Religiosità

Collezione

Contenuti

Ricerca avanzata
  • Dipinti sacri a Fraveggio - La Madonna Addolorata

    Nel paese di Fraveggio, sono presenti dei piccoli segni sacri, affrescati sulle pareti di abitazioni private. Sull'abitazione davanti alla chiesa si trova l'affresco della Madonna Addolorata. Ormai molto sbiadito e cancellato. Raffigura la Madonna Addolorata con una spada nel cuore vicino alla quale si intravede la sagoma di un santo. Era stato dipinto come ex voto durante l'epidemia di peste che aveva colpito la zona. Si intravede la scritta sul fondo che permette di datare l'opera: "Anno 1715". Bibliografia:
  • Dipinti sacri a Fraveggio - La Sacra Famiglia

    Nel paese di Fraveggio, sono presenti dei piccoli segni sacri, affrescati sulle pareti di abitazioni private. Nel cortile di un'abitazione privata, poco distante dalla piazza, si può trovare l'affresco raffigurante la Sacra Famiglia. Questo affresco, a causa di un restauro mal riuscito, ha subito una deturpazione assumendo un colore verdastro. Raffigura la Sacra Famiglia con la Madonna e il bambino e San Giuseppe. Bibliografia:
  • Dipinti sacri a Fraveggio - La Madonna con bambino

    Nel paese di Fraveggio, sono presenti dei piccoli segni sacri, affrescati sulle pareti di abitazioni private. Uno di questi, situato sulla parete dell'abitazione che si intravede poco dopo la piazza, raffigura la Madonna con bambino, con sopra di loro una schiera di Santi. Ormai significativamente rovinato. Bibliografia:
  • Cròs de Campagna

    In questa località di campagna si trova questa grande croce in pietra rosa, nota come "Cròs de Campagna". Eretta il 29 settembre 1824. Fungeva da punto di sosta nelle antiche processioni delle rogazioni. Era stata distrutta nel 2012, probabilmente a causa di un urto di qualche mezzo agricolo. Bibliografia:
  • Cròs de préda

    All'incrocio della strada che porta a Lasino o a Calavino si trova questa croce in pietra, nota proprio come "Cròs de préda". Veniva utilizzata come punto di sosta nelle antiche processioni delle rogazioni. Non è presente alcuna incisione per cui risulta difficile datarla con certezza. Bibliografia:
  • Sepolcro di San Siro

    Appena sopra l'omonima chiesetta, si trova questo sepolcro. In parte scavato nella roccia e in parte costruito con dei sassi, ospita al suo interno una statua a grandezza naturale del Cristo Deposto. Il sepolcro è stato realizzato nel 1946, dedicato al ricordo dei caduti della Prima guerra mondiale, come ricorda la targa marmorea posta sotto il monumento. Bibliografia:
  • Edicola della Madonna dell'Olivo

    Posta in via Lagolo a Lasino, sulla casa 3-5 si trova quello che rimane di questa edicola, in cui si intravedono solo pochi resti dell'affresco con la Madonna dell'Olivo. Bibliografia:
  • Cròs de Pradèl

    Nella zona di San Siro, questa croce era utilizzata come punto di sosta nelle antiche processioni delle rogazioni. Sul suo basamento in pietra è posta un'epigrafe con questa incisione: "Anno Iubileo 1886" Bibliografia:
  • Foto ricordo Prima Comunione 1930

    L'ingrandimento in formato 40x30 cm, scansionato in questa occasione, mostra una fotografia ricordo della Prima Comunione dell'anno 1930 a Cavedine. Come presente nella descrizione allegata alla fotografia, al centro del gruppo di bambini si trovano don Ermenegildo Tonelli e la maestra Angeli.
  • Inaugurazione del nuovo edificio scolastico a Cavedine

    La fotografia è stata scatttata il 3 ottobre 1954 durante l'inaugurazione del nuovo edificio scolastico a Cavedine. Questo scatto mostra il momento del taglio del nastro tricolore da parte della vedova del defunto Commendatore Giulio Catoni, alla cui memoria fu intitolato l'edificio. Si riconoscono l'attuale arciprete di Cavedine don Luigi Demattè e don Simone Felicetti che sorregge il paramento liturgico. A seguire sono presenti la maestra Gregorina Cattoni, il maestro Eugenio Pederzolli e il maestro Mario Chesani. Si tratta di un ingrandimento in formato 40x30 cm, scansionato nel 2021.
  • Croce al Fior di Roccia

    Croce in pietra posta nel paese di Lon, molto simile alle altre presenti nei dintorni. Sul basamento porta incisa la data: "1739". Probabilmente anch'essa veniva utilizzata come punto di sosta nelle antiche processioni delle rogazioni. Bibliografia:
  • Croce del Colera

