Elementi architettonici particolari

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  • Tettoia per carro

    Riparo per il carro e i vari attrezzi agricoli. Il tetto è stato rifatto verso il 2010.
  • Confini della proprietà della fam. Pedrotti in loc. Pozze

    Il confine è marcato da un muretto a secco; inizialmente la famiglia coltivava vigne, poi quando divennero vecchie, verso il 1975 piantarono prugne per la vendita, ma c'erano anche altri alberi da frutto per autoconsumo: "ciresère", "perèri", "armellini", "fighèri", "pomèri", "perseghèri". Con i pomi facevano le persecche, che mettevano a seccare su un fil di ferro steso sul muro della casa. Poi si è ritornati alle vigne.
  • tór

    "tór" può avere anche un altro significato:
  • Gruppo presso il portico di Santa Massenza

    Un gruppo di persone si trova nei pressi del portico di Santa Massenza, chi in strada, chi sulla porta o sulla finestra di casa. Un uomo conduce un cavallo che traina un carro, un ragazzo porta una fascina di legna. Tutti gli uomini portano gilet e cappello. Molti i cambiamenti di questo angolo di paese sui quali vale la pena soffermarsi: - la strada era costituita da due strisce in pietra per il passaggio dei carri ed il resto era in selciato; - la scala che sale alla casa alla destra del portico era larga con bassi scalini n pietra e selciato percorribili anche dai carri; - all'ultimo piano di quella casa c'era un poggiolo di legno; - sulla sinistra vediamo una casa che è stata poi abbattuta per far posto al piazzale della chiesa.
  • Vezzano - panorama da est

    Cartolina non viaggiata di 14,6 x 10,5 cm con intestazione “Vezzano m 386 (Trentino) Panorama. Osservando con attenzione lungo le case sulla destra si può notare il canale di carico della "bót de l'òra" della fucina Morandi. Sono elementi architettonici ormai scomparsi le scale esterne sulle case in primo piano. Sui dossi brulli si nota la presenza del pino nero introdotto qui come in tutto il Trentino ad ondate successive, a partire dal 1885 e fino al secondo dopoguerra.
  • Per acqua

    In questo scorcio possiamo notare diversi elementi interessanti: una pubblica fontana in pietra, due signore dai lunghi vestiti fino ai piedi che conversano mentre una di loro tiene al braccio due secchi e nell'altra mano un arcuccio, lo stemma dei Savoia sopra il portone e la vecchia cassetta per le lettere incassata nel muro, due ampie terrazze dai parapetti in pietra, un manifesto sul portone, la rete di illuminazione pubblica coi cavi volanti, la strada e la piazza sterrate, la scritta solo in parte riconoscibile "Piazza regina Elena", un tetto in primo piano e il castello di Madruzzo sullo sfondo. L'antica "piazza di mezzo" assume questo nuovo nome dopo la revisione della toponomastica, dovuta dal passaggio del Trentino all'Italia. La terrazza sulla destra è ancora oggi in parte presente sopra il negozio Grosselli, quella sulla sinistra è stata abbattuta nel 1956 per far posto ad un bar che a sua volta è stato abbattuto nel 1978 per diventrare il giardino del "ristorante da Cipriano".
  • Sul balcone

    Famiglia sul balcone con ringhiera artigianale in legno. La casa è in sassi a vista, sulla soffitta ci sono le tipiche finestre aperte per arieggiare l'ambiente, dette "bochéri".
  • Chiesa parrocchiale di S. Massenza

    Sulla destra vediamo un uomo intento ad attingere acqua da un pozzo per caricare un'irroratrice manuale, mentre sulla sinistra è visibile il cancello ligneo del Palazzo Vescovile menzionato a p.10 della pubblicazione "Ville, torri e palazzi di Vallelaghi : Padergnone, Santa Massenza e Terlago". La data è ricavata dal timbro postale. La cartolina è scritta da una villeggiante "servita come una principessa".
  • Arco sopra piazzetta Sant'Anna

