Corsi d'acqua

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  • Fontana per bere in loc. Pozze

    I bambini andavano a prendere l'acqua con la brentöla o il cracidèl.
  • Ruscello in loc. Pozze

    Un tempo qui scorreva un piccolo corso d'acqua a cui le bestie della fam. Pedrotti si abbeveravano al pascolo
  • Fontana dove si abbeveravano le bestie della fam. Pedrotti in loc. Pozze

    Il qui ritratto Giulio Pedrotti ci racconta che un tempo la fontana non era così infestata dalla vegetazione perchè assieme a suo fratello ogni sabato pulivano l'alveo del piccolo ruscello che scorreva con cucchiai e cazzuole. Anche la boscaglia non era così fitta perchè la legna veniva tagliata per ardere.
  • Alluvione a Vezzano

    L’alluvione aveva allagato le cantine di via Roma e si camminava su assi sopra l’acqua per entrare in casa nelle androne. Nonostante la scarsa qualità della foto, in assenza di immagini migliori, ci sembra giusto ricordare come nei periodi particolarmente piovosi nella parte sud di Vezzano l’acqua saliva dal sottosuolo e allagava le cantine. Il primo che vedeva innalzarsi l’acqua nella propria cantina avvisava i vicini che così talvolta facevano in tempo a portare all’asciutto le cose che lì conservavano comprese le botti sia vuote sia piene. Che angoscia vedere l’acqua alzarsi dentro casa, lenta ma inarrestabile, e non poter far nulla per fermarla; se tutto era andato bene la cantina era ormai vuota, solo i “giasii” (strutture in legno sulle quali poggiavano le botti) galleggiavano tristemente.
  • Aqua passada nó la masna pu

    Ovvero, ciò che è passato è passato. Si fa riferimento al mulino ad acqua, a cui Ecomuseo ha dedicato una ricerca:
  • Al "Canevin"

    Dentro l'avvolto chiamato "Canevin" c'è la sorgente della roggia che attraversa Fraveggio e sfocia nel Lago di Santa Massenza. Fino alla realizzazione dell'acquedotto, nel 1954, era lì che la gente di Lon andava a prendere l'acqua. Qui vediamo Noemi col secchio di rame (cracidèl) adatto allo scopo. La foto è stata scattata da sua sorella Angelina, emigrata negli Stati Uniti, che era tornata nel paese natio per presentare il figlioletto Gianni, in foto, alla sua famiglia.
  • SARCHE - TRENTINO con lago di Toblino

    Il titolo corrisponde a quello posto sul retro della cartolina - VERA FOTOGRAFIA R. V.. La cartolina non è stata scritta, la data è presunta dalla presenza dell'edificio attuale Hotel Ideal (1919?) e dal formato della cartolina 13,6x8,8 cm (nel 1931 vengono autorizzate quelle da 10x15 cm). In primo piano il rione del "Ghèto" (dove un tempo c'era il traghetto per l'attraversamento del fiume), il fiume Sarca col ponte; poi gli storici "casoni" "Nòf" (distrutto nel 1974), "Ros", "del Convent", "Gris" e pochi altri edifici; più lontano il Lago di Toblino con "la Toresèla", il castello ed il mulino, sullo sfondo Padergnone e Calavino.
  • La Sarca presa dal ponte alle Sarche

    In primo piano il greto e il fiume Sarca, sullo sfondo l'inizio della gola del Limarò. La gola del Limarò è una forra naturale che le acque del fiume Sarca hanno formato. A sinistra dell'immagine ci sono due case, una in particolare ha la tipica architettura di casa contadina: sono evidenti infatti le grate di legno per appendere le pannocchie di granoturco ad essiccare. A metà montagna, scavata nella roccia, si nota una strada.
  • La ruota idraulica Manzoni

    La ruota idraulica in ferro della fucina per la lavorazione del rame dei Manzoni, posta sulla Roggia Grande a Vezzano, è l'ultima ancora rimasta al suo posto in Valle dei Laghi.
  • Centrale idroelettrica di Santa Massenza

    La centrale di Santa Massenza, l'impianto più potente del Trentino, sorge sulla sponda settentrionale dell'omonimo lago. Entrata in funzione nel 1952, è parte di un sistema articolato che, attraverso una vasta rete di gallerie, condotte forzate e opere idrauliche, porta l’acqua dalle cime dell’Adamello al Lago di Garda. La spettacolare sala turbine, con un volume di oltre 150.000 metri cubi, è interamente scavata nella roccia a 600 metri di profondità. Per visitarla consultare il sito di
  • Disegno incanalazione roggia sotto mulino Cappelletti

    Nello schizzo di massima del geometra Cesare de Valentini si può vedere come la roggia, qui denominata "Walachel", sia stata poi incanalata passando all'interno della nuova porzione di edificio del mulino Cappelletti.