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  • Chiesa di Santa Maria Maddalena

    Nel 1569 si cominciò la fabbrica della Chiesa “come cosa necessaria a ogni fedel christiano et dela fede orthodossa”; essa ottenne il battistero nel 1760 e venne ampliata nel 1870. L'interno ha una navata e due altari laterali, l'uno dedicato alla Madonna Immacolata e l'altro a San Rocco. Sul presbiterio c'è una tela raffigurante Santa Maria Maddalena penitente firmata da Vigilio Tabarelli e datata 1870. In cima alla navata, nel timpano dell'arco di volta, un affresco novecentesco riproduce l'Annunciazione. --- Bibliografia: - La chiesa di Santa Maria Maddalena - di Danilo Mussi e Roberto Franceschini - pag. 156-157 in
  • Chiesa della Natività di Maria

    La Chiesa della Natività di Maria a Pergolese (al tempo "masi di Lasino") fu edificata tra il 1905 e il 1912 su un terreno donato da Andrea Poli di Riva. Fu benedetta l'8 settembre 1912 e vi venne collocata la statua dell'Immacolata realizzata da Giuseppe Moroder, donata dal curato di Lasino don Domizio Frapporti e portata in processione dalla chiesa di Lasino a quella di Pergolese. La chiesa dette ben presto cenni di cedimento e fu restaurata. Nel 1940 il pittore Livio Benetti decorò gratuitamente la calotta absidale con un affresco raffigurante Gesù coi dodici apostoli (che verrà poi ricoperto da una imbiancatura e successivamente recuperato). Nel 1943 Pergolese divenne curazia e don Vittorio Pisoni fu il primo curato. Nel 1945 entrò in funzione il cimitero cosicché le salme non dovevano più essere trasportate a Lasino o Pietramurata. Nel 1947 furono costruiti i due campanili a vela dotati di campane. La curazia venne poi elevata a parrocchia nel 1963. --- Bibliografia: - La Chiesa della Natività di Maria - di Danilo Mussi e Arrigo Pisoni - pag. 469-471 in
  • Viaggio tra fede, storia e tradizioni

    Con questo video Ecomuseo, con la collaborazione della Banda Sociale di Cavedine e del Coro Valle dei Laghi, ci guida alla riscoperta dei segni del sacro in Valle dei Laghi. Viene proposto un percorso ad otto in ogni comune con la tematica della pace per Vallelaghi, dei nobili Madruzzo per Madruzzo, delle rogazioni per Cavedine. È uno dei sei video del progetto "Ciak si gira in Valle dei Laghi" finanziato dal Primo bando CARITRO per il volontariato culturale 2021 e dalla Comunità di Valle ed integra le proposte di Ecomuseo della serie:
  • TRA STORIE E RACCONTI "Le campane nella Valle di Cavedine"

    Don Silvio Benedetti, sacerdote originario del paese di Cavedine, spiega le usanze e il significato spirituale delle Campane partendo dalla tradizione campanaria della Valle di Cavedine (quando suonano le campane? per quale motivo? quali sono le tradizioni mantenute e quali quelle perse?)
  • Storia delle Campane della Chiesa Parrocchiale di S. Biagio a Vigo Cavedine

    Video che racconta la storia delle campane di Vigo Cavedine a partire dal 1605 fino al 2017.
  • Terlago - La tavola del Consiglio

    Maggiori informazioni sulla BDT
  • Percorso nel sacro Cavedine - Stravino - Brusino - Vigo

    Nella zona di Cavedine, da sempre rurale, legata alla tradizione contadina, abbiamo previsto un percorso che ricordi l'antica tradizione delle rogazioni. Le ROGAZIONI erano processioni, ora scomparse, che (accompagnate da speciali litanie) avevano lo scopo di propiziare l'esito del raccolto e di proteggere gli abitanti dalle folgori, dalla tempesta, da malattie, fame e guerra. (Fino agli anni '50 del secolo scorso la pratica secolare della benedizione delle campagne era cosa consolidata). Il punto di partenza di queste processioni era la chiesa parrocchiale e ogni giorno veniva seguito un percorso differente, che giungeva fino ad un punto prestabilito, un luogo significativo del territorio della parrocchia: una cappella, un'edicola votiva o una croce in mezzo ai campi. Il percorso si snodava per diversi chilometri ed era studiato in modo che tutto il territorio della parrocchia potesse essere raggiunto e protetto. Proponiamo qui un percorso ad otto che passi per le 4 chiese parrocchiali e per molti punti sacri. Esso potrà essere spezzato in due parti ed i due anelli, di circa 6 chilometri ciascuno, seguiti indipendentemente l'uno dall'altro, magari facendo l'anello Nord più impegnativo a piedi e quello sud più tranquillo in bici. Potete avere ulteriori informazioni sulla pagina dedicata a questo percorso:
  • Percorso nel sacro Calavino - Lasino - Castel Madruzzo

    In questo percorso nel Sacro del Comune di Madruzzo vi è la particolare e ripetuta presenza dei principi vescovo della casa Madruzzo. Cristoforo Madruzzo è nato a Castel Madruzzo il 5 luglio 1512 e poi è diventato Principe Vescovo di Trento, succedendo a Bernardo Clesio [a soli 27 anni nel 1539 ], a lui sono seguiti Giovanni Ludovico e Carlo Gaudenzio, mantenendo il principato fino al 1658. Hanno lasciato il loro segno innanzitutto alla cappella interna al castello, purtroppo raramente visitabile, in cui è raffigurata la storia degli stemmi dei Madruzzo, ma anche alla cappella nella chiesa di Calavino; particolarmente importante è stato il loro legame con la chiesetta al Corgnon di Calavino e la chiesa di S. Maria Lauretana a Castel Madruzzo. Potete avere ulteriori informazioni sulla pagina dedicata a questo percorso:
  • Cappella della Madonna di Lourdes

    La cappella in onore di Maria Santissima e delle Santissime Anime del Purgatorio è stata costruita all'interno di una serie di opere decise nel 1922 e realizzate in seguito al voto fatto dalle autorità civili e religiose per essere scampati all'evacuazione forzata durante la prima guerra mondiale: grotta, cappella delle S.S. Anime, Monumenti ai Caduti e Via Crucis. L'inaugurazione della cappella è stata celebrata il 12 ottobre 1930.
  • Chiesa dei Santi Martiri

    Questa antica chiesetta, che si trova in località "alle Pozze", è stata costruita nel 1575 come ex voto in seguito alla grave epidemia di peste che aveva colpito la zona, come ricordato dalla targa lapidea posta sopra il portale d'ingresso. In passato era nota come "Cappella di San Rocco", poi diventata "Cappella di San Rocco e dei SS. Diecimila Martiri", per poi cambiare ancora e assumere il nome attuale. L'interno è ad un'unica navata, è presente un altare maggiore in finto marmo e numerosi dipinti, forse il più caratteristico è la pala seicentesca che raffigura la Madonna incoronata dagli Angeli, con il Bambino Gesù e i Santi Giuseppe, Rocco, e i Diecimila Martiri. Bibliografia:
  • Percorsi nel sacro Vezzano - Terlago

    Anello nord del percorso ad otto del sacro del Comune di Vallelaghi, nel rientro si può scendere da Ciago per vedere il capitello di San Jop protettore dei bachicoltori o, rinunciandovi, fare un giro più ampio passando per Lon e Fraveggio; ambedue queste proposte partono ed arrivano a Vezzano passando per Terlago. L'anello sud prevede invece il passaggio da Padergnone. Potete avere ulteriori informazioni sulla pagina dedicata a questo percorso:
  • Percorso nel sacro Vezzano - Fraveggio - Padergnone

    Anello sud del percorso ad otto del sacro del Comune di Vallelaghi, passante per un tratto della vecchia strada imperiale di fondovalle in alternativa a quello più alto che passa per i ruderi di San Martino; ambedue queste proposte partono ed arrivano a Vezzano passando per Padergnone. L'anello nord prevede poi il passaggio da Terlago. Potete avere ulteriori informazioni sulla pagina dedicata a questo percorso:
  • La chiesa di Sant'Antonio Abate a Lon

    La Chiesa curaziale dedicata a Sant'Antonio Abate di Lon è posta su un colle al centro del paese e domina l'intera vallata. Le più antiche testimonianze che la riguardano risalgono al 1537; a quei tempi era dedicata ai Santi Barnaba e Antonio, come ricorda la pala posta dietro l'altare e che ritrae i due santi ai piedi della Madonna. Durante i secoli ha subito numerose modifiche, la più importante nel 1892, quando fu completamente ristrutturata e ampliata. Al suo interno è composta da un'unica navata con tre altari ottocenteschi. L'altare maggiore, in marmo, è di semplice fattura; sopra il tabernacolo è posto un crocifisso ligneo; al suo interno si trovano: delle statue, come il Sacro cuore di Gesù, la Madonna, Sant'Antonio; un quadretto con San Giuseppe e il bambino in braccio. Alle pareti è appesa una moderna via crucis in formelle di ceramica. Questi sono solo alcuni dei simboli sacri presenti al suo interno. Bibliografia:
  • Chiesetta della Santissima Trinità

    Risale al 1747, come inciso nel concio dell'entrata posteriore, e fu costruita dalla famiglia di Giuseppe Schreck. Dal 1855 è proprietà del Comune. Da qui partivano e arrivavano le processioni per la cerimonia delle Quarant'ore che si tenevano dapprima nella Settimana Santa e dalla seconda metà dell'800 negli ultimi 3 giorni di carnevale. Venne restaurata nel 1997 e nel 2002. La pala dell'altare maggiore raffigura la Santissima Trinità e i santi capeggiati da San Simonino, santo a cui era particolarmente devota la famiglia Schreck. Alle pareti sono appese tre tele settecentesche che raffigurano San Vincenzo Ferrer, il Beato Vescovo Adalpreto e una Crocifissione con Maria e San Giovanni. Sul lato a settentrione è possibile notare ancora oggi sul concio di volta dell'arco d'entrata la sigla "IHS 1747", data di costruzione. Bibliografia: D. Mussi, “I segni del sacro nella Valle dei Laghi”, Tione, 2012
  • Chiesa dei Santi Mauro, Grato e Giocondo

    Detta anche al/di Corgnon/Cornion, dalla località ove è posta o anche di San Mauro. Posta sul colle Frassené sulla via di comunicazione tra Calavino, i monti e il piano del Sarca, è di costruzione antica. Tra il 1528 e il 1540 venne utilizzata al posto della parrocchiale mentre la si ristrutturava. Fu rifabbricata nel 1599 per volontà di Ludovico e Carlo Gaudenzio Madruzzo, principi vescovi di Trento. È dedicata ai Santi Vescovi Grato e Giocondo e al Santo Martire Mauro, principale titolare, protettori delle campagne. Il campanile risale al 1657. Nel 1814 venne ricostruita un po' spostata per allontanarla da una pozza d'acqua. Negli anni '50 del 900 venne demolito il pronao posticcio sulla facciata principale che serviva anche da riparo per i contadini sopresi dalla pioggia. L'ultimo restauro è del 1995.
  • Ruderi della chiesetta di San Martino

    Quelli che incontriamo lungo il sentiero nel bosco che da Vezzano porta a Padergnone, sono i ruderi di un’antichissima chiesetta. Dedicata a San Martino di Tours, nota anche come chiesa “de Pramerlo” (denominazione poco chiara, un’ipotesi è che faccia riferimento a “prato Merlo” o “prete merlo”). Posta a 493 m di altitudine vanta una visuale che domina quasi interamente la Valle dei Laghi e la Valle di Cavedine. Quello si trova oggi dell’antica chiesa sono sono alcuni resti e muri perimetrali. Costruita prima del XIII secolo, fu abbandonata, poi ricostruita e riconsacrata nel 1574. Restaurata nel 1653 è poi stata gravemente danneggiata durante la guerra di successione spagnola del 1703 e nel 1819 ne fu decisa la demolizione trasferendo nella chiesetta di San Valentino in agro la Mensa dell’Altare e la Pala del Santo. Ora non rimangono che i ruderi. Curioso come nel 1756 chiesa e piazzale adiacente vennero assegnate ai "Borghesani" di Vezzano, pur essendo sul territorio di Padergnone; disputa del passato visto che ora entrambi i paesi fanno parte dello stesso comune di Vallelaghi. Bibliografia - D. Mussi, I segni del sacro nella Valle dei Laghi”, Tione, 2012 - Maccabelli Silvano, “Lìmes Làcus. Viaggio nei toponimi padergnonesi. Atlante dei nomi di luogo”, Comune di Padergnone, 2008 - Maccabelli Silvano, “Dalle pietre del fulmine alla festa dei caschi: attualità e storia nell'area padergnonese”, Comune di Padergnone, 2010 - Lucia Grazioli, “Padergnone”, Comune di Padergnone, 1994
  • Percorso nel sacro Vezzano - San Martino - Padergnone

