Nota come chiesetta di San Vili, termine dialettale per Vigilio, è una cappella costruita nel 1887, su un precedente capitello dedicato alla Madonna. È dedicata a Sant'Anna e San Vigilio. Nel 1908 con l'intervento del vescovo vi venne posta all'interno una statua lignea del patrono di Trento, San Vigilio, che secondo la leggenda aveva predicato in questo luogo; da allora è chiamata di San Vigilio.
Si trova sul sentiero SAT n. 613, denominato sentiero di San Vili, a poca distanza da Ranzo in direzione Deggia.
È dotata di due campanili, uno squadrato davanti e uno circolare dietro, un'ampia gronda che protegge un piccolo balcone a sorta di pulpito con ringhiera di ferro, una campanella, una lapide in marmo scritta in latino con accanto una targa con la traduzione italiana che racconta del passaggio di San Vigilio. Nel 1996 sopra la porta d'ingresso, Gianni Rigotti, pittore locale, ha affrescato il trasporto della salma di San Vigilio passando proprio in questo luogo, come viene tramandato dai racconti popolari.
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Bigliografia:
Il lavatoio pubblico era presente in ogni paese, talvolta posizionato proprio sul letto di una roggia, altre volte la roggia veniva incanalata con la costruzione di una fontana-lavatoio che permetteva alle donne di fare il bucato in una posizione più comoda come nel caso di questa nella piazza di Fraveggio. Altre volte, in assenza di rogge era l'acquedotto a servire fontane e lavatoi, spesso divisi in sezioni per l'abbeveraggio degli animali, per il lavaggio e per il risciacquo degli indumenti. Con l'arrivo dell'acqua nelle case fontane e lavatoi hanno perso la loro importanza e spesso sono stati abbattuto ma questo di Fraveggio è ancora ben conservato al suo posto.
sorta di zaino di legno con una cassettiera contenente articoli di merceria, piccoli attrezzi e giocattoli, ... utilizzata dal venditore ambulante (kromer) che raggiungeva così anche i luoghi più isolati vendendo ed acquistando mercanzia.
Ha messo a disposizione dell'Archivio della Memoria alcuni dei suoi quadri che immortalano momenti del passato, riportano in vita ricordi a chi c'era e mostrano ai più giovani qualche spaccato della vita e dei luoghi di un tempo.
Tutte le immagini condivise possono essere utilizzate citando l'autore.
La sua figura viene presentata in queste pubblicazioni consultabili nell'Archivio della Memoria:
Disegno preparato per la rubrica "Proverbi trentini" a pagina 25 del n. 12 della rivista "Retrospettive". Illustra il modo di dire: "da 'n ciòc vègn för tante stèle" che continua con l'affermazione "ma.. così i m'è sortìdi".
Questo modo di dire si usa per sottolineare come i fratelli possono essere anche molto diversi fra loro, come lo sono i pezzi che si ottengono tagliando un legno.
Disegno preparato per illustrare l'articolo "CARATTERISTICHE E PREGI DELLE PIÙ COMUNI PIANTE E ERBE MEDICINALI: IL TIGLIO" a pagina 14 del n. 12 della rivista "Retrospettive".
Disegno preparato per illustrare l'articolo "CARATTERISTICHE E PREGI DELLE PIÙ COMUNI PIANTE E ERBE MEDICINALI: LA CAMOMILLA" a pagina 12 del n. 12 della rivista "Retrospettive".
Disegno preparato per la rubrica "Proverbi trentini" a pagina 17 del n. 11 della rivista "Retrospettive". Illustra il proverbio: "'n asen ben vestì no 'l sconde le réce".
Disegno preparato per illustrare l'articolo "CARATTERISTICHE E PREGI DELLE PIÙ COMUNI PIANTE E ERBE MEDICINALI: LA MALVA" a pagina 13 del n. 11 della rivista "Retrospettive".
Disegno preparato per illustrare l'articolo "CARATTERISTICHE E PREGI DELLE PIÙ COMUNI PIANTE E ERBE MEDICINALI: IL GINEPRO" a pagina 11 del n. 11 della rivista "Retrospettive".