La fotografia è sicuramente antecedente al 1930, anno in cui il pittore Matteo Tevini affrescò sul soffitto della navata i segni delle Virtù: Prudenza, Speranza, Pace, Fortuna, Giustizia e Intemperanza.
Sono presenti gli elementi che caratterizzavano le chiese prima del concilio vaticano secondo (1962-65): il pulpito destinato alla predicazione, le balaustre che delimitavano il presbiterio, l'altare verso il quale il parroco celebrava la messa dando la schiena ai fedeli. È esposta una statua non individuabile (Madonna Immacolata 15 agosto, o San Rocco 13 giugno, o al tempo c'era una statua della Maddalena 22 luglio? Queste le feste celebrate a Margone), sull'altare maggiore ci sono 12 lunghe candele, due lucernari e due croceffisi sono pronti per una processione. Il presbiterio era tutto decorato e dietro l'altare maggiore lo spazio per il coro era chiuso da una tenda.
La datazione è desunta dal confronto con altre con identificativo simile.
La stampa formato 10x14,5 cm presenta sul retro il titolo scritto a mano ed il timbro riportante "Foto Cine 9358".
È inquadrata la facciata principale della chiesa di Santa Maria Maddalena. Possiamo osservare che al tempo Via Don Eugenio Plotegher era strada bianca, mentre Via 12 Aprile 1887 era selciata; la rete di distribuzione dell'energia in paese era aerea.
La datazione è desunta dal confronto con altre con identificativo simile.
La stampa formato 10x14,5 cm presenta sul retro il titolo scritto a mano ed il timbro riportante "Foto Cine 9357".
Scorcio dell'antica chiesa curaziale padergnonese dei santi Filippo e Giacomo con davanti il Monumento ai Caduti nella sua posizione originaria. Sulla prima casa sulla destra un'insegna pubblicizza l'albergo ristorante che si trovava 100 metri dopo.
Oltre il paese si vede il traliccio dell'alta tensione e più lontano il Monte Gazza.
L'antico portico prima del monumento e il traliccio di legno per la corrente elettrica sull'altura dei Crozzòi, presenti su una foto più antica e qui scomparsi, ci permettono di ipotizzare la data dello scatto.
Sembra una cartolina ma sul retro non riporta le classiche divisioni e testi di una cartolina e non riporta alcuna informazione sull'autore dello scatto.
La cartolina mostra una parte degli affreschi del sec. XIII "Ultima Cena" scoperti nella chiesa di San Biagio a Vigo Cavedine.
La cartolina è stata realizzata da ediz. f.lli Orempuller di Trento.
Queste illustrazioni, realizzate quasi certamente da monsignor Manara, raffigurano in scala 1:100 i vari ampliamenti che ha subito la chiesa di San Biagio di Vigo Cavedine nel corso dei secoli.
Come dalle illustrazioni presenti le origini della chiesa risalgono al XIII secolo e fu realizzata in stile romanico.
L'antico cimitero sorgeva lungo il lato nord della struttura, mentre sul lato sud erano presenti alcune piccole finestre per raccogliere la luce del sole.
Nell'illustrazione successiva si passa al XVI secolo dove la struttura viene allungata verso est con l'aggiunta del presbiterio in stile gotico e la modifica del portale.
Qui l'autore cita anche la presenza di un quadro importante sull'altare. La finestra del XIII secolo che in precedenza si trovata ad est, sopra il vecchio altare, ora si trova sul lato sud.
Nell'illustrazione che raffigura la chiesa nel 1605 possiamo notare un'importante sviluppo del campanile la cui porta di accesso metteva sul presbiterio.
L'ampliamento successivo è possibile notarlo nelle illustrazioni che riportano la data del 1768. Viene innalzata tutta la struttura e seguendo le descrizione dell'autore per tale ragione l'orologio del campanile viene nascosto.
Viene sostituito il portale spostato il precedente sul lato nord. Il cimitero a nord rimarrà fino all'anno 1856 quando fu spostato verso sud. Il cancello del nuovo cimitero ottocentesco fu trasportato nel 1908 sul lato ovest.
