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  • carazza

    Polvere scura che si forma con la combustione della legna e si deposita nel giro dei fumi nella stufa, sul tubo e nel camino. Va ripulita periodicamente.
  • scoàt

    Mazzo di fusti di saggina (sorgo) essiccati e legati insieme col fil di ferro, utilizzato per pulire il forno, la stufa, il camino dalla fuliggine.
  • banchéta dala legna

    Particolare panca che sotto alla seduta, che si alza a cerniera, ha una cassa atta a contenere la legna da ardere. Viene posta accanto alla stufa e solitamente ha lo schienale
  • lessivaĉ

    Finito l'ammollo con la "lessìva" dei capi chiari, essa diventava lessivaĉ e questo veniva riutilizzato per lavare i capi più sporchi ed i pavimenti.
  • lessìva

    La "lessìva" era operazione di ammollo del bucato ("bugàda") indispensabile per la pulizia di panni molto sporchi. Si posizionavano i panni nella "brènta", vi si posizionava sopra un telo leggero, per fermare le impurità, quindi vi si versava acqua bollente mescolata con la cenere e si lasciava in ammollo per il tempo necessario. L'acqua di scarico dopo questo processo era chiamata "lessivaĉ" e veniva riutilizzata.
  • cendriaröl

    Nella cucina economica, sotto il fuoco, separato da una griglia di ferro c'è un cassetto dove si raccoglie la cenere prodotta ("cendro"). Questo cassetto, chiamato "cendriaröl" è estraibile e regolarmente va tolto e svuotato, operazione che si fa al mattino quando la cenere è fredda. L'apertura da cui si estrae è chiusa da una "portèla" anch'essa in ferro.
  • fèri dela fornèla

    La cucina economica tradizionale ha la piastra con almeno un foro circolare chiuso da anelli di ferro concentrici fino ad arrivare ad un piccolo cerchio forato in centro. Questi anelli, chiamati "fèri dela fornèla" possono essere tolti uno alla volta, a partire dal cerchio nel cui foro si inserisce "el ferét" fino ad ottenere l'apertura desiderata. Si può così introdurre il paiolo a profondità variabile o anche semplicemente appoggiarvi sopra una pentola a diretto contatto col fuoco per una cottura più rapida.
  • Mòi

    Questo "mòi" ha la parte sulla curvatura pressata.
  • Quel lì el le conta che no se le ciapa gnanca col mòi.

    La registrazione è stata fatta da una telefonata in viva voce parlando di attrezzi di una volta. Roberto Pedrotti cita e spiega questo modo di dire. In italiano sta a significare: Quello te le racconta che non riusciresti a prenderle neppure con le molle per il focolare. Lo si potrebbe dire di uno spaccone.
  • soprès a bràse

    Antico ferro da stiro col corpo formato da un contenitore in ghisa apribile in cui si inserivano braci ardenti usando "el mòi" o la paletta di ferro. Il fondo si riscaldava a tal punto che si poteva stirare. Il manico era di legno.
  • monéga

    Contenitore aperto in legno, protetto sulla base da una lamiera di rame, che aveva lo scopo di contenere lo scaldaletto e tener sollevato le lenzuola cosicché il calore potesse espandersi ed asciugare l'umidità. Veniva posto per tempo tra le lenzuola in mezzo al letto e vi veniva inserito lo scaldaletto. Quando si andava a letto, il tutto veniva appoggiato sul pavimento cosicché continuava a distribuire tepore finché le braci non si spegnevano del tutto.
  • scaldalèt

    Contenitore in rame in cui venivano inserite grossi braci ardenti usando "el mòi" o la paletta di ferro. Il coperchio era traforato in modo che le braci potessero ricevere aria e rimanere vive; il manico era lungo per evitare di scottarsi quando lo si andava a posizionare nella "monega" sotto le coperte.
  • colòmica

