Bambini

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  • Polenta

    Il video, tra uno spintone e l'altro dei bambini, mostra e spiega come si gioca a polenta. È dedicato in primo luogo ai bambini delle scuole della Valle dei Laghi che partecipano al progetto di Ecomuseo "Giochi e filastrocche". In allegato la scheda di presentazione del gioco per le scuole.
  • Fontana per bere in loc. Pozze

    I bambini andavano a prendere l'acqua con la brentöla o il cracidèl.
  • Dormitorio

    Dato che la camera in casa era troppo piccola per ospitare i genitori, i nonni, la zia e tutti e 7 i fratelli, venne costruita questa casetta dove dormivano i bambini assieme ai genitori sul "paión" "a caf pè", ovvero tutti coi piedi verso il centro. Come indicano la targa in cemento in facciata e l'iscrizione "C | 1932 | P" (Cesare Pedrotti) sull'architrave della porta, la costruzione risale al 1932, ovvero la data del matrimonio del figlio Albino, padre di Giulio. Il tetto è stato ricostruito verso il 2010.
  • Fontana per lavare in loc. Pozze

    Oggi è totalmente infestata dalla vegetazione
  • Adriano Bortolotti da piccolo

    Adriano è qui ritratto a 3 anni con i suoi fratellini; è quello in centro in piedi.
  • Fabbri giocattolo

    Questo giocattolo fu realizzato da un nonno per dimostrare ai nipoti come giocava un tempo, verso il 1918. Misure: 32.5 x 13.5 x 2.5 cm.
  • Pinocchietto

    Questo giocattolo fu realizzato da un nonno per dimostrare ai nipoti come giocava un tempo, verso il 1918. Misure: 23 x 5.5 cm
  • Protagonisti di una piazza

    Come se fossero in un'ordinata fila ecco due bambini, un giovane cedro, una fontana e un lavatoio. La piazza un tempo era dei bambini, ora loro se ne stanno in casa e la piazza è diventata parcheggio; il cedro ingombrante e pericoloso è stato abbattuto, la pubblica fontana ormai inutile è stata divelta, il lavatoio recuperato e valorizzato fa ancora bella mostra di sé.
  • Mascherina e cedro

    La piccola Luisa Bressan suona lo zufolo travestita da tirolese nello spazio circolare ai piedi del giovane cedro nella piazza di Fraveggio. Presso i lavatoio si intravede la postazione per la sbigolada ed intorno qualche persona, segno che la festa del carnevale stava per cominciare.
  • Mascherina e lavatoio

    La piccola Luisa Bressan è pronta per il carnevale vestita da cinesina davanti al lavatoio dove due donne stanno facendo il bucato.
  • Asilotto

    La cartolina riporta dietro: "Giovannino il 1° anno di asilo aprile 1952". Il diminutivo era comune per l'ultimogenito. Il fotografo passava saltuariamente negli asili e nelle scuole per fotografare i bambini in aula. Il colletto bianco era caratteristico di grembiuli sia all'asilo che a scuola, liscio per i maschi e col pizzo per le femmine.
  • Col triciclo

    Il piccolo Giancarlo Garbari scorrazza col suo triciclo di ferro nel piazzale della chiesa.
  • Bambini alla fontana

    Gruppo di bambini gioca alla fontana che si trovava nella piazza di Fraveggio. La data è ricavata da pag. 10 della pubblicazione qui consultabile:
  • Quando l'acqua nelle case non c'era... nei ricordi di Attilio Comai

    Il video è stato realizzato in funzione di un'attività svolta con i bambini della scuola primaria sul tema dell'acqua e riporta esperienze di vita legate all'uso dell'acqua prima dell'arrivo dei rubinetti in casa. La frase che veniva rivolta al piccolo Attilio "'n om che lava? Varda che te va via le scarséle!", anche se detta per scherzo, sottintendeva una netta separazione dei ruoli. La perdita automatica delle tasche, accessorio prezioso per ogni uomo, era una "minaccia" che poteva far pensare e desistere un bambino dal fare lavori da donne. La risposta del bambino dimostra sicurezza e fiducia nella madre. In mappa il video è localizzato nel posto dove c'era la fontana citata. Nel glossario sono spiegati il significato di termini dialettali quali: brentóla, cazza, cassa dela legna, scarsèle, tacàr.
  • bòcia

    Matelòt si usa soprattutto nel terlaghese
  • Anziana e bambina a Castel Madruzzo

    Oggi il muretto sulla destra non è più presente; al suo posto c'è un piccolo parcheggio. La datazione è motivata dal fatto che sappiamo che la bambina ritratta è del 1941.
  • Neve "ai alberoni"

    Olga Morandi con la figlia Maria Carla in braccio sono ferme a bordo strada circondate dalla neve. Ben visibili gli ippocastani che hanno dato il nome al luogo, un carro parcheggiato e la salita al doss poi trasformata in scalinata, una slitta appoggiata al deposito della legna.
  • Òcio bèl

    Òcio bèl, so fradèl, récia bèla, so sorèla, la piaza, la porta, la campanela din don dèla. È una filastrocca tradizionale che si rivolge ad un bimbo o ad una bimba allo scopo di farli ridere. Mentre si recita la filastrocca si toccano con delicatezza le parti del suo viso: gli occhi, le orecchie, la fronte, la bocca. Infine si prende il nasino e lo si porta a ruotare la testa a destra e sinistra. Una lieve variazione è descritta a p. 13 del fascicolo
  • Bimbi

    Maria Carla Garbari con la borsa di vimini e suo fratello Giovanni con la palla davanti alla porta della scuola.
  • Se te vói savér la verità va' dal pu pìcol che gh'è en la ca'

    Perchè è il più ingenuo e non nasconde nulla. La foto è tratta da questo contenuto:
  • Da Santa Maria Madalena la nicióla l'è piena; piena o da empienir, i putelòti i la vól davergìr

    I bambini sono golosi di nocciole tanto che non aspettano che maturino. Il verbo corretto sarebbe "davèrger", ma in questo caso si sono cambiati la desinenza e l'accento tonico per mantenere la rima.
  • Filastrocche scolastiche degli anni '50

    Loretta Pisoni legge le filastrocche che ha trascritto a memoria.
  • Gerla

    Questa gerla fu comprata dal padre di Loretta alla fiera di S. Croce a Trento il 3 maggio del 1955 per i suoi figli, che erano talmente contenti del "regalo" che addirittura pranzarono indossandola.
  • Bimba con sonaglio

    La bimba, con vestito e scarpette di lana, gioca col suo sonaglio seduta su una sedia. I capelli sono ancora corti ma comunque pettinati a formare il ciuffo, chiamato "banana", caratteristico dei pccolini.