    Anello sud del percorso ad otto del sacro del Comune di Vallelaghi, via ruderi di San Martino, in alternativa a quello passante per un tratto della vecchia strada imperiale di fondovalle; ambedue queste proposte partono ed arrivano a Vezzano passando per Padergnone. Questo propone di passare davanti al capitello di Santa Massenza, l'alternativo invece lo salta facendo il paesaggistico lungolago, a voi la scelta. L'anello nord prevede poi il passaggio da Terlago. La partenza è prevista dall'aiuola della pace nei pressi del teatro di valle a Vezzano e lungo il percorso una particolare attenzione viene dedicata proprio al tema della pace.
  • Prima Comunione 1967

    La fotografia ritrae la piccola Pisoni Lucia nel giorno della sua Prima Comunione. Come di consueto per l'epoca, indossa un vestito tradizionale e porta sul capo un velo in tulle. Alle sue spalle possiamo notare il paese di Castel Madruzzo, in particolare la maestosa Chiesa Lauretana.
  • La traslazione di San Vigilio

    La traslazione di San Vigilio è raffigurata in marmo sull’altare maggiore della chiesa di Vezzano ed è attribuita al bresciano Domenico Italiani. Rappresenta il passaggio da Vezzano della salma di San Vigilio trasportata dalla Rendena a Trento, dopo il martirio. Secondo la tradizione, la salma di San Vigilio sarebbe stata depositata per una notte nella chiesa di Vezzano. Il paese, racchiuso da mura, è visto da sud attraverso la porta clesiana, ormai scomparsa. In primo piano, assisi in cielo, i Santi Vescovi Vigilio e Valentino. La data è ricavata dall'incisione sul retro dell'altare, che attesta la sua consacrazione il 31 ottobre 1773. La tecnica utilizzata è quella della tarsia, che si differenzia dal mosaico per le maggiori dimensioni e la forma varia dei pezzi di cui si compone, che si incastrano tra loro originando superfici più compatte. Fonti:
  • La benedizione della campana di Fraveggio

    In questa immagine della benedizione della campana di Fraveggio sono ben riconoscibili il parroco del tempo, don Marco Leonardi di Tuenno, e il padrino della campana, Edi Bressan. Altre foto di questo evento si possono vedere qui:
  • campanò

    Melodia suonata con le campane della chiesa nelle particolari ricorrenze festive dei singoli paesi. La foto è tratta da questo contenuto:
  • césa

    "Césa" può avere anche tutt'altro significato:
  • La chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo a Lasino

    Webinar del Museo Diocesano Tridentino
  • La diligenza a Vezzano

    Interessante cartolina acquerellata della piazza di Vezzano. Lo scatto è precedente al 1904, anno in cui venne demolita la chiesa, poi ricostruita più grande e con diverso orientamento. Il perimetro della vecchia chiesa è ora reso visibile nella pavimentazione in porfido del piazzale. In primo piano si vede la diligenza trainata da due cavalli; oltre alla posta trasportava su prenotazione anche le persone con i loro bagagli. Proprio nella piazza di Vezzano c'era la sede del cambio cavalli. Il servizio di trasporto pubblico che attraversava la nostra valle si chiamava "Il Pedone" ed era attivo sulla direttrice Trento-Sarche-Riva probabilmente da quando la strada venne ultimata nel 1848. Nel 1895 l'impresa Malacarne istituì una corsa giornaliera Trento-Ponte Arche con cambio di cavalli a Vezzano e tempo di percorrenza di 4 ore (6-10), ce ne volevano 7 per la tratta Treno-Tione. Nel 1908 venne soppiantata da una vettura a motore come possiamo vedere in questa foto:
  • Anziana e bambina a Castel Madruzzo

    Oggi il muretto sulla destra non è più presente; al suo posto c'è un piccolo parcheggio. La datazione è motivata dal fatto che sappiamo che la bambina ritratta è del 1941.