Il 19 luglio 1943 le prime bombe colpiscono Roma, Quintino Pizzedaz è un militare e deve rimanere lì ma la moglie, Maria Chistè (nella foto dietro a destra) con le figliolette Mirella e Marisa Pizzedaz, scappano da Roma con l'ultimo treno utile e si rifugiano "al sicuro" dalla famiglia di lei a Pietramurata.
Questa è la foto che mandano al padre a Roma e che porteranno più tardi con loro in Argentina dove emigreranno nel dopoguerra.
La stampa misura 6x10,5 cm.
Marisa Pizzedaz, la piccola in piedi a sinistra, con la sorella dietro di lei, i cugini e le cugine circondano nonno Poldo (Leopoldo Chistè), patrigno della sua mamma, che ha accolto a Pietramurata la sua famiglia fuggita dai bombardamenti di Roma. Lei gli era molto affezionata e perciò non poteva mancare di portare con se questa foto in Argentina quando la bambina è emigrata.
La stampa misura 5,5x 8 cm ed ha un bordo bianco.
Nonna Angelina Sommadossi e nonno Leopoldo Chistè, legati profondamente dopo tanti anni assieme, mandano una loro foto gioiosa alla figlia Maria Chistè e famiglia, emigrata in Argentina sei anni prima.
La nipote Marisa ha la loro immagine negli occhi e nel cuore, così come li aveva lasciati, e preferisce ricordarli come erano allora:
Quintino Pizzedaz, nativo di Lasinol e residente a Pietramurata, porta con sè in Argentina la foto dei suoi figli: Mirella, Marisa ed Ennio.
Sul retro è in formato cartolina e riporta "Ferrania".
La stampa misura 10,5x6 cm ed ha un bordo bianco dentellato.
Giovanni Chistè, militare austroungarico nato a Lasino, nel 1884 poi trasferitosi a Pietramurata, posa con le figlie Carmela e Maria Chistè (1912-1914).
Morto in guerra, la moglie sposerà il fratello Leopoldo Chistè, di qui la scritta "il vero padre" posta sul retro. Maria è poi emigrata in Argentina nel 1950 portando con sè la fotografia, così si spiega la didascalia scritta in spagnolo.
Per maggiori informazioni:
Marisa Pizzedaz, con la sorella e la mamma, è arrivata a Pietramurata dai nonni, per sfuggire ai bombardamenti di Roma. Loro erano mezzadri e vivevano nella casa che si intravede dietro Marisa.
Dopo 10 mesi senza camminare la vita torna alla normalità come documenta questa sua prima fotografia. Cominciano i ricordi belli ed i legami profondi che si porterà in Argentina, come il suo Dain che vediamo qui sullo sfondo.
La stampa misura 8x5,5 cm ed ha un bordo bianco.
Due famiglie di emigrati hanno stretto amicizia a Buenos Aires: la famiglia di Quintino Pizzedaz e Maria Chistè decide di rimanere in Argentina, il loro amici ritornano invece a Sondrio da dove erano partiti.
La stampa misura 5,5x8 cm ed ha un bordo bianco.
Ancora una volta la famiglia si era divisa con l'emigrazione in Argentina di Quintino Pizzedaz, originario di Calavino, ma poi anche la moglie, Maria Chistè, ed i figli, Mariella, Marisa ed Ennio, lo hanno raggiunto.
La stampa misura 5,5x8 cm ed ha un bordo bianco.
Al termine della guerra Quintino Pizzedaz raggiunge la moglie Maria Chistè e le figlie Mirella e Marisa, ospitate dalla famiglia di lei a Pietramurata.
La stampa misura 5,5x8 cm ed ha un bordo bianco dentellato.
Gli alunni della scuola di Pietramurata posano con don Leone e la maestra Biscaglia.
Sul retro è in formato cartolina e riporta "Ferrania".
misura 8x13 cm ed ha un bordo bianco.
Con ironia, Marisa Pizzedaz, 7 anni, scrive al suo papà, Quintino Pizzedaz, emigrato in Argentina, inviandogli una sua fotografia fatta alla scuola di Pietramurata dove lei viveva.
La stampa misura 14,5 x10 cm.
Scolaresca in posa con la bandiera sabauda e la maestra L. Bolognani.
La bambina indicata con la freccia era Chistè Maria e frequentava la classe seconda.
In Archivio abbiamo anche il suo
Due fratellini con bici e triciclo si divertono a Covelo muovendosi senza pericoli poiché le macchine erano ancora poche. Il più grande è in sella a una bicicletta pieghevole simile ai popolari modelli Graziella Carnielli, noti per le loro piccole ruote e il design pieghevole. La "Graziella" è stata un'icona italiana durante il boom economico ed anche i modelli di altra marca venivano chiamati comunemente così.
La stampa misura11,5x7, cm ed ha un bordo bianco.
Gli scolari di Terlago dell'ultimo anno col maestro Mazzonelli all'esterno dell'allora edificio scolastico ed oggi biblioteca comunale.
