Sono qui riuniti due documenti tra loro collegati che documentano come in un testamento venissero stabilite le modalità del funerale e delle messe in suffragio del deceduto, oltre che la successione dei beni.
È documentata la tradizionale distribuzione del sale alle famiglie partecipanti, riportando la vecchia definizione di famiglia "fumante", ossia famiglia patriarcale convivente sotto lo stesso tetto.
Riguardo la successione ed il diverso trattamento riservato a uomini e donne si rimanda alla lettura dei documenti, trascritti integralmente per una più rapida prima lettura.
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Trascrizione dei documenti:
Copia del testamento di Giabatista Bassetti
Nella Canonica di S. Massenza 24/7/1855
Giovanni Battista Bassetti di S. Massenza in istato di mente sana e d'intelletto alla presenza degli infrascritti chiamati e presenti quai testimoni ebbe a dichiarare la sua ultima volontà pel caso di morte nel modo seguente:
Ordino che il mio corpo venghi accompagnato alla tumulazione da quattro reverendi sacerdoti, dai prossimi miei parenti e da una persona di ciascheduna famiglia di S. Massenza colla distribuzione di libre tre di sale per ciascheduna fumante in S. Massenza.
Ordino che i miei eredi facciano celebrare dal Rev.do Sacerdote locale soliti uffici del se.so(?) ed anniversario e s. messe N 30 sieno celebrate infallantemente entro l'anno della mia morte in suffragio dell'anima mia. Istituisco in miei eredi universali i due miei figlioli cioè Claudio e Vincenzo.
Lascio la porzione legittima della mia facoltà alle due mie figlie che sono Rosa e Margherita. Restando a me superstite mia moglie Teresa ordino i miei due figli Claudio e Vincenzo paghino cadauno fiorini abusivi 10 per ogni anno sino che ella vive cioè in tutti e due annui fiorini abusivi plateali 20 però colla condizione espressa e chiara che essa resti in istato vedovile e non altrimenti.
Lascio inoltre da godere vita sua durante a mia moglie Teresa la camera di mia casa che è sopra gli orti e la cucina in comunione possa goderla cogli anzidetti eredi, e qualora non volesse essa abitare cogli eredi nella mia casa e si determinasse di abbandonargli per recarsi ad abitare altrove non potrà avere nessuna pretesa rapporto a ciò ma perderà il diritto della qui nominata camera e cucina.
Preletto innanzi al testatore Battista Bassetti et ai chiamati testimoni colla dichiarazione del testatore essere questo scritto la precisa volontà ponendo esso testatore la sua firma col segno di croce venne esso scritto come sotto ultimato
X segno di croce di Giovanni Battista testatore.
Chierico Polli Celestino ho viduto Giovanni Battista Bassetti a fare il segno di croce in confirma che lo scritto che segnava comprendeva la ultima sua volontà e dichiaro d'aver sentito a leggere al medesimo questa carta e d'avere rilevato io stesso i singoli vocaboli mentre al testatore venivano letti, desso punto per punto gli dichiarava di sua volontà.
Giovanni Bassetti testimonio come sopra
Prete Bassetti Francesco pregato scrissi e sono testimonio come sopra.
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Codicillo
L' illeterato Giovanni Battista Bassetti di S. Massenza fece alla presenza di noi sottoscritti testimoni il seguente codicillo al suo già fatto testamento dei 24 luglio 1855 e dichiarò quanto segue:
Espose che alla propria figliola Rosa, ora Maestra di Scuola in S. Massenza, lascia a titolo di legato, a godere assieme alla propria Madre, la camera e la cucina come espresso nel suo testamento per la propria moglie sola, sul riflesso che detta camera e cucina sono più che sufficienti per ambedue, e che la figlia potrebbe anche essere di necessità per assistere la vecchia Madre e che la madre non possa opporsi a ricevere in tai locali la detta Rosa restando in stato vedovile sia l'una che l'altra e inoltre che siano decadute da tal diritto tanto la propria moglie come la figlia passando a matrimonio e senza poter pretendere indennizzo.
Tale abitazione, dovranno essere Madre e figlia abbandonata dopo due anni dalla morte del testatore, perché vuole che i propri figli eredi debbano fargliene un'altra con tutte le sue comodità ed almeno di eguale grandezza, e questa verrà fatta sopra il Beneficio a fronte di Vincenzo Bassetti e tal godimento di stanza e cucina continuerà a vita, lasciando anche libertà agli eredi di fare alle stesse separata cucina, se si sentono in caso dopo la morte d'ambedue, o dopo il matrimoni, tai locali sieno dei suoi eredi in eguali porzioni.
Esse avranno libero il passo e l’uso di questi locali dì e notte e diritto di collocarsi la necessaria legna, dove sarà d’incomodo agli eredi.
