Donna

Collezione

Contenuti

Ricerca avanzata
  • Al corso di cucito

    Franca Marcantoni in classe con le sue compagne per il corso di cucito.
  • Gruppo di persone in occasione festiva

    La fotografia ritrae un gruppo di persone in abito elegante. Probabilmente si tratta di una gita "fuori porta" in occasione di una festa. Si riconosce Agnese Bridarolli, moglie di Giulio Dallapè. I signori sono amici della famiglia Dallapè, probabilmente appartenenti alla famiglia De Varda o De Vilos.
  • Gruppo di giovani donne

    La fotografia ritrae un gruppo di giovani donne di Stravino. L'abbigliamento è tipico degli anni '20-'30 del 1900.
  • Donna in abito elegante a Stravino

    La fotografia ritrae una giovane donna in abito elegante alla moda degli anni '20-'30 del 1900. Lo scatto fu fatto sulla strada principale che attraversava Stravino e sullo sfondo è possibile notare la roccia oggigiorno nascosta quasi completamente dalle case.
  • Dallapè Bortolo e consorte

    La fotografie ritrae Dallapè Bortolo e consorte in uno scatto del 1916. L'uomo indossa la tipica divisa militare dell'Impero austro-ungarico, mentre la donna l'"abito della domenica". Sullo sfondo la campagna con alberi da frutto.
  • Gita al lago di Cavedine

    I vestiti sono eleganti sia per le signore che per il rematore. Ci sono anche mazzi di fiori, probabilmente si tratta di una gita "fuori porta" in occasione di una festa. Si riconosce Agnese Bridarolli, moglie di Giulio Dallapè. Le signore sono amiche della famiglia Dallapè, probabilmente appartenenti alla famiglia De Varda o De Vilos. Lo scatto risale agli anni '30 quando i fratelli Dallapè iniziarono a dilettarsi come fotografi.
  • Donna di Stravino

    La donna ritratta è di Stravino e dovrebbe trattarsi di Maria Dallapè. La donna veste un abito elegante con un enorme e vistoso colletto.
  • Donne di Stravino

    La fotografia ritrae due donne di Stravino, presumibilmente madre e figlia. Nelle due donne si evidenzia la gonna stretta in vita ed il corpetto separato.
  • Grembiule: sì o no?

    In questa foto di classe vediamo che le femmine portano il grembiule nero di fatture diverse mentre i maschi no. Le bambine indossano gli zoccoli mentre i bambini le scarpe. Con loro il maestro Decarli.
  • Caterina Eccher nei ricordi di Elsa Bolognani

    Andando alla ricerca di figure femminili del passato, grazie ai ricordi di Elsa Bolognani, abbiamo incontrato Caterina Eccher (nata nel 1893), figura importante per il paese di Vigo Cavedine al tempo in cui la bachicoltura era la principale fonte di sostentamento per molte famiglie. Era lei che portava in paese i seme-bachi e li accudiva fino alla nascita dei bacolini che distribuiva poi alle famiglie interessate alla produzione dei bozzoli.
  • cetìn

    Uomo o donna che segue con esagerazione e pignoleria il culto. Per estensione
  • La fabbrica delle noci nei ricordi di Amelia Pisoni

    L'intervista alla signora Amelia è stata fatta su invito di Carlo, uno dei bambini coinvolti nel "Progetto calendario" che Ecomuseo sta svolgendo con la collaborazione delle scuole del territorio. Amelia, classe 1940, ha lavorato alla fabbrica delle noci Bressan di Fraveggio, dal 1955 fino alla chiusura della stessa nel 1965. Era un lavoro stagionale che occupava fino ad una cinquantina di donne da inizio novembre a fine marzo. Ci ha raccontato la sua esperienza in lingua italiana ma poi, tornando sull'argomento, siamo passate al dialetto cosicché nell'ultima parte si può sentire la parlata di Vezzano.
  • Donna - Festa dell'Uva

    La fotografia ritrae una donna con un cesto di vimini e un ramo d'uva appena raccolta. Nella descrizione dell'ingrandimento in formato 30x40 cm, scansionato in questa occasione, appare la seguente frase: "Festa dell'Uva". La donna fotografata potrebbe essere Armida Dorigatti.
  • Donne di tre generazioni

    L'anziana nella foto è Orsola Zambanini, moglie di Albino Zuccatti tessitore, di cui ci ha raccontato qualcosa la nipote Antonia classe 1931 nell'intervista collegata. Antonia è la più piccola in questa foto, l'altra bimba è la sorella Carmen, classe 1927, mentre la loro mamma, Maria Coslop era incinta di Giovanna, ricordo che ha permesso la datazione dello scatto. Sullo sfondo si vede il dos dei Segrai praticamente spoglio. Curioso anche il racconto di Antonia rispetto al fotografo: Alviz Zambanini, cugino della nonna, era emigrato in Austria e quando arrivava da Linz in bicicletta per far visita ai parenti portava con sé la sua macchina fotografica, fissando così su carta immagini della famiglia.
  • Donne che ricamano

    In questa fotografia sono raffigurate due donne, la madre Antonia, seduta, e sua figlia, in piedi a fianco a lei. Sone colte in un importante momento di lavoro domestico, il ricamo, probabilmente di un lenzuolo. La madre, che guarda dolcemente la figlia, sembra controllare il lavoro da lei svolto.
  • Pascolo a Sarche

    La fotografia ritrae le sorelle Alda e Iole Coser mentre portano al pascolo le pecore appartenute alla loro famiglia.
  • cetina

    L'uso di "cetina" col significato di "zitella" deriva dal fatto che, spesso, in passato le donne nubili di una certa età non avevano altro che la religione a cui aggrapparsi.
  • comàre

    Oltre che col significato utilizzato anche in italiano di donna alla quale si è legati da uno stretto rapporto di amicizia e confidenza, oltre al concetto di pettegola, "comare" in dialetto locale indica colei che segue la donna durante la gravidanza, il parto e il puerperio.
  • Donne in piazza a Castel Madruzzo

    La fotografia ritrae Anna Chemelli con la madre Letizia Pedrini, nella storica piazza del paese di Madruzzo. Sebbene la zona abbia subito dei miglioramenti (ad esempio: nella foto la strada appare sterrata mentre ora non lo è più), il luogo rimane oggi complessivamente molto simile e immediatamente riconoscibile.
  • Donne nei pressi di Castel Madruzzo

    Da destra, Maria Chemelli, Venuti Elisa, e un'anziana signora, appaiono ritratte, probabilmente dal centro storico del paese di Madruzzo, con il maestoso Castello alle spalle, sullo sfondo. L'attuale scenario rimane oggi pressoché immutato.
  • Giovane ragazza a Castel Toblino

    Questa fotografia ritrae una giovane ragazza, Alda Coser, in posa davanti all'affascinante Castel Toblino, ora lungo la sponda è presente la famosa passerella che costeggia l'omonimo lago.
  • lessivaĉ

    Finito l'ammollo con la "lessìva" dei capi chiari, essa diventava lessivaĉ e questo veniva riutilizzato per lavare i capi più sporchi ed i pavimenti.
  • lessìva

    La "lessìva" era operazione di ammollo del bucato ("bugàda") indispensabile per la pulizia di panni molto sporchi. Si posizionavano i panni nella "brènta", vi si posizionava sopra un telo leggero, per fermare le impurità, quindi vi si versava acqua bollente mescolata con la cenere e si lasciava in ammollo per il tempo necessario. L'acqua di scarico dopo questo processo era chiamata "lessivaĉ" e veniva riutilizzata.
  • fèr da stiro

    Possiamo qui scorrere la storia del ferro da stiro attraverso le immagini 1. Ferro da stiro a braci - Soprès a brase Antico ferro da stiro col corpo formato da un contenitore in ghisa apribile in cui si inserivano braci ardenti usando "el mòi" o la paletta di ferro. Il fondo si riscaldava a tal punto che si poteva stirare. Il manico era di legno.