Nell'illustrazione del 1768 che mostra il lato sud della chiesa, possiamo osservare l'aggiunta del corridoio che porta al pulputo del 1826 e l'aggiunta della sagrestia nel 1887.
Nell'illustrazione che mostra gli interni si notano elementi architettonici nuovi in stile barocco. Come dalla nota presente sul lato destro questa illustrazione è molto fedele, dato che l'autore del disegno frequentò di persona la chiesa.
Si notano la presenza di due tombe, i quadri della Via Crucis lungo l'unica navata, il pulpito laterale, l'altare maggiore e le nuove finestre poste molto alte. Fu realizzato anche il nuovo affresco nell'arco trionfale e sopra il presbiterio.
Infine, nell'ultima illustrazione, è possibile osservare la struttura odierna della chiesa di San Biagio, dopo l'ultimo ampliamento avvenuto nel 1905. Seguendo le descrizioni dell'autore scopriamo che viene modificato definitivamente il campanile antico nel 1913. La chiesa fu allungata e furono aggiunte le navate laterali. Il vano della chiesa fu abbassato di tre scalini e la porta cinquecentesca fu spostata definitivamente a sud, verso il cimitero.
Si tratta di scansioni di vecchie fotocopie delle illustrazioni originali.
Questa illustrazione, realizzata presumibilmente da monsignor Manara, raffigura in scala 1:10 come apparivano le nuove finestre principali della chiesa di San Biagio dopo l'ampliamento avvenuto nel 1768.
Si tratta di una scansione di una vecchia fotocopia dell'illustrazione originale.
L'illustrazione, realizzata da monsignor Manara, mostra l'interno della chiesa di San Biagio nell'anno 1768.
Nella nota in alto a sinistra si legge: "Nel 1887 fu fatta la porta della sagrestia e chiusa quella per il campanile".
Nella nota in basso a sinistra si legge: "Scala 1:100 ai gradini del presbiterio".
Nella nota in alto a destra si legge: "Vigo-Cavedine chiesa barocca anno 1768".
La nota più sotto invece è più recente e fu realizzata forse a seguito delle fotocopie delle illustrazioni originali. Si legge: "di questo interno non c'è fotografia; ma un disegno sicuramente fedelissimo di mons. Manara, che ha frequentato questa chiesa da ragazzo e studente."
Questa illustrazione, realizzata da mano ignota, raffigura l'altare maggiore della chiesa di San Biagio di Vigo Cavedine in scala 1:20.
Grazie alle note presenti possiamo presupporre che la sua collocazione precedente fosse presso la vecchia chiesa dei cappuccini di San Martino di Arco.
Si tratta di una scansione di una vecchia fotocopia dell'illustrazione originale.
In questa foto possiamo vedere l'interno della chiesa di Covelo prima del Concilio Vaticano secondo, celebrato fra il 1962 e il 1965; in particolare notiamo l'assenza dell'altare rivolto ai fedeli.
La foto alla chiesa da questa angolazione inquadra in primo piano la nuova scuola, inaugurata il 27 aprile 1959 e, sotto la chiesa, la vecchia scuola di inizio '900.
È stata utilizzata poi come parte di un'altra cartolina.
La fotografia ritrae una famiglia Dallapè di Stravino davanti al sagrato della chiesa. Gli autori dello scatto potrebbero essere stati i fratelli Dallapè Giulio e Celeste.
Video realizzato da alcuni volontari di Vigo Cavedine in occasione del Natale 2022.
Il video è un omaggio a Giorgio Galetti, un benefattore di Chicago che nel 1930 ha donato la scultura lignea delle Anime del Purgatorio (posto sotto l'altare della chiesetta del Santuario di Cavedine).
Nel 1962 ha contribuito all'acquisto dell'organo della chiesa di S. Biagio di Vigo Cavedine.
Graziano Eccher parla dei suoi ricordi durante le celebrazioni religiose in chiesa a Vigo Cavedine, durante gli anni '50 del 1900.
Questo contenuto deriva da una video intervista realizzata nel 2019.
La fotografia ritrae la piccola cappella dedicata a Maria Bambina che fu realizzata nel 1921 all'interno dell'Ospitale-Ricovero di Cavedine.