Dichiarò inoltre che l'alimento che i propri figli eredi debbono pagare ogni anno alla propria moglie, dopo la morte sua del testatore di F.ni 20 in cumulo; debba passare alla figlia Rosa, subito dopo la morte della vedova e tale importo di F.ni 20 la figlia Rosa continuerà a percepirlo ogni anno finché è nubile e dire maritandosi sia decaduta da tale diritto che il suesposto sia la precisa sua dichiarazione e precisa volontà siamo pronti anche a confermarlo col giuramento alla bisogna.
Padergnone ai 16 Settembre 1859 nove.
Pedrotti Francesco testimonio
Pedrotti Pietro testimonio
Prete Giorgio fui pregato scrissi e fui testimonio come sopra
Diverse le notizie ricavate da questo documento, che a prima vista sembrava di scarsa importanza, presentandosi come mezza pagina strappata.
- a Padergnone c'era un tessitore che si chiamava Luigi Pedroti;
- i tessuti elencati in questo documento e venduti erano: dada (?), spina da braga (stoffa a spina di pesce per pantaloni), bombaso (cotone), canevela (canapa);
- la tela veniva misurata a bracci (marca B);
- i prezzi erano espressi in fiorini (marca fi) e carantani (marca X, corrispondenti a 1/60 di fiorino);
- l'acquisto è stato pagato tramite due acconti e presumibilmente col successivo saldo è stato consegnato questo documento al compratore
- il compratore probabilmente era un Bassetti di Santa Massenza visto che il documento in oggetto è stato conservato da quella famiglia.
Trascrizione del documento:
Memoria dele fatture di Tesitore di ogidi
dada B [bracci] 19 a x [carantani] 6 il brazo inporta - - - fi 1 x 54
spina da braga B 11 a c 6 il brazo inporta - - - - - - - - - - - fi 1 x 6
dopo Tela di bombaso B 31 a x 6 inporta - - - - - - - - - - - fi 3 x 6
altra Tela di canevela B 8 a x 4 inporta - - - - - - - - - - - - fi 0 x 32
------------------------------------------------------------------- fi 6 x 38
Lì 3 lulio 1857
Ricevo aconto fi 2:30
Luigi Pedroti di Padergnone
Ricevo altri aconto fi 2:30
Luigi Pedroti
Manifesto in cartoncino 51 x 38 cm.
Diploma prestampato con parti compilate a timbro ed il nome a scrittura manuale.
il testo riporta:
VI concorso nazionale di ricamo
fra le alunne delle scuole femminili d'Italia Impero e Colonie
autorizzato dall'On. Ministero dell'Educazioen Nazionale
Diploma di benemerenza
L'insegnante sig. Bassetti Santa
ha conseguito un 3° premio nella 1^ Categoria.
Milano 10 luglio 1940 Anno XVIII
Il presidente della giuria
(firma non decifrata)
Manifesto in cartoncino 33,5 x 50 cm, scritto a mano e decorato con un delicato motivo floreale realizzato all'acquerello.
il testo è il seguente:
Alla loro Direttrice Santa Bassetti che con tanto zelo e abnegazione da parecchi anni consacra le sue più assidue cure alla pia Congregazione, quale tenue pegno di sincero affetto e imperitura riconoscenza
Calavino, nel luglio 1926
le figlie di Maria offrono.
Breve cronistoria della dodicesima edizione del Palio delle sette frazioni, disputata a Lon, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
È stata questa l'ultima edizione del Palio organizzato fra i mesi di luglio ed agosto tra il 1992 e il 2003 nelle varie frazioni dell'allora Comune di Vezzano.
Breve cronistoria dell'undicesima edizione del Palio delle sette frazioni, disputata a Santa Massenza, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Cartina geografica del Trentino, molto dettagliata, risalente minimo al 1918.
Lasciata da un ufficiale tedesco dell'Impero Austro-Ungarico a Vezzano nella stanza dell'abitazione che utilizzava durante il conflitto. Due solidi pali di legno scuro, posti ai lati della mappa, ne permettevano un più agevole avvolgimento.
La casa si trova in fondo al paese di Vezzano, vicino a dove una volta c'era la funicolare che riforniva la zona verso il Brenta.
La dicitura in basso a destra recita "cartina geografica del territorio dell'I.A. Sezione di Luogotenenza di Trento, disegnata da Domenico Locchi e Giuseppe de Manincor."
Scala 1:75 000.
Nella fascia bassa invece sono rappresentati i picchi montani, "Dall'Ortler alla Marmolada, profilo alla scala 1:250 000 per le distanze e 1:50 000 per le altezze."
