Cartina geografica del Trentino, molto dettagliata, risalente minimo al 1918.
Lasciata da un ufficiale tedesco dell'Impero Austro-Ungarico a Vezzano nella stanza dell'abitazione che utilizzava durante il conflitto. Due solidi pali di legno scuro, posti ai lati della mappa, ne permettevano un più agevole avvolgimento.
La casa si trova in fondo al paese di Vezzano, vicino a dove una volta c'era la funicolare che riforniva la zona verso il Brenta.
La dicitura in basso a destra recita "cartina geografica del territorio dell'I.A. Sezione di Luogotenenza di Trento, disegnata da Domenico Locchi e Giuseppe de Manincor."
Scala 1:75 000.
Nella fascia bassa invece sono rappresentati i picchi montani, "Dall'Ortler alla Marmolada, profilo alla scala 1:250 000 per le distanze e 1:50 000 per le altezze."
Breve cronistoria della decima edizione del Palio delle sette frazioni, disputata a Ciago, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Breve cronistoria della nona edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Ciago, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Breve cronistoria dell'ottava edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Margone, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Breve cronistoria della settima edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Margone, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Breve cronistoria della seconda edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Fraveggio, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Breve cronistoria della quinta edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Ranzo, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Breve cronistoria della quarta edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Vezzano, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Breve cronistoria della terza edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Lon, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Breve cronistoria della seconda edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Ciago, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Il primo regolamento del Palio delle sette frazioni, disputato attraverso gare a cavallo in costumi d'epoca con un rappresentante per ogni frazione del comune di Vezzano, prevedeva:
I prova - percorso di regolarità
II prova - gara del saracino
III prova - gioco degli anelli
IV prova - prova a tempo o, in alternativa, gara di velocità
Negli anni successivi le variazioni sono state minime e venivano scelte le prove in base allo spazio disponibile.
Breve cronistoria della prima edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Vezzano, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Il Palio verrà poi organizzato per 12 edizioni fra i mesi di luglio ed agosto tra il 1992 e il 2003 nelle varie frazioni dell'allora Comune di Vezzano.
Lo statuto del "Comitato Palio delle sette frazioni" depositato presso il comune di Vezzano consta di 13 articoli:
Art. 1 - Denominazione
Art. 2 - Sede
Art. 3 - Scopo del Comitato
Art. 4 - Membri del Comitato
Art. 5 - Competenze del Comitato
Art. 6 - Riunioni
Art. 7 - Caratteristiche della competizione
Art. 8 - Cavalieri e cavalli
Art. 9 - Frazione vincitrice
Art. 10 - Organizzazione del Palio
Art. 11 - Assicurazione
Art. 12 - Pubblicità e lotteria
Art. 13 - Garanzia di prosecuzione della manifestazione
Subirà poi una variazione nel 1996 e nel 2002.
Il presente documento-pubblicazione è stato preparato in occasione dello scioglimento del "Comitato Palio delle sette frazioni" e del passaggio di proprietà dei beni al Comune di Vezzano al fine di censire i costumi realizzati, spiegare come sono stati concepiti e come usarli.
1. Introduzione sulla realizzazione dei costumi
- Il medioevo e gli affreschi di Torre Aquila
- Il Comitato Palio delle 7 frazioni
- Cenni storici sul vestiario medievale tra fine 1300 ed inizio 1400
- Cambiamenti ed evoluzioni nel vestiario nobiliare
8. Inventario dei beni del Comitato Palio delle 7 frazioni
13. Le dame
15. I nobili
17. Il completo da cavaliere
19. Portabandiere, portastendardo, giudici di gara
23. Costumi vari
25. Costumi dei contadini
Come di consuetudine questo atto documenta la dote che la sposa porta con sé al momento del matrimonio, e più precisamente "il signor Primo Aldrighetti consegna alla propria figlia Alma Aldrighetti che passa a matrimonio con il signor Benvenuto Zucchatti la sottoelencata biancheria ecc. Benvenuto Zuccatti con l'apporre la firma alla presente dichiara di riceverla in consegna e di esserne responsabile." Questo atto privato è sottoscritto dal padre, dal marito, da una sarta e due testimoni.
La memoria su cartoncino leggero 6 x 10 cm è ritagliata in maniera irregolare.
Kaiserin Elisabeth, l'imperatrice d'Austria nota come Sissi, era la moglie di Francesco Giuseppe.
Nata a Monaco di Baviera il 24 dicembre 1837 è morta a Ginevra il 10 settembre 1898.
Candida Gentilini muore nella canonica di Calavino il 6 aprile 1891, dove viveva col fratello mons. Luigi Gentilini.
