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  • Gruppo di scolari all'aperto

    L'ingrandimento in formato 40x30 cm, scansionato in questa occasione, mostra un gruppo di scolari all'aperto, presumibilmente di Cavedine. In fondo al gruppo si riconosce don Evaristo Bolognani.
  • Percorso nel sacro Cavedine - Stravino - Brusino - Vigo

    Nella zona di Cavedine, da sempre rurale, legata alla tradizione contadina, abbiamo previsto un percorso che ricordi l'antica tradizione delle rogazioni. Le ROGAZIONI erano processioni, ora scomparse, che (accompagnate da speciali litanie) avevano lo scopo di propiziare l'esito del raccolto e di proteggere gli abitanti dalle folgori, dalla tempesta, da malattie, fame e guerra. (Fino agli anni '50 del secolo scorso la pratica secolare della benedizione delle campagne era cosa consolidata). Il punto di partenza di queste processioni era la chiesa parrocchiale e ogni giorno veniva seguito un percorso differente, che giungeva fino ad un punto prestabilito, un luogo significativo del territorio della parrocchia: una cappella, un'edicola votiva o una croce in mezzo ai campi. Il percorso si snodava per diversi chilometri ed era studiato in modo che tutto il territorio della parrocchia potesse essere raggiunto e protetto. Proponiamo qui un percorso ad otto che passi per le 4 chiese parrocchiali e per molti punti sacri. Esso potrà essere spezzato in due parti ed i due anelli, di circa 6 chilometri ciascuno, seguiti indipendentemente l'uno dall'altro, magari facendo l'anello Nord più impegnativo a piedi e quello sud più tranquillo in bici. Potete avere ulteriori informazioni sulla pagina dedicata a questo percorso:
  • Percorso nel sacro Calavino - Lasino - Castel Madruzzo

    In questo percorso nel Sacro del Comune di Madruzzo vi è la particolare e ripetuta presenza dei principi vescovo della casa Madruzzo. Cristoforo Madruzzo è nato a Castel Madruzzo il 5 luglio 1512 e poi è diventato Principe Vescovo di Trento, succedendo a Bernardo Clesio [a soli 27 anni nel 1539 ], a lui sono seguiti Giovanni Ludovico e Carlo Gaudenzio, mantenendo il principato fino al 1658. Hanno lasciato il loro segno innanzitutto alla cappella interna al castello, purtroppo raramente visitabile, in cui è raffigurata la storia degli stemmi dei Madruzzo, ma anche alla cappella nella chiesa di Calavino; particolarmente importante è stato il loro legame con la chiesetta al Corgnon di Calavino e la chiesa di S. Maria Lauretana a Castel Madruzzo. Potete avere ulteriori informazioni sulla pagina dedicata a questo percorso:
  • Percorsi nel sacro Vezzano - Terlago

    Anello nord del percorso ad otto del sacro del Comune di Vallelaghi, nel rientro si può scendere da Ciago per vedere il capitello di San Jop protettore dei bachicoltori o, rinunciandovi, fare un giro più ampio passando per Lon e Fraveggio; ambedue queste proposte partono ed arrivano a Vezzano passando per Terlago. L'anello sud prevede invece il passaggio da Padergnone. Potete avere ulteriori informazioni sulla pagina dedicata a questo percorso:
  • Percorso nel sacro Vezzano - Fraveggio - Padergnone

    Anello sud del percorso ad otto del sacro del Comune di Vallelaghi, passante per un tratto della vecchia strada imperiale di fondovalle in alternativa a quello più alto che passa per i ruderi di San Martino; ambedue queste proposte partono ed arrivano a Vezzano passando per Padergnone. L'anello nord prevede poi il passaggio da Terlago. Potete avere ulteriori informazioni sulla pagina dedicata a questo percorso:
  • Percorso nel sacro Vezzano - San Martino - Padergnone

    Anello sud del percorso ad otto del sacro del Comune di Vallelaghi, via ruderi di San Martino, in alternativa a quello passante per un tratto della vecchia strada imperiale di fondovalle; ambedue queste proposte partono ed arrivano a Vezzano passando per Padergnone. Questo propone di passare davanti al capitello di Santa Massenza, l'alternativo invece lo salta facendo il paesaggistico lungolago, a voi la scelta. L'anello nord prevede poi il passaggio da Terlago. La partenza è prevista dall'aiuola della pace nei pressi del teatro di valle a Vezzano e lungo il percorso una particolare attenzione viene dedicata proprio al tema della pace.
  • Antichi mulini di Padergnone