Breve cronistoria della decima edizione del Palio delle sette frazioni, disputata a Ciago, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Breve cronistoria della nona edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Ciago, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Breve cronistoria dell'ottava edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Margone, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Breve cronistoria della settima edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Margone, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Breve cronistoria della seconda edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Fraveggio, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Breve cronistoria della quinta edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Ranzo, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Breve cronistoria della quarta edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Vezzano, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Breve cronistoria della terza edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Lon, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Breve cronistoria della seconda edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Ciago, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Il primo regolamento del Palio delle sette frazioni, disputato attraverso gare a cavallo in costumi d'epoca con un rappresentante per ogni frazione del comune di Vezzano, prevedeva:
I prova - percorso di regolarità
II prova - gara del saracino
III prova - gioco degli anelli
IV prova - prova a tempo o, in alternativa, gara di velocità
Negli anni successivi le variazioni sono state minime e venivano scelte le prove in base allo spazio disponibile.
Breve cronistoria della prima edizione del Palio delle sette frazioni, disputato a Vezzano, copiata dal sito statico non più attivo del Comitato organizzatore.
Il Palio verrà poi organizzato per 12 edizioni fra i mesi di luglio ed agosto tra il 1992 e il 2003 nelle varie frazioni dell'allora Comune di Vezzano.
Lo statuto del "Comitato Palio delle sette frazioni" depositato presso il comune di Vezzano consta di 13 articoli:
Art. 1 - Denominazione
Art. 2 - Sede
Art. 3 - Scopo del Comitato
Art. 4 - Membri del Comitato
Art. 5 - Competenze del Comitato
Art. 6 - Riunioni
Art. 7 - Caratteristiche della competizione
Art. 8 - Cavalieri e cavalli
Art. 9 - Frazione vincitrice
Art. 10 - Organizzazione del Palio
Art. 11 - Assicurazione
Art. 12 - Pubblicità e lotteria
Art. 13 - Garanzia di prosecuzione della manifestazione
Subirà poi una variazione nel 1996 e nel 2002.
Il presente documento-pubblicazione è stato preparato in occasione dello scioglimento del "Comitato Palio delle sette frazioni" e del passaggio di proprietà dei beni al Comune di Vezzano al fine di censire i costumi realizzati, spiegare come sono stati concepiti e come usarli.
1. Introduzione sulla realizzazione dei costumi
- Il medioevo e gli affreschi di Torre Aquila
- Il Comitato Palio delle 7 frazioni
- Cenni storici sul vestiario medievale tra fine 1300 ed inizio 1400
- Cambiamenti ed evoluzioni nel vestiario nobiliare
8. Inventario dei beni del Comitato Palio delle 7 frazioni
13. Le dame
15. I nobili
17. Il completo da cavaliere
19. Portabandiere, portastendardo, giudici di gara
23. Costumi vari
25. Costumi dei contadini
Come di consuetudine questo atto documenta la dote che la sposa porta con sé al momento del matrimonio, e più precisamente "il signor Primo Aldrighetti consegna alla propria figlia Alma Aldrighetti che passa a matrimonio con il signor Benvenuto Zucchatti la sottoelencata biancheria ecc. Benvenuto Zuccatti con l'apporre la firma alla presente dichiara di riceverla in consegna e di esserne responsabile." Questo atto privato è sottoscritto dal padre, dal marito, da una sarta e due testimoni.
La memoria su cartoncino leggero 6 x 10 cm è ritagliata in maniera irregolare.
Kaiserin Elisabeth, l'imperatrice d'Austria nota come Sissi, era la moglie di Francesco Giuseppe.
Nata a Monaco di Baviera il 24 dicembre 1837 è morta a Ginevra il 10 settembre 1898.
Candida Gentilini muore nella canonica di Calavino il 6 aprile 1891, dove viveva col fratello mons. Luigi Gentilini.
La memoria ricorda anche il fratello Augusto, cappellano di Lasino, morto nel 1871 "nella robusta età di XXXXI anni".
Il trigesimo è un rito funebre nel trentesimo giorno dalla morte del defunto.
Da notare che si fa riferimento a "Masi Lasino" e "Sarche Masi" in quanto "Pergolese" è un neotoponimo che appare ufficialmente per la prima volta il 23 agosto 1968 nel decreto provinciale n° 1568 R/B. Prima di questa data il nome ufficiale del paese era proprio "Masi Lasino".
Trascrizione:
«leri ho mandata altra cor[r]ispondenza e og[g]i ab[b]iamo ricevuto la tua in data 3 corr.[ente] e sentiamo con piacere che stai ab[b]astanza bene ma che trovi ancora neve da pestare. Noi ab[b]iamo seminato frumento, patate e gialo [granoturco] e se la guerra avesse a durare anche a lungo speriamo di non [ar]renderci per fame. Tutto è straordinariamente caro ma siamo ab[b]astanza prov[v]isti. Le campagne fioriscono bene e promet[t]ono. Basta che il resto vada bene nei Carpazi che io lo spero.
Ti bacia l’aff.[ezionato] p.[adre]»
Non sapendo con esattezza l'indirizzo dei soldati al fronte, si usava un codice, come si vede in questa cartolina.