In piedi all'estrema sinistra della foto vediamo Luigi Fabbro, nato nel Settembre del 1919, partito soldato nella seconda guerra mondiale; fatto prigioniero degli inglesi, non è più tornato, si è costruito una famiglia in Inghilterra.
Sul retro è indicata la data: 21 maggio 1933 XI, a significare undicesimo anno dell'era fascista (per tutto il periodo dell'era fascista c'era la doppia datazione) e la firma del maestro Mazzonelli.
La stampa misura 6x9 cm ed ha un bordo bianco.
L'uso di una bicicletta da uomo portava all'autonomia negli spostamenti in un tempo in cui i mezzi a motore nei nostri paesi erano ancora pochi.
Sull'angolo della casa si intravede la targa toponomastica in cui era indicata Villa Bassa. Il paese di Covelo è formato da Villa Bassa e Villa Alta.
Non era ancora arrivato l'asfalto sulla strada.
La stampa misura 7,7x5,5 cm ed è circondata da un bordo bianco dentellato.
Agghindati come da tradizione con cappelli floreali, foulard e pon pon, i coscritti festeggiano il loro passaggio al mondo adulto con la visita militare in vista del raggiungimento della maggiore età.
Dietro di loro si vede l'entrata del paese, la chiesa ed il cimitero.
La stampa misura 6,5x9,8 cm ed ha un bordo bianco dentellato.
Nella fanfara alpina vediamo in questo scatto suonare bandisti della banda di Terlago e Vezzano. Qui in una festa a Vezzano.
La stampa misura 6,5x9,5 cm ed ha un bordo bianco dentellato.
In primo piano si vedono gli argini del "rogiàl", oggi interrato, alimentato dalla sorgente che scaturisce poco sopra e alimenta tutt'oggi una fontana e un lavatoio. Diverse sono le piccole sorgenti che scendono nei pressi e che portavano un tempo l'acqua direttamente nelle case sottostanti.
La stampa misura 6x8,3 cm ed ha un bordo bianco dentellato.
Ezio Verones col bue e Augusto Cappelletti ("mamao" poiché della famiglia dei "mamavi") con l'aratro sono impegnati nell'aratura in località Vanic verso Maso Ariol.
La datazione è approssimativa.
La stampa misura 5,5x8 cm ed è circondata da un ampio bordo bianco dentellato con una cornice rialzata al su interno.
Gli scolari di Covelo di Terlago, dalla 4^ classe in su, col maestro Renzo Mattivi, si esibiscono al Teatro Sociale per la rassegna "Campanile d'Oro"; l'anno successivo lo faranno a Bolzano guadagnando una ottima posizione in classifica.
Il "Campanile d'Oro" era un concorso radiofonico della RAI (Anni '50) di grande popolarità che contrapponeva le regioni italiane.
La stampa misura 9,2x13,3 cm ed ha un bordo bianco.
17 scolari di quarta, quinta e sesta classe posano davanti alla nuova scuola di Covelo col loro maestro Floriano Deflorian, partito in corso d'anno per il servizio militare. I più piccoli formavano un'altra classe con una maestra.
La stampa misura 5,5x8 cm ed è circondata da un bordo bianco.
Fino al 1969 c'era una scuola anche a Covelo, poi gli alunni sono stati trasferiti, insieme a quelli di Monte Terlago, al Centro Scolastico di Terlago.
Qui vedimao un gruppo in uscita col loro maestro, Guido Prati, insegnante che seguiva i 18 alunni frequentanti le classi dalla 3^ all'8, mentre seguiva i 13 alunni di 1^ e 2^ la maestra Valentini Maria.
La stampa misura 10x7 cm ed ha il bordo dentellato.
Vediamo nella fotografia i due fratelli in primo piano provenienti dalla scuola di Covelo durante la festa degli alberi presso maso Travolt a Terlago. Era questa l'occasione in cui le tre scuole del comune si trovano insieme a Terlago o ai Laghi di Lamar. Possiamo notare che erano presenti anche i carabinieri. Il campo in cui è stato fatto il nuovo impianto era delimitato da una recinzione in sassi, tecnica comunemente usata non solo per segnare i confini ma soprattutto per liberare il campo dai sassi presenti.
La stampa misura 7x10 cm ed ha il bordo dentellato.
Candido con il figlio, il vicino di casa con suo figlio, in primo piano nonno Roberto col pennello da barba.
Sullo sfondo un carro con la "bena", grande contenitore di uso comune per il trasporto di materiali, un orto recintato con uan rete su cui sono stesi i panni ad asciugare.
La stampa in bianco e nero misura 6,5x9,5 cm, ha un bordo bianco ed è conservata incollata in un vecchio album fotografico con in copertina un leone rampante.
Guglielma Ernesta e Roberto con la capra nel campo alla Palù, significativo nome della località che con le piagge si trasformava in palude.
Una o più capre erano un tempo presenti in moltissime case.
La stampa in bianco e nero misura 8x5 cm, ha un bordo bianco dentellato ed è conservata incollata in un vecchio album fotografico con in copertina un leone rampante.