La fotografia mostra un momento di accoglienza di un vescovo durante la recita di un sonetto da parte di una bambina in piazza a Stravino.
Il paese è adornato a festa e si notano le bandierine.
Accanto alla bambina è presente Albina Pederzolli, maestra del paese che segue e coordina i bambini durante la cerimonia. Partecipa a questa importante occasione tutta la popolazione che per l'occasione veste l'abito più elegante.
Maria Cappelletti, detta Faiòta, (1890-1965) ha passato la sua vita a Covelo (TN) prodigandosi per tutti quelli che avevano bisogno. Prima che il suo ricordo vada perso, raccogliamo la testimonianza di chiunque l'abbia conosciuta. Pubblichiamo, in questo terzo video a lei dedicato, la voce di tre delle sue nipoti nella speranza che stimolino altri a condividere i loro ricordi.
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Qui le prime audio-testimonianze:
Maria Cappelletti, ormai di salute cagionevole, scrive per l'ultima volta alla figlia Olga che risiede a Rovereto, usando una delle vecchie cartoline che lei raccoglieva. Era il 5 gennaio 1965. Si sposterà poi a Rovereto, prima dalla figlia e poi in ospedale dove morirà il 15.5.1965.
Maria Faiota scrive alla nipote Alberta. Decide di firmarsi "la tua nonna brontolona". Da questo, come riportano anche le nipoti, possiamo cogliere come Maria fosse molto "rigida" e attenta all'educazione delle figlie e delle nipoti, non mancando mai di affetto e simpatia nei loro confronti.
Lo scatto risale al 1932. Luigi, primo nipote di Maria Cappelletti è piccolo. Nella foto è in braccio alla mamma Olga Cappelletti e vicino alla zia Modesta Cappelletti.
Maria Cappelletti tiene nelle braccia il piccolo nipote Romano (1937) figlio di Modesta, sua figlia. Al centro l'altro nipote Luigi (1932) che ha 5 anni appena.
I bambini vivevano a Covelo con la nonna mentre le madri lavoravano via.
La foto è una ristampa del 1970 da negativo di una foto scattata nel 1937.
Maria "Faiòta" è ritratta con l'amica Maria "Crinca". Entrambe con abito scuro si tengono a braccetto.
Questa foto risale agli ultimi anni di vita di Maria Cappelletti.
Possiamo temporalmente collocare lo scatto tra il 1960 e il 1965.
Maria e un gruppo di persone scattano una foto di gruppo. Nella foto Maria si colloca in seconda fila spostata sulla destra. Non abbiamo nessun altro dato sugli altri protagonisti dello scatto.
La datazione è approssimativa ma è sicuramente stata scattata tra il 1940 e il 1955, periodo in cui don Teofilo Bombardelli, visibile nella foto, era curato a Covelo.
Nella foto nonna Maria Cappelletti tiene nelle braccia il suo primo nipotino, Luigi Angeli, figlio di Olga.
Il piccolo ha appena 40 giorni; infatti è nato il 5 ottobre del 1932.
La foto, come possiamo notare sul retro, è datata 16 novembre 1932.
Nella foto sulla destra troviamo Maria Cappelletti Faiota vestita con abiti scuri. Anche l'amica Albina Pooli sulla sinistra della foto appare vestita con un abito scuro.
Le due donne si trovano davanti alla chiesa di Covelo - paese dove risiedevano.
La foto può essere collocata temporalmente tra il 1935 e il 1945.
Maria ha tra i 50 e i 60 anni d'età.
Posta inviata alla signorina Maria Cappelletti fatta recapitare presso "Siorat da Zambana", presumibilmente il padrone della casa in cui Maria prestava servizio.
La cartolina inviata dall'amico Giuseppe a Maria. In quel tempo la donna si trovava a prestare servizio presso l'albergo "Croce d'Oro" a Mezzolombardo.
La cartolina presumiamo sia dell' anno 1910 - come si può intravedere dal timbro postale. La data esatta è dubbia. Dallo scritto leggiamo 26/03.
Nella foto possiamo vedere Maria vestita di scuro. Gli altri protagonisti dello scatto non sono stati identificati.
Lo scatto risale circa al 1910. Maria è una giovane donna di circa 20 anni.
Il ritratto di Maria Faiota.
Si tratta di una ristampa effettuata il giorno 28 febbraio 1986. Questo dato lo possiamo cogliere grazie alla descrizione (retro foto) fatta dalla figlia di Maria; Olga Cappelletti.
La foto originale è stata scattata a Covelo in data 9 Marzo 1916. La protagonista dello scatto a quell'epoca aveva 26 anni.
Olga riporta in forma scritta: "questa è la mia cara mamma Maria Cappelletti che ci siamo volute tanto bene".
La ricorrenza di San Biagio, patrono di Vigo Cavedine, cade il 3 febbraio.
Vediamo in questi scatti alcuni tratti della processione: partita dalla chiesa, dopo la discesa da via Garibaldi e via San Biagio, risale via Capitello, via Piave e via Cavour, e rientra da Via Nuova per tornare alla chiesa.
Foto ricordo dei membri del Consiglio Pastorale insieme a don Rodolfo Minati alla fine della sua ultima s. Messa prima del suo trasferimento a Brentonico, dopo anni di sacerdozio a Vigo.
Traccia di una lezione rivolta ad una classe prima con l'obiettivo di rendere consapevoli i bambini che un tempo in ogni paese c’era una scuola e saper riconoscere quella del proprio paese di provenienza; capire che in tempi e luoghi diversi la scuola era/è diversa.
Data l'età dei bambini la parte descrittiva è stata ridotta per far spazio alla parte motoria e pratica.
La lezione, preparata e condotta dall'esperta esterna in collaborazione con l'insegnante di classe, è stata arricchita con molti materiali portati da casa dai bambini e dall'insegnante, ripresa successivamente, e documentata dai bambini sui loro quaderni, come da pagine di esempio:
Sono qui inserite alcune pagine prese dai quaderni dei bambini che illustrano una lezione svolta sulla scuola al tempo dei nonni, con la trascrizione in fotocopia della rielaborazione orale collettiva dei bambini, un disegno collaborativo fatto con la carta carbone e personalizzato poi col colore da ciascuno, una personale rappresentazione grafica delle posizioni assunte in classe, una esperienza individuale di scrittura con l'uso dell'asticciola.
Nota come chiesetta di San Vili, termine dialettale per Vigilio, è una cappella costruita nel 1887, su un precedente capitello dedicato alla Madonna, e dedicata a Sant'Anna e San Vigilio. Nel 1908 con l'intervento del vescovo vi venne posta all'interno una statua lignea del patrono di Trento, San Vigilio, che secondo la leggenda aveva predicato in questo luogo; da allora è chiamata di San Vigilio.
Si trova sul sentiero SAT n. 613, denominato sentiero di San Vili, a poca distanza da Ranzo in direzione Deggia.
È dotata di due campanili, uno squadrato davanti e uno circolare dietro, un'ampia gronda che protegge un piccolo balcone a sorta di pulpito con ringhiera di ferro, una campanella, una lapide in marmo scritta in latino con accanto una targa con la traduzione italiana che racconta del passaggio di San Vigilio. Nel 1996 sopra la porta d'ingresso, Gianni Rigotti, pittore locale, ha affrescato il trasporto della salma di San Vigilio passando proprio in questo luogo.
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Bigliografia: