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Titolo
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Lettera da Vienna a Covelo - 1898
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Descrizione
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Cristoforo Verones, in servizio militare a Vienna, appena ricevuta dal fratello una lettera contenente anche denaro, risponde immediatamente ringraziando.
Riguardo le malelingue, assicura che "Nisuno mia scrito nulla ne bene ne malle di voi, ma anche se tutto cio fosse vero non sono piu un ragazo da dar retta alle ciarle altrui."
A proposito di lavoro riflette: "essendo che mi avete scrito che sei andatto a lavorare io non o pensatto che la domenica vai casa".
Riguardo l'attaccamento alla famiglia dice: "io penso sempre a voialtri e molte volte non ò neanche l'ardimento di scrivere vedendo che non posso assistervi" e "Altro non mi resta che di vero cuore salutarti assieme a tutta la famiglia. Un saluto ai Zii e alle Zie e anche alle nostre Nonne".
La lettera era così cara alla famiglia di Giosafat, il fratello a cui era destinata, da essere conservata, incorniciata sotto vetro ed appesa nella casa della figlia Pia Verones, chiamata Mercede, dove tutt'ora si trova.
La ricerca condivisa con la famiglia, a partire da questa lettera, ci ha portati a scoprire il contesto familiare, simile a tanti altri e quindi di utilità sociale.
La lettera di Cristoforo Verones, classe 1873, è indirizzata al fratello maggiore Giosafat, classe 1871. Erano parte di una numerosa famiglia di dieci fratelli nati tra il 1873 ed il 1895, di cui otto hanno raggiunto l'età adulta.
Il lavoro di Giosafat era lontano da casa, da quanto si legge; probabilmente faceva già il manutentore per la famiglia de Gerloni, farmacisti trentini, per i quali ha lavorato a lungo.
Il padre è il grande assente nella lettera. Probabilmente in quel periodo era in Argentina, dove i familiari si recavano spesso per periodi di lavoro; anche Cristoforo e Giosafat c'erano andati nel 1889, quando avevano rispettivamente 16 e 19 anni, presumibilmente raggiungendo il padre.
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Tipo
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Corrispondenza
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Soggetto produttore
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Cristoforo Verones
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Data di creazione
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14 dicembre 1898