Il Corpo bandistico del Borgo di Vezzano conserva nel suo archivio documenti in originale e in copia, fotografie, pubblicazioni, appunti che ha messo a disposizione dell'Archivio della memoria per la pubblicazione in cc-by.
La banda è qui immortalata in trasferta a Mezzocorona dove ha partecipato alla "Festa del Teroldego".
La foto è stata donata alla Banda da Mario Chiusole nel 1991.
Nel documento la prefettura di Trento comunica al podestà di Vezzano che, in contrapposizione alla delibera del 16 dicembre 1930 del comune di Vezzano, non è possibile mettere deliberatamente in affitto i beni che normalmente erano a disposizione della popolazione (previo il versamento di una tassa). La prefettura perciò indica di redigere un regolamento d’uso di questi beni e di stabilire una tassa, invece che un canone d’affitto.
Malga Bael è situata nel comune di Vallelaghi, a 1090 mslm, nel cc di Ranzo ed è di proprietà comunale.
Fu don Alfonso Amistadi, curato di Ranzo dal 1893 al 1930, che convinse il comune di Ranzo a comperare dai Sommadossi Ghislotti di Castel Toblino i loro prati di Bael per fondarci la nuova malga. Ci furono poi controversie per l'uso dell'acqua reclamata anche da quelli di Margone e, sul libro delle acque troviamo che "Il Sig. Rinaldo Gregori, classe 1915, ricorda che nel 1921 è andato di notte con la nonna a prendere l’acqua alla fontana della malga di Bael, attraverso il sentiero delle “Cruze”", restringendo così il possibile periodo della sua costruzione.
Fino agli inizi degli anni '70 del 1900 veniva usata da quelli di Ranzo per un primo periodo di monticazione delle mucche, prima di raggiungere malga Gazza, e per un ultimo periodo, prima di rientrare in paese.
Nel 1926 vennero eseguiti lavori di restauro per fare fronte ai danni subiti in periodo di guerra, tra essi troviamo la “costruzione di una vasca di presa di un abbeveratoio nella malga Bael L. 1135.78".
Dalle foto e documenti qui allegati possiamo vedere le cattive condizioni in cui versava nel 1978, quando vi sono state fatte delle opere per evitarne il disfacimento.
Nel 1985 in prossimità della malga è stato costruito un deposito antincendio alimentato da due sorgenti che venivano utilizzate un tempo a servizio esclusivo della malga.
Il recupero della malga è poi stato preso in mano nel 2001 ed i lavori di restauro sono stati ultimati nel 2004.
Da allora viene data in gestione a privati per uso agricolo tramite gare di appalto pluriennali.
Nel periodo della fienagione, venivano montate delle tende per ospitare chi non aveva una baita o non aveva abbastanza spazio per tutti. La baita serviva in primis per custodire i buoi.
In data 24 luglio 1945 il Comune di Vezzano autorizzò la società di Malga Ranzo a vendere all’asta l’erba del prato in seguito alla siccità che quell’anno aveva impedito la regolare durata dell’alpeggio. La società tuttavia era tenuta a contribuire con 2000 lire alla manutenzione per la strada di Ranzo.
Nel documento, datato 22 ottobre 1945, Luigi Margoni, presidente della Malga Ranzo, chiede al Comune di Vezzano di diminuire la quota dell’affitto della malga per quell’anno. La necessità di questa richiesta nacque dalla siccità che quell’estate aveva accorciato notevolmente la stagione dell’alpeggio, diminuendo quindi il guadagno della società di Malga Ranzo.
È qui parzialmente riprodotto il contenuto del fascicolo "Enal - Casa pompieri - Musica" con documenti che riguardano l'idea di costruire un edificio per ospitare la sede di queste tre realtà, progetto che non è poi andato in porto, ma che racconta in parte quanto è stato fatto per portare avanti questa idea.
L'Ente Nazionale Assistenza Lavoratori era un ente pubblico, creato nel 1925 per offrire servizi e iniziative ai lavoratori e soppresso poi nel 1978, che aveva una sede periferica anche a Vezzano, costituita da Circolo Ricreativo Aziendale dei Lavoratori, guidato da Celestino Bressan.
Contenuto:
1. alcune tavole grafiche del progetto del nuovo edificio presentato il 13 ottobre 1949;
2. verbale dei deliberazione del Consiglio Comunale di Vezzano dell'1 aprile 1951 avente per oggetto: "Approvazione progetto lavori Sedi: Magazzino Circolo E.N.A.L.";
3. richiesta di contributo da parte del Comune di Vezzano alla Direzione Generale E.N.A.L. di Roma di data 1 marzo 1951;
4. richiesta di legname da parte del "Comitato promotore costruzione sedi: E.N.A.L. - Scuola di musica - e magazzino Vigili del fuoco" al "Comune di Vezzano Borgata" di data 15 ottobre 1949;
5. dichiarazione del "Comitato promotore costruzione sedi: E.N.A.L. - Scuola di musica - e magazzino Vigili del fuoco" al "Comune di Vezzano Borgata" di data 15 ottobre 1949 attestante che il nuovo edificio sarà di proprietà del comune;
6. richiesta del "Comitato promotore costruzione sedi: E.N.A.L. - Scuola di musica - e magazzino Vigili del fuoco" al "Comune di Vezzano Borgata" di data 15 ottobre 1949 al fine di ottenere il terreno all'angolo sud di piazza Santa Maria;
7. parere favorevole al progetto da parte del Genio Civile di Trento in data 9 aprile 1951;
8. richiesta di chiarimenti da parte della sede centrale di E.N.A.L. a quella periferica di Vezzano di data 8 maggio 1951;
9. rassicurazione da parte della sede locale a quella generale di E.N.A.L. che l'edificio sarà dato all'associazione in uso gratuito a temopo indetermianto, in data 16 maggio 1951;
10 . domanda di contributo alla Giunta Regionale di data 3 agosto 1951.
Il documento mostra la carta intestata ed il timbro della banda di Vezzano, al tempo denominata "Italo Conci". È una dichiarazione con la quale il presidente del Gruppo Bandistico, Celestino Bressan, attesta di avere ricevuto dal Comune un elenco di mobili.
Essi erano per lo più stati usati dalla Pretura di Vezzano che fu soppressa ai sensi del R.D. 23 aprile 1931.
La Vicinia Donego è un'associazione secolare di cui facevano parte (e ne fanno parte tuttora i discendenti) le antiche famiglie di Vigo Cavedine (i cognomi: Bolognani, Comai, Cristofolini, Eccher, Galetti, Lever, Luchetta, Manara, Merlo, Turrina e Zambaldi). L'origine della Vicinia si perde nella notte dei tempi, tra storia e leggenda, ed è il frutto di un lascito documentato da alcune pergamene a partire dal 1332. Si narra che la contessa Cubitosa d'Arco (1236-1266), in fuga dal cugino Odorico che voleva appropriarsi dei suoi beni, fu aiutata da alcune famiglie di Vigo mentre si dirigeva a Trento. Come ringraziamento per l'aiuto ricevuto lasciò in eredità ai discendenti delle antiche famiglie, chiamati Vicini (abitanti autoctoni), un'ampia porzione di montagna in località Donego, in gran parte bosco oltre a prati e una malga da utilizzarsi come bene allodiale esclusivo per quelle famiglie. La Vicinia esercita questo diritto ereditario, nel rispetto delle vecchie regole, da ben 700 anni.
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Un numero della rivista Retrospettive è stato dedicato a questa tematica:
Malga Pian si trova a Vigo Cavedine ad un altitudine di 836 m. È circondata da un'ampia distesa prativa e da imponenti e secolari castagni, conifere e faggi. La malga, ristrutturata, serve ora come rustico d'abitazione ed è di proprietà della Vicinia Donego, dal monte e dalla selva omonimi, esempio antico di gestione collettiva del territorio.
Si trova a Lagolo, sul comune catastale di Lasino. Attualmente è una casa sociale gestita dal comune di Madruzzo.
La Casara della Malga di Lagolo fu costruita nel 1905 su iniziativa di Baldassare Pisoni, capocomune di Lasino, e Lodovico Pedrini, presidente dello storico Consorzio agrario di valle. La transumanza del bestiame avveniva all’inizio di giugno e terminava alla fine di settembre. Generalmente la mandria era formata da 50 - 60 capi, provenienti principalmente da Lasino, ma anche dalle Sarche, Pergolese, Calavino e Castel Madruzzo. Con il boom industriale degli anni '60 la malga cessò il suo servizio e nel 1967 divenne la casa forestale di Lasino. Il grande capannone che serviva da stalla per il ricovero delle bestie, poco distante, fu trasformato negli anni sessanta in una spaziosa e austera chiesa.
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Approfondimenti:
Chemotti Tiziana, La malga di Lagolo, pp. 198-199 IN:
È una Riserva Naturale Provinciale e Zona Speciale di Conservazione - Codice Rete Natura 2000: IT3120050.
Si trova sul Monte Bondone, sull'altopiano delle Viote, nel Comune di Trento e copre un'area di 24 ettari.
È una zona umida circondata da praterie, originatasi dall'intorbamento di un vasto lago al termine del periodo glaciale.
La torbiera rappresenta l'habitat ideale per la riproduzione di anfibi, quali rospi e rane di montagna, per la vita di un gran numero di invertebrati, fra i quali il coleottero acquatico (Agabus nebulosus) è stato rinvenuto solamente qui in Trentino, e di interessanti specie botaniche.
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Per approfondimenti visita:
Il contenuto di questo corposo fascicolo di 100 pagine è stato prodotto dai bambini delle classi quinte delle scuole primarie di Cavedine e Vezzano nell'anno scolastico 2007/08 per documentare l'attività del progetto “Dal baco al filo di seta”, svolto in stretta collaborazione con Maria Vittoria Zucchelli, referente scientifica del Museo Tridentino di Scienze Naturali, che lo ha promosso
Tutti il materiale qui raccolto era stato pubblicato dai bambini, in una sezione dedicata a questo progetto, sul sito www.icvalledeilaghi.it, poi dismesso.
Le pagine sono state copiate una sotto l’altra, così come loro le avevano impaginate sul sito, togliendo i fine pagina e la barra laterale coi menu. Sono stati riattivati tutti i collegamenti, che loro avevano fatto, tra pagine e tra parole, mentre sono stati tolti quelli a pagine esterne a questa sezione, a fotografie e video non posti in vista.
Alla fine sono stati aggiunti due articoli pubblicati sul diario di classe a commento dell’esperienza.
L'indennità di guerra o credito di guerra, è una compensazione monetaria destinata a coprire i danni o le perdite subite durante una guerra.
La prima immagine (fronte) riporta l'intestazione del certificato. Tale documento tradotto spiega:
"La tesoreria centrale dello Stato di Vienna paga l'importo al proprietario in base alla legge del 30 ottobre 1917. R. G. BI. N. 419, emesso il 1° agosto 1926, per l'importo di mille corone. L'amministrazione statale si riserva il diritto di rimborsare, in tutto o in parte, i buoni del Tesoro al loro valore nominale prima del 1° agosto 1926, con preavviso di tre mesi. La disdetta verrà annunciata nella "Wiener Zeitung" ufficiale. Questa cambiale del Tesoro dello Stato frutta un interesse del 5,5% annuo: gli interessi vengono pagati posticipatamente senza imposte, tasse o altre detrazioni. I titolari delle cedole appartenenti a questo certificato del Tesoro dello Stato presso Staatszentralkasse a Vienna si estinguono nei confronti del capitale entro tre anni dalla scadenza. La prima scadenza il 1 agosto 1918, la seconda il 1 agosto 1926.
Gli interessi dal 1 novembre 1917 al 31 gennaio 1918 vengono pagati mediante liquidazione.
Vienna, 1 novembre 1917.
Tale obbligazione viene iscritta nel libro mastro generale del debito pubblico."
Questo diario, scritto e illustrato da Anna Pedrotti nel suo ultimo anno di scuola e qui integralmente riprodotto, contiene interessanti spunti per conoscere la vita del tempo, così come la viveva una ragazza di 13-14 anni.
Accanto a ogni data si riporta un appunto sul contenuto:
3.11 - inizia la scuola, il manifesto scolastico settimanale rappresenta l'uva
4.11 - anniversario della vittoria
6.11 - il manifesto scolastico settimanale rappresenta l'olivo
8.11 - il maiale
11.11 - compleanno del re
12.11 - ieri san Martino patrono di Drena
15.11 - crollo di una casa a Brusino con la morte di Emilio Marcantoni
17.11 - funerali dell'avanguardista Emilio Marcantoni
20.11 - la mia camera da letto
23.11 - Aspiranti e Figlie di Maria
25.11 - diverse prediche di don Artidoro Moser
30.11 - compio 13 anni
3.12 - i vestiti per le sorelle
5.12 - si ricorda la cacciata degli austriaci da Genova
8.12 - festa dell'Immacolata Concezione
10.12 - La Madonna di Loreto
13.12 - Santa Lucia
16.12 - il re in visita alla Somalia, colonia italiana
20.12 - a passeggiol con le sorelle
23.12 - Vacanze di Natale dal 22.12 al 3.1
25.12 - Natale
28.12 - chiusa delle Sante Missioni
1.1 - sveglia dei bandisti alle 4 e 1/2!
20.1 - la befana per i tesserati: Balilla, Avamguardisti, Piccole Italiane, Giovaniù
25.1 - il giacinto
30.1 - riassunto
3.2 - San Biagio
6.2 - violette
11.2 - conciliazione Chiesa - Stato
13.2 - Inizio refezione scoalstica per poveri e bisognosi istituita da Benito Mussolini
16.2 - Incendio dell'Albergo Centrale
20.2 - piove
25.2 - la commedia "Seiano" dei dopolavoristi di Cavedine
1.3 - anniversario della morte di Armando Diaz
5.3 - ultimo giorno di carnevale
11.3 - riassunto
19.3 - San Giuseppe
23.3 - si commemora la fondazione dei fasci
25.3 - compleanno del papà
30.3 - è tornata la primavera
6.4 - gli stati d'Europa
9.4 - Prima Comunione ai bambini di 2^
12.4 - la mia stalla
15.4 - erbe mangerecce
19.4 - commemorazione della passione e morte di Gesù
Sono qui riprodotti i temi contenuti in due quaderni senza copertina, nome e data, dalla lettura dei quali si desume che sono stati scritti da Agnese Pedrotti, nel suo sesto anno di scuola, nell'anno scolastico 1946/47, nella scuola di Cavedine.
I quaderni, di 32 facciate A5, riportano incollata sulla prima pagina una figurina (pesce, tulipani) ed all'interno si alternano pagine di italiano, matematica e scienze.
I temi sono interessanti per conoscere la vita del tempo, così come la viveva una ragazzina di 12 anni.
Sul primo quaderno troviamo:
p. 2 - Il presepio [della chiesa di Cavedine]
p. 3 - La mia mamma
p. 5 - Come passo la sera
p. 7 - Come passo la domenica
p. 9 - La mia famiglia [8 figli; a seconda della stagione contadini/falegnami/muratore; costruzione cappella della grotta, caserma dei carabinieri, villa Bianca di Brusino, Bersaglio]
Sul secondo:
p. 2 - Come ho passato l'estate [scuola terminata ad aprile, bachicoltura, pascolo, riordino casa, compagnia al papà ammalato]
p. 5 - Cara Lucia [lettera alla cugina lontana, presumibilmente classe 1924 di Maria Rosa Pedrotti e Giuseppe Travaglia]
p. 6 - La festa della Madonna [voto del 1918, santuario del 1925, 11 febbraio piantate molte conifere]
p. 9 - La nostra casa
Non c'è nulla da stupirsi se in una casa ci sono delle discussioni perché "I anèi dela segósta i fa sempre rumor", in altre parole "'na nós en de 'n sac nó la fa gnent, do nós en de 'n sac le fa già rumor".
Due oggetti vicini, come gli anelli di una catena da focolare o le noci in un sacco, facilmente si toccano e fanno rumore. Allo stesso modo due persone che stanno insieme è normale che si sentano, non solo a chiacchierare, ma anche a discutere e magari alzare la voce.
Antonia spiega anche rapidamente come si usava il paiolo sul focolare.