    Il percorso degli antichi mulini di Padergnone si snoda principalmente a partire dall’incrocio tra via XII Maggio e via San Valentino, attraversa i Vòlti dei Caschi, segue via Montagnola ed infine percorre via di Pendè. Lungo questo itinerario il visitatore può leggere i pannelli dedicati, scoprire la storia degli antichi opifici del paese e notare le differenze esistenti tra gli antichi edifici e quelli odierni. Sono stati collocati sei pannelli illustrativi che descrivono le caratteristiche e le vicende dei seguenti stabili: “mòlin dei Pradi” e la sega del “tòf”, “mòlin del Pero”, “mòlin de la Giòana” e le pescicolture Miori, Nuovo Mulino Miori ed infine cementificio Miori (trasformato nell’ex segheria Bassetti) ed il perduto opificio della famiglia a Prato. Nel corso dei secoli a Padergnone furono sicuramente attivi 4 mulini e 5 opifici costruiti lungo il corso della roggia che attraversa ancora oggi il centro abitato. Nel 1881 la Camera di Commercio e d’Industria di Rovereto testimonia la presenza di 3 mugnai attivi a Padergnone. La popolazione di Padergnone, ispirata dalla fede e dall’importanza socio-economica dei mulini, ha creato ed attribuito dei proverbi ai tre più antichi opifici del paese. Al “Mòlin dei Pradi” è stata associata la frase “Dio ‘l te aiuta”, al “Mòlin del Pero” il motto “Se ‘l podrà ‘l te aiuterà” ed al “Mòlin de la Giòana” il detto “El pòl se ‘l vòl”. Queste espressioni, pronunciate più volte a voce alta, imitano la velocità stessa della roggia che da lenta diventa sempre più rapida. La tradizione locale ha riportato questi proverbi nel “Coro dei Molini”, un canto che ripropone con cadenza ritmico-musicale la potenza dell’acqua della Roggia Grande.
  • Zaino

    Lo zaino era prevalentemente un manufatto maschile. Era utilizzato per svariati usi. Per scendere a Masi di Lasino (Pergolese) in occasione della vendemmia, vi si riponevano oltre agli alimenti da consumare durante la giornata, anche gli attrezzi che necessitavano per i lavori agricoli. Per salire in montagna in occasione della fienagione, la massaia il giorno avanti la salita in quota preparava lo zaino che conteneva, in aggiunta alle vettovaglie, anche alcuni oggetti che potevano servire durante il periodo di permanenza (una candela, fiammiferi, tabacco, orzo abbrustolito, un piccolo tegame, una scodella ecc..)
  • Malga Roncher prima della ristrutturazione

    L'occasione dello scatto è il pranzo della Festa dei Cacciatori. La data è stampata sul retro, quindi è quella dello sviluppo della fotografia.
  • Famiglia in gita sul Bondone

    La famiglia è ritratta sul ciglio della strada durante una gita domenicale in montagna.
  • Bambino sul Bondone

    Fotografia scattata in occasione di una gita domenicale in montagna. La data è stampata sul retro, quindi presumibilemnte è quella dello sviluppo della fotografia.
  • La Banda Sociale di Cavedine alla prima festa alpina sul Monte Gaggio

    Negli anni '60, fino al 1971, l'uniforme era costituita solo dal berretto.
  • Antichi mulini di Calavino

    Gli antichi mulini di Calavino costituiscono ormai un ricordo legato alla vita passata di cui purtroppo rimangono poche testimonianze. Rispetto agli altri paesi della Valle di Cavedine, Calavino è sempre stato caratterizzato da una ricchezza di sorgenti e corsi d’acqua che hanno contribuito allo sviluppo socio-economico e alla configurazione del paese. Per localizzare e ricostruire quello che una volta formava il cuore della vita artigianale del paese si è voluto creare un percorso che, attraverso sette pannelli, attraversa i principali punti dove si trovavano un tempo gli opifici. L’inizio del percorso è pensato nella zona del Bus Foran, dove la Roggia entra nel paese ed è collocata la bacheca introduttiva. Oggi buona parte della Roggia non è più visibile perché scorre al di sotto della strada, ma ci sono alcuni scorci dove la vediamo costeggiare le abitazioni. IL percorso passa dalla Piazzetta delle Regole, dove si gode di un’ottima visuale, per poi continuare nella parte vecchia del paese, il quartiere del Mas, cuore pulsante dell’artigianato di un tempo. Si stima che lungo la Roggia esistessero più di una trentina di mulini, destinati a diverse attività, che oggi sono purtroppo scomparsi e del quale restano poche testimonianze.
  • Antichi mulini del Borgo di Vezzano