Il 28 agosto 1926 venne benedetta la piccola statua della Madonna, rappresentante Maria Bambina.
Nel documento, scritto da Francesco Manara nel 1919, viene descritta una località abitata oggi scomparsa che sorgeva presso S.Udalrico: "la Torre". Tale località fu distrutta secoli fa dalle alluvioni del vicino torrente e ne rimase solo la chiesa-cappella di S.Udalrico come testimonianza.
La Torre era perciò un abitato allora esistente assieme a Vigo, Valli (attualmente Masi di Vigo), Coste e Luch.
A seguito delle alluvioni questo abitato fu abbandonato mentre nell'attuale centro storico di Vigo crescevano gli abitanti e la cappella di S.Biagio divenne una chiesa.
Seguono poi altre argomentazioni che dimostrano come la chiesa di S. Udalrico appartenga esclusivamente a Vigo.
Nel 1569 si cominciò la fabbrica della Chiesa “come cosa necessaria a ogni fedel christiano et dela fede orthodossa”; essa ottenne il battistero nel 1760 e venne ampliata nel 1870.
L'interno ha una navata e due altari laterali, l'uno dedicato alla Madonna Immacolata e l'altro a San Rocco.
In cima alla navata, nel timpano dell'arco di volta, un affresco novecentesco riproduce l'Annunciazione.
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Bibliografia per approfondire:
- Briciole di storia locale - IN: Vezzano sette. - Trento. - A. 5, n. 2 (giu. 1991); p. 15
- Restauro chiese Ranzo e Margone / R.L. - IN: Vezzano Sette. - Vezzano (TN). - A. 7, n. 1 (mar. 1993); p. 11
- Margone e la sua storia, Grazioli, Diomira; Margoni, Rosetta, IN: Vezzano notizie dai sette paesi, Vezzano (TN), a. 13, n. 3, ago. 1999, pp 16-21 ill
- La chiesa di Santa Maria Maddalena, Mussi Danilo; Franceschini, Roberto, IN: I segni del sacro in Valle dei Laghi, pp. 156-157
La Chiesa della Natività di Maria a Pergolese (al tempo "masi di Lasino") fu edificata tra il 1905 e il 1912 su un terreno donato da Andrea Poli di Riva.
Fu benedetta l'8 settembre 1912 e vi venne collocata la statua dell'Immacolata realizzata da Giuseppe Moroder, donata dal curato di Lasino don Domizio Frapporti e portata in processione dalla chiesa di Lasino a quella di Pergolese.
La chiesa dette ben presto cenni di cedimento e fu restaurata.
Nel 1940 il pittore Livio Benetti decorò gratuitamente la calotta absidale con un affresco raffigurante Gesù coi dodici apostoli (che verrà poi ricoperto da una imbiancatura e successivamente recuperato).
Nel 1943 Pergolese divenne curazia e don Vittorio Pisoni fu il primo curato. Nel 1945 entrò in funzione il cimitero cosicché le salme non dovevano più essere trasportate a Lasino o Pietramurata.
Nel 1947 furono costruiti i due campanili a vela dotati di campane.
La curazia venne poi elevata a parrocchia nel 1963.
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Bibliografia:
- La Chiesa della Natività di Maria - di Danilo Mussi e Arrigo Pisoni - pag. 469-471 in
Con questo video Ecomuseo, con la collaborazione della Banda Sociale di Cavedine e del Coro Valle dei Laghi, ci guida alla riscoperta dei segni del sacro in Valle dei Laghi. Viene proposto un percorso ad otto in ogni comune con la tematica della pace per Vallelaghi, dei nobili Madruzzo per Madruzzo, delle rogazioni per Cavedine.
È uno dei sei video del progetto "Ciak si gira in Valle dei Laghi" finanziato dal Primo bando CARITRO per il volontariato culturale 2021 e dalla Comunità di Valle ed integra le proposte di Ecomuseo della serie:
Don Silvio Benedetti, sacerdote originario del paese di Cavedine, spiega le usanze e il significato spirituale delle Campane partendo dalla tradizione campanaria della Valle di Cavedine (quando suonano le campane? per quale motivo? quali sono le tradizioni mantenute e quali quelle perse?)