    Questa croce in pietra si trova lungo la strada che da Ciago porta a Lon. La croce è stata posta in questo luogo dai paesani come ex voto per ringraziare di essersi salvati dalla tremenda epidemia di colera che nel 1850 ha colpito la zona. Sul basamento della croce è posta un'epigrafe che ne racconta la storia con un'incisione: "Della Croce la Salute M.N.C.C. per Lon preservato dal Cholera Morbus del MDCCCLV riconoscente questa memoria pose per voto." Ha avuto anche la funzione di "tappa" durante le processioni delle antiche rogazioni. Bibliografia:
  • Croce di san Valentino

    Sulla strada di campagna che unisce Padergnone e Vezzano si trova quest'antica croce in pietra con incisa sul suo cippo la data "1797". Un tempo veniva usata come punto di sosta per le antiche processioni delle rogazioni. Bibliografia
  • Bassorilievo della Sacra Famiglia

    Nel centro del paese di Terlago, a due passi dalla Chiesa di Sant'Andrea, si trova un bellissimo bassorilievo marmoreo, posto sopra un portale in pietra. Il bassorilievo raffigura al centro la sacra Famiglia, alla base è inciso il motto "Sub vestrum presidium", in alto invece sono incisi due piccoli scudetti, nel primo è scolpito un levriero, simbolo della famiglia Tabarelli de Fatis, nel secondo invece la testa di uno stambecco, simbolo della famiglia Mamming. Opera dell'artista bolzanino Franz Rainalter. Bibliografia:
  • Croce di San Bartolomeo

    All'"ingresso" del paese di Fraveggio, si trova questa croce in pietra rossa dalle estremità rastremate, dedicata a San Bartolomeo, realizzata verso il 1950. Bibliografia
  • Croce della Pietà

    All’incrocio in cui Via San Rocco si ricongiunge alla strada provinciale, si trova questa caratteristica croce lignea, eretta verso la metà del secolo scorso. Posta su un muretto in pietra, presenta una statuetta di Gesù, e sotto di essa, un bassorilievo in gesso raffigurante la Pietà. Bibliografia:
  • Croce di Braidon

    A lato della strada provinciale che porta nel paese di Terlago, è presente questa croce in pietra che prende il nome dalla località in cui si trova: Braidón. Nel punto in cui è posta, prima delle bonifiche agrarie dell’800, si trovava un piccolo lago. Bibliografia:
  • Capitello del Crocifisso a Santa Massenza

    Questo capitello, dedicato alla Crocifissione di Gesù, si trova sull’antica strada che collega Santa Massenza e Fraveggio. Posto al centro del muro che sorregge la via, con la sua forma a capanna, ospita all’interno della sua nicchia un quadro, danneggiato dal tempo, raffigurante la crocifissione di Gesù, realizzato da un artista anonimo, da cui prende il nome di “Capitello del Crocifisso”. Bibliografia:
  • Capitello di Santa Massenza

    Di fronte alla centrale idroelettrica, lungo la strada che collega Padergnone e Santa Massenza, si può notare questo capitello dedicato alla Santa. La prima costruzione di questo capitello risale alla fine del 1800 ed allora era situato vicino all’omonimo lago. Con la costruzione dell’imponente centrale idroelettrica era stato invaso dall’acqua e così, nel 1953, è stato demolito e ricostruito con gli stessi materiali dell’originale nel luogo in cui lo troviamo ancora oggi. Nella sua nicchia si può ammirare l’affresco che ritrae Santa Massenza, al centro, con al suo fianco San Domenico, a sinistra, e San Rocco, a destra; opera realizzata dal pittore rivano Lazzeri. Bibliografia: - “I segni del sacro nella Valle dei Laghi”, Tione, 2012
  • Capitello dei Caschi

    La storia di questo capitello, chiamato anche “Cappella dei Caschi”, nasce durante la Seconda Guerra Mondiale, quando la paura della guerra ha spinto i padergnonesi a voler dedicare un’opera religiosa alla Madonna, sperando nel suo aiuto. Alla fine della guerra, i paesani scelsero di rappresentare la loro gratitudine con la costruzione di un capitello a lei dedicato. In particolare hanno scelto di rappresentare l’Immacolata Concezione, caratterizzata dalle dodici stelle sul capo, il rosario tra le mani giunte e un piede che schiaccia la testa di un serpente, simbolo del peccato. La Madonnina è stata inserita in una struttura architettonica in pietra rossa, disegnata dall’ingegner Enrico Zuccatti, e posta proprio sopra il rifugio antiaereo scavato nella roccia dai paesani per ripararsi dalla guerra. Il capitello è stato inaugurato il 2 giugno 1947. Nel 2004, rovinato dal tempo, ha subito un restauro assumendo l’aspetto che si può tutt’ora ammirare. Bibliografia: - “La Madonna sul Rifugio, breve storia della Cappella dei caschi a Padergnone”, Circolo pensionati e anziani di Padergnone, testi di Silvano Maccabelli, Padergnone, 2004
  • Ricordo dei Santi Nerei

