo 5 famiglie con 7 genitori e 21 figli (con Tabacchi furono di sicuro le famiglie Cappelletti, Merlo Tommaso, Merlo Francesco e Verones Vincenzo), da Lasino 3 famiglie con 6 genitori e 8 figli (forse fu con Tabacchi Bassetti Giovanni), da Vezzano 1 familgia con con 2 genitori e 4 figli, da Cavedine 1 famiglia con 2 genitori e 2 figli (con Tabacchi fu sicuramente Berteotti Giuseppe), da Terlago 2 famiglie con 4 genitori e 10 figli. A seguire sono elencati poi quelli arrivati senza famiglia: 5 di Covelo, 2 di Terlago, 4 di Lasino, 2 di Cavedine, 1 di Fraveggio. p. 100 -101 (51 del pdf) "A ciò si devono aggiungere altre catastrofi naturali che colpirono la regione negli anni '80 e tra queste soprattutto le due terribili alluvioni del 1882 e del 1885. Nel 1882 i danni furono enormi. (...) allagamenti nelle campagne di vezzano, Calavino, Lasino e Cavedine. Molti guasti di campi e case lungo il Sarca" p. 225 (114 del pdf) la "Statistica sull’emigrazione trentina in Brasile dal 1874 al 1885" per il decanato di Calavino riporta una popolazione di 15.435 abitanti, di cui 265 ammogliati, 690 celibi, 102 maritate, 185 nubili, 1.118 emigrati in Sud America e 124 in Nord America per un totale di 1.242; tra loro 77 morirono in America e 193 rimpatriarono. Emigrò in America in quelli anni l'8% della popolazione;, fra loro il 77% erano uomini ed il 90% sono andati in Sud America. p. 599 (300 del pdf) fra gli emigrati trentini nella Colonia Itajahy nella linea Baraccone il lotto 11 era assegnato a Pedrini Domenico di Lasino p. 612 ...(306 del pdf) fra gli emigrati nella Colonia Blumenau, nella lina Cammino di Rodeio si cita: "Sul documento da noi visionato pare di leggere Giovanni Faes. Alcuni Faes di Fraveggio erano in colonia." Al lotto 135 troviamo Domenico Bridarolli di Cavedine, al lotto 142 Settimo Bagatoli di prob. di Cavedine, al 144 Francesco Bagattoli di Cavedine, al 127 Antonio Berti forse di Cavedine, al 129 Angelo Cattoni di Cavedine. Nella linea San Paolo si cita al lotto 7 Nicolò Faes di Fraveggio. Sempre nelle linee di Blumenau risultano Chistè Francesco di Lasino e Travaglia Giuseppe di Cavedine.
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Da schiavi bianchi a coloni. Un progetto per le fazendasIl titolo completo è: Da schiavi bianchi a coloni. Un progetto per le fazendas. Contadini trentini (veneti e lombardi) nelle foreste brasiliane. Il libro tratta della migrazione di contadini dal Triveneto al Brasile tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900. Per quanto riguarda specificatamente la Valle dei Laghi troviamo: - p. 164 ( p. 84 pdf) "Già del 1881 La Voce Cattolica riporta la notizia della partenza di una sessantina di persone, in maggioranza della zona di Vezzano, alla volta di una fazenda di Campos, nella proivincia di Rio de Janeiro. La stessa fonte darà in seguito notizie della apparente buona riuscita di quella spedizione." - p. 224 (p. 89 pdf) "di varia fonte, ci suggerisce la presenza di un certo gruppo di famiglie di Cavedine nella Fazenda Rocinha a Campinas." - p. 233 (p. 114 pdf) "(...) Se non fosse possibile trattare con i Coroados, sarebbero passati sull’altra riva, tentando di catechizzare gli indios Chavantes del Mato Grosso”. Partirono prima in due. Si ammalarono e furono sostituiti da Salvatore da Cavedine e Bernardo da Vezzano. Ebbero migliore fortuna. Dopo un certo tempo “si presenta alla catechesi un indio. Era nudo ed affamato”. Fu sfamato e, naturalmente, vestito. Ne vennero altri, fino ad una cinquantina, e con tutti successe lo stesso. I Chavantes, come tutti gli altri, avevano secondo i frati la cattiva abitudine di girare nudi. Per la verità in quel clima non servivano vestimenta ed addirittura sarebbero state di grande impaccio per chi doveva muoversi con velocità e scaltrezza nell’intricatissimo sottobosco tropicale. Accadevano scene che potrebbero essere intese come comiche se, in termini di approccio culturale complessivo, non avessero assunto invece un aspetto tragico: “Essi, quando stanno vicini ai missionari, tengono indosso i vestiti, ma appena entrano nel bosco, il vestito per loro è un ingombro, un peso