La memoria ricorda anche il fratello Augusto, cappellano di Lasino, morto nel 1871 "nella robusta età di XXXXI anni".
Il trigesimo è un rito funebre nel trentesimo giorno dalla morte del defunto.
Da notare che si fa riferimento a "Masi Lasino" e "Sarche Masi" in quanto "Pergolese" è un neotoponimo che appare ufficialmente per la prima volta il 23 agosto 1968 nel decreto provinciale n° 1568 R/B. Prima di questa data il nome ufficiale del paese era proprio "Masi Lasino".
Trascrizione:
«leri ho mandata altra cor[r]ispondenza e og[g]i ab[b]iamo ricevuto la tua in data 3 corr.[ente] e sentiamo con piacere che stai ab[b]astanza bene ma che trovi ancora neve da pestare. Noi ab[b]iamo seminato frumento, patate e gialo [granoturco] e se la guerra avesse a durare anche a lungo speriamo di non [ar]renderci per fame. Tutto è straordinariamente caro ma siamo ab[b]astanza prov[v]isti. Le campagne fioriscono bene e promet[t]ono. Basta che il resto vada bene nei Carpazi che io lo spero.
Ti bacia l’aff.[ezionato] p.[adre]»
Non sapendo con esattezza l'indirizzo dei soldati al fronte, si usava un codice, come si vede in questa cartolina.
Il diario è conservato presso l'Archivio provinciale di Bolzano ed è liberamente scaricabile al link sottostante; copre l'arco cronologico dal gennaio 1915 fino al gennaio 1916 per quanto riguarda le annotazioni dai luoghi di combattimento sul fronte orientale, e dall'ottobre 1916 in Val Badia sul Monte Sief e a San Leonardo in Badia. Vi sono registrate le principali operazioni militari, i cambiamenti di postazione, importanti ordini e dispacci, così come eventuali perdite umane e materiali. Inoltre, apporti su combattimenti sostenuti, su posizioni e avanposti, sull’attività svolta, così come carte e schizzi.
Memoria in cartoncino rigido piegato a metà.
L'interno verticale contiene la foto ovale incollata sulla memoria in un apposito spazio decorato e la descrizione della sua vita religiosa.
L'esterno invece è orizzontale.
Semplice domanda in carta bollata da L. 100 all'Assessorato Regionale ai Lavori Pubblici, con la quale Quirino Bassetti chiede un contributo per ampliare il suo negozio di Fraveggio, in base alla legge sul miglioramento dei pubblici esercizi.
Il progetto grafico ci permette di localizzare esattamente l'edificio ormai scomparso e di comprendere come era fatto prima dell'ampliamento.
Il preventivo di spesa qui digitalizzato è una copia costituita di tre pagine battute con la macchina da scrivere utilizzando carta carbone e fogli leggerissimi, come era d'uso fino all'avvento dei fotocopiatori negli anni '80. Dal preventivo si può capire come la spesa più ragguardevole fosse costituita da bancone e scaffali.
Questi documenti non sono datati, la data del 1957 si presume dalla richiesta di contributo fatta da Quirino Bassetti per l'ampliamento in oggetto.
L'acronimo in copertina significa Unione Magistrale Nazionale - Trentina; si tratta della sezione trentina di una delle più importanti associazioni di maestri dell'epoca in Europa. (FONTE: https://www.sissco.it/recensione-annale/alberto-barausse-lunione-magistrale-nazionale-dalle-origini-al-fascismo-1901-1925-2002/)
Da notare le indicazioni riportate nella prima pagina ("Leggi e ricorda!").
L'alunna, Gisella Parisi, era in una classe mista e ha frequentato regolarmente la scuola per 8 anni, testimoniando una minore durata degli anni scolastici rispetto ad oggi in quanto anche i bambini costituivano un'indispensabile forza lavoro per molte famiglie.
Dal documento si evince che nel 1916/17 la valutazione dalla forma in giudizio è passata ai punteggi, dove 1 era il massimo, e nel 1919/20 è passata ai voti, in cui 10 è il massimo.
Notiamo come anche la cura di sé ("forma esterna") rientrasse nei criteri di giudizio scolastico, così come il "contegno" e la "diligenza".
Venivano impartite anche lezioni di "lavori donneschi".
Nella sezione "disposizioni legali" in fondo al libretto si legge come le assenze ingiustificate da scuola potessero venire punite con un'ammenda fino a L. 40 o addirittura con l'arresto fino a 4 giorni!
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Della stessa alunna disponiamo di una foto di classe:
Si tratta di un estratto della copertina del libretto dedicato alla Prima S. Messa di don Attilio Comai, celebrata il 3 aprile 1932.
Nella parte alta del documento sono riportate tutte le fotografie dei sacerdoti presenti per l'evento.