    Questo particolare capitello, inserito nel vano di un vecchio portale murato, è posto sul retro dell’ex municipio di Padergnone, in via XII Maggio. Si tratta di un’opera in vetro realizzata nel 2005 dall’artista Virginia Tozzi Miori, su richiesta dell’allora amministrazione comunale di Padergnone. Lo scopo della sua realizzazione era quello di ricordare l’antico Caputél dei Santi che una volta era situato proprio di fronte, abbattuto negli anni ’60 a causa di lavori di urbanizzazione. L’opera raffigura, come nell’antico capitello, i Santi Nerei, un gruppo di martiri: San Nereo, Sant’ Achilleo, Santa Domitilla e San Pangrazio, con l’aggiunta, nella lunetta superiore, dell’antico Porto di Limbiàch di Padergnone e un avvolto dell’abitato dei Càschi*. (* Càschi, toponimo che indica l’attuale via XII Maggio a Padergnone). Bibliografia: - “I segni del sacro nella Valle dei Laghi”, Tione, 2012 - Maccabelli Silvano, “Lìmes Làcus. Viaggio nei toponimi padergnonesi. Atlante dei nomi di luogo”, Comune di Padergnone, 2008
  • Lapide a ricordo del voto a San Valentino

    La lapide marmorea, posta sull'edificio allora sede del municipio, del consultorio e dell'ambulatorio medico, ed ora sede della biblioteca comunale, riporta: “A PERENNE RICORDO DEL VOTO DI SAN VALENTINO ESPRESSO DAL COMUNE DI VEZZANO NELLA GUERRA 1940-1945” Durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti, l’allora Comune di Vezzano aveva fatto un Voto Solenne con lo scopo di proteggere il paese dalla guerra, promettendo che alla fine del conflitto avrebbe celebrato una grande festa come ringraziamento a San Valentino. Bibliografia: - “I segni del sacro nella Valle dei Laghi”, Tione, 2012
  • Voto a San Valentino

    Il 14.2.1944, come ogni anno, si festeggiava a Vezzano il Patrono San Valentino, ma in un contesto particolarmente grave: la guerra, coi pericoli, i dolori e le privazioni che essa porta con sé, in assenza dei molti giovani soldati e dei lavoratori impegnati in luoghi lontani e pericolosi. Nonostante tutto ciò, migliaia di fedeli, accorsi da tutto il circondario, presenziarono alla messa solenne in cui fu emesso il voto a San Valentino, sottofirmato dalle autorità ecclesiastiche e civili e da molti capofamiglia delle otto comunità dell'allora Comune di Vezzano. I cannoni piazzati a Vezzano non furono usati: la guerra cessò appena in tempo ed in ottemperanza a quel voto, la comunità vezzanese dal 1945 la prima domenica di settembre ricorda e rinnova quel voto con una solenne precessione alla chiesa di San Valentino in agro. Alla commemorazione religiosa si è poi affiancata dagli anni '90 una manifestazione dedicata alla pace organizzata al tempo dai Comuni di Vezzano e Padergnone, ora Vallelaghi, con la collaborazione di associazioni e scuole, che col passare del tempo si è arricchita di offerte culturali ed ha preso il nome "Tutti i colori della pace". --- In questo Archivio potete consultare articoli a riguardo pubblicati sul notiziario comunale di Vezzano: 60º anniversario del Voto a San Valentino - di Rosetta Margoni - pag. 15-18 sul n. 2 del 2004; Mostra fotografica a cura del Museo Storico in Trento: “Vezzano, la IIª guerra mondiale e il voto a San Valentino” - di Lorenzo Gardumi - pag. 12-14 sul n. 2 del 2005;
  • Prima Comunione 1967

    La fotografia ritrae la piccola Pisoni Lucia nel giorno della sua Prima Comunione. Come di consueto per l'epoca, indossa un vestito tradizionale e porta sul capo un velo in tulle. Alle sue spalle possiamo notare il paese di Castel Madruzzo, in particolare la maestosa Chiesa Lauretana.
  • Prima Comunione 1965

    La fotografia ritrae una bambina di otto anni, in chiesa, nel giorno della sua Prima Comunione. Come di consueto per l'epoca, indossa un vestito tradizionale ricamato e porta sul capo una coroncina con il velo in tulle anch'esso con dei ricami.