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  • Polenta

    Il video, tra uno spintone e l'altro dei bambini, mostra e spiega come si gioca a polenta. È dedicato in primo luogo ai bambini delle scuole della Valle dei Laghi che partecipano al progetto di Ecomuseo "Giochi e filastrocche". In allegato la scheda di presentazione del gioco per le scuole.
  • sbalonada

    pallonata
  • Fabbri giocattolo

    Questo giocattolo fu realizzato da un nonno per dimostrare ai nipoti come giocava un tempo, verso il 1918. Misure: 32.5 x 13.5 x 2.5 cm.
  • Pinocchietto

    Questo giocattolo fu realizzato da un nonno per dimostrare ai nipoti come giocava un tempo, verso il 1918. Misure: 23 x 5.5 cm
  • Col triciclo

    Il piccolo Giancarlo Garbari scorrazza col suo triciclo di ferro nel piazzale della chiesa.
  • Il gioco delle bocce

    Vediamo qui il campo da bocce della trattoria di Annibale Garbari nella piazza centrale di Vezzano. Il gioco delle bocce appassionava e radunava gli uomini nei giorni festivi.
  • pétola

    La bardana è una pianta che fa delle infiorescenze sferiche piene di aculei che si attaccano ai vestiti, usate anche dai bambini che se le tirano per giocare. "Pétole" sono dette proprio queste palline attaccaticce ed, in senso figurato, sia quelle persone noiose e importune che ti si appiccicano addosso, sia quelle situazioni dalle quali non riesci a districarti.
  • gate

    Diminutivo: gatìzzole
  • bala

    Diminutivo: balòta; nella canzone "Per fare dei canederli", contenuta nel fascicolo "Fila, fila la molinela...", presente in archivio, si usa il termine "balòtole". "Far la bala" siginifica ubriacarsi.
  • Òcio bèl

    Òcio bèl, so fradèl, récia bèla, so sorèla, la piaza, la porta, la campanela din don dèla. È una filastrocca tradizionale che si rivolge ad un bimbo o ad una bimba allo scopo di farli ridere. Mentre si recita la filastrocca si toccano con delicatezza le parti del suo viso: gli occhi, le orecchie, la fronte, la bocca. Infine si prende il nasino e lo si porta a ruotare la testa a destra e sinistra. Una lieve variazione è descritta a p. 13 del fascicolo
  • Bimbi

    Maria Carla Garbari con la borsa di vimini e suo fratello Giovanni con la palla davanti alla porta della scuola.
  • Bimba con sonaglio

    La bimba, con vestito e scarpette di lana, gioca col suo sonaglio seduta su una sedia. I capelli sono ancora corti ma comunque pettinati a formare il ciuffo, chiamato "banana", caratteristico dei pccolini.
  • Bambine coi compagni di giochi

    Una bimba seduta sul paraurti di un automobile dell'epoca coccola il suo cane mentre la piccolina gioca con una grande bambola.
  • Ricordi d'infanzia di Maria Dallapè

    Sollecitata dalla nipotina, nonna Maria racconta la sua infanzia alla Berlonga - Stravino negli anni '50. Briscola, arrampicate con fantasia, salto alla corda, recitazione, lavoro, tanta comunità e dialogo coi compagni , ascolto delle esperienze e delle storie fantasiose degli adulti.
  • Gemma Comai racconta la sua infanzia a Vigo Cavedine negli anni '50 -'60

    Sollecitata dalla nipotina, nonna Gemma racconta della sua infanzia ai bambini che partecipano al progetto "Giochi e filastrocche" organizzato in collaborazione tra l'Ecomuseo della Valle dei Laghi ed Istituto Comprensivo Valle dei Laghi-Dro. Per essere ben compresa dai bambini si rivolge in lingua italiana ma utilizza anche termini dialettali per dare più risalto ad alcuni termini come "bala" (palla), "pirlo" (trottola), "salasà" (selciato), "scondiléver" (nascondino), "zorla" (maggiolino).
  • El merler