    La "fornèla" ha sostituito un po' alla volta il "fogolàr". In origine questo apparecchio di ferro posto su quattro pioli tratteneva il fuoco al suo interno e mandava il fumo nel tubo del camino ("canón") che lo portava all'esterno. Sul camino c'erano dei sottili ferri che si potevano aprire a raggera per stendere piccole cose da asciugare velocemente, primi fra tutti i "panisèi" dei neonati. Oltre il camino anche la spessa lastra superiore irradiava il calore. Essa era fornita di più cerchi concentrici che potevano essere tolti ("fèri dela fornèla") con l'apposito "ferét" in modo da inserire il paiolo (paròl) a diretto contatto col fuoco. Sul fianco aveva una vasca di rame per l'acqua, così da avere sempre a disposizione acqua calda e da offrire la giusta umidità alla stanza. Sotto la bocca del fuoco c'era quella della cenere ("cendriaröl") e di fianco il forno offriva la possibilità di cuocere il pane in casa. Intorno aveva un passamano in ottone per evitare scottature, ad esso venivano appesi "el ferét", la "paléta dala céndro", "la cazza de l'aqua", "'na pèzza de cosìna"... Accanto vi era la "banchéta dela legna" o sotto "la cassa dela legna", che conteneva anche lo scopino ("scoàt") per la periodica pulizia dalla fuliggine ("carazza"). Sul muro accanto erano appesi i contenitori per il sale e per i fiammiferi ("sofranèi"). Spesso la "fornéla" era staccata da muro in modo da far posto ad una alzatina in legno e una panca, a volte anche ad angolo, per ricreare quel luogo tipico del "fogolàr" dove la famiglia, e prima di tutto gli anziani, potevano godere al meglio il calore della cucina. Col tempo la cucina economica ha cambiato il suo aspetto e la sua funzionalità e, seppur diversa, è ancora diffusa nei nostri paesi.
  • ferét

    Accessorio in ferro utilizzato per muovere legna e braci nella stufa e per spostare i "fèri dela fornèla". Proprio per la funzione molto simile il nome "mòi" è passato dalle molle del focolare all'attizzatoio della cucina economica ("fornèla").
  • mòi

    Barra di ferro battuto, ripiegata ad U piatta sulla curvatura e alle estremità. "El mòi" viene usato come una molla premendo l'estremità piegata per spostare le braci e la legna nel camino, trattenute con le estremità piatte. Serviva anche per prendere le braci e caricare il ferro da stiro ("soprèssa") e lo scaldaletto ("scaldalèt).
  • granìz

    Si tratta della fuliggine che si forma sotto le pentole a contatto col fuoco.
  • cèla

    Grande pentola.
  • lia

    Incavo rettangolare nella base del focolare aperto, proprio sotto la cappa, dove ardeva la legna.
  • trepéi

    Un tempo per "trepéi" si intendeva essenzialmente un arnese in ferro munito di tre piedi che si poneva sopra il fuoco nel focolare aperto ("fogolàr") per sostenere le pentole. Se ne usavano però anche in legno per sostenere contenitori. Oggi sono certo di più largo uso treppiedi, solitamente regolabili, per sostenere fotocamere, videocamere ed altri strumenti tecnologici.
  • Trepéi col mànec

    Questo treppiede in ferro battuto ha due piedi sotto il cerchio, che proseguono piegati a 90° e sagomati sopra il cerchio, e uno sotto il lungo manico. Il cerchio veniva posto sopra la brace nel focolare aperto ("fogolàr") per mantenere sollevato dal fuoco pentole di diversa misura. Sul lungo manico, che usciva dal fuoco, c'è un ferro verticale con due ganci ai quali veniva appoggiato il manico delle padelle, come ad esempio il tostino ("brustolìn"), per mantenerle orizzontali.
  • Trepéi

    Questo treppiede triangolare in ferro battuto veniva posto sopra la brace nel focolare aperto ("fogolàr") per mantenere sollevato la pentola dal fuoco. La sagomatura del triangolo permetteva di sostenere anche pentole più piccole .