Montagna

Collezione

Contenuti

Ricerca avanzata
  • canàgola

    Accessorio che passava sotto il collo del bue e si fissava al giogo. Poteva essere in legno, ferro o fune.
  • véta

    Supporto in legno, ferro o fune utilizzato per fissare il giogo dei buoi al "timón", la stanga centrale collegata al carro o all'aratro.
  • Giöf

    Questo "giöf" era colorato di azzurro; il colore è stato consumato là dove appoggiava sul collo dei buoi e nella parte centrale dove era fissata la "véta" . Attaccati al "giöf" sono rimasti i passanti in ferro per le "cornére" e una "tavèla" in ferro che passava sotto il collo del bue.
  • Quande 'l Cornét el g'ha 'l capèl, o che 'l pióve o che 'l fa bèl

    Simpatico proverbio sull'incertezza del meteo riferito alla cima Cornetto del monte Bondone, ben visibile da Stravino
  • Tipica baita in Gazza

    Valeria, Anna, Noemi e Tea pronte per il pranzo davanti alla baita sul monte Gazza. Una coperta per terra, un tovagliolo con la polenta, la pentola col cibo caldo, piatti, forchette, bicchieri e la tavola era imbandita. In questa foto si vede bene la struttura esterna della tipica baita sul Gazza: realizzata in sassi, con tre facciate interrate e quella davanti con la porta in legno sprovvista di serratura; il tetto ad uno spiovente in lamiera zincata. La catasta della legna era indispensabile per cucinare nel focolare aperto.
  • Discesa con la slitta

    Il piccolo Gianni, statunitense era andato a Lon per conoscere la famiglia della madre. Lì ha iniziato a soffrire di mal di denti, quindi è stato portato a farsi curare a Margone da don Plotegher. Qui lo vediamo con mamma Angelina e zia Olga che rientra sulla slitta dal sentiero dello Scal, al tempo l'unica strada di collegamento del paese col fondovalle.
  • Motocoltivatore "bus"

    In occasione della benedizione della "Madonnina" posta nel capitello al bivio tra le strade selciate di Covelo e Ciago, un nutrito gruppo di persone raggiunge il luogo a bordo di un motocoltivatore che svolge per l'occasione la funzione di bus. Il frate, che sostituisce il parroco del paese don Silvio Vogt, anziano ed indisposto a salire lassù, sale a piedi come altre persone.
  • Ragazza sul "bròz"

    Il "bròz" era un carro a due ruote utilizzato per il trasporto di fieno e legna dalla montagna a valle. Si vedono: la stanga per l'attacco del bue, le due ruote con la struttura alla quale si attaccavano i "palanchi" sui quali si sistemava il prodotto da trasportare e che, appoggiando a terra frenavano lungo la discesa. Il Gazza al tempo era caratterizzato dalla prateria.
  • Rifugio Gazza

    Un folto gruppo di persone festeggia la fine dei lavori di ristrutturazione del "Rifugio Gazza", un tempo malga di Ciago.
  • Gruppo di uomini a Malga Campo

    La fotografie ritrae un gruppo di persone presso Malga Campo di Drena, durante la raccolta del latte e la realizzazione di prodotti caseari. Si può osservare l'abbigliamento degli uomini, i quali usavano indossare pantaloni con bretelle, camicia con gilet e cappello.
  • Prateria sulla Valle di San Giovanni

    La valle di San Giovanni (in primo piano sulla foto) come il resto della cima del monte Gazza, era al tempo tutta prateria.
  • Baita in Gazza

    Tipica baita in Gazza, costruita sul pendio con i sassi, per lo più interrata, senza finestre e con tetto ad uno spiovente.
  • Sul selciato presso Presalter

    Il motocoltivatore era mezzo comune del tempo per raggiungere il Monte Gazza, zona di pascolo per gli abitanti del Pedegaza. Qualcuno era a bordo, altri gli camminavano attaccandosi a volte per aiutarsi nella salita; questo mezzo era infatti abbastanza lento da poter essere seguito a piedi. Da notare come al tempo la strada, "novicter factam" nel 1447, fosse ancora completamente selciata. Il toponimo "Presalter" ci riporta alla figura del "saltaro", presente nelle antiche carte di Regola, che aveva il compito di sovrintendere al controllo di una determinata zona. La testimonianza dei più anziani ci riporta che il prato sulle coste del Gazza a "Presalter" era di proprietà pubblica e veniva affidato di anno in anno a persone diverse, evidentemente in cambio di questo servizio per la comunità.
  • Malga Roncher prima della ristrutturazione

    L'occasione dello scatto è il pranzo della Festa dei Cacciatori. La data è stampata sul retro, quindi è quella dello sviluppo della fotografia.
  • Famiglia in gita sul Bondone

    La famiglia è ritratta sul ciglio della strada durante una gita domenicale in montagna.
  • Bambino sul Bondone

    Fotografia scattata in occasione di una gita domenicale in montagna. La data è stampata sul retro, quindi presumibilemnte è quella dello sviluppo della fotografia.
  • La Banda Sociale di Cavedine alla prima festa alpina sul Monte Gaggio

    Negli anni '60, fino al 1971, l'uniforme era costituita solo dal berretto.
  • Il paese di Terlago

    Veduta del paese di Terlago con il suo castello, sullo sfondo il Monte Bondone con gli abitati di Vigolo, Baselga e Sopramonte.
  • Cartolina acquerellata di Cavedine

    In primo piano il paese di Cavedine in alto è possibile notare la Chiesa di Santa Maria Assunta che domina il paese di Cavedine, sullo sfondo il Monte Gazza.
  • Il paese di Cavedine

    In primo piano il paese con la chiesa di Santa Maria Assunta, a destra il paese di Stravino, sullo sfondo il monte Gazza.
  • Veduta del paese di Brusino

    In primo piano il paese di Brusino, sullo sfondo il paese di Vigo Cavedine.
  • Lago di Terlago e Cima Paganella

    In primo piano il lago di Terlago, a destra una barca usata per le gite sul lago, a sinistra la spiaggia attrezzata con cabine. Sullo sfondo la Cima Paganella. Sul retro della cartolina il timbro postale reca la data 1940.
  • Veduta da est del paese di Vezzano cartolina

    Si nota un modesto agglomerato di case e una zona molto vasta di campagna; sullo sfondo in alto il paese di Ciago, ai piedi del Monte Gazza, più a nord, la Paganella. Il timbro postale riporta la data 1909.
  • Rifugio C. Battisti sulla Paganella

    Rifugio C. Battisti sulla Paganella (m. 2108) con le Dolomiti di Brenta. Fu costruito dalla SAT nei primi anni del 1900, ed ora è in stato d'abbandono.