insopportabile e perciò lo gettano da parte, e lo riassumono soltanto quando escono all’aperto. Un giorno, insieme con gli Indi i padri andarono a caccia. Entrati nel folto del bosco, gli Indi secondo il solito, misero da parte i vestiti, quantunque i Padri ne li consigliassero. Uno di essi si avvicinò a Padre Sigismondo da Canazei e lo voleva persuadere che anch’egli li imitasse. I missionari dovettero ritornare a casa”. - p. 382 (p. 188 pdf) Nessuno dei coloni elencati è segnalato come proveniente dalla Valle dei Laghi, ma molti di loro non hanno il paese di provenienza per cui è anche possibile che fra loro ce ne siano , troviamo Bassetti, Bernardi, Cappelletti, Dorigatti, Faes, Tabarelli... - p. 386 (p.190 pdf) Fra i Cappuccini trentini che operarono a S. Paolo sono citati col nome capuccino: Alberto da Stravino nome secolare Abramo Dallapè arrivato in Brasile nel 1902, Bernardo da Vezzano al secolo Benedetto Zanini arrivato nel 1912, Giacomo da Cavedine al secolo Costante Stocchetti arrivato nel 1921, Pasquale da Padergnone arrivato nel 1908, Salvatore da Cavedine al secolo Stefano Stocchetti arrivato nel 1903. Volendo approfondire, sono citate le fonti. ---
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Marco Verones - Canada - Oltre confini e generazioniMarco Verones, chiamato Marc, nato in Canada nel 1957 da genitori emigrati da Covelo, in occasione di una visita ai parenti, ci racconta della sua esperienza e di quella dei suoi genitori tra Trentino e Canada. È questa la prima intervista realizzata all'interno del progetto promosso dall'Ecomuseo della Valle dei Laghi "Oltre Confini e Generazioni: Storie di Emigrazione dalla Valle dei Laghi".
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La zucca di HalloweenGiuseppe Zanella, con a fianco la moglie Olga Tasin e dietro la sorella Ersilia, mostrano la zucca di Halloween. La fotografia è stata fatta per i nipoti di Covelo che non avevano mai visto questo prodotto tradizionale americano, nato dalla trasformazione della lanterna fatta con la rapa incisa della tradizione irlandese, portata in America dagli immigrati irlandesi nel secondo ottocento. Da quanto è scritto dietro si ricava che lo zio è morto dieci giorni dopo.
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Roberto Zanella in PennsylvaniaIl secondo da sinistra è Roberto Zanella di Covelo emigrato in Pennsylvania. Non si conosce l'identità degli altri. La data è approssimativa basandosi sulla data di nascita (1899) e quella della prima emigrazione (1923). La stampa misura 6x10 cm con un bordo bianco di 5 mm, è lucida e risulta deteriorata, con pieghe e punti a sbalzo.
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Bimbe e bamboleLiliana e Marisa Zanella giocano felici con le loro bambole arrivate dall'America e conservate alla perfezione dalle cugine americane che le hanno usate prima di loro. La ristampa 10x15 cm risale al 2012 ma riporta sul retro scritta a penna la data dell'originale: "maggio 1958".
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Cugine e cugini americaniDue bambine e due bambini, vestiti elegantemente, posano liberamente per una foto di gruppo da inviare dall'America ai parenti di Covelo. Sono i figli di Angelina Decarli, figlia di Ersilia Zanella, sorella di Roberto, emigrata per sempre in USA. I vestiti smessi da loro venivano poi mandati ai cugini di Covelo. Vediamo in questa foto, quello stesso vestito indossato da Claudia Zanella, nipote di Roberto:
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La famiglia di Roberto ZanellaRoberto Zanella (1899-1965) con la moglie Guglielmina Paris (1896-1966) e i figli Candido (1921-1982) e Pio (1926-2022), di Covelo. La foto è stata realizzata presso lo studio fotografico "G. Bruner & Co Trento Via Grazioli" come da marchio impresso sulla stampa in basso a destra. Era questo il modo di portare con sé la famiglia durante le emigrazioni e di farla conoscere ai parenti lontani. La stampa è fatta su cartoncino, pronta per essere spedita come cartolina, misura 8,5 x 13,5 cm ed è conservata incollata in un vecchio album fotografico con in copertina un leone rampante.