    Il percorso "Antichi mulini del Borgo" va dalla località Naran fino a via Ronch, passando per via Borgo. È illustrato da una bacheca e 11 pannelli nei pressi degli 11 ex mulini che sfruttavano l’acqua della Roggia Grande ad inizio ‘900. L’acqua proveniente in parte da Covelo forniva già lì energia ad un mulino di cui si parla già nel 1244-47 e, superato Vezzano, continuava poi il suo corso alimentandone altri ancora a Padergnone fino a placare la sua corsa nel Lago di Santa Massenza. La presenza di mulini a Vezzano è documentata fin dal 1208 è si è fermata completamente nel 1979. Copia dei pannelli è collegata a questa risorsa ed il sito di Ecomuseo con gli approfondimenti è raggiungibile qui:
  • Antichi mulini di Ciago

    Il fondamentale ruolo ricoperto dai mulini nella storia e nell’economia del paese di Ciago si rintraccia facilmente nelle testimonianze documentarie, orali e toponomastiche presenti ancora oggi. Il paese è infatti attraversato dal rievocativo tracciato della “Val dei Molini” che, trasformatosi in sentiero, un tempo costituiva una via principale che si collegava, mediante una rampa, alla strada sottostante, via di San Rocco. Lì la roggia attraversa la strada ed, in passato, vi era collocato un lavatoio - abbeveratoio posto in posizione parallela alla larghezza del tracciato che lasciava uno stretto passaggio per i carri al suo fianco. Ancora oggi parte di questo sentiero viene utilizzata frequentemente dai pedoni che si spostano fra via San Rocco e la chiesa, sono state abbandonate la ripida parte che raggiungeva il vecchio mulino Cattoni fiancheggiando la roggia e pure la ripida parte in basso alla quale si preferisce il Vicolo della rogia pur se privato. Il toponimo della “Val dei Molini” si lega alle tradizionali arti molitorie che venivano esercitate nel borgo almeno sino dal 1387. A partire da tale data si leggono le prime tracce della presenza d’opifici collocati lungo la roggia del torrente Valachel e di un certo «…Antonius de Veczano…». Le vicende dei mugnai e della macinazione dei cereali a Ciago rimangono celate sino al 1848, anno di richiesta per la costruzione di una chiusa sulla roggia ai fini dell’antincendio “A lato del paese di Ciago scorre una roggia che serve all’uso della macina in quel comune ...”. Successivamente furono resi pubblici la “Relazione Statistica della camera di Commercio e d’Industria in Rovereto per l’anno 1880”, testimoniante la presenza di tre mugnai, e la cartografia del 1860 (prodotta dal Catasto Asburgico) riportante ben cinque mulini. L’analisi della mappa attesta l’esistenza dei mulini Cattoni, Eccel e Zuccatti, il successivo spostamento di sede dell’opificio Cappelletti e la posteriore costruzione della fucina Lucchi. --- Per approfondimenti sono consultabili on-line: - Antichi mulini di Ciago - di Caterina Zanin e Rosetta Margoni - in Sito Ecomuseo della Valle dei Laghi - 2018; - La roggia di Nanghel di Rosetta Margoni, Diomira Grazioli e Ettore Parisi - in Il libro delle acque 2008, pag. 246-248; - Un breve viaggio tra rogge e mulini - di Attilio Comai, in Il libro delle acque 2008, pag. 467-477; - Tra gli ingranaggi del mulino - di Diomira Grazioli, Rosetta Margoni, Luca Sommadossi - in Vezzano 7 n.3 del 1991 pag. 8-9-10.
  • Sentiero etnografico opifici storici della Valle dei Laghi

    Percorso fra gli antichi luoghi produttivi della Valle dei Laghi. In corrispondenza dei punti di interesse sono posizionati dei pannelli che descrivono brevemente quell'opificio storico sia in italiano che in inglese. Un qr-code presente sul pannello rimanda ad una pagina di approfondimento sul sito di Ecomuseo. Al percorso fisico si affianca perciò un prodotto editoriale. Copia dei pannelli è collegata a questa risorsa ed il sito di Ecomuseo con gli approfondimenti è raggiungibile qui: