Sono qui riuniti tutti i contenuti che sono stati prodotti nelle scuole, o con/per le scuole, o che riguardano le scuole.
Fanno eccezione le schede relative ad ogni scuola intesa come istituzione, alla quale sono collegati tutti i contenuti relativi a quella singola scuola; queste schede sono riunite nella collezione
La pagell
La valutazione è trimestrale, espressa con voti, a parte riporta l'esito degli scrutini finali che attestano che Adriana parisi ha frequentato la classe prima mista della scuola elementare di Ranzoed è stata promossa alla seconda classe.
La pagella è piegata a formare quattro pagine di 16 x 22 cm.
Le pagelle di questo periodo riportano la doppia intestazione dell'Opera Balilla e del Ministero dell'Educazione Nazionale.
La copertina è caratterizzata da simboli del regime. All'interno riporta anche la datazione basata sull'era fascista, "anno scolastico 1936/37 anno XV era fascista", il numero della tessera balilla della scolara e la valutazione rispetto a "Storia e cultura fascista".
La valutazione è trimestrale, espressa con i giudizi: sufficiente, buono e lodevole. A parte riporta l'esito degli esami finali che attestano che Costantina Rigotti ha frequentato la classe quinta mista della scuola elementare di Ranzo, "à adempiuto totalmente all'obbligo scolastico" e "ha completato gli studi del grado superiore"
La pagella è piegata a formare quattro pagine di 17,5 x 24,5 cm.
Certificato di Studio che documenta la presenza di un "Corso di Educazione Popolare" organizzato da A.C.L.I. Centro Provinciale per l'Istruzione Professionale - Trento a Ranzo tra il 15 febbraio ed il 12 marzo 1952.
Questo certificato di studio è stato rilasciato a Costantina Rigotti, nata nel 1923.
Questi corsi erano gratuiti, facoltativi, serali, organizzati per gli adulti presso le scuole elementari, qualora ci fosse stato l'interesse della popolazione e la disponibilità di un/una insegnante.
La direttrice del corso era la maestra Rita Facci.
Il certificato misura 25 x 34,5 cm.
Certificato di Studio che documenta la presenza di un "1. Corso di Economia Domestica" organizzato dall'Opera Nazionale di Assistenza all'Italia Redenta a Ranzo tra il 18 gennaio ed il 12 aprile 1940 anno XVIII dell'era fascista.
Questo certificato di studio è stato rilasciato a Costantina Rigotti, nata nel 1923. Questi corsi erano facoltativi, rivolti agli adulti interessati e organizzati laddove c'era l'interesse della popolazione e la disponibilità di un/una insegnante, che in questo caso era la maestra Giuseppina Rizzi.
Il certificato è piegato a formare quattro pagine di 17,5 x 24,5 cm.
Quaderno di "Conteggio", realizzato in classe 5^, alternando a pagine con problemi matematici altre con dettati radiofonici.
I bambini dovevano seguire la trasmissione radiofonica in classe e realizzare dei disegni su foglio quadrettato seguendo indicazioni di orientamento spaziale.
Dopo 7 pagine vuote, l'ultima riporta l'indirizzo del padre che lavorava a Codroipo - Friuli, "Presso Paron Mario".
Il quaderno è formato 15x20 cm e sull'ultima di copertina riporta la tavola pitagorica.
Quaderno di "Bella scrittura", realizzato in classe 5^, scritto a pagine alterne con testi inneggianti lo spirito fascista a dimostrazione della funzione politicamente formativa che la scuola doveva seguire. Le ultime 7 pagine sono vuote.
Il quaderno è formato 15x20 cm e sull'ultima di copertina riporta proverbi educativi.
Il gruppo amatoriale "Frammenti e strasicói", il 22 maggio 2026, ha riproposto al teatro di Padergnone, a conclusione della serata "Si imparava così", il suo sketch storico umoristico "Tutti in classe... spiazaròi".
I ricordi degli anziani di Fraveggio, raccolti dal GS Fraveggio nella pubblicazione "Frammenti - aneddoti che raccontano un teritorio", sono stati qui sapientemente riproposti giocando sugli equivoci creati tra la maestra che parla italiano e le bambine che parlano dialetto: ilarità garantita.
Il copione allegato è da intendersi come traccia, poiché ad ogni esibizione le artiste improvvisano delle variazioni.
La registrazione video è stata estemporanea.
Scheda provvisoria atta a raggruppare tutti i contenuti presenti in archivio che riguardano questa scuola, raggiungibili aprendo le risorse correlate in fondo a questa scheda
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Nel 1774 l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria introdusse l’obbligo scolastico dai 6 ai 12 anni ma il Principato Vescovile di Trento non adottò subito questa norma poiché troppo onerosa. Non sappiamo quando fu attivata la scuola di Padergnone, ma nella descrizione del distretto di Vezzano del 1834, Carlo Clementi confermò la presenza di "un maestro di scuola" anche qui.
Municipio, canonica e scuola di Padergnone si trovavano inizialmente all'incrocio fra via XII maggio e via San Valentino.
Nel 1853 si ha la prima documentazione della presenza di una maestra laica, Amabile Benigni, che si occupava dell'educazione delle fanciulle mentre i maschi continuavano a frequentare la scuola col curato maestro dirigente, don Giorgio Zeni.
Le leggi austrungariche del 1868/69 innalzarono poi l'obbligo scolastico a 14 anni.
Nel 1908 l’Amministrazione comunale entrò in possesso delle porzioni settentrionali dello storico edificio, ove furono collocate le scuole e gli uffici comunali, mentre la parte meridionale, in possesso del Beneficio Curaziale, era adibita a sede del Curato.
Verrso la metà del 1900 fu costruito poco distante un edificio ad uso esclusivo della scuola, dove vennero inseriti anche gli alunni di Santa Massenza a partire dal 1969, ma non quelli di Sarche come previsto inizialmente.
Nel 1996/97, col calo demografico e la presenza delle pluriclassi, per volontà dei genitori la scuola venne chiusa. A Vezzano le classi erano già numerose per cui i bambini vennero aggregati alla scuola di Sarche con servizio di scuolabus.
Negli ultimi anni sempre più famiglie preferiscono portare in autonomia i loro figli a Calavino, Vezzano, Trento.
Il primo edificio è ora casa privata, il secondo è sede di servizi del cumune e della comunità (teatro, biblioteca, uffici pubblici, ufficio postale, sede di associazioni...), l'ultimo ha ospitato la famiglia cooperativa fino al 2025, il circolo anziani, per qualche anno un asilo nido, ed ora se ne sta studiando un nuovo utilizzo.
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Approfondimenti:
Ad oggi la Suola Primaria di Pietramurata si trova nel Comune di Dro, Comunità dell'Alto Garda, e fa da ponte con la Comunità della Valle dei Laghi, poiché la frequentano anche gli alunni provenienti dalla frazione Lago di Cavedine e Pergolese di Lasino; è inoltre parte dell'Istituto Comprensivo Valle dei Laghi-Dro.
La scuola di Pietramurata ha preso il nome "Primaria" nel 2003 con la "riforma Moratti", come aveva preso il nome "Elementare" con la riforma Gentile del 1923.
Verso l'inizio degli anni '50 sono stati accorpati a questa scuola anche gli alunni proveniente dalle scuole dei Monti e dei Masi di Cavedine.
Nel 1969/70, la Provincia l'aveva trasformata in "Centro Scolastico", aggregando ai 101 alunni che la frequentavano i 24 alunni di Pergolese.
Prima si chiamava Scuola Popolare.
Ultima pagella italiana di Marisa Pizzedaz che ha frequentato la classe seconda della scuola elementare di Pietramurata prima di emigrare in Argentina, dove l'ha conservata con cura.
Misura 21,5x15,5 cm ed ha 4 facciate.
Gli alunni della scuola di Pietramurata posano con don Leone e la maestra Biscaglia.
Sul retro è in formato cartolina e riporta "Ferrania".
misura 8x13 cm ed ha un bordo bianco.
Con ironia, Marisa Pizzedaz, 7 anni, scrive al suo papà, Quintino Pizzedaz, emigrato in Argentina, inviandogli una sua fotografia fatta alla scuola di Pietramurata dove lei viveva.
La stampa misura 14,5 x10 cm.
Scolaresca in posa con la bandiera sabauda e la maestra L. Bolognani.
La bambina indicata con la freccia era Chistè Maria e frequentava la classe seconda.
In Archivio abbiamo anche il suo
Questo "Libretto Personale di Frequentazione e Profitto" testimonia il percorso scolastico di Chistè Maria nata il 20 settembre 1914 a Sarche - Lasino dove ha frequentato la scuola per 8 anni dal 1920 al 1928.
Molte sono le informazioni che si possono ricavare dalla lettura di questo documento e che lasciamo a chi lo vuole consultare; qui aggiungiamo ciò che ci è stato trasmesso dalla famiglia.
Il documento è stato conservato con molta cura da Maria e dai suoi figli, ha attraversato l'oceano per seguirla in Argentina nel 1950 ed è tornato provvisoriamente in Italia nel 2026 per poterlo mostrare ai bambini che partecipano al progetto di Ecomuseo "Oltre confini e generazioni", e per entrare nella memoria collettiva attraverso questo Archivio.
Anche se è un documento ufficiale, Maria è indicata come "Mariotta", nome col quale veniva chiamata per distinguerla dalle suo omonime, Maria l'una, Marietta l'altra.
Sarche - Lasino, dove lei risulta essere nata ed aver frequentato la scuola, è oggi Pergolese.
Il libretto ha un formato 18,5x12,5 cm ed ha una copertina in cartoncino rigido grigio.
Negli anni 1920-28 si chiamava "Scuola Popolare Sarche Lasino".
Nel 1928 i comuni di Calavino e Lasino sono stati fusi formando il comune di Madruzzo e così ha assunto il nome "Scuola Elementare Masi di Madruzzo".
L'edifico, inizialmente ad un solo piano, nel 1946/47 è stato sopraelevato; durante il periodo dei lavori la scuola è stata trasferita in piazza In una struttura che non esiste più.
Nel 1953, quando Lasino e Calavino si sono di nuovo separati, ha preso il nome "di Scuola Elementare Lasino-Masi".
l nome Pergolese è un neotoponimo apparso ufficialmente per la prima volta il 23 agosto 1968 con Decreto provinciale n° 1568 R/B e deriva dalle rinomate pergole che adornano le vie di accesso alle abitazioni dei Masi.
Nel 1969, con la riforma provinciale che ha previsto la chiusura delle scuole uniche pluriclassi e la loro aggregazione in Centri Scolastici, i 24 alunni che la frequentavano sono stati trasferiti alla scuola di Pietramurata.