    Presentazione del gioco del merler scolpito sulla roccia nei dintorni di Ciago. Le regole del gioco sono presenti nella scheda oggetto collegata.
  • El pirlo

    Spiegazione e dimostrazione di un gioco molto diffuso un tempo tra i bambini di Vigo Cavedine. Il "pirlo" era una trottola di legno con puntale metallico che si metteva e tratteneva in movimento con l'uso di uno spago.
  • Il gioco delle cambrette

    In seguito al ritrovamento casuale in un orto di Ciago di un reperto risalente a circa 50 anni prima, riaffiorano in Attilio ricordi d'infanzia legati al paese natale di Vigo Cavedine. Si tratta di una "cambreta" ossia di un pezzetto di filo elettrico rigido piegato ad U che i bambini usavano in abbinamento ad un elastico per fare "el gioc dele cambrete", una rudimentale ma efficace fionda da utilizzare sia per giocare che per fare malanni. Come spiega e mostra nel video i bambini avevano le tasche piene di "cambrete" poiché una volta lanciate non era sempre facile ritrovarle: erano piccole, andavano lontano e, se colpivano qualcosa, rimbalzavano proseguendo lontano anche la corsa all'indietro.
  • I piti a Ciago

    Dimostrazione del gioco dei piti a Ciago negli anni '60, costituito da 10 livelli più i punti. Sono date indicazioni anche per i principianti e per gli esperti.
  • I piti a Calavino

    Dimostrazione del gioco dei piti a Calavino secondo quanto descritto nella pubblicazione fatta dalla scuola di Calavino nel 1981/82, qui a disposizione:
  • Il torneo di tria vivente

    Sulle scacchiere dei giocatori si può notare che ogni incrocio è segnato con un numero; ogni pedina era inoltre contrassegnata da una lettera-iniziale del nome della corrispondente pedina vivente. Le pedine viventi sono distinguibili dal cappello bianco o nero e dalla maglietta personalizzata con l'iniziale del nome. La presentatrice trasmetteva al microfono le mosse fatte dai giocatori e di conseguenza le pedine prendevano posto e si muovevano sulla scacchiera permettendo al pubblico di godere delle partite. Il torneo è stato organizzato per attirare l'attenzione sulla tavola da tria, localmente chiamata "merler", scolpita sulla roccia nel vicino doss del Merler e presentata anche nell'Archivio della Memoria.
  • Margone (Trentino) m. 950

    Cartolina non viaggiata 14,9x10,3 cm bordo leggermente dentellato. In questa foto si può notare che il Bar Blu ancora non c’era dato che manca la sua strada di accesso. Sopra il paese si vede il deposito dell’acqua vecchio mentre quello nuovo non c’era ancora. Poco oltre l'acquedotto si vede "El Balót griso" luogo di gioco dei bambini di Margone come descritto a pag. 39 di
  • Pistaaa!

    Parte del paese di Ciago in versione invernale. Dietro il paese si vede un tratto di costone bianco libero da alberi, ideale per i temerari bambini e ragazzi che lo frequentavano con i loro slittini per lo più costruiti in casa. Si può notare che le case in grande maggioranza hanno finestre prive di scuri e sulle soffitte hanno i "bochéri" aperti. Su una delle case sul poggiolo c'è un classico gabinetto all'aperto; è negli anni '60 che vengono realizzati i bagni dentro le case. Sotto il paese non c'è ancora traccia della variante al paese che viene costruita nella seconda metà degli anni '70.
  • Nascondino

    Il piccolo Salvatore si nasconde nella rientranza di un portone. Il gioco "scondiléver" era molto praticato dai bambini che si muovevano liberamente in giro per il paese senza distinzione fra spazi pubblici e privati. Come a nascondino c'era una "casa" (tana), chi "stava sotto" contava fino a "61 più nessuno", non c'era però il "libera tutti" e l'ultimo preso doveva contare al turno successivo. In primo piano i coscritti del paese nati nel 1937. La strada era selciata. Sullo sfondo si intravede la chiesa. Il gioco del "scondiléver" è testimoniato anche da Gemma Comai di Vigo Cavedine in questa intervista: