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  • pelarìn

    Era chiamato "pelarin" quel lavoratore stagionale che andava a "pelare" le foglie del gelso, cioè a sfrondare i gelsi per l'alimentazione dei bachi da seta, nel periodo della bachicoltura.
  • Capriolo a Ronch

    Grazie all'aiuto delle famiglie, della forestale e del Comune i bambini di prima della locale scuola primaria, nel 2008/09 hanno iniziato a realizzare in questa zona "il bosco incantato" con installazioni e "libri" da loro realizzati lungo il percorso. Nella foto vediamo accanto alla sorgente di Ronch la sagoma di un capriolo a dimensioni naturali col calco delle sue impronte impresso nel cemento ed una "casetta" con il libretto ambientato qui col capriolo protagonista, da leggere direttamente sul posto, al quale ne è stato aggiunto un altro cinque anni dopo.
  • Tasso al Casino di Bersaglio

    Grazie all'aiuto delle famiglie, della forestale e del Comune i bambini di prima della locale scuola primaria, nel 2008/09 hanno iniziato a realizzare in questa zona "il bosco incantato" con installazioni e "libri" da loro realizzati lungo il percorso. Nella foto vediamo accanto ai ruderi del Casino di Bersaglio la sagoma di un tasso col calco delle sue impronte impresso nel cemento ed una "casetta" con il libretto ambientato qui, da leggere direttamente sul posto.
  • Volpe al bersaglio n. 3

    Grazie all'aiuto delle famiglie, della forestale e del Comune i bambini di prima della locale scuola primaria, nel 2008/09 hanno iniziato a realizzare in questa zona "il bosco incantato" con installazioni e "libri" da loro realizzati lungo il percorso. Nella foto vediamo all'esterno del tomo n. 3 la sagoma di una volpe col calco delle sue impronte impresso nel cemento ed una "casetta" con il libretto ambientato qui, da leggere direttamente sul posto.
  • ciciòtol

    Termine usato solitamente al plurale per indicare il rimasuglio di pezzettini di grasso scolati a caldo dal grasso di maiale (strutto). Questo termine è usato anche per indicare una piccola escrescenza.
  • Il burro - cartellone

    Cartellone realizzato dai bambini della classe prima primaria di Vezzano in collaborazione con Ecomuseo della Valle dei Laghi nel 2019 per la mostra "Animali e cereali nel progetto memoria". Illustra la procedura utilizzata un tempo per la produzione del burro.
  • I "brozzadóri" di Cavedine

    Roberto Pedrotti ci porta a scoprire quel che rimane dei "brozzadóri" di Cavedine, luoghi in cui il carro a due ruote che scendeva dalla montagna veniva trasformato in carro a quattro ruote per proseguire il viaggio in paese. Sono luoghi abbandonati in cui la natura sta prendendo il sopravvento anche laddove l'uomo non ha già distrutto, ma permettono comunque di capire il loro funzionamento di un tempo.
  • minaròla

    Tavolato in legno su cui si allevavano i piccoli bachi da seta o su cui si essiccava la frutta .
  • falòpa

    Bozzolo di scarsa qualità prodotto da un baco da seta ammalato o morto prima di terminarne la costruzione. Questi bozzoli non venivano consegnati all'essiccatoio ma lavorati in casa per la produzione di seta rozza. In senso figurato lo si dice di chi ha poca voglia di lavorare.
  • galéta

    Il baco da seta si costruisce un bozzolo con un unico filo di seta lungo dai 300 ai 900 metri impiegandoci 3 - 4 giorni . Dentro il bozzolo, completamente protetto da parassiti e predatori, il baco diventa crisalide. Dopo circa 12 giorni, se il bozzolo non viene utilizzato per la produzione della seta, esce la farfalla.
  • góernar

    Góernar non assume solo il significato di dirigere, ma anche di provvedere, curare. Così "góernar le bestie" significa prendersene cura.
  • bàgola

    Escrementi a pallini tipico ad esempio delle capre, delle pecore, dei conigli, delle lepri, dei topi, dei caprioli, dei cervi...
  • magnarìa

    Il periodo larvale del baco da seta dalla durata complessiva di circa un mese è scandito da una successione di momenti di vita attiva, noti come le cinque età, e di momenti di riposo, le quattro dormite o “mute”. È chiamato "magnarìa" il periodo della quinta età, che dura 8-9 giorni, in cui i bachi mangiano moltissimo per prepararsi alla costruzione del bozzolo. Non ci è dato sapere se in italiano vie è un termine corrispondente. In senso figurato assume altro significato:
  • Bachicoltura, agricoltura e allevamento

    Antonia Zuccatti, classe 1931, ci racconta la sua esperienza di bambina e giovane donna nell'allevamento dei bachi da seta ("cavaléri") fino alla vendita dei bozzoli ("galéte"), utilizzando anche termini dialettali specifici, citando le località (Ronc, Sorac, Gèra) dove andava a raccogliere le foglie di gelso ("morar") per alimentarli, descrivendo la fatica ed i sacrifici che dovevano affrontare. Descrive poi le altre fonti di sostentamento e di reddito provenienti dalle coltivazioni di viti, patate, frumento, granoturco, dall'allevamento di mucche, vitelli, capre, galline e conigli, accennando all'attività lavorativa del marito Angelo in malga. In fondo alla scheda si può accedere ai termini dialettali che Antonia ha utilizzato e che sono inserti nel glossario di questo archivio.
  • zzorla

    maggiolino