    Un arco in pietra con una porta delimitava un tempo lo spazio privato di questo edificio. All'esterno, accanto alla piazzetta si vedono accatastate delle fascine di legna.
  • Baita in Gazza

    Tipica baita in Gazza, costruita sul pendio con i sassi, per lo più interrata, senza finestre e con tetto ad uno spiovente.
  • Inaugurazione del nuovo stendardo della Banda Sociale di Cavedine

    Lo stendardo, unitamente alle sue aste, è quello attuale. La foto è stata scattata davanti alla biblioteca comunale. La data è riportata a penna sul retro.
  • Veduta di Vezzano e parco ottocentesco

    In primo piano notiamo un colle con sopra delle colonne a cerchio con dei cipressi, sullo sfondo il paese di Vezzano, a sinistra l'imponente palazzo ex Questura ora Sede del Comune di Vallelaghi. Si hanno notizie che questo spazio sia stato parte di un parco ottocentesco a disposizione degli ospiti dell'albergo ex Stella d'Oro . Nel parco c'era un giardino all'italiana, la torretta riconoscibile era rifugio per gli innamorati.
  • Battesimo di Nellj Giavarina

    All'epoca i bambini venivano battezzati il giorno stesso o quello immediatamente seguente la nascita. Le partorienti, considerate impure, non potevano partecipare alla cerimonia e i neonati venivano solitamente portati in chiesa da un'altra donna della famiglia. Nella foto la bambina è ritratta in braccio alla nonna Pasquina ed è accompagnata dalle sorelle. Si noti il prezioso tradizionale porta enfant da cerimonia bianco nel quale la bimba, tutta vestita di bianco, era ben protetta per la sua prima uscita da casa. Lo zio, che si era avvicinato al mondo della fotografia quando era militare ad Addis Abeba, emigrato in Belgio si era comperato la macchina fotografica e così quando rientrava a Lasino fotografava i suoi familiari. Spesso dobbiamo ai nostri emigrati le testimonianze fotografiche dei nostri antenati.
  • Scorcio di via Dante a Vezzano

    La fotografia è stampata su cartoncino pesante la cui trama è visibile nella foto. La presenza di militari insieme ai civili lungo la via fa presumere che la foto risalga al 1944-45, periodo dell'occupazione tedesca. Si può notare come la pavimentazione della strada fosse in terra battuta e come l'energia elettrica veniva trasportata con cavi aerei. Interessante la presenza di ben due erker in un tratto così breve di via. Essi sono tipici dei luoghi di area tedesca, utili per dare volume e luce ad una stanza e maggiore vista sull'esterno. Quello in legno non c'è più mentre quello in muratura all'incrocio fra via Dante e via Roma è ancora lì.
  • La porta del 1690 del mulino Cappelletti

    La porta, ora interna, era quella che immetteva un tempo al piano di carico del mulino Cappelletti costruito nel 1862. La chiave di volta riporta la data 1690, è stata quindi recuperata da un edificio preesistente, probabilmente il precedente mulino della stessa famiglia posto poco distante.
  • La scuola di Fraveggio nel primo periodo

    Prospero Bressan, emigrato negli Stati Uniti nel 1929, ha conosciuto e sposato là Ines Genovese emigrata dall’Italia nel 1912. Questa foto ricordo è stata scattata sul suolo dove sarebbe sorta la loro casa a Fraveggio, in occasione del loro breve viaggio fatto per acquistare il terreno e dare disposizioni per la costruzione. Dietro la coppia si vede la scuola di Fraveggio com'era nella prima fase della sua esistenza con una sola grande aula. Si notano la coltivazione della vite e dei broccoli, una catasta di ramaglie, l'ambiente sullo sfondo spoglio, il capitello sulla vecchia strada per Lon e, a ben guardare, anche i resti del muraglione di "Castel Tonin" sul doss Tonin (a sinistra).
  • Cartolina acquerellata di Fraveggio

    Un grande gruppo posa in via San Bartolomeo all'incorocio con Vicolo dei Molini. Sullo sfondo si vedono le ultime abitazioni prima di arrivare in piazza.