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Roberto ZanellaRoberto Quinto Zanella è nato a Covelo (TN) il 30.09.1899, quinto dei sei figli di Candido Zanella (guida alpina) e Rosa Pooli. Era una povera famiglia e, come narra Roberto, suo "padre in sua vita aveva fatto il viaggio in America quattro volte e a forza di grandi stenti e patimenti si era pagato la casa e un po' di campagna.... visto il bisogno grandissimo della sua famiglia, ed avendo anche la moglie sempre ammalata decise di fare un altro viaggio in America e nel 1903 in primavera egli partiva una quinta volta... lavorando nelle miniere di carbone... era il mese di luglio del 1905 quando scrisse che per il giorno dei Santi voleva essere in famiglia e che avrebbe portato a me il regalo promessomi", ma morì. Due dei suoi figli erano morti prima di lui e sua moglie era rimasta vedova con quattro figli di cui il maggiore aveva 16 anni ed il minore 6. La vita era dura. È seguita la prima guerra mondiale e i quattro fratelli, Giuseppe, Oreste, Ersilia e Roberto, hanno continuato sulle orme del padre la via dell'emigrazione. Solo Roberto è rientrato a Covelo mantenendo i contatti con i familiari in America. Grazie alla sua famiglia abbiamo alcune fotografie e diverse poesie che lui ed il fratello hanno scritto tra il 1917 (in partenza per la guerra), ed il 1957 (dopo che Roberto è rientrato definitivamente a Covelo dalle sue ripetute emigrazioni negli U.S.A.), consultabili visionando le risorse correlate in fondo a questa scheda. Nelle sue poesie, quasi tutte scritte in dialetto trentino, si possono capire i problemi, apprezzare le diversità, rivivere spaccati della vita di un tempo, sia a Covelo, sia negli Stati Uniti d'America, dove lui è emigrato più volte per offrire una vita più dignitosa alla sua famiglia. Le persone vengono spesso citate coi loro soprannomi di famiglia, come era d'uso nei paesi dove nomi e cognomi spesso si ripetevano, lui era uno dei "Gobi". Nel 1923-24, causa problemi col regime fascista, è emigrato per la prima volta in Pennsylvania, lasciando a Covelo il figlioletto con la giovane moglie impegnata nell'accudire il padre ammalato. È andato e ritornato più volte fino al suo ultimo viaggio, tra il 1955 e il 1956, quando in California non è più riuscito a trovare lavoro data l'età matura. È morto a Covelo nel 1965.
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Il pane della minieraIl libro è scritto a pagine affiancate in italiano ed inglese. Per quanto riguarda specificatamente la Valle dei Laghi, riportiamo degli estratti, da andare a leggere poi sul libro per conoscerne il contesto: - p. 76 (40 del pdf) "Ad una cinquantina di chilometri [da Hazleton] si trova Mount Carmel, sempre nella zona carbonifera: qui vennero emigrati da Vigolo Vattaro, Tuenno, dal Vezzanese e soprattutto da Covelo." p. 78 (46 del pdf) "Ad Alliance, sempre nell’Ohio, c’è gente di Bleggio e della Val Cavedine, nonché di Brentonico. " - p. 101 (52 del pdf) "Come abbiamo già notato i primi insediamenti trentini negli Stati Uniti ebbero luogo in Pennsylvania. Questo stato si stende su un’area di circa 680.000 kilometri quadrati e conta una popolazione di 11.866.728 abitanti. Le zone minerarie dell’antracite e del bitume sono seconde solo a quelle della Virginia Occidentale e ospitano la maggior parte dei nostri emigranti. Per lo più, i trentini provenienti da una certa zona continuarono a vivere insieme una volta sistemati negli Stati Uniti: abbiamo così in queste zone una prevalenza di gente della Val di Non, Val di Sole, Val d’Adige che emigrò già negli anni 1870-88 e della Val Cavedine, del Vezzanese e Basse Giudicarie che giunse qui soprattutto alla fine del secolo. Queste comunità compatte certo aiutarono a superare i problemi dovuti alla lontananza dalla terra d’origine." - p. 106 (55 del pdf) "un'altra comunità contribuì, sin dal 1882, allo sviluppo della ridente cittadina di Mt. Carmel, un'altra città mineraria in cui la signora Tasin si prodigò ad organizzare una compagnaia drammatica che recitava scene della Passione simili a quelle di Oberamergau. Al massimo dello sviluppo Mt. Carmel contava una popolazione di tirolesi di 448 unità (1928). Tra i pionieri ricordiamo Giuseppe Tasin da Covelo." - p. 126 (65 del pdf) "Lo stato di Washington ospitò gente proveniente da Lasino, tra cui i Zotta"
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Poesie e racconti di emigrazione dalla Pennsylvania alla California (1917-1957) dei fratelli ZanellaFascicolo formato a4 con rilegatura a spirale contenente fotocopie di diversa provenienza riguardante i due fratelli Giuseppe e Roberto Zanella. Sono per lo più poesie terminanti con autore, luogo e data che narrano della loro esperienza di emigrazione e della vita quotidiana del tempo. Nella predisposizione del pdf abbiamo eliminato le poesie doppie, la raccolta di Roberto Zanella già pubblicata a parte e le abbiamo riordinate in base alla data.
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Raccolta di poesie di Roberto Zanella 1917-1924Sono conservate dalla famiglia due copie della “Raccolta di poesie innedite dell’esimio professore Roberto Zanella” , come ironicamente titola il suo lavoro l’autore. Sono scritte in dialetto, a macchina, utilizzando la carta carbone per la seconda copia. La copertina è costituita da un cartoncino leggero, con la scritta “Arcadia Wedding Plate”, decorato a colori, riportante uno stemma dorato in rilievo applicato sul davanti (diverso per le due copie) e un cartoncino pesante sul retro. Le pagine sono unite tra loro con la colla e un largo nastro telato chiude la rilegatura. Le pagine hanno il formato 20,5 x 25,5 cm. Sulla prima pagina è disegnato il monogramma MO ed è impresso un timbro in rilievo riportante “EDELWEISS CLUB ARTE E PROGRESSO - MT CARMEL . PA . INCORPORATED APRIL 29.1914 - ORGANIZED AUG.18.1918” con una stella alpina al centro. Sulla seconda pagina c’è l’indice, un adesivo con un mazzolino di fiori e lo stesso timbro della prima pagina. Seguono 11 poesie, tutte riportanti data e luogo, scritte tra il 1917 e il 1924 a Covelo (Trento) e a Mount Carmel Pa. (Pennsylvania). La seconda copia è più deteriorata e manca delle prime due pagine, mentre la prima copia è abbastanza ben conservata ma manca della seconda poesia (pag. 3-4). Qui si riporta la prima copia integrata con le due pagine mancanti prese dalla seconda copia.
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Gina Tozzi: l'arte nel cuoreGina Tozzi, classe 1935, esprimendosi in dialetto trentino, ci racconta del suo percorso artistico: una passione nata in tenera età, messa da parte per qualche anno per i numerosi impegni in famiglia e nel lavoro (moglie e madre, benzinaia, autista, ragioniera), ripresa con successo e compagna di vita anche nella vecchiaia. I video della mostra sono stati gentilmente messi a disposizione da Sandra Martinelli, la foto finale del Lago di Ledro è di Flaviana Miori, la locandina è di ArteLaghi, la musica di sottofondo è "Go to Sleep My Little One" di Doug Maxwell; Media Right Productions".
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Cavedine notizie (2013/1)Periodico quadrimestrale del Comune di Cavedine
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Fiori della patata bluI fiori della patata blu sembrano proprio uscire da una nicchia in questo murale. Emigrati in Svizzera da questa casa, tornando in visita ai loro familiari, qualche decennio fa hanno portato alcune patate blu, che da allora si coltivano anche a Margone, accanto a quelle tradizionali, costituendo una specialità del luogo. Sono patate dalla polpa violacea, che rendono poco ma sono resistenti a malattie e siccità, ricche di antiossidanti e danno un tocco di originalità in tavola. Sulla mappa dei murales di Margone è segnato col numero 11 e lo si può ammirare insieme agli altri:
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EmigrazioneL'artista ha rinunciato in questo murale ai suoi caratteristici brillanti colori, per dare spazio al nero della fuliggine rimasta dopo il pauroso incendio del 1887, partito proprio dalla casa su cui il dipinto è stato realizzato e dove una lapide ricorda i 10 morti di quella notte tra il 12 e il 13 aprile di quell'anno. A quel tempo Margone contava un centinaio di abitanti e l'emigrazione, soprattutto stagionale, era molto frequente. L'incendio, che da quella casa si era propagato nel resto del paese, ha messo in ginocchio la popolazione già stremata che però ha lottato coi denti ed ha ricostruito per quanto ha potuto il piccolo centro rinunciando alla ricostruzione nella piana del Sarca proposta dalla Dieta di Innsbruck. Incendio, emigrazione, povertà, tristezza ma ci sono anche due rondini in volo simbolo di speranza per un futuro migliore. Per maggiori informazioni sull'incendio di Margone:
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Lapide dei vezzanesi ad Italo ConciL'epigrafe sulla lapide posta all'ibterno della cappella cimiteriale di Vezzano recita: IN GLORIA DI ITALO CONCI FIERO COMBATTENTE D'ITALIA ARDENTE LEGIONARIO DI RONCHI ANIMA LUMINOSA DI FEDE E DI DEDIZIONE PURISSIMA QUESTO RICORDO I VEZZANESI POSERO N. A VEZZANO L'8 FEBBRAIO 1893 M. A FIUME D'ITALIA IL 26 DICEMBRE 1920























